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Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

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somalafis
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Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da somalafis » 1 aprile 2012, 9:16

Mi permetto di avanzare una domanda alla redazione dell'Arte del Francobollo su uno degli articoli contenuti nel numero di Aprile della rivista. La mia curiosita' riguarda l'articolo di Vito Mancini sui timbri tipo ''Conalbi'' che sostituirono verso la fine degli anni '30 i timbri tipo ''Guller'' per l'annullamento dei francobolli. Vorrei avere qualche delucidazione in piu' sugli elementi che permettono di distinguere, guardando un annullo, i due tipi di timbri, che sono entrambi tra i piu' utilizzati nella prima meta' del novecento sulla posta italiana. Tra l'altro io avevo sempre considerato di ''tipo Conalbi'' gli annullatori a doppio cerchio senza lunette massicciamente inpiegati negli anni '50: sbagliavo?
Spero di non avere interpretato troppo estensivamente il ''filo diretto con la redazione'' e ringrazio per l'attenzione.
Riccardo Bodo
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Re: Gulledr e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da AdF - La Redazione » 6 aprile 2012, 14:36

Caro Riccardo,
la storia del bollo Conalbi, ampiamente documentata nell’ottimo articolo di Mancini su L’Arte del Francobollo n. 13, va suddivisa in due periodi.
Il primo abbraccia un arco temporale assai vasto che lo vede in uso dal 1930 al 1960, e anche oltre. Lo stile del Conalbi primo tipo, risulta inconfondibile per la particolare incisione delle lettere che si presentano molto larghe e leggermente sagomate, per il caratteristico tratteggio verticale delle lunette e per l’inusuale forma delle stelle, a volte poste ai lati del timbro e, in mancanza della provincia, poste isolate in basso.
Al secondo periodo, quello cui ti riferisci, vanno invece repertoriati i Conalbi a doppio cerchio senza lunette, impiegati a partire dagli anni ‘50.
È importante precisare che i bolli Conalbi non sostituirono quelli tipo Guller, ma li affiancarono.
L'importante discriminante che distingue il Conalbi dalle altre tipologie di bolli è di carattere squisitamente strutturale. Infatti era formato da una cassa cilindrica che si avvitava al manico contenente la corona e il blocco datario, entrambi mobili, che consentivano la sostituzione delle parti eventualmente usurate oppure di apportare modifiche alle diciture; il che consentiva di non rendere inutilizzabile il bollo, come invece avveniva nel caso dei Guller.
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somalafis
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Re: Gulledr e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da somalafis » 6 aprile 2012, 18:57

Grazie per l'inTeressante risposta
Ciao:
Ultima modifica di somalafis il 7 aprile 2012, 19:07, modificato 1 volta in totale.
Riccardo Bodo
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Re: Gulledr e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da allvenetoall » 6 aprile 2012, 19:43

negli anni 60 c'erano anche i conalbi con lunette...appena posso posterò qualcosa.
Ciao: Ciao: Ciao:
Francesco

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Re: Gulledr e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da allvenetoall » 7 aprile 2012, 10:18

prima di postare qualcosa volevo prima leggere l'articolo, che ho trovato veramente interessante oltre che illuminante, e che mi costringerà a rivedere tutto il mio repertorio del Veneto.
In effetti quei conalbi a cui mi riferivo usati negli anni 60 sono i precedenti ancora in uso con le lunette rigate, alcuni ne ho degli anni 50.
Che ci fossero poi tante officine di produzione diverse è un altro dato da tener conto per differenziare le fogge.

Rivista stupenda a cui mi abbonerò sicuramente. Complimenti ancora!!

Ciao: Ciao: Ciao:
Francesco
Ultima modifica di allvenetoall il 7 aprile 2012, 10:22, modificato 1 volta in totale.


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Rosalba
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Re: Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da Rosalba » 7 aprile 2012, 18:34

Ciao: :-) ...Ottima scelta Francesco!! :-))

:abb: :-) :rosa:
...fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza...
Dante, Inf. XXVI 119-120


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Re: Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da allvenetoall » 13 aprile 2012, 15:36

Grazie a te e voi , Rosalba :clap: :clap: :clap:

tornando al tema dell'articolo mi viene da pensare che i seguenti bolli siano Conalbi (tipo) o provenienti da officine locali a cui si ispiravano
VENEZIAFILE 151.jpg

VENEZIAFILE 152.jpg


oppure tipi anomali e repertoriabili come C2 ma senza indicare tipoguller o tipoconalbi.
tipotimbro e basta :-)) ??

probabilmente nel mio repertorio dovrò tralasciare l'indicazione del tipo ed essere più generico.

Ringrazio di cuore per eventuali graditissime risposte.
Ciao: Ciao: Ciao:
Francesco
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Re: Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da AdF - La Redazione » 18 aprile 2012, 17:42

Caro Francesco,
i bolli usati dall'ufficio postale di S.Dona' di Piave, non sono da repertoriare fra i Conalbi, dato che questi ultimi risultano facilmente riconoscibili per la composizione stilistica delle lettere le quali, appaiono sagomate e più grandi di quelle comunemente rappresentate nei Guller, alla cui tipologia vanno, invece, collocate quelle da te inviate.
Ci permettiamo suggerirti di essere più generico nella catalogazione dei bolli, stante l'enorme quantità di tipi a volte forniti da officine locali, concentrando invece l'attenzione su quelli che rispondono alle caratteristiche già esposte nella precedente risposta e riferite ai Conalbi.
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allvenetoall
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Re: Guller e Conalbi: una domanda a Vito Mancini

Messaggio da allvenetoall » 19 aprile 2012, 12:31

Grazie mille era come immaginavo, la grafica curva delle lettere è proprio la caratteristica intrinseca.
E quindi meglio rimanere generici.

Ciao: Ciao: Ciao:
Francesco

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