Pillole Filateliche

Segnatasse 10 cent. giallo, emesso il 1° gennaio 1863

Catalogo Sassone n. 1
Data di emissione 1 Gennaio 1863
Validità: praticamente fino al 1870
Stampa: litografica
Carta: a macchina medio-sottile o sottile
Colore: Bistro ocra, Giallo ocra, Ocra arancio, Arancio, Bruno rossastro, Bruno chiaro, Ocra chiaro, Giallo chiaro, Giallo.
Gomma: colla animale passata a mano, bianca più o meno spessa, attraversata da profonde crepe.

Il primo segnatasse emesso dall'Italia, del valore facciale di 10 centesimi, fu l'ultimo francobollo a essere stampato da quel cavaliere Francesco Matraire di Torino che fornì prima al governo Sardo e poi, fino al 1863, a quello Italiano i francobolli postali.
Infatti si crede che l'ultima fornitura di segnatasse fatta dallo stampatore torinese sia del 1867.
Il disegno è dello stesso Matraire il quale usò ben due tavole litografiche, ambedue di duecento esemplari. La prima di venti file orizzontali di dieci. La seconda di due gruppi di 100 (10 x 10).
La seconda tavola, gli esemplari stampati con la stessa comparvero a partire dal 1864, presentano la maggior gamma di tinte, quelle sopraelencate a partire dall’arancio. Sono conosciute coppie con interspazio di gruppo, orizzontali, solo naturalmente della seconda tavola.
Oltre alle tinte, per stabilire a quale tavola appartiene un esemplare sciolto, o una coppia o un piccolo blocco, oltre ai difetti dei riporti, basterà notare che quelli appartenenti alla prima tavola sono separati fra loro da filetti colorati quasi sempre senza soluzioni di continuità mentre quelli appartenenti alla seconda sono separati da filetti molto spesso doppi e ravvicinati o da frammenti e, nelle ultime tirature, da nessun filetto.
Non venivano in genere annullati.
Per tale motivo è assai facile reperirli nuovi senza gomma mentre sono rari con gomma integra: rarissimi quelli stampati con la prima tavola.
Gli esemplari annullati sono invece di pregio.
Il segnatasse da 10 centesimi venne usato qualche volta come francobollo e, qualche rarissima volta, in affrancatura mista con francobolli di Sardegna o d’Italia (emissione De la Rue del primo dicembre 1863).
Non si conoscono fogli interi ma qualche grosso blocco nuovo con gomma, fino a 25 esemplari, e qualche blocco minore, anche usato.
E’ nota pure una striscia di dieci annullata a penna.
Il segnatasse è stato, nel passato, imitato.
L’imitazione più diffusa, in litografia, non è pericolosa.
Non di rado ci si imbatte in esemplari originali con annullamento falso, anche a penna.
[ da un vecchio articolo di Luigi Raybaudi Massilia per la rivista "Francobolli" ]

Per la stampa furono usate due tavole litografiche, la prima formata da un unico gruppo di 200 stereotipi (10x20), la seconda formata da due gruppi di 100 (10x10). I segnatasse stampati con la prima tavola sono più rari. Le sottili linee verticali ed orizzontali che dividono i francobolli, sono nitide nella prima tavola, spezzettate, confuse, doppie o assenti nella seconda. (dal catalogo Sassone)


 Prima tavola giallo                                                      Seconda tavola bruno arancio

Caratteristiche principali:

La S, la E e la G di SEGNA sono più strette in alto che in basso;
la prima sbarretta verticale della N di SEGNA è più lunga della seconda che appare come spezzata in basso;
dopo la C del valore, ci sono un punto (in basso) ed un sottile trattino verticale appena più in alto.
Altre caratteristiche sono facilmente individuabili nella dicitura TASSA.

La prima sbarra diagonale della prima A di TASSA è più lunga della seconda;
la prima S di TASSA è appiattita;
la seconda lettera A di TASSA è più alta delle altre lettere.

La carta dovrebbe essere a macchina, compatta e consistente.
Così come i francobolli d'Italia dello stesso periodo (DLR/Torino).
Infine confermo che l'ornato esterno è composto da cinquanta segni a forma di U.

Inoltre, credo che tali falsificazioni furono stampate sempre nel colore arancio.Infatti non mi ricordo di aver ma visto falsi stampati in giallo.
Un'ultima avvertenza: i nuovi con gomma originale sono rarissimi.
Molti di quelli che si vedono in giro sono stati staccati dalle lettere (sulle quali erano applicati e non annullati, almeno fino al febbraio 1869) e mantengono parte della gomma recuperata e poi "rinforzata".
(frasi riprese dagli interventi di Antonello Cerruti)

 

Una carrellata di falsi per confronto

Immagini ed interventi di:
Stefano (sf2l)
Antonello Cerruti
Nicolò Lo Iacono
Cirneco Giuseppe
Italo Pagotto
Sergio de Villagomez
Gian Luigi Azzolini

Elaborazione testo Giuseppe Cirneco

 
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