Oggi è 26 luglio 2017, 0:43

Le esperienze di un filatelico indignato

Forum di discussione generale sulla filatelia.
(Se non individuate una sezione più indicata inserite qui i vostri interventi)

Moderatore: rodi

Rispondi
Avatar utente
virgilio.terrachini
Messaggi: 470
Iscritto il: 9 ottobre 2014, 14:18

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da virgilio.terrachini » 17 luglio 2017, 9:04

debene ha scritto:
17 luglio 2017, 8:43
Resta comunque una cifra ridicola per perdere la faccia se del resto poi
quel signore a Genova è un nome importante
Ciao:

sergio
praticamente è l'unico

:-)) :-)) :-))


Avatar utente
Antonio Bove
Messaggi: 1782
Iscritto il: 4 dicembre 2013, 13:29
Località: Portico di Caserta (CE) Italia

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Antonio Bove » 17 luglio 2017, 10:30

Ci sono ricascato!
Convinto di acer inserito ieri un commento.... oggi non lo trovo!
Evidentemente non ho notato l'avviso che doveva avvertirmi che qualcun altro aveva inserito un commento quando io scrivevo.
Possibile che non si trova il modo di rendere più vistoso quest'avviso?
Antonio
Raccolgo tutti i francobolli che reperisco ma le mia preferenza va a quelli della IV emissione di Sardegna e quelli del Regno d'Italia.
Ero già iscritto al vecchio forum ma non ricordo in che data.
Ho deciso di iniziare una raccolta a tema... GATTI

Avatar utente
Ivano Abbatantuono
Messaggi: 442
Iscritto il: 11 febbraio 2015, 18:41

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Ivano Abbatantuono » 17 luglio 2017, 12:33

Il problema è sempre quello: bisogna studiare, fare uso oculato dei propri soldi, commettere anche qualche errore iniziale ma poi fare esperienza, guardare a varie "fonti di approvvigionamento", approfondire e confrontarsi con altri collezionisti, e in questo il Forum è la prima risorsa. Tutte cose di buon senso e strumenti indispensabili per evitare di esser presi (troppo) per fessi.
Io ho fatto così, qualche errore iniziale, poi una visione sempre più lucida e informata sia delle varie fonti, sia dei pezzi, sia dei prezzi. Errori se ne possono sempre commettere e fanno parte -entro certi limiti- della passione collezionistica che deve sempre guidarci, ma senza accecarci e diventare l'unica ispirazione, altrimenti butteremo via un sacco di risparmi e gli eredi, almeno in parte, avranno ragione di lanciarci qualche strale (o noi stessi, se un domani vogliamo rivendere).
Avere qualche soldo e una passione è cosa buona e giusta, ma buttare al vento gli sghei non è propriamente il massimo dell'intelligenza.
Purtroppo la filatelia è un campo minato, necessitano tante competenze e buona percezione e conoscenza del "mercato".
Se si fa un uso oculato, consapevole e competente dei soldi probabilmente si potrà perdere qualcosa in fase di vendita (e anche questa richiede abilità ed esperienza!), ma a mio avviso è difficile che ci si possa rimettere grandi cifre. Se invece si va "a colpo sicuro" e occhi bendati sulla più rinomata ditta italiana o sul primo imbonitore o venditore di farlocchi che si incontra, l'esperienza (di rivendita) sarà drammatica, almeno una metà dello speso (ma in casi gravi anche i 3/4 o più) non farà più ritorno.
Dopo di che possiamo trastullarci altre centinaia di volte sul fatto che non sia giusto, che certa gente è la rovina della filatelia, ecc. ecc., ma la sostanza del discorso non cambia. Un collezionista filatelico deve essere anzitutto un esperto di filatelia. D'altra parte, con la mia incompetenza non mi metto a giocare coi diamanti o con i quadri d'autore, un minimo di umiltà e consapevolezza è sufficiente per capire di stare alla larga dai settori che non si conoscono.
Ciao: Ciao: Ciao:
Colleziono (soprattutto) Regno d'Italia, nuovo usato e storia postale.
su ebay mi trovi qui : http://www.ebay.it/sch/abba_ivan/m.html ... pg=&_from=
per contatti, scrivimi su : ivantea@alice.it

Avatar utente
eugenioterzo
Messaggi: 1573
Iscritto il: 24 aprile 2011, 14:35

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da eugenioterzo » 17 luglio 2017, 12:43

All'epoca, non ricordo se fece una ricevuta, ma credo che non abbia rilasciato nulla, però quando sono uscito mi è venuto il dubbio che la sua affermazione fosse dettata forse per denigrare l'oggetto, proverò a farla vedere a qualche altra persona.
Eugenio

Avatar utente
giaper
Messaggi: 70
Iscritto il: 4 novembre 2014, 12:38
Località: Trento

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da giaper » 17 luglio 2017, 13:12

eugenioterzo ha scritto:
17 luglio 2017, 12:43
All'epoca, non ricordo se fece una ricevuta, ma credo che non abbia rilasciato nulla, però quando sono uscito mi è venuto il dubbio che la sua affermazione fosse dettata forse per denigrare l'oggetto, proverò a farla vedere a qualche altra persona.
Eugenio
Vorrei provare a dare un'interpretazione: ha detto falso o non originale?

Il 4 ducati Austria viene coniato tutt'ora come moneta di borsa e vale il peso dell'oro fino che contiene. In questo momento intorno ai 500 euro.Ovviamente ha valore numismatico nullo. Potrebbe darsi che a suo tempo fu venduto giocando un po' sull'ambiguità sul valore numismatico e sottacendo il fatto che si trattasse di un semplice riconio.

In questa pagina: http://www.apmex.com/product/8882/1915- ... ucat-au-bu
Ci sono le specifiche tecniche della moneta. Se peso, diametro e spessore coincidono, quasi sicuramente la moneta è in oro anche se, ovviamente, vale solo per l'oro fino che contiene pari a 13,77 g sul peso totale di 13,96 g. purezza 986 su 1000.
lello da Trento
____________________________________________________________________________
mi piace la storia postale contemporanea.


Avatar utente
paolo celani
Messaggi: 1025
Iscritto il: 13 luglio 2007, 16:57

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da paolo celani » 17 luglio 2017, 17:23

tornando alla domanda di Antonello:

"I prezzi si dimenticano, la qualità rimane" scriveva il grande Maestro dottor Giulio Bolaffi oltre cinquanta anni fa.
Ne siamo sicuri?
Voi come la pensate?

benché il possibile realizzo odierno non si avvicini minimamente a quanto speso nel tempo (anche senza contare l'inflazione) la collezione "garantita", anche se perde di più della "romana", qualcosina in più la recupera... quindi il dott. Bolaffi aveva ragione :-)) , anche se non credo avrebbe immaginato tanto sfacelo.

paolo c
STAFF

il miei canali youtube https://www.youtube.com/channel/UC24pFI ... gb-ktYWeYA
i concerti di Swingfluence


NON sei venuto a FILATELICA? NON SAI COSA HAI PERSO!

Avatar utente
Antonello Cerruti
Messaggi: 7706
Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Antonello Cerruti » 17 luglio 2017, 17:27

E' ovvio che il materiale di qualità valga più del materiale di scarto.

La domanda è se - dato l'andamento del mercato ed i prezzi di oggi - abbia perso di più chi ha acquistato l'oro o la fuffa (filatelicamente parlando).

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

Avatar utente
maupoz
Messaggi: 1882
Iscritto il: 8 febbraio 2010, 16:07
Località: MILANO

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da maupoz » 17 luglio 2017, 18:14

Ciao: Ciao:

mah!

forse sarebbe interessante ragionare "per comparti"

cosa si collezionava ... oppure cosa più proponeva il mercato ....xyz anni fa?

antichi stati?
regno?
Fiume?
colonie?
repubblica sociale?
repubblica ?
storia postale? (di che....?)


un mio caro amico mi ha mostrato la raccolta dei francobolli che suo suocero teneva in cassaforte


una raccolta quasi completa di francobolli nuovi (.... vedi ... mi dice ... sono tutti nuovi!!)


......della Repubblica Italiana

pensa che manca solo il Gronchi rosa ed uno che si chiama cavallino ....


tutti di prima qualità ... con anche quanto ha pagato per comperarli


mah!


... io non gli dico niente.....

... meglio tenersi l'amico che passare per incompetenti o per approfittatori



e se invece fosse stata una raccolta quasi completa di ottima qualità di "un altro settore"?

.... fate voi quale ...

tutta la filatelia .... in generale ... subisce un tracollo rispetto all'acquistato?? ... purchè acquistato con competenza e con criterio ....
Maurizio

"Sicché dunque, disse Pinocchio sempre più sbalordito, se io sotterrassi in quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?"
"È un conto facilissimo, rispose la Volpe, un conto che puoi farlo sulla punta delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini: moltiplica il cinquecento per cinque e la mattina dopo ti trovi in tasca duemila cinquecento zecchini lampanti e sonanti."
"Oh che bella cosa!" gridò Pinocchio, ballando dall'allegrezza.

Avatar utente
somalafis
Messaggi: 3768
Iscritto il: 23 luglio 2007, 9:54
Località: Roma

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da somalafis » 17 luglio 2017, 18:30

Il fatto e' che aveva ragione Collodi nella citazione che segue la firma del nostro amico Maurizio (Maupoz): "Sicché dunque, disse Pinocchio sempre più sbalordito, se io sotterrassi in quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?"
"È un conto facilissimo, rispose la Volpe, un conto che puoi farlo sulla punta delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini: moltiplica il cinquecento per cinque e la mattina dopo ti trovi in tasca duemila cinquecento zecchini lampanti e sonanti."
Perche' diamine un persona ragionevole doveva pensare che a seppellire (pardon a mettere dentro la taschina) un francobollo, ne sarebbe derivato un profitto? Solo perche' glielo aveva detto la Volpe?
Riccardo Bodo
SOSTENITORE

alena
Messaggi: 103
Iscritto il: 2 aprile 2010, 12:33

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da alena » 17 luglio 2017, 19:49

Antonello Cerruti ha scritto:
17 luglio 2017, 17:27
E' ovvio che il materiale di qualità valga più del materiale di scarto.

La domanda è se - dato l'andamento del mercato ed i prezzi di oggi - abbia perso di più chi ha acquistato l'oro o la fuffa (filatelicamente parlando).
Questa domanda ha una risposta ovvia, anche se il suo calcolo ................
Antonello Cerruti ha scritto:
15 luglio 2017, 10:46
Nella prima collezione, il Gronchi Rosa venne pagato 600,00 euro: è rigommato e con la dentellatura ripresa da un lato.
Perdita odierna quindi di 600,00 euro rispetto al prezzo pagato.

Nella seconda collezione, il Gronchi Rosa venne pagato 1.750,00 euro: è bellissimo, fresco e certificato.
Perdita odierna quindi di 1.300,00 euro rispetto al prezzo pagato.

Nella prima collezione, il 40 centesimi floreale ** venne pagato 500,00 euro; firmato da un noto perito, è fuori centro e con un dentino corto.
Perdita odierna quindi di 400,00 euro rispetto al prezzo pagato.

Nella seconda collezione, il 40 centesimi floreale ** venne pagato 1.300,00 euro; nel dettagliato certificato del venditore e nella sua scala di qualità è definito "poco centrato" e valutato al livello "20%".
Perdita odierna quindi di circa 1.000,000 rispetto al prezzo pagato.

"I prezzi si dimenticano, la qualità rimane" scriveva il grande Maestro dottor Giulio Bolaffi oltre cinquanta anni fa.
Ne siamo sicuri?
Voi come la pensate?
.... può indurre il dubbio; ma per ripristinare l'obiettività delle cose, basta passare dai valori assoluti a quelli percentuali: chi ha comprato "male" ha perso sempre e costantemente il 100%; chi ha comprato "bene" ha perso a volte il 70% a volte il 60% a volte il 50%, ma mai il 100%; qualunque perdita di chi ha comprato "bene" sarà sempre inferiore (in termini percentuali) a quella di chi ha comprato "male" (anche se può essere superiore in termini assoluti); ma del resto sono le percentuali che contano ........................

io ho affidato a un consulente 1 milione di euro ...... e dopo un anno mi ha restituito un milione centomila euro .........

un altro ha affidato a un consulente 100 mila euro ........... e dopo un anno gli ha restituito 150.000 euro ............

.......... chi ha guadagnato di più?

Saluti.

Alessandra.

alena
Messaggi: 103
Iscritto il: 2 aprile 2010, 12:33

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da alena » 17 luglio 2017, 19:58

Antonello Cerruti ha scritto:
17 luglio 2017, 17:27

La domanda è se - dato l'andamento del mercato ed i prezzi di oggi - abbia perso di più chi ha acquistato l'oro o la fuffa (filatelicamente parlando).
Per me comunque la vera domanda è se si sia divertito di più chi ha acquistato l'oro o la fuffa ....

Avatar utente
eugenioterzo
Messaggi: 1573
Iscritto il: 24 aprile 2011, 14:35

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da eugenioterzo » 17 luglio 2017, 21:22

Io non mi sono divertito in nessuna maniera, l'avevo acquistata perchè mi piaceva ed era un pezzo di storia, all'ora avevo 21 anni, e mi fidavo di questo commerciante molto conosciuto.
Oggi non comprerei più senza una garanzia scritta, teniamo conto che sono passati cinquant'anni, ed oggi è tutto cambiato.
All'epoca era quasi impossibile parlare di truffe, sopratutto se ci si conosceva.
Eugenio

Avatar utente
Alex
Messaggi: 862
Iscritto il: 13 luglio 2007, 17:58
Località: Lombardia - Lodi

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Alex » 19 luglio 2017, 0:39

Ciao a tutti,
le analisi fatte sono molto interessanti tuttavia tornando sul tema iniziale, ossia la cessione delle collezioni da parte di eredi, a mio avviso bisogna considerare alcune importanti.
Ogni collezionista costruisce la propria collezione nel corso di una vita, magari nell'arco di 50 o 60 anni, da quando era un ragazzino a quando lascia il mondo terreno ed in questo arco di tempo possono cambiare molte cose, tra cui il valore e la considerazione dell'importanza della propria collezione, per cui se il tipo di collezione cala di interesse sarà più difficile da rivendere.
Se nel periodo in cui il collezionista ha iniziato il suo hobby, quel tipo di collezione era diffusa e popolare quindi appetibile, può darsi che 50 anni dopo le cose siano cambiate e cederla sia molto difficile.
Se di quel tipo di collezione ce ne sono tantissime uguali, rivenderla diventa un grosso problema.
Inoltre aggiungerei un aspetto commercialmente significativo : gli eredi vogliono vendere quasi sempre tutto subito ed in una volta sola, al contrario il collezionista crea e sviluppa la collezione in anni ed anni di ricerca.
Il mercato insegna che se vendi un lotto prendi sempre meno che vendendo al dettaglio, solo che per dettagliare una collezione ci vuol tempo, pazienza e competenza, soprattutto per riuscire a valorizzare ogni pezzo che si propone.
Gli eredi di un collezionista questo tempo non vogliono dedicarlo e vogliono realizzare subito.
Questo come risultato porta a fare una valutazione di massima, cercare di capire cosa potrebbe valere in quel momento quanto ereditato e cercare di cedere la collezione il prima possibile realizzando quanto possibile.
In realtà, a mio avviso, la maggior parte degli eredi vogliono liquidare le collezioni ereditate e non rivenderle.
In questo modo non sarà mai possibile pensare di ottenere un buon risultato ma bisogna accontentarsi di quanto recuperato.
Se un erede impegnasse il tempo e la cura nel rivendere la raccolta che il collezionista ha dedicato a costruire, probabilmente la cessione della collezione non sarebbe un disastro finanziario.

Ciao: Ciao: Ciao:
Cordiali saluti.

Alessandro Zeni

STAFF

Ricercatore postale interessato allo studio sui vari utilizzi degli annulli meccanici pubblicitari nel corso del Regno d'Italia.

Se un uomo ha fiducia nei suoi mezzi, la parola impossibile non esiste.

Ogni collezionista con una preparazione in grado di contestare, in modo preciso e circostanziato, un certificato peritale, ha una conoscenza tale per cui non ha bisogno di richiederlo.

L'importanza di una collezione è data dalla combinazione tra rarità, qualità e completezza dei suoi pezzi.
La collezione straordinaria si differenzia da quelle importanti perchè contiene quello che manca nelle altre ed è impossibile ripeterla uguale.

Avatar utente
debene
Messaggi: 5194
Iscritto il: 13 novembre 2011, 16:19
Località: Bari - Italy
Contatta:

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da debene » 19 luglio 2017, 8:08

Mi sembra che alla fine di tutti i nostri discorsi l'unico suggerimento sia, anche se difficile da metabolizzare data l'intrensico attaccamento quasi morboso che abbiamo verso i nostri pezzettini colorati:

se possiamo vendiamoci le nostre collezioni ad un certo punto del nostro iter collezionistico. Almeno quelle che riteniamo di un certo valore e di cui noi soli siamo consapevoli dell'eventuale realizzo.

Lasceremo molti meno problemi ai nostri poveri eredi!

Ciao:

sergio
Sergio De Benedictis
Sostenitore
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M - A.N.C.A.I. - U.S.F.I. - A.I.M.

Quando la Filatelia è culturaLink al mio sito : Esculapio Filatelico

Visita la mia rubrica sul Postalista :Il bastone di Asclepio

Guarda le mie vendite su Delcampe: nickname "debene".

I miei interessi :
Tematica medica; Antichi Stati; Storia Postale (Bari e Italia al Lavoro); Precancel U.S.A., Affrancature Meccaniche; Letteratura Filatelica; Erinnofili;Collezione A.S.F.E.

Avatar utente
dogri
Messaggi: 1451
Iscritto il: 29 maggio 2011, 9:18
Località: Sanremo
Contatta:

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da dogri » 19 luglio 2017, 9:19

debene ha scritto:
19 luglio 2017, 8:08
se possiamo vendiamoci le nostre collezioni ad un certo punto del nostro iter collezionistico. Almeno quelle che riteniamo di un certo valore e di cui noi soli siamo consapevoli dell'eventuale realizzo.

Lasceremo molti meno problemi ai nostri poveri eredi!

Ciao:

sergio
Non sono d'accordo: tutti sappiamo quanto sia difficile separarsi, anche se in cambio di una certa somma, da un qualcosa che abbiamo trovato dopo magari anni di ricerca perchè fosse come volevamo. Tanto vale rendere edotti gli eredi di quei pezzi degni di essere illustrati, e noi goderne il possesso fino all'ultimo respiro! Poi, se i posteri vorranno rivenderlo sapranno di cosa si tratta, e starà a loro "sbattersi" se vorranno ricavarne il giusto o svenderlo e conservare come ricordo del caro estinto oggetti...economici (in fondo si tratta solo di mantenere un ricordo...)
Colleziono collezioni incomplete: per ogni francobollo che aggiungo ne escono altri 4.
Negozio Delcampe

Avatar utente
Antonio Bove
Messaggi: 1782
Iscritto il: 4 dicembre 2013, 13:29
Località: Portico di Caserta (CE) Italia

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Antonio Bove » 19 luglio 2017, 9:26

Io penso che trasformare una passione in vile denaro è un peccato mortale!
Potrei considerare solo tre ipotesi:
1) Non avere più l'energia, il tempo e la salute necessari per godersi la raccolta;
2) Convincersi che la raccolta potrebbe finire ad eredi disinteressati che farebbero la gioia di commercianti ed approfittatori;
3) Vendere il tutto per abbracciare una nuova passione!
Antonio
Raccolgo tutti i francobolli che reperisco ma le mia preferenza va a quelli della IV emissione di Sardegna e quelli del Regno d'Italia.
Ero già iscritto al vecchio forum ma non ricordo in che data.
Ho deciso di iniziare una raccolta a tema... GATTI

Avatar utente
Ivano Abbatantuono
Messaggi: 442
Iscritto il: 11 febbraio 2015, 18:41

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Ivano Abbatantuono » 19 luglio 2017, 10:33

Ok, mi tocca fare come Salomone, perché estremizzando i ragionamenti non credo diamo consigli utili a nessuno.
Hanno (parte di) ragione sia Sergio sia Antonio.
I soldi sono soldi, le passioni sono passioni, ma cari amici cerchiamo con buon senso una via di mezzo. Che ci sia sotto una sacrosanta passione è indefettibile, ma certo non vuol dire che siamo autorizzati a spendere alla cieca il denaro disponibile, quindi occhio, esperienza, studio, riflessione e .... a bada -almeno fin dove possibile- le manie ossessivo-compulsive che attanagliano tutti i collezionisti.
Quanto agli eredi, quoto appieno Alex, che ha esposto meglio quanto io sintetizzavo dicendo che anche la vendita richiede abilità, esperienza e pazienza anche da parte di costoro.
Credo che se saremo abbastanza bravi da spendere più o meno il giusto e gli eredi non saranno così avventati da volersi disfare del tutto in poche settimane, la perdita su quanto investito sarà minima. Anzi, parlo per me, saranno cmq soldini che difficilmente avremmo messo da parte seguendo altre passioni.
Se invece spendiamo male e malissimo e gli eredi saranno frettolosi e incapaci, allora.... peggio per tutti :-))
Dopo di che giustissimo anche sottolineare che il decorso dei decenni può portare sorprese belle o brutte secondo casi e fortuna. Nessuno di noi sa se tra 30 anni le nostre collezioni saranno buone per appiccare il fuoco o saranno ricercati pezzi di antiquariato. In tal caso la perdita modesta di cui dicevo applicando i criteri di buon senso di cui sopra potrebbe divenire per gli eredi un disastro completo o, all'opposto, un bell'affare.
Ciao: Ciao: Ciao:
Colleziono (soprattutto) Regno d'Italia, nuovo usato e storia postale.
su ebay mi trovi qui : http://www.ebay.it/sch/abba_ivan/m.html ... pg=&_from=
per contatti, scrivimi su : ivantea@alice.it

Avatar utente
debene
Messaggi: 5194
Iscritto il: 13 novembre 2011, 16:19
Località: Bari - Italy
Contatta:

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da debene » 19 luglio 2017, 11:52

Il mio intervento era un pò sul provocatorio ed un pò sulla boutade.

Ma comunque dettato dall'esperienza personale che ho avuto in molte occasioni come segretario del circolo.

Spesso sono stato chiamato dagli eredi di soci ormai passati a miglior vita per vendere le collezioni del decuius.
Il mio approccio iniziale è sempre del tipo:

ma volete proprio vendere, non c'è nessuno in famiglia interessato a continuare?
vi avviso che i tempi non sono dei migliori, il mercato filatelico è al ribasso, non vi aspettate nulla!
decidete con calma, cercate di non avere fretta e permettetemi di guardare il materiale e darvi una valutazione di massima
perchè se vi mettete direttamente in mano ad un commerciante "al buio" diventate "carne da macello" ( non me ne vogliano i commercianti che, mettendomi comunque nei loro panni, devo dire che fanno comunque giustamente i loro interessi, ma i ribbassi sono scandalosi!)

Di solito avendo una mia credibilità e visibilità i parenti sono sempre propensi a esser guidati.

il più delle volte sono collezioni direi "banali" senza voler disprezzare ma le solite repubblica, san marino e vaticano
associate ad un periodo temporale recente le liquidiamo velocemente, i soliti tre/quattro commercianti sono ben felici,
a veramente poco di acquistare l'intero lotto. C'è chi rimane contento ( pochi ) e chi ( i più ) pensa a tutti i soldi spesi dal loro caro
che forse si potevano destinare a qualcosa di diverso.

Ovviamente, a meno che non si sia vendute le proprietà per far fronte agli acquisti, il mio pensiero è sempre:

tutto quello che avete vi cade comunque dall'alto e che erano fatti suoi cosa destinare al suo divertimento!

A volte ( direi raramente ) però le collezioni sono notevoli e in questi casi la scelta del commerciante è difficile.

Ma l'ultimo caso è stato emblematico e mi ha lasciato una gran tristezza addosso.

Collezioni di francobolli fuori dell'area italiana; raccolte di annulli tutti ben catalogati ed in ordine che spaziavano
sia nel tempo che geograficamente. Veramente il tutto trasudava del lavoro, della passione, dell'amore che questa
persona aveva profuso nel tutto. Ma la mazzata finale è stata una lettera all'interno di un album in cui il collezionista
raccontava la genesi della collezione e l'intero cammino percorso e pregava i suoi eredi non disperderla indicando comunque un valore complessivo di vendita, secondo me per niente gonfiato e direi giusto.

Ovviamente ho detto che un commerciante avrebbe forse offerto il 30% ( vi ricordo che la valutazione del de cuius non era a prezzo di catalogo ma già molto più bassa ) ma alla fine, nonostante il mio parere contario, hanno venduto al 5%.
Dalla cifra ricavata, divisa tra tutti, al massimo una vacanza al mare ci sarà uscita. Non vi nascondo che se avessi avuto la disponibilità mi sarei comunque preso io il tutto. Non voglio essere retorico ma credetimi non c'è l'ho fatta a restar lì e vedere la libreria svuotata e il tutto portato via.

Ecco perchè ho avuto l'esternazione di cui sopra!

Ciao:

sergio
Sergio De Benedictis
Sostenitore
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M - A.N.C.A.I. - U.S.F.I. - A.I.M.

Quando la Filatelia è culturaLink al mio sito : Esculapio Filatelico

Visita la mia rubrica sul Postalista :Il bastone di Asclepio

Guarda le mie vendite su Delcampe: nickname "debene".

I miei interessi :
Tematica medica; Antichi Stati; Storia Postale (Bari e Italia al Lavoro); Precancel U.S.A., Affrancature Meccaniche; Letteratura Filatelica; Erinnofili;Collezione A.S.F.E.

Avatar utente
giaper
Messaggi: 70
Iscritto il: 4 novembre 2014, 12:38
Località: Trento

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da giaper » 19 luglio 2017, 12:00

debene ha scritto:
19 luglio 2017, 11:52
Il mio intervento era un pò sul provocatorio ed un pò sulla boutade.

Ma comunque dettato dall'esperienza personale che ho avuto in molte occasioni come segretario del circolo.

Spesso sono stato chiamato dagli eredi di soci ormai passati a miglior vita per vendere le collezioni del decuius.
Il mio approccio iniziale è sempre del tipo:

ma volete proprio vendere, non c'è nessuno in famiglia interessato a continuare?
vi avviso che i tempi non sono dei migliori, il mercato filatelico è al ribasso, non vi aspettate nulla!
decidete con calma, cercate di non avere fretta e permettetemi di guardare il materiale e darvi una valutazione di massima
perchè se vi mettete direttamente in mano ad un commerciante "al buio" diventate "carne da macello" ( non me ne vogliano i commercianti che, mettendomi comunque nei loro panni, devo dire che fanno comunque giustamente i loro interessi, ma i ribbassi sono scandalosi!)

Di solito avendo una mia credibilità e visibilità i parenti sono sempre propensi a esser guidati.

il più delle volte sono collezioni direi "banali" senza voler disprezzare ma le solite repubblica, san marino e vaticano
associate ad un periodo temporale recente le liquidiamo velocemente, i soliti tre/quattro commercianti sono ben felici,
a veramente poco di acquistare l'intero lotto. C'è chi rimane contento ( pochi ) e chi ( i più ) pensa a tutti i soldi spesi dal loro caro
che forse si potevano destinare a qualcosa di diverso.

Ovviamente, a meno che non si sia vendute le proprietà per far fronte agli acquisti, il mio pensiero è sempre:

tutto quello che avete vi cade comunque dall'alto e che erano fatti suoi cosa destinare al suo divertimento!

A volte ( direi raramente ) però le collezioni sono notevoli e in questi casi la scelta del commerciante è difficile.

Ma l'ultimo caso è stato emblematico e mi ha lasciato una gran tristezza addosso.

Collezioni di francobolli fuori dell'area italiana; raccolte di annulli tutti ben catalogati ed in ordine che spaziavano
sia nel tempo che geograficamente. Veramente il tutto trasudava del lavoro, della passione, dell'amore che questa
persona aveva profuso nel tutto. Ma la mazzata finale è stata una lettera all'interno di un album in cui il collezionista
raccontava la genesi della collezione e l'intero cammino percorso e pregava i suoi eredi non disperderla indicando comunque un valore complessivo di vendita, secondo me per niente gonfiato e direi giusto.

Ovviamente ho detto che un commerciante avrebbe forse offerto il 30% ( vi ricordo che la valutazione del de cuius non era a prezzo di catalogo ma già molto più bassa ) ma alla fine, nonostante il mio parere contario, hanno venduto al 5%.
Dalla cifra ricavata, divisa tra tutti, al massimo una vacanza al mare ci sarà uscita. Non vi nascondo che se avessi avuto la disponibilità mi sarei comunque preso io il tutto. Non voglio essere retorico ma credetimi non c'è l'ho fatta a restar lì e vedere la libreria svuotata e il tutto portato via.

Ecco perchè ho avuto l'esternazione di cui sopra!

Ciao:

sergio
A leggere questo racconto, dove ad essere dispersa non è stata una collezione, ma la memoria dell'impegno e della passione di un congiunto, viene voglia di bruciare tutto o vendere e fare beneficenza quando si arriva a un'età "pericolosa".
lello da Trento
____________________________________________________________________________
mi piace la storia postale contemporanea.

Avatar utente
Ivano Abbatantuono
Messaggi: 442
Iscritto il: 11 febbraio 2015, 18:41

Re: Le esperienze di un filatelico indignato

Messaggio da Ivano Abbatantuono » 19 luglio 2017, 12:16

Sergio la prossima volta avvisa me che se ho abbastanza me la compro :-))
A parte gli scherzi, è giusto mantenere terzietà e credibilità, ma non penso ci sia niente di male ad offrire agli eredi un, che so, 30 % (non del catalogo !!!!) DOPO che abbiano fatto il giro dei commercianti vedendosi offrire il 5 o il 10. Se poi sono masochisti e preferiscono arricchire altri, provvederà il de cuius da lassù a mandargli le giuste benedizioni :-))
Ciao: Ciao: Ciao:
Colleziono (soprattutto) Regno d'Italia, nuovo usato e storia postale.
su ebay mi trovi qui : http://www.ebay.it/sch/abba_ivan/m.html ... pg=&_from=
per contatti, scrivimi su : ivantea@alice.it


Rispondi

Torna a “Generale filatelia”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Paolo80 e 1 ospite