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VATICANO: come si distrugge una collezione

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TazDevil
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da TazDevil » 11 gennaio 2020, 23:07

Giorgio Di Raimo ha scritto:
11 gennaio 2020, 22:50
le considerazioni di Antonello stimolano a riflettere, ancor di più i dati esposti...mi viene da pensare che se le recenti da 500.000 sono poco comprate mentre il Tobia a 800.000 di tiratura ancora regge i 100-150 euro, allora vuol dire che non è la tiratura in se a decretare il successo "economico"/collezionistico di una serie...
A me risulta che la tiratura della serie "Tobia" sia di "soli" 45.000 (quarantacinquemila) esemplari... stiamo parlando del 500 lire di posta aerea emesso nel 1948 o di un altro fb?
Ciao:
Mi chiamo Fabrizio e colleziono: Antichi Stati, Regno e Repubblica fino al 2000.
Sono appassionato di semiotica dei francobolli ed altre tematiche legate alla storia della comunicazione filatelica.

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virgilio.terrachini
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da virgilio.terrachini » 12 gennaio 2020, 10:30

In questa discussione abbiamo commesso tutti degli errori andando solo a memoria

La serie Tobia ha una tiratura di 45.000

Il facciale e di L. 750

Forse stiamo invecchiando ?

Ciao: Ciao: Ciao:

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cipolla
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da cipolla » 12 gennaio 2020, 11:11

virgilio.terrachini ha scritto:
12 gennaio 2020, 10:30
In questa discussione abbiamo commesso tutti degli errori andando solo a memoria

La serie Tobia ha una tiratura di 45.000

Il facciale e di L. 750

Forse stiamo invecchiando ?

Ciao: Ciao: Ciao:
..... e confermo la tiratura

Per quanto riguarda gli anni 80 si può portare ad esempio il mini foglio di S. Nicola, tirato in 62.500 mini fogli, molti utilizzati x le serie e buste FDC
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Cordiali saluti

Bruno Sommella
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Colleziono ASI storia postale Pontificio e IV Sardegna, ASI francobolli Toscana, L.V., P.N. e IV Sardegna, Regno storia postale fino al 1900, RSI Luogoteneza e Repubblica storia postale 1943-1950.

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TazDevil
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da TazDevil » 12 gennaio 2020, 17:40

virgilio.terrachini ha scritto:
12 gennaio 2020, 10:30
In questa discussione abbiamo commesso tutti degli errori andando solo a memoria

La serie Tobia ha una tiratura di 45.000

Il facciale e di L. 750

Forse stiamo invecchiando ?

Ciao: Ciao: Ciao:
Fortunatamente la filatelia non è una scienza esatta e quindi la sostanza del discorso non cambia molto. Sappiamo tutti che è l'interesse a collezionare e non la tiratura, l'elemento che più incide sulla richiesta e l'errore più insidioso per un collezionista è proprio quello di invertire l'importanza del fattore tiratura con quello del fattore interesse, un errore che deriva probabilmente dal non voler accettare che il mercato degli anni 60/70 non esiste più. In quegli anni, in cui la filatelia era assai popolare, l'interesse collezionistico era dato per scontato e quindi il fattore tiratura appariva l'elemento primario che determinava le quotazioni di mercato.
Non furono quindi gli operatori ed i collezionisti di allora a sbagliare, siamo noi che cadiamo in errore quando cerchiamo di utilizzare il vecchio sistema valutativo, dimenticando che oggi è in discussione proprio l'interesse collezionistico.
Faccio un esempio utilizzando un paradosso fantafilatelico:
chi può negare con certezza che un domani, quando il mondo avrà dimenticato la posta cartacea e se ne fregherà di tutte le collezioni di storia postale sugli usi tariffari, le buste più interessanti (quindi le più acquistate e quindi le più quotate) non divengano proprio quelle con affrancature filateliche multicolore e fuori tariffa decisamente più appaganti per l'occhio?
Naturalmente si tratta di un paradosso... ricordatelo prima di fustigarmi!
Ciao:
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Andrea61
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da Andrea61 » 13 gennaio 2020, 2:09

Non credo che la tipologia di traffico postale della Città del Vaticano sia paragonabile con quella dell'Italia, o di una qualunque altra nazione "normale".
Non sono i 1000 cittadini vaticani gli utenti naturali delle Poste Vaticane, bensì i milioni di turisti che affolano Piazza S. Pietro nel corso dell'anno e che spediscono cartoline ricordo.

O forse spedivano perché ora tutti scattano una foto col cellulare e la mandano in tempo reale all'altro capo del mondo, gratis. Ed il punto è tutto lì.

Apro una parentesi: dal 1984 al 1989 ho vissuto a Boston, negli USA. Mio papà tutte le settimane mi spediva i ritagli delle pagine sportive del Messaggero (all'epoca stavamo a Roma) perché all'epoca certe notizie non arrivavano oltre atlantico. Ad un certo punto scoprimmo quasi per caso che se la busta veniva spedita dall'ufficio al Vaticano mediamente mi arrivava qualche giorno prima nonostante il fatto che, ufficialmente, le Poste Vaticane consegnassero alle Poste Italiane i dispacci che venivano lavorati esattamente come quelli di origine italiana. Quindi da uncerto punto in poi tutta la corrispondenza venne spedita dal Vaticano. Purtroppo all'epoca non avevo ancora scoperto la storia postale e tutte quelle decine e decine di buste finirono lavate. Chiusa parentesi.

Si è ricordato delle tirature da 20 milioni di pezzi dei francobolli italiani. Naturalmente in parte ciò aveva ragioni filateliche (la gente comprava i francobolli a fogli!) ma dall'altra c'era ancora un forte uso postale.

Sempre parlando di Stati Uniti, i commemorativi del dopoguerra venivano stampati in centinaia di milioni di esemplari (ed infatti sono tutti comunissimi, sia nuovi che usati) e ai "miei tempi" i francobolli di Natale e della serie "LOVE" (che venivano usati per spedire auguri) avevano tirature che sfioravano i 2 miliardi (!) di pezzi. Non ho idea di quelle che sono le tirature ora e sarebbe un dato interessante per confronto.
Andrea

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francesco luraschi
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da francesco luraschi » 13 gennaio 2020, 8:31

Andrea61 ha scritto:
13 gennaio 2020, 2:09
Non credo che la tipologia di traffico postale della Città del Vaticano sia paragonabile con quella dell'Italia, o di una qualunque altra nazione "normale".
Non sono i 1000 cittadini vaticani gli utenti naturali delle Poste Vaticane, bensì i milioni di turisti che affolano Piazza S. Pietro nel corso dell'anno e che spediscono cartoline ricordo.

O forse spedivano perché ora tutti scattano una foto col cellulare e la mandano in tempo reale all'altro capo del mondo, gratis. Ed il punto è tutto lì.

Apro una parentesi: dal 1984 al 1989 ho vissuto a Boston, negli USA. Mio papà tutte le settimane mi spediva i ritagli delle pagine sportive del Messaggero (all'epoca stavamo a Roma) perché all'epoca certe notizie non arrivavano oltre atlantico. Ad un certo punto scoprimmo quasi per caso che se la busta veniva spedita dall'ufficio al Vaticano mediamente mi arrivava qualche giorno prima nonostante il fatto che, ufficialmente, le Poste Vaticane consegnassero alle Poste Italiane i dispacci che venivano lavorati esattamente come quelli di origine italiana. Quindi da uncerto punto in poi tutta la corrispondenza venne spedita dal Vaticano. Purtroppo all'epoca non avevo ancora scoperto la storia postale e tutte quelle decine e decine di buste finirono lavate. Chiusa parentesi.

Si è ricordato delle tirature da 20 milioni di pezzi dei francobolli italiani. Naturalmente in parte ciò aveva ragioni filateliche (la gente comprava i francobolli a fogli!) ma dall'altra c'era ancora un forte uso postale.

Sempre parlando di Stati Uniti, i commemorativi del dopoguerra venivano stampati in centinaia di milioni di esemplari (ed infatti sono tutti comunissimi, sia nuovi che usati) e ai "miei tempi" i francobolli di Natale e della serie "LOVE" (che venivano usati per spedire auguri) avevano tirature che sfioravano i 2 miliardi (!) di pezzi. Non ho idea di quelle che sono le tirature ora e sarebbe un dato interessante per confronto.
Andrea,

peccato per i ritagli di giornale in busta chiusa. Magari l'affrancatura di un giornale intero spedito sottofascia sarebbe stata più appetibile oggi, ammesso che all'epoca fosse possibile.

Ciao: Francesco
I nostri articoli:

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Ciao: Francesco

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filippo ferrario
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da filippo ferrario » 15 gennaio 2020, 5:30

Cari amici,

l'esempio della Panini, tradotto in Filatelia, potrebbe essere folgorante!!!
Quest'azienda con settore in declino è stata geniale, con pubblicità inclusa a distribuzioni omaggio (con i quotidiani in edicola), ha ravvivato un settore collezionistico che sembrava "desueto", per non dire morto.

Mi spiego meglio: MODERNIZZAZIONE!
Pensate a francobolli attuali,con tematiche attraenti, nelle nuove emissioni, che possano catturare l'attenzione ed il collezionismo di giovani che si avvicinerebbero così alla Filatelia.
Non più la sagra di 2 "sfigati", non più la celebrazione di qualcosa che sia lontano anni luce dall'attualità, ma modernità!

Butto lì...
- Foglietto con nome e canzone del primo, secondo e terzo vincitori di Sanremo, con il quarto francobollo rappresentate il vincitore delle nuove proposte!
- Trittico con tre francobolli con nomi e canzoni più vendute nell'anno.
- Cinque francobolli emessi con i più importanti avvenimenti nell'anno.
- Foglietto con la rosa con nomi dei vincitori dello scudetto, da un francobollo, venderesti un minifoglio con tutta la rosa... (magari con tiratura limitata 1.000 foglietti con autografi e sovrapprezzo per beneficenza, montati in folder).
- Francobollo per chi vince la Champions.
- Serie dei vincitori del Pallone d'oro, una all'anno.
- Serie dei medagliati italiani olimpici.
- Serie bimestrale dei commendatori della Repubblica Italiana per benemerenze di beneficenza.
- Serie dei più importanti conduttori televisivi italiani.

Pochi esempi educativi ed attuali poi tanti altri, perchè ogni francobollo emesso, gratuitamente, così faccia parlare carta stampata e social.
Mi sono venuti in mente in cinque minuti, non in 18 riunioni che pare facciano per ogni emissione, e non mi chiamo Einstein...

SVEGLIA ALLE POSTE!!!

Ciao a tutti!

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Antonello Cerruti
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da Antonello Cerruti » 15 gennaio 2020, 7:28

Ovviamente Filippo Ferrario intende dare suggerimenti alle poste italiane, non certo a quelle delle poste vaticane...

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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fildoc
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da fildoc » 15 gennaio 2020, 8:45

Pero' Filippo ha ragione!
Maccari?
Goria?
AIC?

interesse culturale certo
ma riscontro nei giovani zero

tuttavia la morte imminente delle cartoline
e la prossima morte degli scambi epistolari
mediati ora dal cellulare per praticita', velocita' e costi
è una realta' difficile da recuperare....

Mail e cellulare sono tecnologie moderne che scavalcano modalita' obsolete....

La posta rimane per scambi di oggetti
e le vendite on line vanno alla grande!

L'errore principale in questo campo sta che Amazon e moltissimi corrieri sono fuori dai circuiti postali!
+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
Fildoc

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Antonello Cerruti
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da Antonello Cerruti » 15 gennaio 2020, 9:58

Poste Italiane è una grande banca con sportelli in tutto il territorio nazionale con oltre 120.000 dipendenti e gestisce una massa di denaro spaventosa.

Cosa volete che gli interessi la divisione postale che rappresenta per loro solo un fastidio ed un costo rilevante?

Ancora meno rilevante è la filatelia, così come la vediamo noi collezionisti che ci disperiamo se una emissione viene rinviata di una settimana...

Solo pochi dirigenti postali hanno capito che i francobolli destinati ai filatelici sono - per le Poste - dei pezzetti di carta che assumono un valore immaginifico, almeno per quanto riguarda quelli che finiscono negli album e non vengono usati come controvalore di un servizio di recapito.

Ogni nuovo amministratore delle Poste aumenta le tariffe o incrementa la filatelia?

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

Phil Shulman
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da Phil Shulman » 15 gennaio 2020, 10:40

fildoc ha scritto:
15 gennaio 2020, 8:45
Pero' Filippo ha ragione!
Maccari?
Goria?
AIC?

interesse culturale certo
ma riscontro nei giovani zero

tuttavia la morte imminente delle cartoline
e la prossima morte degli scambi epistolari
mediati ora dal cellulare per praticita', velocita' e costi
è una realta' difficile da recuperare....

Mail e cellulare sono tecnologie moderne che scavalcano modalita' obsolete....

La posta rimane per scambi di oggetti
e le vendite on line vanno alla grande!

L'errore principale in questo campo sta che Amazon e moltissimi corrieri sono fuori dai circuiti postali!
La fine del francobollo rimette in auge la prefilatelia, quando molti corrieri erano privati.
Quello attuale è un grande ritorno al passato, con i porti prepagati.

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TazDevil
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da TazDevil » 15 gennaio 2020, 11:33

Antonello Cerruti ha scritto:
15 gennaio 2020, 7:28
Ovviamente Filippo Ferrario intende dare suggerimenti alle poste italiane, non certo a quelle delle poste vaticane...

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
Premesso e ribadito che stiamo parlando esclusivamente del settore delle novità filateliche, se il processo di innovazione si fondasse solo sulla ricerca di argomenti accattivanti, è innegabile che le poste vaticane avrebbero un margine di manovra molto limitato in quanto devono, e secondo me è cosa buona e giusta, mantenere un alto profilo etico e morale anche nella comunicazione filatelica. Tuttavia tu hai introdotto un paragone con l'editoria che, se declinato in maniera sistematica, porta ad approcciare il settore filatelico come un progetto editoriale... e da qui nasce il confronto con l'editore modenese che ha saputo rivitalizzare un settore dato per spacciato, con le medesime argomentazioni del settore filatelico, senza rinnegare le origini e mantenendo sostanzialmente invariato sia il prodotto che il target di sessant'anni fa.
Come fare non lo so, ma forse se l'ufficio filatelico vaticano si avvalesse della cooperazione del direttore marketing delle edizioni Panini mantenendo la governance sui temi comunicativi... del resto se sono riusciti a governare le committenze di Raffaello, Michelangelo e Caravaggio cosa volete che sia la gestione di un editore privato?
Ciao:
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Maxcut
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da Maxcut » 16 gennaio 2020, 15:18

Credo sia il caso di fare una distinzione precisa tra la Panini e il mondo delle emissioni filateliche. L'editore modenese merita ogni plauso, ma nel suo aumento di fatturato è da considerare la politica di espansione che attua nel mondo, specialmente da quando nei Paesi in cui vendeva di più (Italia, Francia) il mercato delle figurine ha avuto un netto calo, mentre invece il settore è in espansione in altri Paesi. Le figurine in Italia sono ancora popolari, specialmente quelle dei Calciatori, ma non è nulla di paragonabile agli ultimi decenni del '900 quando le cifre erano clamorose. Ora si tratta di una forma di collezionismo sempre interessante, ma più di nicchia e più costosa. Analogamente, la filatelia era un hobby popolare negli anni del boom in cui le forme di intrattenimento erano poche; con l'avvento di altre forme di intrattenimento è fisiologico che l'interesse per la filatelia (ma anche per i fumetti, tanto per fare un esempio) sia scemato, peraltro nel frattempo c'è stato anche il disuso quasi totale delle lettere e dei francobolli, soppiantati da altre forme di comunicazione. Il francobollo non è più un oggetto di uso comune e questo ovviamente va a sfavore delle collezioni filateliche, così ome il collezionismo di schede telefoniche, dopo un periodo di popolarità parallelo al loro uso, è praticamente scomparso insieme ad esse. È perfettamente normale che la filatelia sia diventata di nicchia, e dare tutta la colpa di questo alle amministrazioni postali non è corretto: sarebbe come dire che ai tempi di Paolo VI i francobolli del Vaticano vendevano così bene perché le emissioni erano più belle e la politica relativa molto migliore. Anche i francobolli della Repubblica Italiana hanno avuto annate popolarissime che oggi si vendono al sottofacciale e sono fra le più orrende mai uscite. Il Vaticano rispetto all'Italia oggi continua a puntare sulla qualità dei soggetti e non si è piegato all'autoadesivo ed alle tariffe "forever" e comprende una certa varietà di iniziative (foglietti, ecc.) gradevoli tanto che, pur non collezionandole, non mi sento di criticare le sue emissioni, anzi. Forse l'unica modifica utile possibile potrebbe essere una diminuzione dell'importo totale annuale, in modo da non scoraggiare chi raccoglie le annate complete. Non ha neanche senso parlare di esigenze postali, perché se si dovessero emettere i francobolli solo per le esigenze di utilizzo basterebbe un solo tipo per valore, invariabile per molti anni, per ogni Stato. E così la collezione di francbolli nuovi non avrebbe più senso.

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francesco luraschi
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Re: VATICANO: come si distrugge una collezione

Messaggio da francesco luraschi » 16 gennaio 2020, 16:23

Attualmente gli operatori privati che trasportano lettere (Nexive) non sono autorizzati ad utilizzare etichette adesive simil-francobolli, che infatti sono sostituiti da impronte varie. Mi sembra che qualcuno ci abbia provato ma sia stato bloccato.

Poi dal 2026 quando scadrà il contratto di esclusiva per PI qualcosa potrà cambiare.


Possibile il ritorno dei corrieri privati a sostituire la posta di Stato ormai lanciata in altri settori. Già oggi il giro di posta non è più quotidiano, si finirà come nel '700 a quello bisettimanale.


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