Network filatelico Filatelia e Francobolli
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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 9:42 
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Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45
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Ma, forse, i nipoti hanno studiato troppo ed hanno appreso le cognizioni che riguardano un'economia differente da quella collezionistica ed incentrata in un mondo che cambia oppure è già cambiato.

La rivista era un volantino promozionale per la filatelia.
Se, adesso, la filatelia che inseguono è diversa, è logico che non serva più.

Aveva lanciato i "naturali"; ora non li trattano più e, soprattutto, non li "difendono" più.
Avevano una ventina di abili venditori che giravano l'Italia braccando i collezionisti; ora, evidentemente anche questo mezzo di vendita si sta rivelando anti-economico.
Negli uffici postali non vedo più le loro offerte in grande evidenza.
La loro presenza ai convegni si è ridotta; colpa dei costi altissimi degli spazi e del personale.
Le aste filateliche di Torino finivano il sabato sera con una grande cena cui partecipavano clienti ed imbucati in grande quantità ed i lotti venduti venivano consegnati la domenica mattina; ora tutto si esaurisce con qualche tramezzino nei giorni feriali, risparmiando costi "mangerecci", straordinari serali, notturni e festivi.

Tutto sta mutando e, logicamente, un'impresa con oltre cento dipendenti deve adeguarsi.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 9:53 
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Iscritto il: 23 agosto 2009, 10:15
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debene ha scritto:
Molti mi dicono che proprio non riescono a "sfogliare" un tablet!

Ma il futuro è il libro elettronico e le riviste cartacee sono purtroppo destinate a morire.

All'estero l'hanno già capito. Tutte le associazioni inviano ormai i loro notizari via email.

Per quelle italiane a cui sono iscritto l'ho chiesto più volte, ma senza successo sinora.

L'argomento e la vostra opinione mi interssa, apro un topic.


Sergio, mi sembra che ci giriamo intorno ma il problema unico e' il ricambio generazionale. Non vedo probabile che degli 80enni maneggino un tablet. All'estero evidentemente invece il ricambio esiste. Se vediamo che esistono un paio di Forum filatelici in cui si può' veramente scambiarsi opinioni e aumentare conoscenze e sono frequentati da qualche centinaio di persone, questo da' l'idea che: o i filatelisti in Italia sono qualche migliaio oppure il grosso numero non partecipa perché' non usa internet.
Ciao:
Antonello Cerruti ha scritto:
Meno di un anno fa ho messo fine alla mia (piccolissima) collaborazione con quella rivista, evidenziando alla direttrice che il contenuto era oramai del tutto trascurabile per i collezionisti e non avrei rinnovato l'abbonamento.
Mi rispose che i loro lettori chiedevano QUEGLI articoli.


Se e' vero quello che diceva la direttrice Del Collezionista mi chiedo a questo punto quale sia il profilo del collezionista italiano, visto che non partecipa a Forum come il nostro e non e' interessato a riviste cartacee con articoli di livello.
Siamo rimasti veramente quattro gatti (pero' estremamente colti) ? :tri:
Ciao:

_________________
Giampiero

Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 10:03 
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Iscritto il: 12 febbraio 2016, 7:30
Messaggi: 248
giampi ha scritto:
debene ha scritto:
Molti mi dicono che proprio non riescono a "sfogliare" un tablet!

Ma il futuro è il libro elettronico e le riviste cartacee sono purtroppo destinate a morire.

All'estero l'hanno già capito. Tutte le associazioni inviano ormai i loro notizari via email.

Per quelle italiane a cui sono iscritto l'ho chiesto più volte, ma senza successo sinora.

L'argomento e la vostra opinione mi interssa, apro un topic.


Sergio, mi sembra che ci giriamo intorno ma il problema unico e' il ricambio generazionale. Non vedo probabile che degli 80enni maneggino un tablet. All'estero evidentemente invece il ricambio esiste. Se vediamo che esistono un paio di Forum filatelici in cui si può' veramente scambiarsi opinioni e aumentare conoscenze e sono frequentati da qualche centinaio di persone, questo da' l'idea che: o i filatelisti in Italia sono qualche migliaio oppure il grosso numero non partecipa perché' non usa internet.
Ciao:
Antonello Cerruti ha scritto:
Meno di un anno fa ho messo fine alla mia (piccolissima) collaborazione con quella rivista, evidenziando alla direttrice che il contenuto era oramai del tutto trascurabile per i collezionisti e non avrei rinnovato l'abbonamento.
Mi rispose che i loro lettori chiedevano QUEGLI articoli.


Se e' vero quello che diceva la direttrice Del Collezionista mi chiedo a questo punto quale sia il profilo del collezionista italiano, visto che non partecipa a Forum come il nostro e non e' interessato a riviste cartacee con articoli di livello.
Siamo rimasti veramente quattro gatti (pero' estremamente colti) ? :tri:
Ciao:



In italia probabilmente hai ragione, fuori Italia tanto per citare un esempio Usa o Canada, non è raro, anzi quasi "comune" vedere arzilli nonnini maneggiare Kindle o tablet per leggere,come al solito noi siamo piu conservatori.
A mio avviso anche le case d' asta dovranno presto adeguarsi ai cambiamenti del mondo digitale, che porta oltre ad un notevole risparmio di costi ( stampa cataloghi , spedizione, ecc ecc) la possibilità di raggiungere un numero piu elevato di potenziali clienti grazie alla rete

La filatelia in Italia "arranca" oltre per i ben noti problemi già snocciolati in precedenza ed in altri post, anche perchè gli operatori nostrani, commercianti e astari, per l maggior parte utilizzano moduli di business non più attuali con il mercato odierno..


Ultima modifica di arditiroma il 17 febbraio 2017, 12:18, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 10:05 
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Iscritto il: 9 ottobre 2014, 14:18
Messaggi: 317
giampi ha scritto:
debene ha scritto:
Siamo rimasti veramente quattro gatti (pero' estremamente colti) ? :tri:
Ciao:


caro Giampi, bisogna anche stare attenti con "l'estrema cultura"

se "l'estrema cultura" sta nel consultare e a pagare un perito perchè l'acquirente è straconvinto che gli hanno rifilato su internet un francobollo ridentellato, stiamo freschi......









ahhhh, dimenticavo il francobollo sospetto di ridentellatura è questo:

stiamo messi bene

la troppa cultura diventa un coltello che viene preso in mano dalla parte della lama invece che dalla parte del manico.......

perdonatemi lo sfogo ma la caccia alle streghe fa sempre male !

:desp: :desp: :desp:


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 10:42 
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Iscritto il: 23 agosto 2009, 10:15
Messaggi: 1039
Località: Capranica (Vt)
virgilio.terrachini ha scritto:
debene ha scritto:
Siamo rimasti veramente quattro gatti (pero' estremamente colti) ?



caro Giampi, bisogna anche stare attenti con "l'estrema cultura"


Caro Virgilio, forse non e' risultata stata chiara la mia considerazione un po' ironica
Ciao:

_________________
Giampiero

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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 11:01 
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Iscritto il: 4 dicembre 2013, 13:29
Messaggi: 1930
Località: Portico di Caserta (CE) Italia
giampi ha scritto:
Sergio, mi sembra che ci giriamo intorno ma il problema unico e' il ricambio generazionale. Non vedo probabile che degli 80enni maneggino un tablet.


Caro Giampiero!
Devo supporre che esci poco o gli ambienti che frequenti sono piuttosto "giovanili"!
Prova a sederti in una sala d'attesa di uno studio medico o di un laboratorio d'analisi e resterai stupito.
Ancora pochi giorno fa nella sala d'attesa di uno studio medico una vecchietta smanettava con uno smartphone e chattava con qualcuno... ieri nella sala d'attesa di un laboratorio d'analisi un anziano signore maneggiava un tablet e, ogni volta che prendo un treno, non vedo altro che gente di ogni età e di ogni ceto sociale intenta a smanettare su un aggeggio che sia uno smartphone o un tablet o un PC portatile e molti anche con un lettore musicale con gli auricolari ad otturargli le orecchie (i più giovani anche con le cuffie). Roba da farmi vergognare per il modo in cui mi guardano quando tiro fuori il mio obsoleto Nokia 1208 per rispondere a qualche chiamata!
L'avanzamento della tecnologia fa tendenza!
I ragazzini se a scuola non vanno con il telefonino di ultima generazione sono derisi ed emarginati!
Antonio

_________________
Raccolgo tutti i francobolli che reperisco ma le mia preferenza va a quelli della IV emissione di Sardegna e quelli del Regno d'Italia.
Ero già iscritto al vecchio forum ma non ricordo in che data.
Ho deciso di iniziare una raccolta a tema... GATTI


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 11:08 
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Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45
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Ciao Giampi.

Esiste di tutto.

Esistono tanti aspiranti stregoni che frequentano le offerte online per cercare l'affare della vita e finiscono per essere il pasto quotidiano dei truffatori.

Esistono tirocinanti studiosi che si immergono nell'esame di un francobollo con tanta passione che non hanno tempo di apprendere che esistono già decine di testi che, su quel francobollo, hanno già svelato il 99% di quello che c'è da sapere.

Esistono grandi spendaccioni che però comprano solo nelle ore di lavoro perchè a casa non si vogliono permettere l'ADSL.

Esistono collezionisti severissimi nel giudicare la qualità dei francobolli degli altri ma sono così gelosi da non mostrare mai quello che hanno, se lo hanno.

Esistono appassionati che possono permettersi solo qualche decina di euro al mese eppure riescono, piano piano, a metter su delle belle raccolte.

Per tutti ci deve essere una risposta e devono trovarla all'interno di questo Forum.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 11:42 
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Iscritto il: 13 aprile 2010, 13:34
Messaggi: 1615
Località: Castellanza
giampi ha scritto:
debene ha scritto:


Ciao:
Antonello Cerruti ha scritto:
Meno di un anno fa ho messo fine alla mia (piccolissima) collaborazione con quella rivista, evidenziando alla direttrice che il contenuto era oramai del tutto trascurabile per i collezionisti e non avrei rinnovato l'abbonamento.
Mi rispose che i loro lettori chiedevano QUEGLI articoli.




ma chi frequenta la direttrice del Collezionista?
Sono anni che alle fiere del settore non partecipa se non solo quando vi sia la possibilità di mettersi in mostra


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 11:47 
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Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45
Messaggi: 7290
Ciao Danilo, Domitilla non è una cattiva persona.
Credo che adesso ricopra anche una carica all'interno dell'associazione dei giornalisti filatelici.
Certo, la nomina a direttrice della rivista l'ha messa su un piedistallo ma, per quel poco che la conosco, non è una che "se la tira".
Tieni anche presente che lavorare a Torino non è mai facile per nessuno, qualunque sia il ruolo ricoperto.
Circa la sua partecipazione ai convegni filatelici, questa è decisa dai vertici aziendali e sicuramente risente dalla stretta sulle spese.
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 13:47 
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Iscritto il: 23 agosto 2009, 10:15
Messaggi: 1039
Località: Capranica (Vt)
Antonio Bove ha scritto:
non vedo altro che gente di ogni età e di ogni ceto sociale intenta a smanettare su un aggeggio che sia uno smartphone o un tablet


Ciao Antonio a dire il vero anche a me risulta questo:
http://www.repubblica.it/tecnologia/mob ... ref=HRLV-8
Se fosse come tu dici cosa impedirebbe a tutti gli "anziani" collezionisti di partecipare ad un Forum come questo?

PS come tentativo estremo si potrebbe tentare di pubblicizzare il nostro Forum ( sarei disposto a tassarmi) attraverso dei media più' utilizzati dagli "anziani" e vedere se la mancata partecipazione possa essere dovuta a semplice mancata informazione

_________________
Giampiero

Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 14:27 
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Iscritto il: 11 febbraio 2015, 18:41
Messaggi: 237
Temo che facendo di tutt'erba un fascio si rischi di disperdere anche le poche buone idee ed i pochi spunti di riflessione.
Usare il computer, si o no? fosse così semplice..... Collezioniamo, perché? magari ci fossero solo una dozzina di risposte possibili..... e il ruolo delle riviste, dei media, del forum? magari avessimo risposte concentrate su soli 3 o 4 "fattori chiave". La realtà è invece assai complessa, allora mi limiterò a pochi tasselli.
1) L'informatica. Fino a che punto?
L'Italia, a parte il noto record per la telefonia cellulare, sulla diffusione e l'uso degli strumenti informatici resta in bassa classifica tra gli stati occidentali, ma è un po' riduttivo circoscrivere la questione a dati statistici. Ed è anche vero che, come dice Antonio (Bove), basta guardarsi attorno per vedere che è pieno di gente anziana o diversamente giovane :-)) smanettare come gli adolescenti fanno su instagram; il punto è che anche con tutto il ricorso all'informatica (e cmq direi che una buona parte dei collezionisti ancora ne resta lontana....) il collezionista di francobolli è a mio avviso uno che i "pezzi" ama ancora toccarli ed esaminarli con le proprie mani e non soltanto su scansioni.
Morale della favola? L'informatica e il web offrono grandissime utilità ed opportunità, una volta impensabili, ma non dobbiamo cmq dimenticare che la maggior parte dei collezionisti vuole toccare, rigirare e letteralmente "possedere" questi bei pezzetti di carta. Quindi: sempre più spazio all'informatica, ma resta pur sempre tanto spazio (pur se molto minore di una volta) per materiale cartaceo, prassi e strumenti tradizionali, contatti umani, mercatini, fiere e negozietti vecchia maniera; gli stessi libri, di cui oggi esiste un mercato planetario e sostanzialmente gratuito su internet, continuano a vendersi bene, malgrado qualche flessione di mercato, perché restano una COSA DIVERSA dalle immagini sullo schermo.
2) Collezioniamo. Perché?
Difficile ricercare un minimo comun denominatore. Perché ognuno di noi ha la sua storia di collezionista, che a sua volta ha avuto le sue precise origini, le sue ragioni e le motivazioni più o meno consapevoli e più o meno profonde, i suoi discutibili gusti e orientamenti, le varie fasi "acute" o "remissive", i suoi obiettivi più o meno precisi o più o meno vaghi e mutevoli, ecc.
Mi sforzerò quindi di azzardare solo qualche ipotesi, tenendo ben presente che le variabili resteranno molteplici.
Un minimo di disturbo ossessivo-compulsivo (magari minimo!) direi che lo abbiamo tutti, ci differenzia la gravità del disturbo ed il grado di consapevolezza di avercelo. Chi lo soddisfa collezionando bolli, chi orologi, chi quadri, chi donne, ma sempre da lì parte la molla. E questo vuol dire che potranno cambiare i gusti e le mode, ma in tutto il mondo e sin dall'origine dei tempi c'é chi accumula gli oggetti che gli piacciono. Morale della favola? credo che il fatto che i servizi postali vadano ad esaurirsi e vengano gestiti malamente specie da Poste Italiane non cambi molto le cose, finché ci sarà gente che trova valvola di sfogo nei francobolli la filatelia ed il mercato filatelico resteranno vivi.
Inoltre, sempre a confortare le speranze di sopravvivenza della filatelia, c'è da considerare che un'evoluzione pressoché naturale è quella di tendere, tramite i francobolli, allo studio della storia (o anche della geografia, dell'antropologia, ecc.) e anche in tal senso non credo che il genere umano stia degenerando così tanto. Nel mio caso ed in quello di tanti amici collezionisti è una passione che, quand'anche sopita nell'età di mezzo, prima o poi rinasce col passare degli anni. E si accresce col desiderio di riscoprire ricordi, radici, origini che verso la vecchiaia ritorna prepotentemente a galla. E anche questa cosa credo non finirà mai, anche tra cento o mille anni.
Certo, ci mancano le nuove leve. In questo senso dovremmo tutti riflettere su cosa sia possibile inventarsi per attrarre ed appassionare anche i giovani, ciò che una volta veniva facile. In questo senso, il "fattore culturale" di cui dicevo da ultimo andrebbe valorizzato e reso interessante -non so con quali "chiavi"- anche per il pubblico meno datato.
Pensiamoci su Ciao:

_________________
Colleziono (soprattutto) Regno d'Italia, nuovo usato e storia postale.
su ebay mi trovi qui : http://www.ebay.it/sch/abba_ivan/m.html ... pg=&_from=
per contatti, scrivimi su : ivantea@alice.it


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 15:03 
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Iscritto il: 17 dicembre 2012, 9:06
Messaggi: 70
Ivano Abbatantuono ha scritto:
Temo che facendo di tutt'erba un fascio si rischi di disperdere anche le poche buone idee ed i pochi spunti di riflessione.
Usare il computer, si o no? fosse così semplice..... Collezioniamo, perché? magari ci fossero solo una dozzina di risposte possibili..... e il ruolo delle riviste, dei media, del forum? magari avessimo risposte concentrate su soli 3 o 4 "fattori chiave". La realtà è invece assai complessa, allora mi limiterò a pochi tasselli.
1) L'informatica. Fino a che punto?
L'Italia, a parte il noto record per la telefonia cellulare, sulla diffusione e l'uso degli strumenti informatici resta in bassa classifica tra gli stati occidentali, ma è un po' riduttivo circoscrivere la questione a dati statistici. Ed è anche vero che, come dice Antonio (Bove), basta guardarsi attorno per vedere che è pieno di gente anziana o diversamente giovane :-)) smanettare come gli adolescenti fanno su instagram; il punto è che anche con tutto il ricorso all'informatica (e cmq direi che una buona parte dei collezionisti ancora ne resta lontana....) il collezionista di francobolli è a mio avviso uno che i "pezzi" ama ancora toccarli ed esaminarli con le proprie mani e non soltanto su scansioni.
Morale della favola? L'informatica e il web offrono grandissime utilità ed opportunità, una volta impensabili, ma non dobbiamo cmq dimenticare che la maggior parte dei collezionisti vuole toccare, rigirare e letteralmente "possedere" questi bei pezzetti di carta. Quindi: sempre più spazio all'informatica, ma resta pur sempre tanto spazio (pur se molto minore di una volta) per materiale cartaceo, prassi e strumenti tradizionali, contatti umani, mercatini, fiere e negozietti vecchia maniera; gli stessi libri, di cui oggi esiste un mercato planetario e sostanzialmente gratuito su internet, continuano a vendersi bene, malgrado qualche flessione di mercato, perché restano una COSA DIVERSA dalle immagini sullo schermo.
2) Collezioniamo. Perché?
Difficile ricercare un minimo comun denominatore. Perché ognuno di noi ha la sua storia di collezionista, che a sua volta ha avuto le sue precise origini, le sue ragioni e le motivazioni più o meno consapevoli e più o meno profonde, i suoi discutibili gusti e orientamenti, le varie fasi "acute" o "remissive", i suoi obiettivi più o meno precisi o più o meno vaghi e mutevoli, ecc.
Mi sforzerò quindi di azzardare solo qualche ipotesi, tenendo ben presente che le variabili resteranno molteplici.
Un minimo di disturbo ossessivo-compulsivo (magari minimo!) direi che lo abbiamo tutti, ci differenzia la gravità del disturbo ed il grado di consapevolezza di avercelo. Chi lo soddisfa collezionando bolli, chi orologi, chi quadri, chi donne, ma sempre da lì parte la molla. E questo vuol dire che potranno cambiare i gusti e le mode, ma in tutto il mondo e sin dall'origine dei tempi c'é chi accumula gli oggetti che gli piacciono. Morale della favola? credo che il fatto che i servizi postali vadano ad esaurirsi e vengano gestiti malamente specie da Poste Italiane non cambi molto le cose, finché ci sarà gente che trova valvola di sfogo nei francobolli la filatelia ed il mercato filatelico resteranno vivi.
Inoltre, sempre a confortare le speranze di sopravvivenza della filatelia, c'è da considerare che un'evoluzione pressoché naturale è quella di tendere, tramite i francobolli, allo studio della storia (o anche della geografia, dell'antropologia, ecc.) e anche in tal senso non credo che il genere umano stia degenerando così tanto. Nel mio caso ed in quello di tanti amici collezionisti è una passione che, quand'anche sopita nell'età di mezzo, prima o poi rinasce col passare degli anni. E si accresce col desiderio di riscoprire ricordi, radici, origini che verso la vecchiaia ritorna prepotentemente a galla. E anche questa cosa credo non finirà mai, anche tra cento o mille anni.
Certo, ci mancano le nuove leve. In questo senso dovremmo tutti riflettere su cosa sia possibile inventarsi per attrarre ed appassionare anche i giovani, ciò che una volta veniva facile. In questo senso, il "fattore culturale" di cui dicevo da ultimo andrebbe valorizzato e reso interessante -non so con quali "chiavi"- anche per il pubblico meno datato.
Pensiamoci su Ciao:


:clap:


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 16:41 
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Iscritto il: 4 dicembre 2013, 13:29
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Località: Portico di Caserta (CE) Italia
giampi ha scritto:
Antonio Bove ha scritto:
non vedo altro che gente di ogni età e di ogni ceto sociale intenta a smanettare su un aggeggio che sia uno smartphone o un tablet


Ciao Antonio a dire il vero anche a me risulta questo:
http://www.repubblica.it/tecnologia/mob ... ref=HRLV-8
Se fosse come tu dici cosa impedirebbe a tutti gli "anziani" collezionisti di partecipare ad un Forum come questo?

PS come tentativo estremo si potrebbe tentare di pubblicizzare il nostro Forum ( sarei disposto a tassarmi) attraverso dei media più' utilizzati dagli "anziani" e vedere se la mancata partecipazione possa essere dovuta a semplice mancata informazione

Ciao Giampiero!
I vecchi collezionisti vanno distinti in quelli vecchi per età (ma giovani di spirito) e vecchi (vecchie cariatidi)
Io sono un vecchio collezionista con alle spalle oltre 60 anni di passione filatelica (ho iniziato a raccogliere francobolli da ragazzino) ma la mia raccolta è "dinamica" ed in continua evoluzione.
Il forum conta attualmente 2.319 iscritti da tutto il mondo ma, in tutto il mondo, non è l'unico forum filatelico e non è detto che tutti debbano confluire qui!
Poi ci sono tanti collezionisti che ci leggono senza entrare a far parte del nostro gruppo per varie ragioni che vanno dalla diffidenza verso i siti web alla volontà di non esporsi.
Molti "vecchi collezionisti" poi ritengono di essere "troppo bravi" per confrontarsi con "schiappe" come noi!
Alla fine il problema non è la tecnologia bensì tutta una serie di ragioni personali... certo un collezionista coreano, giapponese o cinese avrebbe non poche difficoltà a leggere i nostri interventi ma semmai questi soggetti sono tecnologicamente più avanzati rispetto a noi.
Ricordo con piacere una giornata trascorsa con un'occasionale conoscenza, una ragazza coreana in visita a Napoli che faceva tutto col suo smartphone e pretendeva di comunicare con me tramite quell'aggeggio; il problema è che la tastiera che appariva a schermo era coreana ed io proprio quella lingua non la conosco troppo bene... a stento riuscivamo a capirci con qualche parola in inglese ma noi Napoletani siamo famosi per farci capire a "fischi e pernacchie" come diciamo qui e questo ha consentito ad entrambi di passare una piacevole giornata!
Antonio

PS - stiamo andando OT sull'argomento. Sergio ha aperto un apposito topic e sarebbe il caso di continuare lì

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Raccolgo tutti i francobolli che reperisco ma le mia preferenza va a quelli della IV emissione di Sardegna e quelli del Regno d'Italia.
Ero già iscritto al vecchio forum ma non ricordo in che data.
Ho deciso di iniziare una raccolta a tema... GATTI


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 17:16 
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Antonio Bove ha scritto:
giampi ha scritto:
Antonio Bove ha scritto:
non vedo altro che gente di ogni età e di ogni ceto sociale intenta a smanettare su un aggeggio che sia uno smartphone o un tablet


Ciao Antonio a dire il vero anche a me risulta questo:
http://www.repubblica.it/tecnologia/mob ... ref=HRLV-8
Se fosse come tu dici cosa impedirebbe a tutti gli "anziani" collezionisti di partecipare ad un Forum come questo?

PS come tentativo estremo si potrebbe tentare di pubblicizzare il nostro Forum ( sarei disposto a tassarmi) attraverso dei media più' utilizzati dagli "anziani" e vedere se la mancata partecipazione possa essere dovuta a semplice mancata informazione

Ciao Giampiero!
I vecchi collezionisti vanno distinti in quelli vecchi per età (ma giovani di spirito) e vecchi (vecchie cariatidi)
Io sono un vecchio collezionista con alle spalle oltre 60 anni di passione filatelica (ho iniziato a raccogliere francobolli da ragazzino) ma la mia raccolta è "dinamica" ed in continua evoluzione.
Il forum conta attualmente 2.319 iscritti da tutto il mondo ma, in tutto il mondo, non è l'unico forum filatelico e non è detto che tutti debbano confluire qui!
Poi ci sono tanti collezionisti che ci leggono senza entrare a far parte del nostro gruppo per varie ragioni che vanno dalla diffidenza verso i siti web alla volontà di non esporsi.
Molti "vecchi collezionisti" poi ritengono di essere "troppo bravi" per confrontarsi con "schiappe" come noi!
Alla fine il problema non è la tecnologia bensì tutta una serie di ragioni personali... certo un collezionista coreano, giapponese o cinese avrebbe non poche difficoltà a leggere i nostri interventi ma semmai questi soggetti sono tecnologicamente più avanzati rispetto a noi.
Ricordo con piacere una giornata trascorsa con un'occasionale conoscenza, una ragazza coreana in visita a Napoli che faceva tutto col suo smartphone e pretendeva di comunicare con me tramite quell'aggeggio; il problema è che la tastiera che appariva a schermo era coreana ed io proprio quella lingua non la conosco troppo bene... a stento riuscivamo a capirci con qualche parola in inglese ma noi Napoletani siamo famosi per farci capire a "fischi e pernacchie" come diciamo qui e questo ha consentito ad entrambi di passare una piacevole giornata!
Antonio

PS - stiamo andando OT sull'argomento. Sergio ha aperto un apposito topic e sarebbe il caso di continuare lì



Concordo..

Non è detto che chi usa i computer debba poi confluire o abbia voglia di partecipare ad un forum...

Rimango della mia idea, che il mercato filatelico, italiano in primis, poichè quello estero mi sembra bello attivo,potrà in parte risollevarsi se modificherà il modo cn cui si approcciati consumatori e svecchierà il suo modello di business che i fatti stanno dimostrando essere obsoleto e non piu profittevole


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 19:13 
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Messaggi: 1039
Località: Capranica (Vt)
Antonio Bove ha scritto:
Poi ci sono tanti collezionisti che ci leggono senza entrare a far parte del nostro gruppo per varie ragioni che vanno dalla diffidenza verso i siti web alla volontà di non esporsi.
Molti "vecchi collezionisti" poi ritengono di essere "troppo bravi" per confrontarsi con "schiappe" come noi!


Forse hai ragione sul fatto che il forum non sia troppo attrattivo, anzi a pensarci bene e' risultato repulsivo visto che tantissimi filatelisti preparati se ne sono andati. E' un peccato perché' invece che discorrere e scambiarsi opinioni tecniche ( in linea di principio innocue) si e' scesi spesso sul personale e le persone che hanno aggredito, o sono state aggredite se ne sono andate.
Forse e' il vero limite dei Forum in generale. Cose che nei vecchi circoli filatelici non avveniva visto che con la propria presenza ognuno si assumeva la responsabilità' delle proprie parole

arditiroma ha scritto:
il mercato filatelico, italiano in primis, poichè quello estero mi sembra bello attivo,potrà in parte risollevarsi se modificherà il modo cn cui si approcciati consumatori e svecchierà il suo modello di business che i fatti stanno dimostrando essere obsoleto e non piu profittevole

Ciao non ho forse ben capito cosa intendi: Attualmente i ricchi e quelli disposti a pagare comprano direttamente dai commercianti a prezzi elevati, ma sono una stretta minoranza. Gli altri prendono pezzi tramite aste da quelle più' serie a quelle più' straccione tipo eBay. Che altre vie vedresti?
:-) Ciao:

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Giampiero

Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.


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MessaggioInviato: 17 febbraio 2017, 20:30 
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Iscritto il: 12 febbraio 2016, 7:30
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giampi ha scritto:
Antonio Bove ha scritto:
Poi ci sono tanti collezionisti che ci leggono senza entrare a far parte del nostro gruppo per varie ragioni che vanno dalla diffidenza verso i siti web alla volontà di non esporsi.
Molti "vecchi collezionisti" poi ritengono di essere "troppo bravi" per confrontarsi con "schiappe" come noi!


Forse hai ragione sul fatto che il forum non sia troppo attrattivo, anzi a pensarci bene e' risultato repulsivo visto che tantissimi filatelisti preparati se ne sono andati. E' un peccato perché' invece che discorrere e scambiarsi opinioni tecniche ( in linea di principio innocue) si e' scesi spesso sul personale e le persone che hanno aggredito, o sono state aggredite se ne sono andate.
Forse e' il vero limite dei Forum in generale. Cose che nei vecchi circoli filatelici non avveniva visto che con la propria presenza ognuno si assumeva la responsabilità' delle proprie parole

arditiroma ha scritto:
il mercato filatelico, italiano in primis, poichè quello estero mi sembra bello attivo,potrà in parte risollevarsi se modificherà il modo con cui si approccia ai consumatori e svecchierà il suo modello di business che i fatti stanno dimostrando essere obsoleto e non piu profittevole

Ciao non ho forse ben capito cosa intendi: Attualmente i ricchi e quelli disposti a pagare comprano direttamente dai commercianti a prezzi elevati, ma sono una stretta minoranza. Gli altri prendono pezzi tramite aste da quelle più' serie a quelle più' straccione tipo eBay. Che altre vie vedresti?
:-) Ciao:




Ciao,

intendo dire che a mio avviso molti commercianti/aste, continuano a vendere ora con lo stesso modus operandi che adottavano anni fa.. Ossia: faccio il catalogo, lo stampo, lo spedisco ai miei clienti, aspetto l' offerta, vendo e ricomincio il giro la prossima volta, con dei costi di gestione stampa spedizione sicuramente non da trascurare.

Alcuni di questi commercianti non prevedono o prevedono in modo parziale la possibilità di pubblicare un catalogo web per esempio, oppure di poter fare offerte online su un sito come philasearch tanto per fare un esempio..

In questo modo, sempre secondo me, ti tagli una parte importante di potenziali clienti che non sono presenti nel tuo database, magari non ti conoscono nemmeno, e tu con la "classica spedizione" non raggiungi e non raggiungerai mai ne ora ne mai.

Anche il fatto di non avere un catalogo online attraverso il quale poter effettuare direttamente offerte o meglio ancora partecipare alla asta anche in modo "live" può allargare il tuo bacino di utenza....

Avverto, magari sbaglio, una certa reticenza di alcuni commercianti italiani di creare siti web accattivanti, con i prodotti fotografati in maniera decente e con la possibilità grazie ad un click di fare un ingrandimento 20x del francobollo fronte retro.

Dai una occhiata ad una pagina web di Rapp o della prossima asta Felzmann tanto per citarne 2 a caso per vedere la differenza di impostazione delle loro aziende. Entrambe proiettate a "catturare" clienti a livello mondiale.

Ed il profilo del filatelico è uguale in tutto il mondo..


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MessaggioInviato: 20 febbraio 2017, 8:35 
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Iscritto il: 11 febbraio 2015, 18:41
Messaggi: 237
E' quanto ho evidenziato anche in altri interventi.
Fatevi un giro approfondito sul web, sia per i "negozi" con il loro personale indirizzo / dominio, sia per le case d'asta, e vi farete un'idea di come sta messa l'Italia.
E' vero, come abbiamo pure già sottolineato, che il nostro paese per tanti aspetti è ancora arretrato, ma credo che qui ad essere arretrati non siano tanto gli utenti quanto i commercianti.
A meno che (scusate la malignità, ma preferisco non avere l'anello al naso) non sia proprio quello il target ricercato, i pochi vecchietti antiinternettiani rimasti da spennare, che non sapendo "girare" sul web preferiscono continuare a prendere fregature dal fornitore di sempre ...... :-))

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Colleziono (soprattutto) Regno d'Italia, nuovo usato e storia postale.
su ebay mi trovi qui : http://www.ebay.it/sch/abba_ivan/m.html ... pg=&_from=
per contatti, scrivimi su : ivantea@alice.it


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MessaggioInviato: 20 febbraio 2017, 8:46 
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Iscritto il: 13 novembre 2011, 16:19
Messaggi: 4785
Località: Bari - Italy
Cita:
i pochi vecchietti antiinternettiani rimasti da spennare


i vecchietti sono ancora molti "per fortuna loro" e i commercianti sono noti aggirarsi come "avvoltoi" intorno
alla specie "filatelicus" in via di estinzione.

Sono comportamenti reali che vedo fare spesso verso soci qui del circolo e la cosa mi indispone molto;
personalmente cerco di metter in guardia i familiari.

Ciao:

sergio

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Sergio De Benedictis
Sostenitore
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M. - A.N.C.A.I. - U.S.F.I.

Visita la mia rubrica sul Postalista : Il Bastone di Asclepio

Quando la filatelia è cultura Link al mio sito : Esculapio Filatelico

Uno sguardo a quello che offro su Delcampe

Uno sguardo a quello che offro su EBAY

I miei interessi :
Tematica Medica; Antichi Stati; Storia Postale ( Italia al Lavoro ); Collezione ASFE; Letteratura filatelica; Precancel U.S.A.; Affrancature Meccaniche (Rosse) su USL e AUSL

_________________________________________________________________________
Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo.
Steven Wright


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MessaggioInviato: 20 febbraio 2017, 8:49 
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Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45
Messaggi: 7290
Ivano Abbatantuono ha scritto:
E' quanto ho evidenziato anche in altri interventi.
Fatevi un giro approfondito sul web, sia per i "negozi" con il loro personale indirizzo / dominio, sia per le case d'asta, e vi farete un'idea di come sta messa l'Italia.
E' vero, come abbiamo pure già sottolineato, che il nostro paese per tanti aspetti è ancora arretrato, ma credo che qui ad essere arretrati non siano tanto gli utenti quanto i commercianti.
A meno che (scusate la malignità, ma preferisco non avere l'anello al naso) non sia proprio quello il target ricercato, i pochi vecchietti antiinternettiani rimasti da spennare, che non sapendo "girare" sul web preferiscono continuare a prendere fregature dal fornitore di sempre ...... :-))


Caro Ivano, quanti sono i Commercianti oggi in Italia?
Intendo quelli veri: quelli che si sono fatti una clientela, quelli che l'hanno saputa mantenere, quelli che hanno "perso tempo" anche con i meno esperti, quelli che hanno dedicato la loro attenzione anche a chi non entrava in negozio con il portafoglio pieno e generoso, quelli che hanno capito che il loro patrimonio non sono i francobolli in cassaforte ma i buoni clienti in agenda, quelli che non prendono scorciatoie e non vendono patacche?
Quanti sono quelli che sanno vendere "in proprio" e non si affidano alle aste ed alla loro clientela?

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti


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MessaggioInviato: 20 febbraio 2017, 13:09 
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Iscritto il: 12 febbraio 2016, 7:30
Messaggi: 248
Antonello Cerruti ha scritto:
Ivano Abbatantuono ha scritto:
E' quanto ho evidenziato anche in altri interventi.
Fatevi un giro approfondito sul web, sia per i "negozi" con il loro personale indirizzo / dominio, sia per le case d'asta, e vi farete un'idea di come sta messa l'Italia.
E' vero, come abbiamo pure già sottolineato, che il nostro paese per tanti aspetti è ancora arretrato, ma credo che qui ad essere arretrati non siano tanto gli utenti quanto i commercianti.
A meno che (scusate la malignità, ma preferisco non avere l'anello al naso) non sia proprio quello il target ricercato, i pochi vecchietti antiinternettiani rimasti da spennare, che non sapendo "girare" sul web preferiscono continuare a prendere fregature dal fornitore di sempre ...... :-))


Caro Ivano, quanti sono i Commercianti oggi in Italia?
Intendo quelli veri: quelli che si sono fatti una clientela, quelli che l'hanno saputa mantenere, quelli che hanno "perso tempo" anche con i meno esperti, quelli che hanno dedicato la loro attenzione anche a chi non entrava in negozio con il portafoglio pieno e generoso, quelli che hanno capito che il loro patrimonio non sono i francobolli in cassaforte ma i buoni clienti in agenda, quelli che non prendono scorciatoie e non vendono patacche?
Quanti sono quelli che sanno vendere "in proprio" e non si affidano alle aste ed alla loro clientela?

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti



Questo è il punto principale, molti, non tutti per fortuna, non hanno capito che il vero business è nel saper creare una relazione con il cliente e saperlo fidelizzare..


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