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I forwarders

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Erik
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Messaggio da Erik » 20 luglio 2007, 23:41

Ciao a tutti,
questo post nasce da una conversazione telefonica avuta qualche tempo fa con il buon Paolo Bagaglia Ciao: al quale, parlando degli acquisti fatti all’ultimo Veronafil, accennai ad una lettera transitata per il porto di Ancona (è una delle collezioni che seguo) ed inoltrata a mezzo di un forwarder. Avendo stimolato la sua curiosità, la telefonata si chiuse con la mia promessa di inviargli la scansione del pezzo acquistato e di fornirgli maggiori informazioni riguardo al servizio svolto dai forwarders.
Il tempo è trascorso e, tra impicci e problemi vari, oggi ho infine deciso di mantenere la mia promessa e di mettermi a scrivere qualcosa. A questo punto mi sono detto che, già che c’ero, tanto valeva condividere con tutti questo lavoro e così eccolo qua (almeno inauguriamo anche questa sezione ;) ).

Premetto che per la stesura di quanto segue ho ampiamente “saccheggiato” il libro “I Corrispondenti Postali: Italia e Area Mediterranea” di Luciano De Zanche.



I forwarders
Un forwarder (o “corrispondente postale”) era una persona o un ente che curava l’inoltro di lettere internazionali per conto di terzi, ma senza trasportarle direttamente.
Quando, come frequentemente accadeva, non esistevano accordi per lo scambio e la contabilità della corrispondenza tra sistemi postali dei vari Stati e si era in assenza di una regolamentazione della corrispondenza via mare, era obbligatorio ricorrere ad un intermediario (forwarder) per far giungere a destinazione quelle lettere che non potevano venire spedite né in porto totalmente pagato dal mittente, né totalmente pagabile dal destinatario. In questi casi il forwarder segnava sulla sovraccoperta della singola lettera il proprio nome, la località dove agiva ed eventualmente la data della rispedizione, sia per rendere nota la via lungo la quale il destinatario poteva rispondere al mittente, sia perché spesso questo era l’unico modo per farsi rimborsare le spese di porto eventualmente sostenute.
L’intervento dei forwarders si verificava:
1) Quando il trasporto della lettera doveva necessariamente avvenire in parte con servizi privati e in parte con un servizio postale ufficiale. In questo caso il forwarder si trovava nella località dove il trasporto da privato diveniva ufficiale o viceversa.
2) Quando il percorso della lettera, pur viaggiando con servizi postali ufficiali, interessava Stati fra i quali non esistevano convenzioni per lo scambio o l’incamminamento della posta.
3) Quando il percorso della lettera interessava due o più Stati in guerra fra loro.

Segni dell’intervento dei forwarders si trovano su lettere a partire dal XVI secolo. Con l’ampliamento delle convenzioni postali e, soprattutto, con la creazione dell’UPU (1875) e l’adesione ad essa di un numero sempre maggiore di Stati il ruolo dei forwarders venne via via perdendo di importanza fino alla loro totale scomparsa intorno agli inizi del XX secolo (con rare eccezioni, verificatesi soprattutto in caso di guerre).

Chi erano e come operavano i forwarders
Poiché la maggior parte della corrispondenza era composta da lettere d’affari, i forwarders erano soprattutto mercanti e persone la cui attività aveva a che fare con il commercio, come consoli, spedizionieri e banche. Essi esercitavano questo intervento come aspetto secondario del proprio lavoro, anche se nel XIX secolo sono noti veri e propri forwarders professionali che rispedivano migliaia di lettere all’anno. Alla luce di questo si comprende come fare un elenco dei forwarders operanti in una certa località equivale sostanzialmente a fare una lista di tutti i commercianti di quel luogo con un giro di affari internazionale. Non ha quindi molto significato, dal punto di vista storico postale, parlare di “completezza” di tale lista né di “rarità” di un dato forwarder. Ciò che è veramente importante è che il suo intervento ci dà modo di identificare le vie lungo le quali le lettere gli pervennero e quelle lungo le quali egli le rispedì e di studiare il motivo del ricorso alla sua mediazione.
Il forwarder pagava spesso, almeno in parte, il porto della lettera da incamminare: ovviamente teneva il conto delle spese e se ne rivaleva sul mittente o sul destinatario. Si poteva anche giungere ad un accordo tra mittente e destinatario per una suddivisione del porto. Si poteva così inviare una lettera ad un forwarder che pagava il porto della prima parte del percorso, facendosela poi rimborsare.
Nonostante siano noti casi di comportamento fraudolento di forwarders, di per sé la loro attività non solo non era in contrasto con le regole imposte dal monopolio postale, ma addirittura in qualche caso erano previsti dalle autorità responsabili del trasporto della corrispondenza. Sono noti diversi di questi casi nel corso dei secoli, ad esempio nella convenzione postale austro/russa del 1854 troviamo, all’art. 17, disposizioni che danno implicitamente per scontata la presenza di forwarders: “Il porto delle lettere viene percepito soltanto sul peso complessivo di ogni lettera e quindi se vi fossero delle incluse, sugellate o no, purché provengano da uno stesso e unico mittente e sieno dirette a uno o più destinatari, non potranno mai essere tassate ad una ad una”.
Nel XIX secolo l’intensificarsi degli accordi postali internazionali fece sì che l’organizzazione del trasporto della corrispondenza migliorasse tanto che le lettere, nella maggior parte dei casi, potevano giungere a destinazione anche senza l’intervento dei forwarders. Questi, però, continuarono a mantenere un ruolo importante là dove si trovarono nella condizione di poter scegliere, fra più vie di rispedizione possibile della corrispondenza, quella più rapida, più economica o più sicura. Tipico il caso dei forwarders delle città di mare che potevano affidare le lettere ad un battello privato invece che al servizio postale ufficiale. In tal modo venivano violate le leggi postali, ma spesso l’autorità tollerava questa infrazione per il bene del commercio.

Come riconoscere l’intervento di un forwarder
I forwarders erano soliti indicare il proprio intervento sulla sovraccoperta delle lettere che trattavano mediante un’indicazione manoscritta oppure con l’apposizione di un proprio bollo. La presenza sulla sovraccoperta del bollo di una ditta deve far verificare che non si tratti di quello della ditta mittente.
Le scritte “con Capitano…” o “con Nave…” e simili non indicano la presenza di un forwarder, ma segnalano solo che la lettera venne inoltrata con quel particolare mezzo o trasportatore.
Le formule usate dai forwarders sono abbastanza caratteristiche:
Ricevuta il … e rispedita il … da … che caramente vi saluta (nome della località)
Incamminata da … il …
Per mezzo di … lì …
Per 1/2 di … il …
Sotto piego di …
Per ricapito di …
Per addrizzo di …
ecc. ecc.

Naturalmente, l’equivalente nelle altre lingue.
In qualche caso fu il mittente stesso a segnalare sulla sovraccoperta il nome del forwarder che doveva rispedire la lettera.
Da notare che non sempre l'intervento del forwarder era indicato in maniera esplicita. In questi casi non è quindi possibile stabilire se la lettera sia stata inoltrata per mezzo di un intermediario oppure no.



E, per finire, il pezzo di cui parlavo all’inizio e dal quale è partita tutta la discussione, seguito dagli altri "forwarders" presenti nella mia collezione.


Lettera da Corfù a Napoli giunta probabilmente ad Ancona con battello privato ed inoltrata "a 1/2 J.S. Camerino che vi riverisce distintam. Ancona 6 M.zo 1841"
Fwr-Camerino.jpg


Lettera del 31 gennaio 1839 da Corfù a Rovereto "Raccomandata al Sig.r S. S. Ascoli in Ancona" e "p. Piroscafo Austriaco D.L.A. (Dio Lo Aiuti, n.d.r.)"
Fwr-Ascoli.jpg


Lettera del 7 dicembre 1833 da Parigi a Corfù con l'indicazione da parte del mittente "Remettre la lettre a Ancone al Sigr. Kane Consul Britannique"
Fwr-Kane.jpg


Lettera del 15 marzo 1837 da Corfù a Rovereto giunta probabilmente ad Ancona con battello privato ed inoltrata "a 1/2 M. Terni & C. che vi riverisce"
Fwr-Terni.jpg


Lettera del 14 luglio 1852 da New York a Livorno inoltrata per la via di Londra a mezzo del vapore "Africa", della compagnia Cunard. Indicazione da parte del mittente, poi cancellata al momento della rispedizione, "Care Walther & De Vos London"
Fwr-Walther-e-De-Vos.jpg


Ciao: Ciao: Ciao:
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Ultima modifica di Erik il 22 luglio 2007, 10:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: I forwarders

Messaggio da cirneco giuseppe » 22 luglio 2007, 9:56

Ecco un'altro aspetto della prefilatelia che non conoscevo.

Bravo Erik.
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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 22 luglio 2007, 23:46

ciao enrico, bello ed interessante. posto la fotocopia di una lettera del 1696 che ritengo sia stata inoltrata tramite un forwarder dato che al verso si trova l'annotazione "da pangolini di milano". che ne pensi? significa " inoltrata a destinazione da parte di pangelini di milano?"

francesco
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Re: I forwarders

Messaggio da Giuseppe » 23 luglio 2007, 11:02

Ciao, secondo me non è l'annotazione del nome di un forwarder, ma semplicemente l'indicazione per uso archivio del nome e luogo di provenienza della lettera.
Ho diverse lettere di fine XVII secolo indirizzate a Livorno a Venturini e Vernaccia (che si occupavano di provveditorie e spedizioni) e tutte recano a tergo del piego l'annotazione del nome del mittente con luogo (e data) di provenienza.
Se il tuo plico è completo del testo dovrebbe essere facile verificare.
Ciao: Giuseppe

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Re: I forwarders

Messaggio da Erik » 23 luglio 2007, 18:42

Un elenco dei forwarders conosciuti si trova a questo link: http://pbbooks.com/webfa.htm

Ciao: Ciao:
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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 25 luglio 2007, 23:40

una precisazione:

tra tutti i forwarders operanti a milano almeno due, i fratelli sorest e barisone, disponevano di
un timbro inchiostrabile da apporre al verso delle lettere da loro "lavorate"


eccoli:


francesco
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Re: I forwarders

Messaggio da Lucky Boldrini » 3 agosto 2007, 17:09

Complimenti Enrico,

ottimo inizio per questa sezione sul nuovo Forum!

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Re: I forwarders

Messaggio da Erik » 16 novembre 2007, 18:44

Erik ha scritto:Il forwarder pagava spesso, almeno in parte, il porto della lettera da incamminare: ovviamente teneva il conto delle spese e se ne rivaleva sul mittente o sul destinatario. Si poteva anche giungere ad un accordo tra mittente e destinatario per una suddivisione del porto. Si poteva così inviare una lettera ad un forwarder che pagava il porto della prima parte del percorso, facendosela poi rimborsare.

Ripesco questo topic perché, all'interno del mio ultimo acquisto, ho trovato descritto un metodo "alternativo" per il pagamento ad un forwarder dei propri servigi.
Niente di più di una semplice curiosità... ;-)


Lettera del 29 marzo 1846 da Fermo a Venezia, messa in posta ad Ancona "a mezzo Giuseppe Moscato che ve reverisce"
fronte.jpg

retro.jpg

interno.jpg

Questo il testo della lettera:

Fermo 29 marzo 1846
Sig. Gio: M. Zecchini
Venezia
Gradirò infinitamente se col primo incontro diriggerete al Sig. Giuseppe Moscato in Ancona un assortimento di colori macinati a olio e messi in vescichette per uso di Pittore Figuriste non esclusa la lacca o lacche variate, vi si potrà aggiungere un oncia e mezza di oltremare di Francia, e mezza oncia cinabri della cina, avvertendo di provvederlo dal coloraro più accreditato.
Scusatemi dell'incomodo, e con stima vi saluto.
Gio:Batta Sagripanti


Un forwarder con la passione per la pittura... :-)

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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 17 novembre 2007, 4:44

ciao enrico, bella ed interessante!

se ho interpretato bene la descrizione dei forwarders la lettera e'stata avviata a destinazione via mare. dico bene?
secondo le tue conoscenze cosa puo'avere spinto il mittente a scegliere la via di mare piuttosto che l'inoltro via terra come di consueto? era effettivamente piu'veloce?

Ciao: Ciao: Ciao:

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Re: I forwarders

Messaggio da Erik » 18 novembre 2007, 16:24

Ciao Francesco,
grazie per gli apprezzamenti :-)

In realtà non sono affatto sicuro che la lettera sia andata per mare, anzi...
Il timbro "V / Stato Pontificio" era un bollo di scambio che penso (non ne sono sicuro, però) fosse applicato alle corrispondenze giunte via terra ed inoltre, in base alla tariffa "Tosti" del 15 novembre 1844, le lettere per Venezia con i vapori del Lloyd Austriaco dovevano obbligatoriamente pagare in anticipo la tassa di baj. 13, comprensiva del diritto di impostazione e del porto fino al confine di entrata, mentre per la mia lettera è stato pagato ad Ancona soltanto il diritto di impostazione di 5 baj. (come da segno manoscritto al verso).
Certo, se fosse effettivamente andata via terra sarebbe interessante capire perché il mittente avesse bisogno di servirsi di un forwarder...

Ciao:
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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 18 novembre 2007, 20:04

ciao enrico, avevo ipotizzato un inoltro via mare per...scarsa conoscenza geografica! ero convinto che fermo fosse a nord di ancona mentre scopro ora che si trova a sud, quindi il percorso ci puo'stare anche via terra. resta da stabilire il perche'dell'inoltro con forwarder quando nessuno dei punti 1/2/3 del tuo intervento introduttivo viene chiamato in causa.
forse la lettera e'una sorta di "espresso"richiesto dal sig.sagripanti di ancona (magari ricco e amante delle arti ma anche rispettoso delle leggi avendo pagato il regolare diritto di impostazione)che si e'rivolto al forwarder moscato in modo di avere il necessario per la pittura in breve tempo senza aspettare i tempi della posta piuttosto che un compenso in "natura" per il forwarder stesso? dovresti guardare il timbro di arrivo e confrontarlo con altre lettere dello stesso periodo per stabilire se il tempo impiegato e'minore del solito.una sorta di DHL dell'800: se cosi'fosse bisognerebbe aggiungere un altro motivo di ricorso ai forwarder oltre ai tre gia' elencati

comunque i 3 bolli V(VENEZIA)/STATO PONTIFICIO R(ROVIGO)/STATO PONTIFICIO E P(PADOVA)/STATO PONTIFICIO indicavano la provenienza della lettera ed erano in dotazione agli uffici austriaci terminali delle diligenze in arrivo da sud:
timbravano quindi la corrispondenza in ARRIVO, non si trovavano negli uffici di confine tra L.V. e pontificio. di piu'non so dirti!

Ciao:

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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 11 gennaio 2008, 23:13

ciao,
devo scrivere la descrizione della lettera che posto in allegato. tuttavia non sono sicuro se definirla lettera "forwarded" oppure semplicemente "trasportata abusivamente".

personalmente propendo per questa seconda ipotesi anche per il fatto che non porta alcuna tassazione al verso. tuttavia vorrei sentire qualche altro parere.


Ciao: e grazie

francesco
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Re: I forwarders

Messaggio da Erik » 12 gennaio 2008, 21:30

Ciao Francesco,
considerato che sulla lettera non ci sono timbri postali di Ancona questa potrebbe essere stata inviata dal mittente, insieme ad altre lettere all'interno di un plico più grande, ad un proprio corrispondente a Milano che ha poi provveduto - operando quindi come forwarder - ad inoltrare le varie lettere a destinazione, oppure potrebbe essere stata trasportata a Milano dal mittente stesso con mezzi propri (o per mezzo di un messo) e qui inserita nel sistema postale.
In mancanza di indicazioni più o meno esplicite sulla lettera non credo sia possibile dire quale delle due ipotesi si sia verificata. Non so perché, ma mi "piace" di più la prima, anche se non è dimostrabile.
Perché dici che se fosse stata "forwarded" avrebbe dovuto avere una tassazione al verso?

Ciao:
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Re: I forwarders

Messaggio da francesco luraschi » 12 gennaio 2008, 23:03

Ciao: enrico,

ho scritto riguardo la tassazione pensando che un "forwarder" corretto avrebbe cercato, almeno se il tragitto fosse stato via terra, di regolarizzare la spedizione pagando il porto. mi rendo conto che questa regola non sempre e'valida. avevo difatti preso come riferimento la tua busta fermo-venezia postata sopra.
mi sento di dire che il confine tra lettera "forwarded" e "trasportata abusivamente"e/o su canali extrapostali non e'tanto definibile soprattutto se al verso non vi e'un timbro o un manoscritto che chiarisce inconfutabilmente il ricorso a privati (in questo caso non vi erano guerre tra austria e pontificio, la posta era scambiata regolarmente e il servizio postale pubblico era in funzione)
riguardo la busta (ancona)-milano-lione: venne spedita alla ditta "sig.ra vedova gueren et fils" che commerciava in filati serici. e'noto un ampio carteggio tra varie localita'del L.V (milano,como,brescia,cremona ecc) e lione ma non avevo mai visto lettere dal pontificio.
effettivamente puo'essere che un messo sia stato inviato appositamente a milano per l'inoltro
di una o piu'lettere pero'...chissa'!


grazie e Ciao: francesco

p.s. nel lombardo-veneto filatelico si trovano talvolta lettere spedite da localita'molto distanti affrancate magari con tariffa di posta locale e definite "forwarded" (giustamente dato che erano trasportate da corrieri) ma che non rientrando nella casistica ben elencata all'inizio del topic sono a mio parere meglio definibili come "truffe postali"
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Re: I forwarders

Messaggio da Paolo Bagaglia » 14 gennaio 2008, 12:51

Salve a tutti!

Leggo solo con scandaloso ritardo questo interessantissimo topic.

Complimenti ad Enrico per la chiara esposizione e grazie delle spiegazioni.
Devo rileggere tutto più volte per meglio assimilare.
Come ti avevo detto per telefono, ho controllato tra le mie buste del periodo da Ancona ma purtroppo non ne ho alcuna forwarded. Le mie più sincere scuse del mio ritardo!

Ahi! Fra parentesi, mi ero dimenticato anche questo,
una cosa che avevo detto ad Enrico dopo Veronafil dello scorso maggio e mi ero ripromesso di scrivere sul Forum, soprattutto per Giandri, Michele Caso, Paolo G., Pasquale, Roberto P., Marco (Occio), Luigi (Ludwig), Leonardo P. e molti altri i quali quella mattina a colazione avevo importunato... con la mia negligenza:
*mi sono scusato per telefono con il direttore dell'albergo, i cui operatori avevo ingiustamente sospettato di avermi sottratto alcuni francobolli! :OOO: :OOO: :OOO: *
Che figura, ragazzi!

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Cordiali saluti, Paolo Bagaglia

Ricerco annullamenti di "CASTIGLIONE DEL LAGO" dal 1861 (1.2) al 1900 e storia postale del luogo dal 1818.
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***Svizzera -- Schweiz -- Suisse -- Svizra***
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Re: I forwarders

Messaggio da Laurent » 1 marzo 2017, 8:34

Ciao Enrico,

grazie per questa iniziativa e presentazione !

Ciao:


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