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Filatelia semiotica

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debene
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da debene » 11 gennaio 2019, 23:04

A maggior conferma, andando a ritroso con i Diena, Emilio in un articolo sul London Philatelist " The small horses and their engraver " parla alla fine di " ... little boy on a galloping horse ... ".
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sergio
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Sergio De Benedictis
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TazDevil
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Francobolli sensoriali - parte 1

Messaggio da TazDevil » 1 marzo 2019, 13:10

Con il termine sensoriale s’intende un qualsiasi stimolo percepibile attraverso gli organi di senso. Dal momento che i francobolli veicolano sempre immagini visive, può apparire scontato che ognuno di essi possa definirsi sensoriale. Tuttavia, ricorrendo a un’accezione restrittiva del termine, vorrei riferirmi a quei francobolli prodotti con tecniche speciali che sollecitano i sensi, allo scopo di evocare emozioni o reminiscenze collaterali o complementari alla percezione iconica del soggetto. Da un punto di vista comunicativo si tratta di un campo ancora tutto da esplorare perché travalica i confini dell’iconologia e della semiotica applicata all’arte figurativa per entrare nel campo dell’analisi sensoriale.
Inizio questa breve panoramica con esempio nostrano, un soggetto "visivo" che sollecita in modo particolare la vista, rappresentato nei due valori emessi nel 1958 per celebrare l’ingresso dell’Italia nell’O.N.U. Come è noto, i due francobolli furono realizzati con la tecnica di stampa anaglifica, che offre una visione tridimensionale del globo terrestre se osservato attraverso occhiali speciali, all’epoca distribuiti con il bollettino illustrativo dell’emissione. Questi francobolli sono molto interessanti perché contengono un messaggio parallelo, che rimanda alla celebrazione del centenario dell’invenzione della stampa anaglifica che ricorreva proprio in quell’anno. Ci troviamo dunque in presenza di una rappresentazione esplicita che celebra l’ingresso dell’Italia nell’ONU, veicolata dal disegno e dalle scritte sul francobollo e di una rappresentazione non manifesta che, attraverso la tecnica di stampa, rimanda volutamente ad un’altra ricorrenza. Entrambi i messaggi, tra i quali non esiste alcun nesso logico, convergono sulle sensazioni emotive suscitate dalla visione tridimensionale che, facendo leva su sentimenti come la curiosità, la sorpresa e il divertimento, conferisce un segno distintivo a questa serie, rendendola interessante ed attualissima anche ai giorni nostri.
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Francobolli sensoriali - Parte 2: Strategie di comunicazione multisensoriale

Messaggio da TazDevil » 6 marzo 2019, 13:18

Il progresso scientifico e tecnologico del terzo millennio apre un campo illimitato allo sviluppo di una comunicazione strutturata fondata sul “linguaggio dei sensi”, che fino ad oggi l’uomo ha utilizzato per lo più in maniera istintiva e oserei dire molto primitiva, rispetto alle complesse strutture costruite nel corso dei millenni nelle altre forme di comunicazione come il linguaggio verbale, la scrittura, il linguaggio figurativo e la musica. Grazie alle tecnologie della comunicazione multimediale, sviluppate negli ultimi venticinque anni, l’umanità ha conseguito una buona padronanza nell'utilizzo olistico della comunicazione audiovisiva ed ora, di pari passo con lo sviluppo dei dispositivi e delle applicazioni Augmented Reality (AR), si prepara ad accogliere l’utilizzo di tutti i cinque sensi nel proprio linguaggio espressivo.
In tutto questo fermento innovativo, appare sorprendente il fatto che la filatelia, ormai hobby negletto per pochi nostalgici attempati, si trovi in linea con il progresso allo stato dell’arte, attestandosi addirittura su posizioni di avanguardia rispetto alle altre forme di comunicazione a mezzo stampa, che a malapena propongono i QR code interpretabili dalle app per smartphone. Sono ormai molti i Paesi del mondo che si cimentano in emissioni sempre più sofisticate di francobolli multisensoriali nei quali, oltre alla vista, sono stimolati anche l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto. Questo fenomeno, spesso liquidato frettolosamente dai sopra menzionati nostalgici attempati, come una semplice curiosità per giovani collezionisti e ostinatamente ignorato dalle Poste Italiane, rappresenta a mio avviso una vera e propria rivoluzione nel campo della comunicazione mediatica e non solo, dal momento che sono molte le correnti artistiche che sperimentano la multisensorialità come forma di espressione universale.
Credendo fermamente su tutto quanto premesso, mi sono dedicato all'analisi sistematica delle emissioni mondiali, scoprendo con sorpresa una grande padronanza nella comunicazione multisensoriale orientata al pubblico, supportata da un utilizzo sapiente delle più innovative tecniche di produzione su larga scala, capaci di integrare la stampa con l’ottica, la fisica, la chimica e l’informatica.
Con questo post intendo quindi condividere i primi risultati delle mie analisi che, in linea con lo spirito del 3D, cercano di fornire a quanti intendessero avventurarsi in una collezione, le chiavi di lettura per una classificazione sistematica incentrata sulle tecniche di comunicazione, piuttosto che sui tradizionali criteri di classificazione per soggetto e/o Paese emittente e/o periodo di emissione.
Sulla base delle informazioni reperite in gran parte sul web, consultando i siti dei Paesi emittenti o i cataloghi mondiali, integrate da diverse analisi sensoriali dirette su emissioni da me acquistate, ho potuto constatare che la comunicazione si sviluppa su tre direttrici primarie (vedi schema in Figura 1) che inducono nell'osservatore meccanismi cognitivi basati su:
1) Verosimiglianza, dove tutti gli stimoli sensoriali concorrono a definire l’identità del soggetto, fornendo all'osservatore una realistica rappresentazione visiva, confermata (rinforzata) da una o più informazioni uditive, tattili, olfattive o gustative che ne facilitano il riconoscimento (es. l’immagine di un frutto può essere confermata dall'introduzione di un’essenza che ne richiama l’odore e/o il sapore). Questa è la tecnica comunicativa più vicina alla realtà, dal momento che introduce stimoli sensoriali simili a quelli che potrebbe trasmettere il soggetto reale. Si può parlare in questo caso di verismo multisensoriale, forma di comunicazione perseguita da molti artisti ma anche dalla grande maggioranza degli sviluppatori di applicazioni e dispositivi AR.
2) Reminiscenza, dove il soggetto rappresentato possiede caratteristiche sensoriali integrative che richiamano alla memoria dell’osservatore situazioni o contesti che fanno parte del suo bagaglio cognitivo, in quanto noti per esperienza pregressa (es. la celebrazione di una festività può essere accompagnata da odori che richiamano un cibo tradizionale consumato in quella ricorrenza, senza che questo venga rappresentato nell'immagine visiva). La reminiscenza rappresenta pertanto un primo livello di comunicazione astratta, che si distanzia dal verismo multisensoriale in quanto all'immagine del soggetto non sono associati stimoli sensoriali che rimandano a sue proprietà intrinseche.
3) Concettualizzazione, dove il soggetto rappresentato possiede caratteristiche sensoriali associate per consuetudine o per convenzione (es. una immagine sacra può contenere stimoli uditivi multimediali che richiamano un canto liturgico). Allo stato attuale, la concettualizzazione rappresenta, in questa tassonomia, il più alto grado di astrazione in quanto le associazioni multisensoriali non rimandano né alle caratteristiche intrinseche del soggetto né all'esperienza vissuta dall'osservatore, ma sono da questo apprese per conformismo ad un modello sociale.
Nei prossimi post cercherò di illustrare alcuni esempi di emissioni mondiali, riconducibili ad una di queste direttrici, che individuano l’orientamento prevalente della comunicazione filatelica multisensoriale.
Ciao: Ciao:
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Francobolli sensoriali - Parte 3: esempi di verosimiglianza

Messaggio da TazDevil » 7 marzo 2019, 22:47

Così come l’emissione italiana ONU del 1956 rappresenta il primo esempio mondiale di utilizzo della stampa anaglifica su francobollo, l’emissione tematica emessa dal Bhutan nel 1973 (vedi Figura 1), rappresenta il primo esempio di francobollo multisensoriale e come tale non può mancare in una ipotetica collezione su questa tematica. Si tratta di una serie floreale dedicata alle rose, dove ogni francobollo è impregnato con una essenza che rimanda al profumo di questo fiore.
Secondo la classificazione precedentemente esposta, questi francobolli utilizzano una tecnica di comunicazione basata sulla verosimiglianza, in quanto lo stimolo olfattivo contribuisce a definire, insieme all'immagine, le caratteristiche peculiari del soggetto raffigurato. Possono essere considerati il primo esempio di “verismo multisensoriale”, filo conduttore delle applicazioni di AR che hanno lo scopo primario di fornire informazioni su un determinato soggetto senza che l’osservatore abbia la necessità di esaminarne un campione reale.
Un altro esempio di francobolli che comunicano attraverso la verosimiglianza, interagendo però con un dispositivo AR vero e proprio, è rappresentato da quelli olandesi emessi tra il 2011 e il 2014 (vedi Figura 2). Si tratta di una serie monumentale composta da ben 74 francobolli, disponibili anche in foglietti illustrativi di 10 esemplari, dedicati alla fauna avicola. Attraverso un dispositivo di scansione ad infrarossi detto “Aigo-pen”, è possibile ascoltare il canto dell’uccello raffigurato nella vignetta.
È questo un esempio di tecnologia applicata alla didattica, già sperimentato con un’emissione filatelica cinese del 2009, che sfrutta la componente ludica per rendere l’apprendimento gradito ai più giovani. Infatti la comunicazione multisensoriale verista consente all’osservatore di imparare, oltre alla fisionomia di ciascuna specie avicola, anche il relativo richiamo, senza la necessità di una difficoltosa quanto improbabile osservazione dal vivo. Siamo dunque in presenza di francobolli che parlano, o meglio che cinguettano soprattutto ai “post millenials”, abituati all’utilizzo di device tecnologici per i quali nutrono una confidenzialità innata, che porta a considerarli come estensioni dei propri sensi. Per la filatelia rappresentano il nuovo che avanza e che inesorabilmente sostituirà lente e pinzette con dispositivi ed applicazioni multimediali (e tra non molto anche multisensoriali) in grado di interagire con l’ambiente reale che li circonda.
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Francobolli sensoriali - Parte 4: ancora sul verismo multisensoriale

Messaggio da TazDevil » 8 marzo 2019, 21:54

Dulcis in fundo, nel senso letterale della frase, vi propongo l'ultimo esempio di verismo multisensoriale commentando l’emissione belga del 2013, dedicata a celebrare e promuovere la famosa industria cioccolatiera di quel Paese. I francobolli, emessi in un foglietto che trabocca di cioccolato fondente, oltre al profumo ne ripropongono anche il gusto, che si ottiene leccando la gomma disposta sul retro. La conquista del gusto applicato ai francobolli completa la tavolozza sensoriale con la quale si possono combinare scientemente le immagini, i suoni, i colori, i profumi, i sapori e le sensazioni tattili, creando rappresentazioni multisensoriali con una potenza espressiva che possiamo solo immaginare. Ci troviamo in quella zona di frontiera, ai confini della realtà, che volge ad orizzonti evocativi di emozioni mai provate prima d’ora, come quella di usufruire di un’opera d’arte miniaturizzata guardandola in 3d, toccandola, ascoltandola, annusandola, gustandola ed infine (forse) utilizzarla per affrancare la posta.
Questa innovazione crea uno sconvolgimento epocale nella filatelia ortodossa perché contraddice uno dei dogmi più radicati tra noi collezionisti, che consiste nella conservazione iperprotettiva di ogni esemplare, affinché rimanga intonso nei secoli dei secoli. A chi potrebbe venire in mente infatti di spendere 12 euro + spese postali per assaggiare il foglietto belga leccandone la gommatura al verso? Per esperienza diretta posso dirvi che ci ho provato, fino ad arrivare con la punta della lingua a pochi centimetri dalla gomma… ci ho provato ma non ci sono riuscito ed ho riposto il foglietto nella sua taschina iperprotettiva! Ma sicuramente qualcuno lo avrà fatto o lo farà, quindi fra cinquantanni compariranno in commercio, oltre agli antichi francobolli con traccia di linguella, anche quelli più moderni con “lieve traccia di lingua”. :ris:
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