Pillole Filateliche

Cause e trattamento delle macchie di ruggine (foxing)

L'appassionato di filatelia, si è ritrovato negli anni, ed in modo inconsapevole, a tramutarsi in un "vecchio stregone dalla lunga barba". Nell'oscurità del proprio antro ha tentato di contrastare con "formule più o meno magiche", il male assoluto o foxing (le famigerate macchie di "ruggine"). Abbiamo provato e riprovato le più improbabili sostanze, le miscele ed i prodotti più strani allo scopo di ottenere un solo effetto: eliminare od almeno bloccare l'espansione di quelle antiestetiche macchie accompagnate, quasi sempre, da un ingiallimento generale del documento cartaceo.


Sottolineando il fatto che ancora oggi il fenomeno di foxing (così chiamato per la colorazione bruno-rossiccia che ricorda il manto di una volpe) e le sue cause non sono perfettamente chiare, cerchiamo di capire, una volta per tutte, cosa quest'ultimo sia. Intanto, bisogna dire che le cause del foxing sono sempre costituite da un mix di vari fattori fisici (calore, umidità ecc.), biologici (funghi e spore, microrganismi, batteri ecc.) e chimici (acidità della carta ecc.). Inoltre bisogna fare una distinzione tra:
1. Foxing di origine metallica
2. Foxing di origine fungina

Il primo caso, si ha quando le macchie sono il prodotto dell'ossidazione di residui metallici presenti nell'impasto o negli inchiostri, che entrano in contatto con l'umidità atmosferica e non. Infatti, in molti studi scientifici, è risultato al microscopio che molte tipologie di macchie sono assolutamente prive di ramificazioni fungine come inizialmente si poteva supporre sottolineando così l'esistenza di una tipologia di macchie non strettamente legate alle spore di funghi.
Il secondo caso, invece, si ha quando delle spore fungine dormienti, depositate sulla carta (ad es. attraverso la polvere) trovano ad un certo punto della loro vita, una condizione termo-igrometrica (cioè di calore ed umidità) favorevole allo sviluppo. Ad aumentare la complessità del problema, interviene la loro grande varietà di specie (Penicillium citrinum, Penicillium oxalicum, Aspergillus ustus, Acremonium fusidioides, Cladosporium cucumerinum, Cladosporium tenuissimum, Cladosporium cladosporioides e Alternaria alternata ecc.), i cui trattamenti validi per alcuni, non lo sono per altri. Infatti, senza la presenza di un'adeguata analisi del ceppo fungino e quindi della sua identificazione in laboratorio, l'unico metodo per combatterlo rimane la prova "casuale" dei rimedi più comuni e non certamente mirati per il tipo specifico.
Quest'ultimo tipo di foxing è inoltre quasi sempre accompagnato dal foxing di origine metallica e da una acidità della carta che è la responsabile dell'ingiallimento generale del documento da trattare. In base alla forma ed alle estensioni delle macchie, queste si dividono in macchie a "occhio di bue" che sono circolari e con bordo abbastanza regolare e le macchie "a fiocco di neve" che interessano un'area generalmente maggiore con contorni molto irregolari.
Quindi, per ricapitolare, quando si hanno buste o documenti cartacei molto ingialliti, in cui sono presenti varie macchie di foxing, ci troviamo davanti a 3 elementi di degradazione e non ad uno solo, come spesso si crede:
1. Forte acidità della carta che causa l'ingiallimento generale della stessa e fornisce l'humus adatto per il foxing fungino
2. Presenza di foxing metallico derivante dai residui metallici nell'impasto della carta
3. Presenza di foxing fungino, le cui spore hanno trovato le condizioni adatte per il loro sviluppo

Considerando che a questa vera e propria tragedia (immaginate di avere queste simpatiche "macchioline" in un "Trinacria" del 1860) non sempre vi è una soluzione "semplice" e lasciando quindi perdere metodi molto complessi riguardanti gas particolari, o l'utilizzo di laser a 150nm (tecniche di ultima generazione) vi sono alcune possibilità, per fare in modo che il foxing possa essere, se non completamente rimosso, almeno fermato. Dopo esservi procurati le seguenti cose:

  • Lampada di Wood
  • Spazzola a setole molto morbide (va bene quella per la barba ad esempio)
  • Gomma pane
  • Carta acid-free assorbente e normale
  • Foglio di polipropilene
  • Contagocce
  • Acqua distillata
  • Permanganato di potassio
  • Ipoclorito di calcio
  • Boroidrato di sodio
  • Carbonato di calcio
  • Acqua ossigenata
  • Varechina pura non profumata

Ecco come dovete procedere (dopo esservi accertati che gli inchiostri non siano idrosolubili) nel caso di una busta affetta da foxing:
1. Vista l'estrema facilità di espansione delle macchie (che possono migrare a qualunque altro supporto cartaceo con cui vanno a contatto), isolate il "paziente": mai tenere, ad esempio, una busta con foxing insieme ad altre "non malate", pena l'infezione anche di quelle "sane".
2. Analizzate con una lampada di Wood la presenza delle macchie. Infatti alcune macchie di foxing non sono visibili ad occhio nudo e rischierete così di risolvere solo i problemi "visibili".
3. Dopo aver identificato le zone da trattare (sono quelle più chiare), bisognerà inserire all'interno della busta a mò di lettera, 2 fogli di diverso materiale: un foglio di carta assorbente acid-free ed un foglio di polipropilene della stessa forma. Fate un sandwich ponendo i due rettangoli all'interno della busta in modo che la carta assorbente vada a contatto con il lato della busta che si dovrà trattare.
4. Spazzolare con un pennello grande a setole morbide l'esterno della busta per togliere ogni eventuale residuo di polvere anche non visibile ad occhio nudo. Attenti a non esagerare con lo sfregamento o rischierete di fare in pochi minuti i danni di anni e anni di foxing!!! Eseguite anche un passaggio di gomma pane su tutta la superficie in modo molto delicato con attenzione soprattutto per le eventuali scritte a matita che non devono essere eliminate.
5. Create una soluzione di permanganato di potassio al 1% (cioè 99% di acqua distillata e l'1% di permanganato) accertandovi di essere in ambiente ben ventilato.
6. Con un contagocce, prendete un po' di soluzione e mettetene una goccia su una macchia di foxing. La carta assorbente posta al di sotto assorbirà l'eccesso di soluzione ed il foglio sottostante di polipropilene eviterà la propagazione all'altro lato della busta.
7. Dopo circa un minuto, togliete la carta assorbente e sostituitela con una nuova.
8. Ponete in successione diverse gocce di acqua distillata per sciacquare la parte trattata, avendo cura di sostituire la carta assorbente di volta in volta: fate questa operazione diverse volte. L'umidità non deve espandersi.
9. Operate in questo modo per tutte le macchie e state attenti ad eventuali decolorazioni od alterazioni sulla carta: nel qual caso non utilizzate il permanganato di potassio ma altre possibili soluzioni (Ipoclorito di calcio all'1% o Boroidrato di sodio al 5%). Da notare che alcuni (o anche tutti) i prodotti chimici di cui sopra, potrebbero non funzionare. Ciò dipende molto dal ceppo fungino da trattare che può essere più o meno sensibile a quel determinato prodotto.
10. Quando tutte le macchie della busta sono state trattate o quando vi siete resi conto che la stessa è un po' troppo umida, mettetela ad asciugare tra vari fogli di carta assorbente (poneteli sia all'interno che all'esterno) e ponete sopra un peso. Appena la busta risulta essere asciutta, vaporizzate una soluzione di varechina e acqua all'1% (o utilizzate dell'acqua ossigenata pura senza diluirla) e lasciate lavorare per qualche minuto (a voi l'arduo compito di capire quanti, in base al grado di ingiallimento). Quindi vaporizzate con acqua distillata pura e tamponate continuamente con la carta assorbente. Ripetete il processo diverse volte. QUESTA E' LA PARTE PIU' IMPORTANTE DEL PROCESSO. CON UN RISCIACQUO NON ADEGUATO, NELLA BUSTA RIMARRANNO RESIDUI DI VARECHINA CHE SCOLORIRANNO PIAN PIANO SIA GLI INCHIOSTRI CHE I FRANCOBOLLI.
11. A busta asciutta, per bloccarne l'ingiallimento, utilizzare un deacidificante spray (ve ne sono molti in commercio) con parsimonia. In questo modo non dovrete staccare i francobolli (fornendo la riserva alcalina necessaria) oppure create una soluzione di acqua distillata e carbonato di calcio al 10% da erogare con un vaporizzatore. Mi raccomando, le erogazioni devono essere rapide e non troppo profonde cercando di evitare l'eccessiva umidificazione della carta: la carta assorbente all'interno vi aiuterà.
12. A questo punto aspettate 1-2 settimane ed in base ai risultati ottenuti, decidete se sia il caso di ripetere l'operazione. Ricordate che è meglio realizzare diverse applicazioni di breve entità in successione che poche con concentrazioni molto alte di prodotti chimici (non pretendete insomma di avere delle buste perfette con una sola applicazione!!).
13. Ponete la busta in ambiente a condizioni termoigrometriche ideali: 21°C (meglio 18° in modo da rendere dormienti le eventuali spore di funghi rimaste) e una umidità relativa di circa il 50% e non oltre.

Un'ultimo appunto: prendete l'abitudine di tenere all'interno della vostre buste, dei fogli di carta acid-free opportunamente sagomati e sostituiteli con altri nuovi ogni anno. In questo modo ridurrete di molto la normale acidificazione della carta perché l'acidità della busta migrerà sul foglio (che è meno acido) e l'alcalinità del foglio passera sulla busta (contrastandone così l'ingiallimento).

[ Lucas ]

 

 
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