Pillole Filateliche

Studio sui C.L.N. di Pino Cirneco

Questo non è un trattato di storia ma solo una ricerca nel variopinto universo dei francobolli attribuiti ai C.L.N.

Premessa:
I Comitati di Liberazione Nazionale nacquero come spontaneo movimento di libertà e furono organizzati e controllati dai partiti antifascisti. In essi confluirono persone di ogni credo politico, dai cattolici ai comunisti, dai liberali ai socialisti, dagli ufficiali dell’Esercito ai fascisti fuorusciti dalle loro organizzazioni.
Inizialmente si occuparono di sostegno alla resistenza spontanea e di proselitismo, di stampa illegale e di coordinamento delle formazioni partigiane.
Scopo finale sarebbe stato quello di liberare l’Italia dal nazi-fascismo e di poter porre le basi per il nuovo assetto dell’Italia post-bellica.
L’ottobre del 1943 (alcuni dicono giugno) fu creato il CLN del sud.
Non ebbe grossa rilevanza militare poiché gli alleati erano già presenti al sud, ma ebbe grande forza politica.
L’organizzazione della lotta armata fu affidata al CLN del centro-nord ed agli inizi del 1944 fu istituito il C.L.N.A.I. (comitato di liberazione nazionale alta Italia) che supportò il peso quasi totale delle lotte armate della resistenza, dei collegamenti con gli alleati e dei collegamenti con altre forze di resistenza straniere (esempio Esercito di Liberazione Jugoslava) ed insieme con quello della Regione Toscana riuscì a creare un’immagine positiva del movimento provvedendo anche a realizzare positive misure amministrative.
Il 26 dicembre del 1944, fra il CNLAI ed il Governo Bonomi fu firmata una dichiarazione:
“… Il Governo Italiano delega il CNLAI a rappresentarlo nella lotta che i patrioti hanno impegnato contro i fascisti ed i tedeschi nell’Italia non ancora liberata. Il CNLAI accetta di agire a tal fine come delegato del Governo Italiano, il quale è riconosciuto dai governi alleati come successore del governo che firmò le condizioni dell’armistizio, ed è la sola autorità legittima in quella parte d’Italia che è già stata, o sarà in seguito, restituita al governo italiano dal governo militare alleato. …” (vedi: Il movimento di liberazione e gli alleati, in MLI n.1 luglio 1949 F. Parri)
Nell’estate del 1944 furono liberate le valli di Cuneo, la Valpellice, la valle del Chisone, la Valle d’Aosta, la Carnia.
In luglio fu formato il governo dell’Alto Monferrato, il 10 settembre fu costituito il governo provvisorio dell’Ossola e il 26 settembre quello della Carnia; fino ad arrivare al periodo che va dal 18 aprile al 2 maggio 1945 in cui la Resistenza con la collaborazione degli Alleati sconfisse la Repubblica di Salò e il CNLAI assunse finalmente i pieni poteri amministrativi.
Da un punto di vista prettamente teorico, fra gli atti amministrativi di una struttura delegata dal Governo Centrale vi è anche quello di occuparsi del Servizio Postale e di emettere Carte Valori (francobolli, monete ecc.) e quindi sembra logico che si iniziasse a soprastampare i vari francobolli con scritte inneggianti la Resistenza per coprire i simboli del fascismo, primo perché era meno costoso e più veloce e secondo per autofinanziarsi.
Solo che non fu il CNLAI a decretare l’emissione delle varie soprastampe ma furono i vari CNL locali a sequestrare le rimanenze dei francobolli presenti negli uffici postali, provvedere alle soprastampe ed a riconsegnarli agli stessi uffici! Fra l’altro non sempre avvenne così, in alcuni casi i francobolli furono presi da commercianti e venduti per conto loro.
Comunque la delega a rappresentare il governo l’aveva il CNLAI e non i vari CLN locali ed è su questa disputa che ancora adesso si discute se e quali francobolli possono essere considerati legati alla Resistenza o delle semplici “ bufale”.
D’altro canto, in quel momento non esisteva ancora un vero Governo Centrale a Roma; il Governo Militare Alleato era impegnato militarmente con i tedeschi e non aveva ancora iniziato ad istituire un governo provvisorio nelle zone liberate in Alta Italia, la Repubblica di Salò era allo sfascio e prefetti ed autorità preferirono dileguarsi.
In questo contesto i vari CNL locali ebbero pieni poteri effettivi perché erano gli unici ad avere una pur minima organizzazione ed infatti furono molte le giunte istituite da questi CNL. E nessuno in quel momento, tantomeno il Governo di Roma, poteva opporsi alle delibere di queste giunte, compresa quella di emettere francobolli.
In verità vi fu un “progetto di decreto” con il quale il CNLAI si proponeva l’emissione di carte valori postali con importi corrispondenti alle tariffe dell’epoca, ma rimase solo allo stato di bozza .
Vi fu anche un decreto del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni in data 07-09-1945 n. 407316 /V.3 in cui si negava la validità delle soprastampe di Imperia e Savona perché non approvate o decretate dal Ministero.
Però questi francobolli erano già stati emessi a Savona il 30 aprile e a Imperia il 26 maggio; quindi il decreto mi sembra un po’ tardivo e non solo, in quel periodo ormai il Governo Militare Alleato amministrava gran parte del Nord Italia, mentre il Governo di Roma era ancora lontano da venire! E non solo, lo stesso Ministro delle Poste Scelba, in una lettera del 1945 in risposta ad una richiesta del CNL di Milano di emettere tre francobolli, scrive che la richiesta deve essere indirizzata al Commissariato Postale per la Lombardia giacché la Provincia di Milano non è ancora stata restituita all’Amministrazione del Governo Italiano.
Ora, perché un francobollo possa essere considerato “ufficiale” a tutti gli effetti deve essere inizialmente riportato in un decreto ministeriale numerato e protocollato; essere venduto in un ufficio postale o privative ed infine che abbia viaggiato con regolare annullo postale.
Nel caso dei CLN, data la precaria situazione, sono pochi i decreti (non solo inerenti i francobolli) che sono stati archiviati in maniera corretta.
Pochi i francobolli posti in vendita negli uffici postali ed ancora meno quelli effettivamente viaggiati. Specie durante il periodo della resistenza armata, è difficile immaginare un postino che consegni lettere affrancate con francobolli soprastampati dai partigiani; il rischio era enorme!
Diversa la situazione dopo la liberazione, quando ormai l’antifascismo era quasi un obbligo.
Con questi presupposti, qualcuno ha delimitato a sei le emissioni vere ed ufficiali, considerando le altre come “patacche, trucchi, inganni e qui pro quo” (da Cronaca Filatelica di aprile e maggio 1990 a firma di Franco Filanci) .

 

VALLE BORMIDA

E’ forse la più vera. Documentata da vari documenti effettivamente viaggiati in tariffa.

In una riunione di fine dicembre del 1944, a cui parteciparono esponenti politici e militari della resistenza, fu deciso la stampa di questi francobolli anche per commemorare i partigiani caduti. Furono stampati in parte anche ad Alessandria e Torino e ci volle parecchio tempo per completarli, si parla di metà aprile 1945. A ritardare ulteriormente la preparazione di questi francobolli ci fu un rastrellamento nazifascista a Cassine il 22 aprile che causò la distruzione di buona parte del materiale già pronto. 
Il 26 aprile il CLN di Castelnuovo Bormida dichiarava fuorilegge i francobolli della RSI e riconosceva validi solo i francobolli dei partigiani. Lo stesso successe a Sezzadio, il giorno dopo a Castelspina e Castellazzo; il 2 maggio a Rivalta, il 4 maggio a Strevi e a Caranzano, il 6 maggio ad Alessandria con l’apprezzamento del prefetto. I rimanenti paesi della zona non fecero in tempo ad associarsi data la rapida instaurazione del Governo Militare Alleato.
L’uso postale continuò fino al 20 maggio 1945. 

 

PARMA

E’ l’altra emissione preparata durante l’occupazione ed apparsa al momento della liberazione.

Si iniziò la preparazione a Parma alla fine del 1944, anche se Raybaudi Massilia parla di una delibera del CNL locale del 10 aprile 1945.
Non furono usati francobolli RSI soprastampati ma nuovi francobolli incisi e stampati da Enrico Lambertini su bozzetti del pittore Libero Tosi.
Furono venduti a Tizzano Val Parma dal 24 aprile, mentre fra il 25 aprile e 8 maggio li troviamo anche a Lupazzano e Berceto. 
Sono solo due valori con facciale di 5 e 10 lire. E’ probabile (dato l’elevato valore facciale) che dovessero servire come servizio di trasporto privato attraverso l’Appennino, ma siccome la liberazione giunse quasi a ridosso della loro preparazione si preferì usarli come celebrativi della liberazione.
Non essendo in tariffa, le buste sono da considerarsi filateliche. 

 

ARIANO POLESINE

Autorizzazione del CNL locale del 16 maggio 1945.

Furono soprastampati a gran velocità dato che già lo stesso giorno furono usati per posta.
Esiste un verbale del gerente l’Ufficio Postale che riporta: “detti valori ebbero regolare corso postale dal giorno 16/5/1945 fino ad esaurimento”.
L’intervento di collezionisti in queste soprastampe è evidenziato dal fatto che l’ufficio postale pare non avesse tanti francobolli in giacenza, tantomeno quelli della serie Imperiale ormai fuori corso da tempo e che quelli venduti effettivamente dall’ufficio postale sono i sette valori Monumenti Distrutti, qualche basso valore dell’Imperiale trovato in fondo ai cassetti, l’espresso ed i Fratelli Bandiera. Tutti gli altri finirono in mano ai privati.

 

 

ARONA

Decreto del CNL locale del 24 aprile 1945. 

Moltissimi i dubbi che la data sia verosimile. Nel decreto si legge: “…invita l’ufficio postale locale di provvedere alla consegna di tutti i francobolli esistenti in ufficio ed esistenti negli uffici viciniori per apporvi la stampigliatura” … “verranno restituiti all’ufficio stesso per la vendita con un sovraprezzo di L. 10 cadauno…”.
Cifra improponibile per una corrispondenza dell’epoca!!
Continuando a leggere nel documento: “… accluso elenco di n° 1221 esemplari…” che invece diventano 9545 quando arrivano in tipografia!!
Ma non finisce qui, continuando a scorrere il decreto: “…detti francobolli soprastampati con accurata vigilanza debbono essere venduti metà con sovraprezzo di lire dieci cadauno ai V. sportelli per l’affrancatura delle corrispondenze, la seconda metà è da restituirsi ai collezionisti donatori.”
E’ quindi evidente lo zampino dei collezionisti (commercianti?) che approfittarono del momento per crearsi dei francobolli ad hoc!!
Le corrispondenze viaggiate si riducono solo a qualche cartolina.

 

 

BARGE

Numerose le lettere e cartoline effettivamente viaggiate in tariffa.

Dubbi, invece, che i cinque francobolli di posta aerea siano stati venduti effettivamente allo sportello postale.

 

 

SAVONA

C’è chi la considera esclusivamente filatelica e chi no. 

Promotore fu il Circolo Filatelico del Brandale che ne fece richiesta al prefetto che emise il decreto in data 30 aprile, mentre alcune lettere recano la data del 20 aprile 1945.
E’ comunque certo che i francobolli furono ritirati agli uffici postali, soprastampati e poi ridati agli stessi uffici e rivendite che proseguirono la vendita per due settimane dei bassi valori, mentre gli alti valori scomparvero subito.

 

 

VALLE D'AOSTA

Anche su queste emissioni i dubbi sono tanti. 

Iniziamo dai francobolli in foto; questi furono preparati in Svizzera, da alcuni filatelici italiani lì rifugiati, ma furono in seguito sequestrati dai finanzieri e recuperati tempo dopo. Esistono alcune lettere ma solo viaggiate nella zona di Luino, mentre non se ne trova traccia nella zona di Aosta.
Esistono delle soprastampe (CLN Zona Aosta) su francobolli monumenti distrutti che potrebbero considerarsi dei non emessi perché anche questi non si trovano viaggiati.
Una altra serie di monumenti distrutti, compreso un espresso, oltre alla soprastampa CLN Zona Aosta, fu gravata di un sovraprezzo che va da 5 lire a 50 lire e che per quel tempo erano soldoni e che difficilmente potevano essere acquistati ed usati per posta. 

 

 

GARBAGNATE MILANESE

Decreto CLN del 28 aprile. 

Il decreto ordina la soprastampa e la rivendita dei francobolli al prezzo doppio del facciale!! 

 

 

MACCAGNO 

Pare che il 3 maggio 1945 il cav. P.A. Cerutti convinse il comando Piazza della Cittadina ad organizzare l’emissione e di conseguenza fu redatto un verbale con data….. 25 aprile 1945….
La vendita fu effettuata la domenica 6 maggio nell’ufficio postale ma fuori orario di apertura degli uffici stessi. Per acquistare i francobolli, occorreva aver prima acquistato una serie di cartoline al prezzo di 5 lire a cartolina!!
In seguito lo stesso cav. P.A. Cerutti acquistò tutte le rimanenze.

 

MASSA CARRARA 

Fu redatto rogito notarile su richiesta del CLN locale per l’emissione di questi francobolli soprastampati e che fra l’altro veniva soprastampata in quartine e con sovraprezzo di 5 e 10 lire!!
Non esistono viaggiati neanche filatelicamente.

 

PONTE CHIASSO 

La richiesta di convalida del CLN locale fu inviata al prefetto il 20 maggio 1945 e parla di: “acquisto negli uffici postali” e non di vendita.
Non si conoscono viaggiati.

 

SESTO CALENDE

Decreto del CNL locale del 28 aprile 1945
in cui si dice  che i francobolli devono essere venduti in serie complete a 45 Lire ognuna a totale beneficio del CNL di Sesto Calende.
Venduti non alla posta ma presso le rivendite di generi di monopolio in piazza.

 

IMPERIA

Qui non ci sono decreti CLN ma del prefetto di Imperia in data 3 maggio, ma apparso solo il 26 maggio 1945.
Tutte le serie, salvo qualche esemplare, furono vendute dallo stesso prefetto ad un commerciante.
Non si conoscono viaggiati neanche filatelicamente.

 

MANTOVA

Decreto del prefetto di Mantova con approvazione dell’AMG. Fu venduta agli uffici postali di Mantova a partire dal 27 settembre 1945.
I primi sei valori venivano venduti al facciale compreso il sovraprezzo, mentre gli altri solo in serie complete alla bella cifra di 4000 lire l’una!Si conosce una sola busta viaggiata filatelicamente con i soli bassi valori.

 

ALTO VARESOTTO

Questi valori sarebbero stati usati dai partigiani per un servizio di posta partigiana verso la fine del 1944, come scrive in un memoriale del 1946 il capitano Lazzarini.
Altri quattro francobolli furono soprastampati con la stessa dicitura e venduti a 33 lire.

 

BELLUNO

Verbale del CLN locale del 7 aprile 1945.
Fu Vincenzo, pseudonimo di Alberto De Meda, direttore della tipografia Vescovile di Belluno a proporre la stampa di questi francobolli.
Furono sicuramente voluti e venduti dal CLN, ma considerati più etichette che francobolli.
Non esistono documenti viaggiati neanche filatelicamente.

 

CUVIO

Il Comune di Cuvio, in collaborazione con il CLN locale, per commemorare i caduti della Resistenza decide di creare un Comitato per soprastampare 600 serie dei fratelli Bandiera. Questi francobolli venivano donati a quelle persone che avessero elargito una offerta per i familiari dei caduti. La sottoscrizione ebbe inizio il primo novembre, mentre i festeggiamenti si chiusero l’undici novembre. Quindi i francobolli furono soprastampati ben dopo la Liberazione.

 

PIACENZA

Smaccatamente filatelica e commerciale!!

Qui si parla addirittura di un decreto CLN del 3 agosto 1944!! Che verrà poi convalidata da un notaio a novembre del 1945, più di un anno dopo e ben sette mesi dopo la liberazione. Nel decreto si parla di soprastampare, con nove diversi testi, 25 grandi serie di 90 francobolli, 100 piccole serie di 30 francobolli, 1500 serie Pro Patrioti di Piacenza con sovraprezzo di 100 lire, 200 lire e 50 lire (che esosi!!) ed anche francobolli sciolti per un numero non superiore a 10.000.
Il prezzo delle 25 grandi serie venne fissato in 100.000 lire a serie ed il prezzo delle piccole serie a 25.000 lire ciascuna.La vendita dei francobolli venne effettuata direttamente dalla segreteria del CLN ed anche presso i negozi di materiale filatelico.Vennero anche approntate una trentina di cartoline, tutte con bolli privati, che vennero date alla ditta Sassone per una esposizione filatelica.
Tutto il blocco rimase invenduto fino a non molti anni fa.

 

TORINO

 

Anche su questa emissione ci sono molte ombre e poche luci. In una lettera del 3 maggio 1945 indirizzata alla Direzione Provinciale delle Poste, Franco Antonicelli ( per la Giunta Regionale di Governo per il Piemonte), ordina che tutti i francobolli in circolazione siano sottoposti a stampigliatura CLN e che la disposizione venga applicata a partire dal giorno 20 maggio.
La risposta del Reggente le Poste A. Bocassino, fu immediata; la sera prima un Ufficiale dell’Esercito Alleato aveva bloccato tutti i francobolli giacenti nella Direzione Provinciale, mentre si potevano ancora acquistare quelli degli Uffici succursali e delle rivendite fino ad esaurimento e di questo era già stata data comunicazione al Prefetto ed al Segretario della Giunta.
E’, secondo Franco Filanci, chiaro che i francobolli giacenti nella Cassa Provinciale non si potevano toccare e quelli in circolazione non si potevano ritirare.
Anche il blocco di questi francobolli, con cliché varietà e buste viaggiate è apparso di recente sul mercato.

 

VAL D'OSSOLA

Fra settembre e ottobre del 1944 la Val d’Ossola riuscì a liberarsi ed a formare una propria Giunta di Governo che oltre a
prevedere una soprastampa dei francobolli esistenti presso l’Ufficio Postale diede mandato al Presidente perché iniziasse le pratiche presso l’Unione Postale Internazionale.
Purtroppo tutto fu bloccato dal contrattacco nazifascista.
Esisterebbero almeno 5 serie di francobolli soprastampati con scritte riferite all’Ossola, ma non si sa bene a quale titolo.
Esistono lettere viaggiate nel periodo settembre-ottobre 1944 affrancate con francobolli della RSI e recanti una fascetta “Verificato per censura – Ossola – zona liberata”

 

D.I.S.P.A.  S.A.C.P.I.

Servizio Postale Ausiliare Intercomunale e Servizio Alpino Collegamento Postale Interinale. Tutte invenzione del cav. Paolo Achille Cerutti (vedi Maccagno) che colpì ancora (sempre a Maccagno) inventando una soprastampa “Ricordo Liberazione” su piccoli valori RSI.

 

Conclusione
Questi sono i più o meno francobolli noti.
A questi se ne affiancarono altri che nulla hanno da spartire con la Liberazione e che mi propongo di trattare un’altra volta.
Che siano realmente stati autorizzati dai CLN o che siano invenzioni di quel momento, nulla toglie che essi facciano parte della storia filatelica della nostra Italia.
Importante è pagarli il giusto prezzo. 
Naturalmente sul mercato c’è una grande quantità di francobolli ristampati da poco e che vanno considerati per quello che sono, solo curiosità e che vanno pagati poco o niente.
Per quelli dell’epoca è d’obbligo il certificato di un perito. 

 
IL POSTALISTA


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