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FilateliCa 2008 - Una risposta a Franco Filanci

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fildoc
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da fildoc » 23 gennaio 2010, 13:16

La ricerca della bibliografia per me è un'ossessione....Alcuni apporti sono poi difficili e sepolti nelle nebbie del passato.
Come immagino sappiate, ogni tanto credo di avere tutto quanto è stato scritto sul Lombardoveneto.....

E poi sono immacabilmente smentito!

Siska ogni tanto tira fuori dal cappello qualche altro articolo!!!! :desp:

Ma lo stesso Andrea61 ha scritto sul LV un capitoletto con risvolti matematici!
Ultima modifica di fildoc il 23 gennaio 2010, 13:42, modificato 1 volta in totale.
+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
Fildoc


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gianni tramaglino
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da gianni tramaglino » 23 gennaio 2010, 13:16

Andrea61 ha scritto:Le osservazioni di Francesco sono sacrosante. Contrariamente a quanto succede in altri settori dello scibile umano, anche ben prima di internet, la filatelia soffre di una difficile reperibilità dei testi e di una difficoltà nel venire a conoscenza dello stato delle conoscenze in uno specifico settore collezionistico.

E' lapalissiano che in una pubblicazione specialistica si faccia una summa delle conoscenze fino a quel punto citando le fonti in bibliografia (cosa che si tenta di attuare rigorosamente in ambito scientifico), ma non si può essere troppo critici a riguardo verso persone che, comunque sia, non sono professionisti del settore.

Tanto più che la mera ripetizione, anche semplificata, di fatti già accertati può avere una sua importante funzione divulgativa. Invito chi può a leggere le molto puntuali osservazioni a riguardo di giandri su Facebook.

Ma non mi preoccuperei troppo di Filanci. I suoi meriti, tra cui quello di essere stato tra i più convinti sostenitori della necessità della storia postale di svilupparsi come disciplina a se stante, sono innegabili e ben noti, ma chi ha avuto occasione di leggere molti dei suoi scritti pubblicati negli ultimi 40 anni sa bene che il Nostro soffre un po' del complesso del primo della classe.



Ciao: a tutti,Andrea ha ben scritto che l'illustre ,colto,raffinato ed emerito studioso ,per chi ha avuto la grande fortuna di leggerlo , potrebbe esser stato intaccato dalla Sindrome di Salieri !E' umanamente capibile che innovazioni ardite siano fastidiosi mosconi ronzanti intorno ai capi di pochi Eletti. E' autenticamente vero ,come ben dice Giovanni, che non abbiamo "PADRINI".... dobbiamo accontentarci di un "PADRIN" che si permette di scribacchiare malamente di papi e affini (Giuliano :abb: ).....mentre altre e alte menti hanno il Sacro Diritto di Pontificare! A mio modestissimo parere ,il secolo nuovo,nel campo filatelico ha portato a due innovazioni: le vendite online e le discussioni attraverso i forum ......partite ambedue come moscerini....hanno sviluppato un nuovo modo di interagire: pur nel loro farwestismo i vari ebay hanno contribuito a diffondere i nostri amati pezzetti di carta........i forum hanno invece dato la possibilità di formare circoli virtuali di discussioni in cui si misurano maestri....mastri.....studenti.... apprendisti glabri e barbuti professori! Naturalmente questi due aspetti non possono far piacere ai molti Salieri che per tanti anni hanno dettato legge facendo e disfacendo nel loro microcosmo congelato di MACONDO-BOLLO ! Il tempo è galantuomo ed è destino di ogni SOLONE restar SOLO !Felice sia il nostro continuare !gianni tramaglino
Vi piacciono i cruciverba: diventate fan di Gente Enigmistica in Facebook.

http://www.facebook.com/home.php?#/page ... 614?ref=nf

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pieropas
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da pieropas » 23 gennaio 2010, 14:26

Concordo pienamente con quanto affermato dall'Amministratore e da tutti gli altri forumisti, ai quali va la mia solidarietà ed il pieno appoggio.
Ma come si fa a pretendere, nel 2010, di essere gli unici depositari del sapere e criticare chi cerca di avvicinarsi, in qualsiasi campo, ad uno studio originale e personale?????????????????? Ciao: Ciao: Ciao:
Saluti a tutti Pietro
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Erik
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Erik » 24 gennaio 2010, 12:20

prefil ha scritto:è proprio vero che si sente la mancanza di una banca dati disponibile su internet, anche se molte associazioni stanno piano piano provvedendo: tra queste potrei citare la American Philatelic Research Library e la Royal Philatelic Society, London.

Aggiungerei anche, in Italia, l'Istituto di Studi Storici Postali di Prato: http://www.issp.po.it/

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Sul (vecchio) Forum dal 6 dicembre 2003

Guarda le mie vendite su ebay
o sulla mia nuova pagina facebook "Collezionando"

"Chi condivide con gli altri le proprie passioni viene trasportato in una vita incantata di felicità interiore che gli egoisti non conosceranno mai." (Richard Bach)

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prefil
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da prefil » 24 gennaio 2010, 12:57

Erik ha scritto:
prefil ha scritto:è proprio vero che si sente la mancanza di una banca dati disponibile su internet, anche se molte associazioni stanno piano piano provvedendo: tra queste potrei citare la American Philatelic Research Library e la Royal Philatelic Society, London.

Aggiungerei anche, in Italia, l'Istituto di Studi Storici Postali di Prato: http://www.issp.po.it/

Ciao:


Giusto Erik!! Me ne era dimenticato e ne sono anche socio... :OOO: :OOO:

Ciao: Ciao:
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Luca L.

Colleziono:
1) Cuneo in periodo napoleonico: bolli e instradamenti. Collezione ormai matura.
2) Lettere e documenti sulle relazioni postali tra Regno Unito e Francia in periodo rivoluzionario e napoleonico (1793-1815). Prigionieri di guerra.
3) Collegamenti marittimi tra Giamaica ed Europa in epoca prefilatelica.
4) Samoa: the Davis Post Office 1886-1900 (francobolli e storia postale).
5) Appassionato cultore e collezionista di letteratura filatelica.

Emilio Diena: «prima i libri poi i francobolli e dopo le lettere».

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Antonello Cerruti
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Antonello Cerruti » 24 gennaio 2010, 13:16

Ora che si è esaurito il comune furore con un articolo che ha insolentito - senza fondamento - alcuni Amici, voglio soffermarmi brevissimamente su un aspetto che ritengo estremamente positivo.
Una nota firma del giornalismo filatelico ed una notissima rivista del nostro piccolo mondo hanno dedicato un'intera pagina ad un'iniziativa di F&F.
Vi sembra poco?
Sinora solo grazie all'amicizia che ci lega a Paolo Vaccari, a Fabio Vaccarezza ed a Fabio Bonacina, le varie edizioni di FilateliCa avevano trovato un'eco di tale rilievo.
I nostri Congressi, nati da un'idea di Virgilio Terrachini e realizzati con i sacrifici e gli impegni di Giovanni Piccione, Francesco Riboldi, Mirco Mascagni e Paolo Cardillo, cominciano ad essere un appuntamento fisso nel panorama della filatelia italiana.
Al punto che, forse, quest'anno una notissima asta sposterà la data ipotizzata per la sua vendita per non incappare nel fine settimana che noi abbiamo scelto - peraltro da mesi - per organizzare la nostra iniziativa.
Vi sembra poco?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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Giovanni Piccione
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Giovanni Piccione » 24 gennaio 2010, 14:00

Antonello Cerruti ha scritto:I nostri Congressi, nati da un'idea di Virgilio Terrachini e realizzati con i sacrifici e gli impegni di Giovanni Piccione, Francesco Riboldi, Mirco Mascagni e Paolo Cardillo, cominciano ad essere un appuntamento fisso nel panorama della filatelia italiana.

I sacrifici miei sono stati al minimo.
Mi sembra invece giusto sottolineare che i maggiori sacrifici li hanno fatti i realizzatori materiali da te citati e quelli che hanno lavorato dietro le quinte, e tu sei tra questi in maniera assai rilevante.
Inoltre un altro notevole contributo al successo della manifestazione lo danno, anzi sono i maggiori artefici, coloro che danno la loro disponibilità a presentare relazioni e collezioni... e tutti gli amici del Forum che partono dall'Italia e dall'estero per presenziare alla stessa.
Sul fatto di essere stato insolentito senza fondamento preferisco non pronunciarmi.
Ciao:
"SE IO DO UNA MONETA A TE E TU DAI UNA MONETA A ME, ALLA FINE AVREMO UNA MONETA CIASCUNO; MA SE IO DO UN'IDEA A TE E TU DAI UN'IDEA A ME, ALLA FINE AVREMO CIASCUNO DUE IDEE" Proverbio cinese
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paolo
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da paolo » 24 gennaio 2010, 20:22

Oggi ne ho parlato anche direttamente con Giuliano (davanti ad un apprezzabile desco :-)) ) e, gioco forza, devo dire la mia sulla questione che, aldilà dell'esempio specifico da cui è nata, credo si possa riassumere in una casistica comportamentale che alcuni dei presunti "numi intoccabili" della filatelia italiana hanno di fronte a chi fa qualcosa senza consultarli.
Senza fare (altri) nomi, posso dire che ho avuto occasione di discutere e constatare che, in moltissimi casi (troppi), le bibliografie (per proseguire con l'esempio) non sono un elenco di testi consultati dallo scrittore, bensì un elenco di testi sconosciuti proprio allo scrittore che, però, è molto "figo" elencare...
salvo poi ricercare un articoletto degli anni '60 (esempio di vita vissuta) presso moltissimi di coloro che lo citano e commentano, senza riuscire a farsene fare una copia perché, misteriosamente, non lo trovano più...
salvo fare ricerche in biblioteche su volumi (parzialmente citati perché dopo la prima bibliografia si prosegue con il citare sempre gli stessi senza verificare se ne esistessero altri) ricoperti di polvere, scoprendone di ulteriori ed ancor più interessanti, sentendosi dire dal bibliotecario che è almeno vent'anni (da quando lui lavora lì) che nessuno li ha mai cercati (e allora quelli che dicono di averli letti?!?!?!? sicuramente avranno consultato altre biblioteche...)...
e se ti provi a far notare che hanno scritto inesattezze (oltretutto usando 30 pagine quando ne bastavano 2 !!) sei tu quello che non ha studiato (te però hai letto i testi...), mica loro che devono giustificare quello che scrivono con prove inconfutabili... perché se le prove non ci sono, allora, vale la mia fantasia come quella dello scrittore di storia postale più famoso del mondo: sempre fantasia è!!!!
Voglio fare anche un'altra constatazione: chi scrive di mestiere senz'altro avrà una prosa più fluente, ma anche la necessità di "friggere", o di "allungare il brodo", più spesso... inoltre, scrivendo non di un argomento di quasi tutto lo scibile umano, aldilà dei tuttologi, è comprensibile che non riescano ad approfondire bene una cosa specifica... invece chi scrive per passione, senza farlo di mestiere, pur avendo prose meno felici delle altre, per sopperire magari anche ad un certo senso di inferiorità che i grandi nomi tendono ad incutere, quasi sempre lo fa di un argomento che conosce bene (forse anche meglio dell'espertone di turno), con maggior precisione, esattezza e (molto spesso) con la giusta concisione (perché a lui il suo libro-articolo-volantino-scritto, costa e lo paga di tasca, non glielo commissionano un tanto a pagina!!!)...
Concludendo voglio anche aggiungere, se non si fosse capito, e lo ripeto e ripeterò sempre, che prima di scrivere sarebbe meglio leggere, tutto, tutto, tutto il possibile... e lo dico perché ho la sensazione che, più uno è importante e meno legge ciò che scrivono gli altri, autoreferenziandosi sufficientemente (a suo parere) dei suoi tomi anziché di quelli del volgo...
ma vi siete chiesti (lo ha fatto notare qualcuno sopra, non ricordo chi, ma sarebbe opportuno rifletterci) perché di buone idee (mi riferisco all'esempio di cui trattasi) c'è il libro, il CD e poco più? davvero non lo avete capito? suvvia...
Ciao:
Colleziono e ricerco SEMPRE materiale storico-postale, dalle origini al 1945, di SIENA e provincia (soprattutto di SAN QUIRICO d'Orcia) per i miei studi...
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francesco luraschi
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da francesco luraschi » 9 febbraio 2010, 21:29

ricevo in data odierna, e volentieri pubblico, il parere del dott.clemente fedele circa la discussione innescata dalla recensione di franco filanci di "FILATELICA 2008" pubblicata su "storie di posta"


" I numerosi interventi hanno come sciolto la mia pigrizia elettronica e con il tramite tecnico di Francesco m'inserisco in qualità di iscritto al Forum e come curatore di “Storie di Poste”. Presidiando entrambi i fronti posso testimoniare che la rivista e l'Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale manifestano verso il nostro Forum ammirazione e stima, espressi in tempi non sospetti sul sito storiediposta.it

http://www.storiediposta.it/index.php?P ... php&ID=167


Sono andato a rileggere il pezzo firmato ff e spero sia chiaro a tutti che era la recensione di un libro. A chi non legge la rivista ciò potrebbe essere sfuggito perché queste schede sono corpose, illustrate, briose, ma anche, e qui è il punto dolente (in ambito filatelico) puntuali. Fin dal nome di ”Club dell'occhio attento” è evidente un certo stile scanzonato, coi titoletti sul gridato. La rubrica non intende compiacere autori, o editori, ma i lettori, che caparbiamente immagina dotati di testa pensante e si sforza di offrire loro chiavi di lettura non strettamente filateliche. E' un'idea di cultura postale nuova, oltretutto disinteressata, e c'è della lucida pazzia in ciò.

Le pubblicazioni a stampa, ed eccoci al nocciolo, hanno le loro regole. Un libro, in particolare, non può svilupparsi come una discussione al circolo, o uno scambio epistolare o magari in rete in cui le parole possono spingersi avanti e poi retrocedere. Chi stampa non ha questo paracadute. Una volta asciugato, lo scritto resta in eterno. Per non fare brutta figura bisogna “prima” leggere, studiare, informarsi, approfondire, e sempre argomentare con prudenza. Indicando dove si sono ricavati i dati, discutendo le fonti, la teoria storiografica di riferimento. E' già un risultato non trascinarsi dietro errori di altri.

Tornando alla recensione, a me pare ampia, motivata, ricca di spunti. Loda senza riserve cinque dei saggi contenuti, oltre a giudicare molto positiva la novità del Cd , e riscontra debolezze in due. Mi ha dunque sorpreso la direzione non pacata presa dalla discussione nella quale a farsi sentire sono stati solo i due autori piccati. E gli altri cinque in religioso silenzio.

Teniamo conto del fatto che le recensione sono un genere impegnativo. Poche riviste collezionistiche lo praticano perché richiede competenze ampie. In ogni caso osservazioni critiche, non malevoli, sono di grande aiuto per chi scrive. Potrebbe capitare di ricevere una recensione in mala fede ma questa va contestata sulla rivista stessa, argomentando.

Non confondiamo comunque i piani. Fa sorridere sentire bocciate le osservazioni perché frutto di sindrome da primo della classe. Per rimanere alla metafora scolastica, a me sembra che a parlare sia stato il professore. Appunto. Filanci approfondisce questi temi da 40 anni (io ero un ragazzo è lui già scriveva), ha pubblicato opere innovative, libri, cataloghi, riviste. E maestro di storia postale lo è anche il Gallenga, così distrattamente citato. “Storie di posta” ora gli dedica un saggio in cui è detto che la storia postale chiama i cultori all'approfondimento, a nuove ricerche in archivio, perché i pionieri non possono aver visto tutto e le conoscenze evolvono.

“Filatelica” è un'esperienza culturale nuova, da sostenere, espressione di una comunità legata dai fili della posta elettronica. E la recensione, indirettamente, lo segnala, Certo, l'etichetta “Congressi filatelici” la posiziona in una dimensione di lungo periodo che qualche scheletro nell'armadio ce l'ha. E anche questo la recensione, con delicatezza, lo ricorda.

Tornando al firmatario, oltre che grande conoscitore e scrittore piacevole è un artista del francobollo e un grafico geniale. Non so ipotizzare quale possa essere la sua risposta, visti gli impegni, ma perché non lo contattate? Se ambite a confrontarvi con una persona che non vende, non firma certificati, e neppure vi chiede il voto, ma si batte da sempre per una filatelia non ingessata è la persona giusta.

A tutti il mio più cordiale saluto

Clemente Fedele "
I nostri articoli:

https://www.academia.edu/10877153/_News ... _1850-1866_

Cliccare su authors per leggerli tutti facendo scorrere la pagina verso il basso oppure iscriversi al sito http://www.academia.edu per scaricare il PDF.

Ciao: Francesco

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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Antonello Cerruti » 9 febbraio 2010, 21:43

Mentre veniva scritta quella lunga lettera, Giovanni aveva già risposto a Franco Filanci, si erano chiariti, Giovanni lo aveva cortesemente invitato a Bologna per FilateliCa 2010, Filanci aveva accettato ed io gli ho trovato un ruolo all'interno del Congresso.
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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Andrea61
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Andrea61 » 9 febbraio 2010, 22:10

clemente fedele ha scritto:Non confondiamo comunque i piani. Fa sorridere sentire bocciate le osservazioni perché frutto di sindrome da primo della classe. Per rimanere alla metafora scolastica, a me sembra che a parlare sia stato il professore. Appunto. Filanci approfondisce questi temi da 40 anni........"


Visto che sono stato io a tirare fuori il "complesso del primo della classe", mi sento di dare una rapidissima controreplica su questo punto.

"Fa sorridere sentire bocciare le osservazioni perché frutto di sindrome da primo della classe". Verissimo, ed infatti non credo di averle bocciate. Anzi, sono stato bene attento a ricordare i grandissimi meriti che Filanci ha e ha storicamente avuto nello sviluppo della filatelia italiana ed in particolare della storia postale.

Che Filanci parli da professore è palese ed onesto: ne ha--in questo campo--l'esperienza e la statura. Confesso di non avere la fortuna di poter leggere i suoi scritti da 40 anni (altrimenti sarei stato ben precoce, filatelicamente parlando!) ma credo di essermi parzialmente rifatto in seguito, anche grazie alla fornita biblioteca dell'Unione Filatelica Subalpina di cui lo stesso Filanci si vanta in più occasioni di essere stato socio.

Mi sento di ribadire, però, che certe posizioni che sarebbero giustissime, assolutamente corrette e direi persino dovute, in ambito accademico (cioè, tra professori) o professionale, dovrebbero essere accantonate o quantomeno molto raddolcite in un ambito a conti fatti amatoriale dove le persone si dedicano a queste non facili questioni con molta passione, ma con scarso tempo e forse con non eccelse possibilità documentaristiche. Questo era il senso della mia battuta. Battuta su cui si può essere o meno d'accordo, ma che dovrebbe essere presa per il senso che ha.
Andrea

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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Marco4x4 » 9 febbraio 2010, 22:33

Andrea61 ha scritto:Mi sento di ribadire, però, che certe posizioni che sarebbero giustissime, assolutamente corrette e direi persino dovute, in ambito accademico (cioè, tra professori) o professionale, dovrebbero essere accantonate o quantomeno molto raddolcite in un ambito a conti fatti amatoriale dove le persone si dedicano a queste non facili questioni con molta passione, ma con scarso tempo e forse con non eccelse possibilità documentaristiche.


Anche secondo me, questo è l'aspetto che il dottor Filanci non ha saputo o non ha voluto cogliere.
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Giovanni Piccione » 9 febbraio 2010, 22:38

Ringrazio il dott. Fedele per il suo intervento che apprezzo ed "in parte" condivido.
Come anticipato da Antonello Cerruti ho avuto uno scambio con il dott. Filanci che ha commentato quanto da noi rilevato attraverso il forum.
Non avendo da lui avuto espressa autorizzazione a pubblicare quanto da lui inviatomi in privato tramite email, ho ritenuto trattarsi di corrispondenza privata, come saprete il Codice equipara la posta elettronica alla posta convenzionale, e non l'ho pubblicata.
Lo scambio è continuato ed il dott. Filanci mi ha chiesto nella sua ultima come mai non avessi pubblicato la sua risposta.
Questo mi porta a dedurre che avrei dovuto pubblicarla, ma per me non era sottinteso ed ho preferito essere prudente.
Per non mancare di fornire la corretta informazione, ed assecondare il volere dello scrivente, allego al presente messaggio la risposta avuta dal dott. Filanci e la mia replica.
Lo scambio "epistolare" è ancora in corso e nel caso avesse dei contenuti che riterremo opportuno pubblicare essi saranno resi noti.

La risposta del dott. Filanci
Innanzitutto io ho recensito una pubblicazione, non una manifestazione. Cioè ho dato un giudizio su quanto pubblicato. E se questo può aver falsato l’impressione generale, non è certo colpa mia.

Per quanto riguarda le due relazioni criticate, l’aver rilevato l’assenza di particolari opere in bibliografia è decisamente motivata, in quando non si tratta di articoli di poche righe o pagine, ma di testi fondamentali. A cominciare da quello del Gallenga del 1973, ben 28 pagine, in cui il signor Padrin avrebbe trovato la documentazione che la lettera citata dal Diena in data 8.11.1857 è preceduta da molte altre, tutte riprodotte, su su fino al dicembre 1856. Per finire con quello mio e di Giuseppe Talpone che, partendo dagli scritti del Beckton, riporta e descrive un notevole numero di pietre del “medaglione” II tipo, in cui forse sono catalogate anche le varietà citate dal signor Cardillo; e mi scuso per quel “forse” ma non ho voglia di rileggermi un testo, per quanto mio, nella sua parte più noiosa, né tantomeno ci penso a farne fotocopia visto che si tratta di un centinaio di pagine grande formato.

So benissimo quanto possa essere difficile non solo trovare le fonti originali e letterarie di nostro interesse, ma se ci sono riuscito io a fine anni ’60 – quando persino la fotocopiatrice era una novità e per trovare i “sacri testi” dei Diena, del Cresto, del Carozzi o le grandi riviste del passato (da “Il francobollo” di fine ‘800 a “Filatelia” di Tedeschi degli anni ’20 per non parlare del “Corriere filatelico”) occorreva razzolare soprattutto le aste estere visto che in Italia erano una raritò – non vedo perché non ci si debba riuscire oggi, quando esistono persino catalogazioni on-line come quelle dell’Istituto di studi storici postali di Prato. L’importante è informarsi, e purtroppo oggi non è più di moda informarsi seriamente sul passato prima di parlare; non solo in filatelia.

E so anche benissimo quanto sia difficile organizzare congressi e manifestazioni. Quando ero a Torino facevo parte della Subalpina quando fu celebrato il 50rio della Federazione, e non mi limitai a disegnare il mio primo francobollo ma finii con Malvestio, Cerutti, Robetti, Pace a ideare e organizzare e poi a correre e faticare per giorni nei padiglioni di Torino Esposizioni. E con gli stessi avevo partecipato ai Congressi ASIF, dando perfino lo spunto iniziale a quello veneziano dedicato ai “sette vizi capitali in filatelia”, tentativo di toccare argomenti meno tecnici per avere un’affluenza di pubblico superiore ai soliti quattro gatti. So quanto sia difficile, e proprio per questo sono estremamente esigente e alquanto critico; viste le difficoltà e l’impegno personale del tutto volontario, bisogna saper ridurre al minimo il rischio di ripetere errori del passato e magari di ottenere effetti controproducenti.

Ciò che non accetto è la reazione del tipo “deve avercela con noi” magari con l’aggiunta “perché non è stato invitato”. Proprio i miei maestri-amici torinesi mi avevano insegnato a “essere Signore” e a non dipendere dagli inviti, neppure se spesati. Un modo per poter essere indipendente nelle scelte e soprattutto nei giudizi. E per poter stravolgere un vip che, a Italia 85, accusava me e Bogoni di “sputare nel piatto in cui mangiavamo” con le nostre critiche; gli chiedemmo che cosa intendesse, ci disse “Anche voi siete ospiti, no?” e noi lo lasciammo basito rivelandogli che eravamo a Roma a nostre spese, presso delle amabili suorine.

Ringrazio invece chi mi ha accusato di voler essere sempre il primo della classe. E’ vero. Anzi sacrosanto. E lo dico non solo perché odio le ipocrisie. Ho imparato che soltanto così – studiando e impegnandosi a fondo e verificando ogni cosa e tentando sempre strade nuove – si riesce a non essere l’ultimo, della classe e di tutto il resto. E vorrei che lo imparassero i giovani, collezionisti e non.

Franco Filanci


La mia replica
Gentile dottor Filanci,
innanzitutto ci tengo a ringraziarLa per avere dedicato parte del Suo tempo a scrivermi per specificarmi in maniera più chiara il Suo pensiero.
Mi permetterà di non essere d'accordo con l'affermazione con la quale apre il Suo messaggio a me indirizzato: “Innanzitutto io ho recensito una pubblicazione, non una manifestazione”.
Il mio disaccordo non è certamente dovuto ad alcuna vena polemica, che non è assolutamente mia intenzione cercare in questo mio messaggio personale di risposta, ma piuttosto a quanto Lei scrive in apertura della Sua “recensione” che occupa quasi per intero la prima colonna della pagina pubbicata. Naturalmente, proprio per evitare polemiche che non mi interessa accendere, non indicherò le singole frasi che rappresentano una palese critica al Congresso, ma La prego di lasciarmi dire che se non sono il solo a leggere quelle frasi nel loro contesto interpretandole come una critica non può essere solo colpa della nostra incapacità a capire ciò che Lei voleva dire.

Quello che mi piacerebbe Lei potesse cogliere al meglio e valorizzare è la nostra volontà di riuscire a smuovere qualcosa in questo panorama filatelico stagnante e privo di qualsiasi scossone, che invece ritengo fondamentale (lo scossone) per potere ravvivare un certo piacere collezionistico che esiste e che a causa di questa stagnazione tende ad assopirsi, ed in qualche modo ci stiamo anche riuscendo.
In fondo oggi il collezionista cosa ha a disposizione?
Circoli filatelici che molto spesso servono solo a fare i distributori ai soci delle nuove emissioni repubblicane. Esistono certamente realtà diverse ma sto parlando in maniera generalista quindi non considero volutamente le eccellenti eccezioni che pur ci sono e che andrebbero anch'esse valorizzate al massimo.
Convegni filatelici che sempre più non sono altro che mercati, fuori e dentro le mura, accompagnati da collezioni esposte che quasi nessuno guarda, tranne i giurati che devono giudicarle.
La stessa editoria soffre di questo stato di cose. Quando si scrive un buon volume di approfondimento su determinati argomenti sia filatelici che storico-postali le vendite sono sempre limitate a qualche centinaio di copie, il che fa si che anche il costo delle stesse sia piuttosto elevato.
Stante questo stato di cose diventa allora importante appoggiare le iniziative che tendono a fare nascere cose nuove, nuovi interessi, nuovi stimoli e magari nuovi collezionisti, che rappresentano la linfa vitale affinchè questo nostro hobby-studio non muoia.
In questa direzione il Forum che mi onoro d'aver creato e che gestisco senza averne un ritorno economico, anzi con grande dispendio di tempo, lavora ormai da quasi dieci anni.
Le potrei portare numerose testimonianze di persone che si sono avvicinate, o riavvicinate, al collezionismo filatelico grazie alla passione che riusciamo a trasmettere già solo in forma telematica. Si immagini che alcuni si sono rivolti a noi per avere dei suggerimenti per vendere al meglio la collezione dismessa, o magari ereditata, e siamo riusciti a contagiarli al punto da dissuaderli ed oggi sono dei collezionisti attivi. Magari non tutti fortemente specializzati, ma questi sono passi che possono avvenire successivamente.
Infatti il Congresso ha questo scopo, proporre degli approfondimenti su determinati temi al fine di fare conoscere maggiori informazioni ma anche incuriosire e fare scoccare qualche scintilla di passione. I relatori dei nostri Congressi, tranne rare eccezioni, non sono dei “professionisti” del settore ma semplici appassionati che studiano e cercano di condividere gli studi di approfondimento, degli argomenti da loro scelti, con i partecipanti.
Per tale motivo ritengo eccessivo, ma è solo un mio parere, un giudizio estremamente critico verso gli stessi; considerando che non si tratta di un seminario scientifico di alta specializzazione ma che lo scopo primario del Congresso è quello di “far conoscere l'acqua calda” e non quello di scoprirla.
Ciò non toglie che essi profondano in quello che fanno il massimo del loro impegno, della loro conoscenza e dei loro studi.
A tal proposito ho avuto modo di contattare ancora Giuliano Padrin per chiedere chiarimenti sulla sua relazione, così per pura mia curiosità non essendo io uno studioso dell'argomento da lui trattato.
Il signor Padrin, successivamente alle Sue osservazioni ha provveduto a cercare e procurarsi gli scritti che Lei ha indicato come importanti per la trattazione dell'argomento.
In particolare quello del Gallenga del 1973. Mi spiegava Padrin che egli intendeva dire, nel suo studio, che la lettera dell'8 Novembre 1857 è la prima annullata con bollo a tampone e non certamente la prima viaggiata sulla tratta in oggetto. Comunque il signor Padrin è sempre molto aperto e desideroso di migliorare le sue conoscenze al riguardo di questa collezione, che gli è valsa 86 punti ad una Esposizione Internazionale, e mi ha manifestato aperto interesse a poterLa contattare per potere colmare le eventuali lacune ancora presenti. Per ovvi motivi di riservatezza non gli ho dato il Suo indirizzo email, che però provvederò a comunicargli nel caso in cui Lei si dichiarasse disponibile a potere avere con Padrin uno scambio di corrispondenza e di informazioni.
Ritornando al Congresso, anche gli Atti, che Lei ha recensito, non sono altro che il resoconto del Congresso e non certamente una pubblicazione esaustiva, ed anche per questo motivo sono sempre stati messi sul mercato ad un prezzo “popolare”.
Un'ultima cosa che mi piace sottolineare è che nei nostri Congressi, oltre alla formula del “Processo alle collezioni” che è tanto piaciuta, anche le esposizioni delle collezioni possono vantare una buona affluenza e si è sempre cercato, ove possibile, di avere la presenza di una persona dell'organizzazione che eventualmente “illustrasse”, ai visitatori meno addentrati, le collezioni esposte, rendendo così la visita alle stesse un momento di accrescimento culturale... e Le posso assicurare che chinandosi sotto i quadri da esposizione si poteva osservare che le “gambe” dei visitatori erano in numero maggiore rispetto alle “gambe” dei pannelli espositivi.
Vorrei inoltre chiudere questa mia presente con un invito, anche se Lei si è dichiarato non avvezzo ad accettarli.
La Sua autorevolezza, conoscenza e competenza in campo filatelico, e particolarmente in quello storico-postale, è innegabile ed universalmente riconosciuta.
Mi darebbe un grande piacere pertanto se accettasse di onorarci della Sua presenza al nostro prossimo Congresso, che si terrà a Bologna dal 30 Aprile al 2 Maggio, ed in particolare nel pomeriggio del venerdì 30 quando saranno discusse le collezioni “processate” in questa edizione. Sarebbe per me, e per tutti i partecipanti, motivo di grande soddisfazione poterla avere ospite per la cena al mio tavolo e magari “controrelatore” al Congresso in una delle collezioni sottoposte a discussione.
La ringrazio ancora dell'attenzione che ci ha riservato e del tempo che mi sta dedicando, e confidando in una Sua positiva risposta mi è gradita l'occasione per porgerLe i più Cordiali Saluti.
--
Giovanni Piccione


Come detto prima da Antonello il dott. Filanci ha accettato. Prossimamente probabilmente pubblicherò le altre nostre corrispondenze.
Ciao:
"SE IO DO UNA MONETA A TE E TU DAI UNA MONETA A ME, ALLA FINE AVREMO UNA MONETA CIASCUNO; MA SE IO DO UN'IDEA A TE E TU DAI UN'IDEA A ME, ALLA FINE AVREMO CIASCUNO DUE IDEE" Proverbio cinese
” Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia."(Erasmo da Rotterdam)
Prima di trarre conclusioni chiamami 327 9739187

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Giuliano Padrin
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Giuliano Padrin » 9 febbraio 2010, 23:55

Non volevo rientrare nella questione, ma la nota del Signor Fedele che ribadisce la necessità di documentazione "prima" di scrivere e la risposta a Giovanni del Signor Filanci in cui, citando un articolo di Mario Gallenga del 1973 precisa che, se lo avessi letto, avrei trovato "... che la lettera citata dal Diena in data 8.11.1857 è preceduta da molte altre, tutte riprodotte, su su fino al dicembre 1856 . " mi costringono a prendere una posizione che, per quanto sgradevole, non posso fare a meno di assumere.
Prima comunque, molto sommessamente, mi permetto di dire al Signor Fedele, che, pur concordando con lui sul fatto che: "Potrebbe capitare di ricevere una recensione in mala fede ma questa va contestata sulla rivista stessa, argomentando.", avrei dovuto aspettare un anno prima di esporre le mie argomentazioni, vista la cadenza della rivista alla quale auguro, sinceramente, le migliori fortune.
Per inciso, ringrazio proprio lui e la rivista per la possibilità che mi ha dato di avere il suo giudizio, chiarissimo, sull' argomento dei bolli a secco dello Stato Pontificio nel bell' articolo dedicato a Mario Gallenga.
Ma torniamo al punto.
Da quello che avevo letto nella recensione e da quello che ho letto stasera, devo arguire che: "O il Signor Filanci non ha letto la mia relazione o è da molto tempo che non legge gli articoli sul trasporto della posta sulla Ferrovia Roma - Frascati".
Veniamo subito alla accusa iniziale: "Non ci sono in bibliografia due "basilari lavori" : il "fondamentale saggio pubblicato in Storia Postale - Volume primo (Studio Bibliografico Forlanini - Milano 1973) ed il definitivo studio in "Per servizio di nostro signore"".
Per quanto riguarda quest'ultimo, avendolo a piè d'opera ho già detto, e ribadisco, che non si può considerare definitivo un testo che sull' argomento assomma in tutto a "quaranta righe".
Prego il Signor Filanci di andare a controllare le pagine 446 e 447 della pubblicazione.
Si fa un torto a Mario Gallenga, che ha ben esposto ed approfondito l'argomento nel volume "I Bolli di Roma - Dalle origini al XX settembre 1870 - Italphil Ed. Studi Filatelici Roma 1980" e non solo, se si pretende di fargli concludere l' argomento nelle citate 40 righe.
Per quanto riguarda invece l' articolo del 1973, non mi sembra che, pur fornendo molte informazioni sia da definire un articolo fondamentale. Se non altro perchè conclude la parte espositiva con la frase: "Non resta quindi che sperare di trovare le necessarie documentazioni affinché queste ipotesi vengano risolte."
Ma non è da questo che è partita la mia presa di posizione di stasera.
Nella risposta a Giovanni, il Signor Filanci dice: "il signor Padrin avrebbe trovato la documentazione che la lettera citata dal Diena in data 8.11.1857 è preceduta da molte altre, tutte riprodotte, su su fino al dicembre 1856."
Ma il Signor Filanci ha letto la ragione per la quale cito la lettera dell' 8/11/1857? Credo proprio di no.
La lettera in questione viene citata per integrare l' attuale classificazione dei bolli che annullano i francobolli in quanto riporta un tampone annullatore di dimensioni sicuramente inferiori e completamente diverso da tutti quelli attualmente catalogati. E non come primo esempio di annullamento a tampone.
O forse solo a lui è permesso integrare i cataloghi come fa nel caso dei francobolli da 1/2 Baj stampati con inchiostro oleoso?
Ma nella relazione c'erano anche altre informazioni affinate, se non "diverse", rispetto a quelle finora note.
Cito al volo: una più chiara visione della frequenza delle corse rispetto alle "tre corse invernali, quattro estive ed un in più nelle festività" con conseguente ricaduta nella valutazione della rarità dei bolli relativi al numero della corsa.
Datemi almeno atto di aver consultato tutti gli orari ferroviari della Roma - Frascati nel periodo citati, raccolti nei faldoni dell' Archivio di Stato di Roma.
Comunque non voglio farla lunga.
Quello che avevo da dire l' ho detto e sono pronto a discuterlo con il Signor Filanci, a Milano 2010, dove esporrò sedici fogli sull' argomento, magari davanti un buon caffè offerto da me.
Cordiamente.
Giuliano Padrin
Ultima modifica di Giuliano Padrin il 12 febbraio 2010, 10:03, modificato 5 volte in totale.
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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Antonello Cerruti » 10 febbraio 2010, 8:15

Giuliano Padrin ha scritto:....Quello che avevo da dire l' ho detto e sono pronto a discuterlo con il Signor Filanci, a Milano 2010, dove esporrò sedici fogli sull' argomento, magari davanti un buon caffè offerto da me.
.....


La querelle è tutta filatelica e non personale.
Perchè, dunque, non discutere dell'argomento a FilateliCa 2010 davanti alla nostra platea invece che a Milano davanti ad un caffé?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da gianni tramaglino » 10 febbraio 2010, 9:13

Antonello Cerruti ha scritto:
Giuliano Padrin ha scritto:....Quello che avevo da dire l' ho detto e sono pronto a discuterlo con il Signor Filanci, a Milano 2010, dove esporrò sedici fogli sull' argomento, magari davanti un buon caffè offerto da me.
.....


La querelle è tutta filatelica e non personale.
Perchè, dunque, non discutere dell'argomento a FilateliCa 2010 davanti alla nostra platea invece che a Milano davanti ad un caffé?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

Ciao Antonello......penso sia proprio una splendida idea :clap: :clap: e mi auguro che l'amico Giuliano e il signor Filanci accettino l'invito.....motivo di piu' per esserci a Bologna ed approfondire il nostro sapere filatelico!gianni
Vi piacciono i cruciverba: diventate fan di Gente Enigmistica in Facebook.

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Re: Filatelica 2008 - Una risposta a Franco Filanci

Messaggio da Giuliano Padrin » 10 febbraio 2010, 9:47

Buongiorno Antonello .. ed ovviamente Buongiorno a tutti gli altri.
Apprezzo la tua proposta ma, stavolta, sono d'accordo con il Signor Filanci.
Rischieremmo veramente di mettere ... troppa carne al fuoco.
E poi, a mio modesto parere, l' argomento non è così importante. Sulla Roma Frascati penso che ci sia ancora poco da dire e, l' argomento in se stesso è un argomento "di nicchia".
Penso invece che il dibattito abbia avuto già la sua giusta sede e, proprio in questa occasione, il Forum abbia assolto in pieno la sua funzione.
Gli organizzatori erano stati accusati di aver sacrificato "la selezione dei temi" sull' altare del "mare di buone intenzioni" e nel susseguirsi degli interventi mi pare di capire che siano stati abbondantemente assolti.
Sull' accusa di superficialità e rimestamento di cose già note fatta a me direttamente, con nome e cognome, ho avuto la possibilità di rispondere "in tempo reale" e non dopo un anno. E questo è altrettanto positivo.
E poi, la discussione, a mio parere non è stata assolutamente sterile.
Sono emerse proposte, ci sono state considerazioni che potranno avere uno sviluppo in futuro, e comunque, spero tutti, ne usciamo un po' arricchiti sul piano dello studio e collezionistico.
Al Signor Filanci, cui riconosco tutti, e ripeto, tutti i meriti acquisiti con il suo lavoro e la sua passione (ma questo non è mai stato in discussione) posso solo, timidamente, dire che in classe ci sono tante persone, sia il "primo della classe" che quelli, come me, "dell' ultimo banco".
Non sono, costoro, "pozzi di scienza" nè brillano per costanza nello studio e nella presenza, ma, a volte si dedicano con passione ed impegno ad un solo argomento e, forse, su questo, hanno qualcosa da dire in più ed in maniera diversa, di quello che è stato tramandato dagli "anziani".
Ma, per questo, non devono essere "scritti sulla lavagna" se in una bibliografia non elencano tutto quello che altri avrebbero elencato. Forse sarebbe più qualificante discutere su quello che dicono. Ma questo avrebbe significato prenderli in considerazione e dare loro un' importanza eccessiva.
Non penso quindi che sulla questione si debba andare ancora avanti.
A tutti gli intervenuti va la mia stima ed il mio grazie (ma non voglio sostituirmi a Giovanni).
Ed a Giovanni va ancora una volta il grazie e l'apprezzamento per quello che è riuscito a costruire con questo Forum.
Ancora un cordiale saluto a tutti.
Giuliano Padrin

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