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Unificato il Regno d'Italia, si rese necessario uniformare su tutto il territorio nazionele, il servizio postale. Si iniziò prima con i francobolli - la serie De la Rue può essere considerata la prima vera serie italiana - per poi passare ai bolli. Riportandosi ad un sistema francese, l'Amministrazione postale introdusse un nuovo sistema di obliterazione con il duplice scopo di annullare il francobollo in modo sufficientemente marcato per evitarne il riuso, e di identificare, attraverso il numero, l'ufficio di partenza del plico postale (una specie di CAP a rovescio). Sorsero così i bolli numerali a punti e a sbarre: ad essi veniva abbinato, sulla soprascritta, un bollo nominale. Mentre agli uffici di nuova apertura oltre al numerale, fu assegnato in bollo nominale a doppio cerchio simile a quelli già in uso nell'ex regno di Sardegna, gli uffici già esistenti continuarono ad usare, in coppia col numerale, i bolli in loro possesso, anche se di fornitura ducale, fino alla loro sostituzione. Si creò in tal modo una difformità di bollature tra regione e regione. Sulla data di introduzione e di distribuzione dei numerali agli uffici si è già trattato nel Forum; è stato fatto cenno anche al loro uso in abbinamento col nominale. Quelle che seguono, senza avere la pretesa di essere complete, sono solamente note introduttive per tutti coloro che si accostano al settore. Per iniziare è bene conoscere le caratteristiche strutturali dei due bolli, per poi passare agli usi, cominciando da quello a punti. Questo è costituito da un rettangolo formato da tanti piccoli rombi con al centro il numero distintivo dell'ufficio.

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Il passaggio dagli Stati Preunitari al Regno d'Italia portò anche alla unificazione del tipo di annullamento da usare. Inizialmente si usarono le tipologie in corso negli Stati Sardi con la sola eccezione del lineare "raccomandata" al posto di "assicurata" che ora viene usata solo per le lettere con valore dichiarato. L'incontro del Regio Commissario Cav. Perazzi con la famiglia De La Rue a Londra, oltre a portare novità nell'ambito dell'esecuzione e stampa di nuovi francobolli, portò anche alla decisione di provvedere all'uso di un nuovo tipo di annullatore e di un nuovo inchiostro che rendessero impossibile il riutilizzo fraudolento dei francobolli. I consigli più importanti vengono proprio da Warren De La Rue e propendono per inchiostri indelebili ed annullatori "killer" che incidono il francobollo o ne taglino la superficie. I primi esperimenti si tengono a Torino, dal 4 marzo al 9 maggio del 1864, utilizzando una macchina bollatrice inglese. I bolli usati furono due: il bollo a rombi sardo, messo ancora manualmente, che annullava il francobollo; mentre un piccolo bollo circolare contenente la data ed il nome della città di partenza veniva impresso con la macchinetta generalmente sulla lettera.
[uso del bollo con rombi sardo più bollo circolare del tipo inglese]
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Nicolò interviene sull'argomento dei falsi usati per posta per segnalarne uno in suo possesso, di cui finora non ho trovato riscontro nè in cataloghi nè in altre segnalazioni: "il francobollo in questione è il 4800 L (2,48 €) "Verso l'anno duemila" del 1999, (di cui vediamo sotto un'immagine). La differenza dall'originale si nota subito nella dentellatura (passo 11 1/4 anzichè 14x13 1/4) mentre la qualità di stampa è decisamente ottima, tant'è che in principio ero convinto si trattasse più di una varietà che di un falso, stampa probabilmente tipografica o laser, resistente all'acqua perchè un esemplare l'ho staccato dalla busta sul quale era applicato (prima che mi accorgessi della differenza). In totale sono in possesso di 4 di questi esemplari, di cui 2 applicati su una busta per atti giudiziari regolarmente viaggiate. Come quindi potete vedere, c'è sempre tutt'oggi chi non resiste alla tentazione di poter frodare le Poste, ed è curioso come, nel caso in questione, questo avvenga nell'ambiente giudiziario.

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Ancora un esemplare di Pino: -colori più brillanti -stampa del nero e scritte rosse in leggero rilievo, se si guarda il francobollo a luce radente, questi elementi risaltano in maniera evidente, sembra quasi che brillino. -carta eggermente più spessa -dentellato 12 3/4 -a forte ingrandimento (30X) la stampa non è formata da punti ma da linee.
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LA FILATELIA NEL TERZO MILLENNIO
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