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Ma il francobollo, esattamente, che cos'è?

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somalafis
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Ma il francobollo, esattamente, che cos'è?

Messaggio da somalafis » 1 settembre 2012, 13:04

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francesco luraschi
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da francesco luraschi » 9 settembre 2012, 8:13

Questa mattina ho letto l'articolo di Franco Filanci "Ma il francobollo esattamente che cos'è" del quale allego la definizione che l'autore dà ad un oggetto generico per essere considerato "francobollo".

Personalmente sottoscrivo in toto il passaggio "...liberamente in vendita al facciale e/o in uso per almeno un giorno in almeno un ufficio di posta".


Ciao: Francesco
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byebye
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da byebye » 9 settembre 2012, 8:44

Non ho letto l'articolo ma solo la definizione postata nel commento di apertura e se è così, allora non concordo: gli interi postali non sono "francobolli" prestampati su un modulo, così come le marche non sono riconducibili a "francobolli", pur essendo ovviamente delle carte valori.
I bollettini pacchi postali e i buoni risposta, per esempio, sono tecnicamente degli interi postali e mi dite dove sarebbe il francobollo?

Credo sia sbagliato il concetto di voler generalizzare troppo utilizzando, ponendo il francobollo al centro di tutto: a mio parere ci sono i francobolli ed i segnatasse, ma ci sono anche le marche e gli interi postali, che sono una cosa diversa e di pari dignità.
Le TP Label, le affrancature meccaniche cosa sarebbero, "francobolli" virtuali?

Anche sull'uso regolare, poi, ci sarebbe da capirsi: se l'uso fu tollerato, è da considerarsi regolare o no?

La regolarità, in altre parole, significa pragmaticamente che vengono rispettati i regolamenti o che invece tali oggetti ebbero reale uso postale, anche eventuialmente in deroga ai regolamenti vigenti?

:-) Ciao:

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francesco luraschi
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da francesco luraschi » 9 settembre 2012, 9:27

Ciao "byebye",

ovviamente quella definizione estrapolata dal contesto dell'articolo perde un po' del suo peso. Non è possibile tuttavia pubblicare altre parti del lavoro per ovvi motivi di copyright.

Dall'articolo si evince tuttavia che l'autore considera "francobollo" tutto l'intero e non solo la vignetta quindi non fa separazione tra le due parti. Praticamente si tratta di un francobollo oversize.
Bella poi la distinzione tra francobollo e sigillo.

Mentre la marca non è la marca da bollo che forse tu intendi e che non è in vendita negli uffici postali bensì dai rivenditori autorizzati. Per marca l'autore intende quei valori che la posta richiedeva venissero utilizzati dai privati per assolvere i diritti postali. Per es. le marche del recapito autorizzato.

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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da byebye » 9 settembre 2012, 15:55

francesco luraschi ha scritto:Ciao "byebye",

ovviamente quella definizione estrapolata dal contesto dell'articolo perde un po' del suo peso. Non è possibile tuttavia pubblicare altre parti del lavoro per ovvi motivi di copyright.

Dall'articolo si evince tuttavia che l'autore considera "francobollo" tutto l'intero e non solo la vignetta quindi non fa separazione tra le due parti. Praticamente si tratta di un francobollo oversize.
Bella poi la distinzione tra francobollo e sigillo.

Mentre la marca non è la marca da bollo che forse tu intendi e che non è in vendita negli uffici postali bensì dai rivenditori autorizzati. Per marca l'autore intende quei valori che la posta richiedeva venissero utilizzati dai privati per assolvere i diritti postali. Per es. le marche del recapito autorizzato.

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Ciao Francesco, per marca io intendo proprio la marca di recapito o le emissioni comunali per il recapito postale, non intendevo le marche da bollo.
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cirneco giuseppe
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da cirneco giuseppe » 11 settembre 2012, 21:11

E non dimentichiamo che non basta la "tolleranza postale" o l'uso postale improprio per trasformare un oggetto qualunque in un francobollo.

La validità postale è una delle condizioni essenziale ed irrinunciabile affinchè ad un oggetto possa affiancarsi il termine "francobollo".
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da francesco luraschi » 11 settembre 2012, 21:49

Pino,

è sempre un piacere leggere le tue riflessioni. :clap:

Tuttavia: se la posta annulla l'oggetto improprio, per usare un tuo termine, e contemporaneamente non tassa la lettera questi diventa un francobollo? Ovviamente non mi riferisco ad un episodio isolato che potrebbe sottointendere una qualche frode e/o connivenza quanto una modalità di pagamento che si protrae nel tempo. Per esempio: se per un certo periodo le poste avessero accettato come validi per l'affrancatura dei francobolli soprastampati SAGGIO, magari il tutto supportato da un documentino rimasto nascosto per anni, saremmo ancora qui a definirli NON FRANCOBOLLI?

Io penso di no.

Se però ti riferisci alle marche da bollo di LV c'è un distinguo da fare.

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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da cirneco giuseppe » 11 settembre 2012, 22:56

In questo caso non si parlerebbe di tolleranza ma di decisione dell'amministrazione nel voler dare corso ad una eccezione.
Le marche da bollo usate in periodo bellico come affrancatura d'emergenza, mi pare, furono tollerate ma non decretate.

:-)
Esistono saggi passati per posta, ma uso sporadico e non certo conforme o legale. In questo caso è un uso improprio.

Immagino che questo sia un discorso, quello sulla Condicio sine qua non piuttosto sottile e di non facile determinazione, ma è bello parlarne.
:abb: :cof:
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da francesco luraschi » 12 settembre 2012, 21:18

Pino,

l'esistenza di un decreto sembra che per FF non sia una delle condizioni per definire un oggetto "francobollo". Infatti l'autore elenca almeno tre casi di francobolli usati come tali, e di conseguenza catalogati, senza che un decreto ne sancisse la validità per assolvere i diritti postali.

E almeno due dei tre casi risalgono ad anni critici.

Hai fatto bene a rispolverare il periodo bellico in cui gli schemi erano saltati e un po' di tutto veniva usato per affrancare le lettere, in particolare le marche. Ho riletto velocemente l'articolo e questa mi sembra una casistica non contemplata.

A questo punto auspico un intervento di FF, magari intervistato dal nostro "patron" GP (Giovanni Piccione/John Pigeon per gli stranieri), per avere un suo parere su questo lato oscuro.

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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da cirneco giuseppe » 12 settembre 2012, 21:47

Debbo, allora, rileggermi l'articolo.
L'ho letto lo scorso sabato al circolo, ma forse l'ho letto con un po' di sufficienza.
Appena posso riavere la rivista userò più attenzione nella lettura dell'articolo.
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da Rosalba » 14 settembre 2012, 13:26

:-) Ciao: Cari amici, poichè ritengo questa discussione, aperta sul contenuto dell'articolo, a mio parere molto bello, di Franco Filanci, interessante e costruttiva ma impossibile da continuare senza "cognizione di causa", cioè senza aver letto l'articolo in questione :dub: vi allego le considerazioni dell'autore dell'articolo e il testo completo in modo che ognuno possa avere la visione globale di ciò che è stato scritto.
Un forte abbraccio :abb: :abb: e buon proseguimento di analisi e discussione, come si auspica anche Franco Filanci.


Ritengo un po’ stravagante per non dire assurdo – anche se in Italia è piuttosto normale, specie in filatelia – discutere di qualcosa che non si è letto e partendo da un mozzicone di discorso: il risultato è che già dopo pochi passaggi si giunge a inaccettabili stravolgimenti, come farmi dire che “gli interi postali sono francobolli prestampati su un modulo”. Perciò, d’accordo con l’editore, e per evitare che gli interessati debbano spedirsi costose fotocopie del mio articolo (abbonarsi alla rivista no?), allego il pdf dello scritto in questione, autorizzandovi a metterlo in rete sul vostro forum. Poiché si tratta di un primo tentativo di chiarire in modo razionale e documentato il reale significato del termine “francobollo”, anche per consentire al collezionista di evitare trabocchetti e patacche, ritengo che critiche e miglioramenti e relativi dibattiti siano indispensabili per raggiungere il massimo di chiarezza: purché siano anch’essi documentati, razionali e non basati su qualche “sentito dire” o su frammenti di discorso di seconda mano.

Franco Filanci



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...fatti non foste a viver come bruti,
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da cirneco giuseppe » 14 settembre 2012, 15:34

Il mio discorso sulla validità postale quale condizione necessaria affinchè un determinato oggetto possa definirsi francobollo va al di là dell'articolo in questione.
E questo è un discorso che abbiamo più volte ripreso qui sul Forum.

Il Sig. Filanci scrive nel suo articolo:

Filanci.jpg


e no Sig. Filanci, non sono d'accordo che basti l'uso di almeno un giorno in un ufficio postale.
Anche il Gronchi lilla fu in uso almeno un giorno in almeno un ufficio postale, ma questo è il signore dei non francobolli.
Il Gronchi lilla non ebbe mai validità postale. E quindi non può essere considerato un francobollo anche se altre caratteristiche ci stanno tutte.
E non basta che ci siano lettere viaggiate con il Gronchi come unico oggetto posto sulla lettera.
Quell'oggetto non era ancora stato "abilitato" e reso idoneo per i suoi scopi e quando fu ritirato dagli uffici postali non lo era ancora.
Quindi niente validità postale uguale a nessuna possibilità d'uso quale affrancatura, in definitiva se manca la validità postale possiamo definire l'oggetto come vogliamo, in base alla nostra fantasia, ma mai definirlo francobollo.
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da fildoc » 14 settembre 2012, 21:40

Wikipedia dice:
Il francobollo è una carta-valore[1], stampato da una parte e gommato sul retro, che serve per l'affrancatura dei servizi di corrispondenza. Adoperato dall'amministrazione postale autorizzata dallo stato emittente, rappresenta la prova del pagamento anticipato per prestazioni quali la spedizione di una lettera o di un pacco ad un destinatario. Quando un francobollo non è più adatto al suo compito, ad esempio per variazione delle tariffe postali, l'amministrazione emittente può determinarne la cessazione del suo uso ponendolo "fuori corso". Data la natura di valori emessi da uno stato la contraffazione dei francobolli è un reato.

Il Sabatini:
• Riquadro di carta di piccole dimensioni, di solito di forma rettangolare, da una parte stampato in vari colori e dall'altra gommato, che si applica sulla corrispondenza in genere per attestare il pagamento della tassa dovuta per il recapito

Il Gabrielli:
Cartellino di carta, spec. di forma rettangolare, recante su una faccia figure e simboli vari dello Stato emittente,

Treccani:
francobollo Carta-valore che, applicata su lettere, cartoline e plichi, serve per l’affrancatura postale.

I primi f. postali furono introdotti in Gran Bretagna nel 1840. In Italia esordirono nel Regno Lombardo-Veneto, nel 1850. Dopo la costituzione del regno, la fornitura dei f. venne affidata alla casa De La Rue e C. di Londra, fino alla creazione, a Torino, dell’officina governativa delle carte-valori (1865), che cessò di funzionare nel 1928 e si fuse con l’Istituto poligrafico dello Stato di Roma. Con la diffusione dell’utilizzo dei f. nacque il fenomeno del loro collezionismo (➔ filatelia).

Come protezione contro le imitazioni, i f. vengono generalmente stampati su carta filigranata. Per facilitare il funzionamento delle macchine automatiche per la selezione e per la bollatura della corrispondenza è stato introdotto, in Italia dal 1968, l’uso di carta fluorescente. Per agevolare la separazione degli esemplari di uno stesso foglio il sistema più usato è quello della dentellatura (inventata da H. Archer nel 1847), che consiste nella perforazione degli orli.

Per evitare che i f. siano usati più di una volta, vengono annullati mediante bolli che lasciano un’impronta composta di due parti, la prima avente l’indicazione dell’ufficio di spedizione e la data, l’altra formata in genere da linee parallele, recante spesso una dicitura pubblicitaria. Per la spedizione di grandi quantitativi di corrispondenza e specie di stampati, in luogo dell’affrancamento con f. vi sono altri sistemi per indicare che il porto è pagato; il sistema usuale consiste nell’impiego di macchine affrancatrici, apparse nel 1921 e introdotte in Italia nel 1926.


Mi dispiace, ma anch'io dissento.
E le motivazioni sono esplicite su dizionari ed enciclopedie, siano esse moderne o classiche.
Pur concordando su praticamente tutti gli esempi fatti dall'autore dell'articolo (dice innumerevoli verità :clap: ed elenca una serie di inoppugnabili assurdità della filatelia :clap: )

Credo che in Storie di posta, fin dal primo numero, vi sia il tentativo meditato e voluto di subordinare il francobollo alle tariffe postali,
facendogli perdere la sua identità che è invece ben definita.
Un collezionista puo' per libera scelta allargare i suoi interessi a tutti gli usi postali, mi va benissimo.
Ma escludo in modo categorico che una definizione obblighi un collezionista di francobolli a dover estendere la sua raccolta ad una ricevuta di ritorno prepagata perchè una definizione l'ha promossa a francobollo!!!

Lo so... lo so... e adesso giu' polemiche!
+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
Fildoc

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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da francesco luraschi » 14 settembre 2012, 22:14

Con il termine "francobollo" si identifica un lembo di supporto (non è detto che sia carta) , dentellato o no gommato o no, con cui l'amministrazione postale evidenzia il pagamento dei propri diritti. Questi oggetti vengono collezionati da ormai due secoli: racchiudono in una vignetta tutto quanto in periodo prefilatelico era comune sulle lettere, a partire dalle tassazioni che difatti, in caso il francobollo fosse in corso e la tariffa rispettata per un determinato servizio, scompaiono dai frontespizi.

Ma può essere anche una deformazione mentale. Certo nessuno alla domanda: "Collezioni francobolli?" risponde "Colleziono tutto quanto la posta usava per evidenziare l'assolvimento dei propri diritti" anche se chi si spinge un po' più avanti nelle ricerche inevitabilmente finisce per entrare in questo campo (tutti abbiamo interi postali nelle collezioni).

Se al termine "francobollo" si sostituisce "bollo del franco" (è il contrassegno che evidenzia il PP, cioè l'invio franco) l'orizzonte si allarga e altri oggetti postali possono rientrare in questa categoria.

Ammetto però che spiegare che incastrare una X sul frontespizio di una lettera del '700, il bollo napoleonico PP, il FRANCA austriaco, una marca da lettera di LV, un intero del Regno e una risposta prepagata non sia facile, però potrebbe essere il tema di una collezione innovativa: "Storia DELLA posta: dall'invio assegnato al prepagato".

Eppure tutti questi segni e contrassegni sottointendevano il pagamento anticipato dei diritti postali.

Non mi è chiara tuttavia la presunta strategia di Storie di Posta, almeno per la parte che mi riguarda, di considerare il francobollo solo come mezzo per spiegare le tariffe postali. A meno che non valga ancora l'equazione STORIA POSTALE=TARIFFA POSTALE?

Ciao: Francesco
Ultima modifica di francesco luraschi il 14 settembre 2012, 22:30, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da fabiov » 14 settembre 2012, 22:28

Ciao a tutti!
Conosco personalmente Franco Filanci e penso che sia una delle menti più lucide della filatelia italiana. :clap: :clap: :clap:
Ovviamente è un giudizio personale, ma di sicuro Filanci è una di quelle poche persone che possiamo prendere come riferimento quando si parla di filatelia.
Potrei aggiungere qualche altro nome per l'Italia e qualcun altro in campo mondiale, ma mi fermo. In fondo chi sono io per valutare chi è esperto o meno?
Comunque il mio giudizio non significa che io sia sempre della stessa idea di Filanci.
Anche il suo sforzo di dare l'esatta definzione di FRANCOBOLLO lo trovo lodevole e probabilmente esatto, ma in passato mi sembra che lui stesso abbia dato delle definizioni diverse da quest'ultima.
Fate conto che io da più di 15 anni conduco una sezione di una rivista filatelica di Londra (ovviamente è in inglese) che tratta I "LOCALS OF THE WORLD".
Fate ancora conto che l'ultima volta che un catalogo mondiale ha trattato i LOCALS è stato il catalogo della Stanley Gibbons nel 1899!!! (Ho detto 1899 e non 1999!) Dopo di che la FIP non riconosce le esposizioni con i Locals (come se non fossero francobolli!!!!!! Cavolata gigantesca secondo me!!!) e però ha creato la sezione dei FISCALI che possono essere esposti a concorso... Comunque esporre non è un mio interesse e lo lascio ad altri più bravi di me.
Per cui mi ha fatto molto piacere aver letto sull'ultimo numero della rivista L'Arte del francobollo che la definzione di francobollo si addice perfettamente ai LOCALS utilizzati per trasporto della posta anche se prodotti da privati!!!!!!!!
Secondo me direi che i bolli devono avere assolutamente la GENERAL AVAILABILITY, cioè devono essere stati a disposizione per la vendita al pubblico (parlare di 1 solo ufficio per 1 solo giorno è riduttivo...) ma per esempio il Locale di Livorno o Mussolini Rosa, per me è un francobollo a tutti gli effetti... molto più del Gronchi Rosa che è riportato in tutti i cataloghi!!!
Comunque come contributo a questa discussione faccio alcune considerazioni semplicistiche ma che faccio sempre tutti gli anni all'inizio dei Corsi di fiatelia che tengo qui a Milano:
-"OGNUNO PUO' COLLEZIONARE QUELLO CHE VUOLE"... "SE DECIDE DI COLLEZIONARE FRANCOBOLI METTE POI DEI PALETTI CHE SONO I CONFINI DELLA SUA COLLEZIONE". Per cui Uno sceglie se vuole solo francobolli emessi ufficialmente dai singoli Stati, o da un solo Stato, per un certo periodo temporale, oppure per tematica oppure per uno o più soggetti, e così di seguito... mettendo tanti altri limiti che lui ritiene opportuno" "QUESTE SONO SUE LIBERE SCELTE E COME TALI NON SONO CRITICABILI e CONTESTABILI!!".
Io per esempio colleziono 1 francobollo per ogni ENTITA' (ufficiale o privata) che per qualsiasi ragione ha emesso (o meglio stampato) francobolli adesivi (o simil-francobolli) per il trasporto della posta (complementare, supplementare o sostitutivo del trasporto di Stato). E' la collezione ASFE (che perciò non comprende gli Interi Postali! Ma è stata una mia libera scelta!).
Ora mi fermo e proseguo in un altro momento... dico solo che sarei curioso di vedere se qualcuno mi fa definire il termine ENTITA' :-)) :-))

Ciao fabiov Ciao: Ciao:
Ultima modifica di fabiov il 14 settembre 2012, 22:50, modificato 4 volte in totale.
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da fabiov » 14 settembre 2012, 22:36

Scusate,
mi sono dimenticato di dire che tutto quanto avete scritto nei post precedenti è condivisibile, anche se sono pareri contrastanti. Ciò dipende dall'ottica con cui uno guarda i francobolli e dai paletti che ciascuno ha messo alla propria collezione. Discutere poi sul piano teorico quale sia la migliore definizione di un certo termine filatelico è lodevole ed è quello che si è proposto Filanci iniziando una certa serie di articoli divulgativi sulla rivista. Ed è lodevole sentire pareri diversi supportati da elementi oggettivi o altri più sfumati.
Una cosa è sicura: LA DISCUSSIONE E IL CONFRONTO ARRICHISCE TUTTI, indipendentemtne dal fatto che uno cambi parere o meno.
Io ogni giorno imparo qualche cosa.
Ciao a tutti e buona discussione. :clap: :clap: :clap: :clap:
Fabiov Ciao: Ciao:
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da byebye » 14 settembre 2012, 22:49

Rosalba ha scritto::-) Ciao: Cari amici, poichè ritengo questa discussione, aperta sul contenuto dell'articolo, a mio parere molto bello, di Franco Filanci, interessante e costruttiva ma impossibile da continuare senza "cognizione di causa", cioè senza aver letto l'articolo in questione :dub: vi allego le considerazioni dell'autore dell'articolo e il testo completo in modo che ognuno possa avere la visione globale di ciò che è stato scritto.
Un forte abbraccio :abb: :abb: e buon proseguimento di analisi e discussione, come si auspica anche Franco Filanci.


Ritengo un po’ stravagante per non dire assurdo – anche se in Italia è piuttosto normale, specie in filatelia – discutere di qualcosa che non si è letto e partendo da un mozzicone di discorso: il risultato è che già dopo pochi passaggi si giunge a inaccettabili stravolgimenti, come farmi dire che “gli interi postali sono francobolli prestampati su un modulo”. Perciò, d’accordo con l’editore, e per evitare che gli interessati debbano spedirsi costose fotocopie del mio articolo (abbonarsi alla rivista no?), allego il pdf dello scritto in questione, autorizzandovi a metterlo in rete sul vostro forum. Poiché si tratta di un primo tentativo di chiarire in modo razionale e documentato il reale significato del termine “francobollo”, anche per consentire al collezionista di evitare trabocchetti e patacche, ritengo che critiche e miglioramenti e relativi dibattiti siano indispensabili per raggiungere il massimo di chiarezza: purché siano anch’essi documentati, razionali e non basati su qualche “sentito dire” o su frammenti di discorso di seconda mano.

Franco Filanci



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Caro signor Filanci,
è lei che ha scritto l'articolo e che sostiene la stravagante definizione di intero postale, che esaspera al punto da giungere ad affermare che nelle cartoline postali in franchigia, che lei ritiene interi postali (cioé carte-valori) ma io no, se non per una convenzione filatelica di catalogazione commerciale, il francobollo comprenderebbe persino la vittoria alata!
Nessuno le mette in bocca nulla, ma sono solo pensieri da lei espressi nell'articolo e ripresi dalla definizione riportata nel riquadro postato nel forum.

Se la cartolina in franchigia militare è un intero postale, mi dica se considera un intero anche le cartoline dei prigionieri di guerra o quelle delle forze armate repubblicane nella RSI e in forza di quali regole mi fornisce la sua risposta affermativa o negativa.

Sempre disponibile a parlarne.
Cordiali saluti

:-) Ciao:

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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da byebye » 14 settembre 2012, 23:22

Secondo il signor Filanci un intero postale sarebbe un oggetto di corrispondenza o un modulo con già impresso un oggetto misterioso che chiamiamo "francobollo".

Bene, che cosa è questo francobollo?

Il francobollo è una carta valore creata per l'esazione delle tasse dei servizi offerti e gestiti da una amministrazione postale, pubblica o privata.

Che cosa è una carta-valore?

La risposta arriva dal dipartimento del Tesoro:

Carte valori

E’ sottoposta alla vigilanza dell’Ufficio X della Direzione VI l’attività di produzione delle carte valori, degli stampati a rigoroso rendiconto e dei documenti elettronici.
Si tratta di una vasta gamma di prodotti realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. o sotto la sua supervisione, che attestano il rilascio da parte dello Stato o di altre Pubbliche Amministrazioni di autorizzazioni (passaporti, carte d’identità, patenti di guida, permessi di soggiorno …), certificazioni (carte di circolazione per autoveicoli e motoveicoli, giornali e registri di bordo per natanti ….) e ricevute di introiti (marche finanziarie, valori postali, biglietti di pubblico trasporto …).
Le carte valori presentano, per la loro destinazione, caratteristiche di resistenza alla contraffazione e alle falsificazioni in quanto vengono prodotte con tecniche di stampa di sicurezza e/o con impiego di carte filigranate e con particolari impasti, oppure con impiego di supporti plastici o di alluminio (come le targhe automobilistiche) o altro materiale. Esse possono contenere bande magnetiche o a memoria ottica, microprocessori (chips), ologrammi o altri sistemi di sicurezza.


Da qui scopriamo che il francobollo, quell'oggetto misterioso, è per definizione una ricevuta di introiti.

Questo è un francobollo, una ricevuta e niente altro che una ricevuta di un introito.
L'intero postale, quindi, è un oggetto che riporta prestampata la ricevuta di un introito.

Una cartolina in franchigia non è una carta valori, quindi non è un intero postale in senso stretto (anche se una consuetudine commerciale e filatelica le considera tali) e la questione della Vittoria Alata è una esasperazione di un concetto che potrà anche apparire suggestivo, ma è sbagliato per contenuto.

:-) Ciao:

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fildoc
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da fildoc » 14 settembre 2012, 23:47

Ripeto con altre parole un concetto espresso prima.
Se estendiamo il significato di francobollo a qualsiasi cosa sia passata per posta e quindi alla ricevuta di un tributo per il servizio reso,
quello che noi chiamiamo francobollo diventa solo una parte del tutto e al massimo risulta un comprimario nel mondo della filatelia....
E' questa strategia che contesto alla rivista.
Prima dell'avvento dei francobolli il collezionismo della posta probabilmente non esisteva od era limitato a pochi.
E' stato l'avvento del pezzetto di carta colorata con le sue vignette, i suoi valori e le sue emissioni avvenute in ogni parte del mondo a far scattare la filatelia!
Ho detto francobolli in senso classico, non nel senso di questa nuova definizione data recentemente.
Moltissime delle osservazioni mosse dall'articolo al mondo della filatelia sono vere e condivisibili....
ma, nell'articolo in questione, tali osservazioni sono strumentalizzate per svuotare il francobollo dal suo significato e per esaltare qualsiasi prodotto partecipi del traffico postale.
E' questo il pericoloso (per me) messaggio che serpeggia qua e là fra le righe di ogni numero della rivista!
Quando io raccolgo francobolli raccolgo questi:
Schermata 2012-09-14 a 23.44.34.png
e non quest'altro materiale:
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
Fildoc

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fabiov
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Re: Il sommario del numero di settembre 2012

Messaggio da fabiov » 15 settembre 2012, 7:32

Ciao a tutti!
Leggo il post di fil doc e vedo che ha visto nell'articolo di Filanci delle cose che io non avevo visto.
Come ho detto già diverse volte "ogni giorno si impara qualche cosa"... e non lo dico perchè concordo o non concordo... ma semplicemnte perchè una diversa angolazione ti fa scoprire cose che ti erano sfuggite. Allora faccio una proposta a tutti i lettori di questo topic.
L'articolo di Filanci è intitolato "Ma il francobollo esattamente che cos'è?" e sopra vedo scritto: "FilManuale di chiarezza-1" ora sia la rubrica che questo primo articolo intendono fare chiarezza su cose che evidentemente sono state o sono controverse, altrimenti si sarebbe parlato di altro!!
Ebbene, perchè non raccogliamo le varie osservazioni e poi chiediamo al direttore della rivista di pubblicare un "contr'articolo" che raccoglie tutti i dubbi e le perplessità che qui sono emerse? Può darsi che ci rispondano... o che ci mettano nella posta dei lettori o che ci liquidino in 4 + 4, ma conoscendo il direttore sono propenso a pensare, che spazio permettendo- vedremo pubblicato il nostro "contro articolo".
Il che signfica portare a conoscenza di tutti i lettori della rivista le nostre perplessità. Dico "nostre" non per appropriarmi di idee altrui, ma per riferirimi alle idee scaturite in una sana discussione qui sul "NOSTRO FORUM."
Cosa ne pensate?
Certo i tempi delle riviste sono lunghissimi... ora che scriviamo, che ci sia spazio in un numero... magari si va al 2013... e questo topic invece è nel forum "FILO DIRETTO CON L'ARTE DEL FRANCOBOLLO"... e quindi è buffo che per avere un filo diretto sia necessario passare di nuovo per la carta stampata!
Sarebbe bello che Filanci si inscrivesse al forum e diventasse un contributore diretto a questo topic. Ma ciò sta a lui ed ad una sua libera scelta, magari dettata dal poco tempo a disposizione o dall'avversione ai forum, ai blog, a facebook...
Bene augurandoci che il forum possa annoverare anche Filanci fra i suoi membri... ripeto la mia proposta:
FACCIAMO UN COMPENDIO DELLE COSE SU CUI NON SIAMO D'ACCORDO e mandiamolo alla rivista... magari ci arriverà una risposta rapida via e-mail oppure vedremo pubblicato il nostro "contr'articolo."
Ciao fabiov Ciao: Ciao:
SOSTENITORE DA SEMPRE!
Leggete articoli filatelici miei e di altri amici giornalisti nel mio sito www.fabiovstamps.com


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