Filatelia semiotica

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TazDevil
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da TazDevil »

atg ha scritto:
4 gennaio 2020, 21:50
grazie mille, mi piace la spiegazione, probabilmente la inserirò in un passaggio per una tematica che sto cercando di realizzare
grazie ancora
La sua richiesta ha suscitato la mia curiosità che a sua volta mi ha spinto ad approfondire l'argomento, ricercando basi più solide per sostenere la mia ipotesi. Penso di aver trovato elementi di riscontro meritevoli di approfondimento nel "Decreto Optatam Totius" sulla formazione sacerdotale del 28 ottobre 1965, di cui allego un link ad una pagina web che ne espone i principi dettati proprio dal Concilio Vaticano II.
https://www.maranatha.it/Testi/VaticII/VTesti09Page.htm

Buono studio e soprattutto buon divertimento
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Sono appassionato di semiotica dei francobolli ed altre tematiche legate alla storia della comunicazione filatelica.

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atg
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da atg »

a me in particolare interessa quasto
Immagine

che indica il passo del Vangelo presente in Luca (10,20) e Matteo (9,37-38) nel quale il Signore chiedeva ai discepoli di “Pregare il Signore della Messe affinché mandasse operai alla sua Messa"
questa frase mi è fondamentale per una tematica che sto cercando di fare su
Annibale Maria di Francia un santo messinese
http://www.santiebeati.it/dettaglio/55500
fondatore dei "Rogazionisti" proprio dalla parola "Rogate"
che di fatto in qualche modo di può considerare un "antesignano" della giornata
che pure Papa Francesco cità nel 2013 nel suo messaggio
In questa “Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni”, nata cinquant’anni fa da una felice intuizione di Papa Paolo VI, invito tutti ad una speciale preghiera affinché il Signore mandi numerosi operai nella sua messe. Sant’Annibale Maria Di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni, ci ricorda questo importante impegno. A tutti auguro una buona domenica!
inserirò il passaggio all' emissione con la spiegazione che mi hai inserito sopra
Antonio T ... iscritto dal 1° giugno 2005
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remo
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da remo »

Avvicinandosi la prossima ricorrenza della nascita di Vittorio Alfieri (16 gennaio 1749 – 8 ottobre 1803) vi propongo un confronto dei tre francobolli emessi nella storia della filatelia italiana per commemorare il grande poeta, scrittore, drammaturgo piemontese.
Tutti e tre i francobolli riprendono l’immagine di dipinti di Alfieri fatti dal francese François-Xavier Fabre.
Fabre, contemporaneo dello scrittore, fu pittore e collezionista d’arte e visse parecchi anni in Italia, prima a Roma dove studiò l’arte classica, poi a Firenze dove frequentò il salotto della contessa Luisa Stolberg d’Albany, compagna di Alfieri, diventando amico dei due e facendo appunto i ritratti di entrambi. La contessa nel suo testamento lasciò i dipinti al Museo degli Uffizi (Alfieri morì a Firenze) dove ancora si trovano. Agli Uffizi si trova anche un secondo ritratto di Alfieri sempre di Fabre.

Il primo francobollo è del 1932 e fa parte della serie emessa a favore della Società Nazionale Dante Alighieri. E’ il valore da 25 c. di colore verde. L’incisione è dettagliata sufficientemente e abbastanza rispondente al quadro (1).
In questo quadro di Fabre, Alfieri è seduto frontalmente ma con il braccio sx sulla spalliera della sedia. Fronte alta, chioma con riccioli rossi. Lo sguardo è volto lontano oltre le miserie terrene. Sotto il vestito, forse di velluto, una camicia aperta al collo e un mantello dalla fodera rossa. Il tutto rende un’immagine di un sognatore legato al passato. Da notare infatti l’anello di corniola con l’immagine di Dante ammiratissimo da Alfieri.
Nel francobollo a sx della figura di Alfieri c’è lo stemma reale (scudo sabaudo e corona). Ai lati della vignetta due fasci littori con la scure abbassata. Il fascio littorio è rovesciato su tutte le vignette della serie che commemora i grandi scrittori italiani.
Però perché il fascio è capovolto?
Il Fascismo, è risaputo, prese il simbolo dall'Antica Roma. I littori erano dei “funzionari statali” che accompagnavano e proteggevano i magistrati romani mentre procedevano per la strada. Per i magistrati era un segno di prestigio ed il numero dei littori era diverso a seconda del ruolo del magistrato.
I fasci erano formati da verghe di betulla o di olmo legate insieme da nastri di colore rosso. Il fascio era appoggiato sulla spalla sx degli uomini mentre camminavano ed aveva all'interno una scure, con la quale, anticamente si eseguivano le sentenze capitali.
Ai funerali di un generale erano portati “versi”, cioè capovolti, e a volte “fracti”, ossia spezzati, in segno di lutto e di profondo dolore. Se capitava che due magistrati si incontrassero per strada, i littori di quello meno importante erano costretti e togliersi i fasci dalle spalle e a piegarli fin quasi a terra.
Ecco quindi il perché del fascio rovesciato. Rispetto e riconoscimento per i grandi della letteratura italiana.

Il secondo francobollo è del 1949 emesso per il bicentenario della nascita. Valore 20 l. di colore bruno. L’immagine di Alfieri è ripresa da un altro ritratto sempre di Fabre (2). Anche questo ritratto è agli Uffizi (per lo meno così dice Wikipedia). Sempre seduto, stavolta Alfieri è in atteggiamento più compito e meno sognatore. Il collo della camicia è chiuso da un elaborato nodo, il vestito nero coperto da un mantello rosso che attrae l’attenzione dello spettatore. Alla mano sx sempre l’anello con l’effigie di Dante. Il braccio appoggiato ad un tavolino sul quale si vede uno scritto, di sicuro una delle tante opere.
Nel francobollo stavolta abbiamo un busto di Alfieri volto a dx, come nel quadro. In alto ci sono due maschere del teatro antico (greco romano) da cui fuoriescono due cartigli con il nome del celebrato. Questo a ricordare la grande produzione teatrale di Alfieri ispirata al mondo classico con storie riferite sia alla mitologia sia a personaggi storici. Apprezzabile l'idea dell'immagine racchiusa nei cartigli col nome e nel complesso il francobollo ha un suo equilibrio.
Dei tre è quello che preferisco.

L’ultimo è del 2003 emesso per il bicentenario della morte. Valore 0,41€ policromo. Si torna al primo quadro di Fabre, quello con lo scrittore con la camicia aperta. L’immagine di Alfieri è a sx e a dx troviamo il palazzo che ospita il Museo Alfieriano a Asti sua città natale.
L’incisore ha interpretato alcuni aspetti dell’immagine di Alfieri resa da Fabre. Nel francobollo il poeta ha una capigliatura con i boccoli, sembra appena uscito dal parrucchiere che ha esagerato con i bigodini. Il sottomento è bolso quasi da pappagorgia cosa che sul quadro non è, anzi sul quadro c’è un accenno di pomo d’Adamo. Lo spazio previsto per la figura di Alfieri ha portato al taglio del gomito e il braccio è più alto in una posizione quasi innaturale con la mano più vicina al volto…sembra che Alfieri ci dica: “Hai visto? C’ho pure l’anello!”. Idea di partenza buona ma resa scialba.
E’ quello che mi piace meno.
Spero di non avervi annoiato troppo.
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TazDevil
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da TazDevil »

remo ha scritto:
7 gennaio 2020, 11:47
Ai funerali di un generale erano portati “versi”, cioè capovolti, e a volte “fracti”, ossia spezzati, in segno di lutto e di profondo dolore. Se capitava che due magistrati si incontrassero per strada, i littori di quello meno importante erano costretti e togliersi i fasci dalle spalle e a piegarli fin quasi a terra.
Ecco quindi il perché del fascio rovesciato. Rispetto e riconoscimento per i grandi della letteratura italiana.

remo Ciao:
Dal momento che nei francobolli i simboli non sono mai usati a sproposito e dal momento che stiamo parlando del simbolo più importante del Partito Nazionale Fascista, la tua spiegazione appare molto più suggestiva rispetto ad una presunta ricerca di equilibrio nella composizione grafica. Tuttavia i fasci rovesciati compaiono anche nei due francobolli celebrativi della mostra delle colonie estive, che ritraggono un fanciullo che imbraccia il "moschetto balilla" e pertanto, anche l'ipotesi di una ricercata composizione tipografica rimane valida perché la tua spiegazione non è adattabile a quest'ultimo soggetto.
Dubbi a parte si tratta comunque di un'ottima osservazione.
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da remo »

Giusta osservazione Fabrizio. E io che avevo pensato ad un ulteriore seppur minimo riconoscimento “romano” ai massimi esponenti della cultura :cry: ed invece forse solo una scelta puramente di convenienza grafica.
:abb:
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somalafis
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da somalafis »

Il posizionamento in basso della scure compare in varie figurazioni postali come queste:
1935.jpg
1935 b.jpg
albania.jpg
1940.jpg
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Riccardo Bodo
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da remo »

Con la conferma delle immagini postate da Riccardo (grazie a Riccardo e Fabrizio) la mia ipotesi che i fasci fossero messi rovesciati solo per rispetto cade del tutto.
Immagino, ma a questo punto non ne sono sicuro, che anche gli abili (?) comunicatori del Fascismo fossero a conoscenza che i fasci littori erano portati rovesciati nelle situazioni che ho indicato nel mio post iniziale su Alfieri...
I littori erano dei “funzionari statali” che accompagnavano e proteggevano i magistrati romani mentre procedevano per la strada. Per i magistrati era un segno di prestigio ed il numero dei littori era diverso a seconda del ruolo del magistrato.
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Quindi perché i fasci sono rovesciati nei francobolli? Chissà se sul Forum c'è qualcuno che può dare la risposta.
Che i fasci fossero portati rovesciati come da me citato in determinate occasioni è facilmente riscontrabile su alcuni link (sono in francese e spagnolo)

https://1001antiquites.net/antiquite/se ... scina.html
https://mediterranees.net/civilisation/ ... asces.html
http://enciclopedia.us.es/index.php/Fasces#Fasces_versi

come sui libri di storia e civiltà romana.

Speriamo che qualcuno ci sveli la risposta che a questo punto oltre che storica è anche interessante dal punto di vista filatelico.
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somalafis
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da somalafis »

remo ha scritto:
8 gennaio 2020, 12:01
...
Quindi perché i fasci sono rovesciati nei francobolli? Chissà se sul Forum c'è qualcuno che può dare la risposta.
...
Io semplicemente non esagererei con ''letture'' troppo spinte. La mia impressione e' che questi simboli politici onnipresenti tendano per cosi' dire a ''smaterializzarsi'' e a perdere di ''realismo'', trasformandosi in semplici elementi grafici (un po' come un logo commerciale, per intenderci).
Ecco cosi' fasci in ardita visione frontale
1936.jpg
O ridotti a ''mozziconi'' come in questa emissione pro Milizia
cpmilizia.jpg
miliz.jpg
O in questo francobollo
1934.jpg
I fasci possono servire da cornice grafica
1931.jpg
Il loro utilizzo come elemento grafico e' particolarmente evidente delle franchigie ufficiali dove il fascio serve da divisorio nella facciata
fascio sottile.jpg
E pian piano si smaterializza
fascio vuoto b.jpg
fascio vuoto.jpg
In alcune edizioni realizzate in zona di occupazione si ridurra' appunto ad una semplice riga con una piccola lama di scure.
D'altra parte, un trattamento analogo subi' in URSS il simbolo della falce e martello, dalle figurazioni realistiche alle successive elaborazioni grafiche...
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Riccardo Bodo
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da remo »

Complimenti Riccardo, la tua spiegazione è convincente e la sposo.
Fascio littore e basta. Poi in alto, in basso, frontale, di 3/4, “mozzicone” non ha importanza basta che il simbolo sia presente. Quindi per ogni serie che presenta il fascio, la scelta della posizione è stata dettata da motivi grafici e di scelta dell’autore del bozzetto.
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Re: Filatelia semiotica

Messaggio da TazDevil »

remo ha scritto:
8 gennaio 2020, 14:57
Quindi per ogni serie che presenta il fascio, la scelta della posizione è stata dettata da motivi grafici e di scelta dell’autore del bozzetto.
remo Ciao:
Ma non sempre!
Ad esempio nel fb da 25 cent. del decennale della marcia su Roma, il fascio littorio al centro della vignetta svolge un ruolo "attivo" nella comunicazione simbolica, mentre i due fasci laterali inclinati svolgono funzioni decorative.
Nel disegno, le braccia che sorreggono strumenti di lavoro (riferimento simbolico alle corporazioni) sono coese in maniera tale da formare un corpo unico che proietta un'ombra a forma di fascio littorio. Con questa figurazione si volle rappresentare l'ideale di ordine sociale, inteso come sviluppo del benessere ed abolizione dei contrasti di classe, teorizzati nella "terza via" del corporativismo, un concetto esplicitato anche dal motto "inquadrati e protesi all'unica meta".
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Re: Filatelia sociale – Parte 10 – Mostra delle colonie estive e dell’assistenza all'infanzia

Messaggio da atg »

TazDevil ha scritto:
4 gennaio 2020, 18:38
atg ha scritto:
31 dicembre 2019, 22:19

posso chiedere un aiuto a voi esperti, nel 1962 il vaticano ha emesso l' unica serie fino ad ora dedicata alle vocazioni
Immagine che solo due anni dopo con paolo vi avrebbe avuto una sua giornata mondiale (la iv domenica dopo pasqua) sapete come mai? ha un nesso l' emissione con la successiva giornata mondiale? che mi dite dell' emissione grazie Ciao: Ciao:
Non sono un esperto di "cose vaticane" ma ritengo che l'emissione, di chiara matrice propagandistica, abbia attinenza con il processo di secolarizzazione che fu l'elemento conduttore del Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII che presenziò anche alla sua prima sessione tenutasi nell'ottobre del 1962. Molto probabilmente anche la decisione di istituire una giornata mondiale due anni dopo rientrò nello spirito di rinnovamento della Chiesa che aveva bisogno di nuovi pastori (primo soggetto del fb) per seminare e coltivare la fede cristiana nei proseliti (secondo soggetto del fb, rappresentato dal campo di grano).
Ciao:
dal forum del cift il grande paolo guglieminetti mi suggerisce questo
Probabilmente legato al I Congresso Internazionale delle Vocazioni Ecclesiastiche (26 maggio 1962)
http://www.vatican.va/content/john-xxii ... zioni.html
Antonio T ... iscritto dal 1° giugno 2005
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Re: Filatelia sociale – Parte 10 – Mostra delle colonie estive e dell’assistenza all'infanzia

Messaggio da TazDevil »

atg ha scritto:
10 gennaio 2020, 10:55
dal forum del cift il grande paolo guglieminetti mi suggerisce questo
Probabilmente legato al I Congresso Internazionale delle Vocazioni Ecclesiastiche (26 maggio 1962)
http://www.vatican.va/content/john-xxii ... zioni.html
Poiché la data del congresso (26 Maggio 1962) precede di poco quella dell'emissione filatelica (12 giugno 1962) penso proprio che i due eventi siano strettamente correlati.
Ciao:
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