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Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

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arkorr
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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da arkorr » 1 maggio 2019, 19:09

Debbo studiare di più :leggo: :leggo: :leggo: :leggo: :leggo: :leggo: :leggo:
Non ho una bilancia sufficientemente sensibile per pesare con assoluta precisione; il peso approssimativo è però poco più di 20 grammi. Ci siamo col doppio porto LV, e - in base alla progressione dei pesi a Parma riportata sul libro - ci saremmo anche con i 4 porti nel Ducato (oltre i 20 gr. e fino a 25 esclusi, appunto) purchè non si raddoppi la tariffa per via della raccomandazione. Credo sia solo questo il punto che resta da chiarire.

Ciao: Ciao:

Corrado


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francesco luraschi
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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da francesco luraschi » 1 maggio 2019, 20:49

Scrivo un'ipotesi con più di un dubbio, magari è tutto sbagliato. :OOO: La tariffa del 1847 per le lettere provenienti dalla Lombardia prevedeva una tassa di 20/100, mentre la tariffa interna era pari a 15/100.

La progressione nazionale era:

15/100 fino a 7,5 grammi

+ 50% fino a 10 grammi

+ 100% fino a 15 grammi

+ 150% fino a 20 grammi

Tuttavia un accordo del 1849 tra Austria, Modena e Parma prevedeva tuttavia l'abolizione dei carichi per le lettere internazionali tra questi Stati, dovendo le lettere essere tassate come da tariffario interno. Quindi 15/100.

Se la lettera in origine era di ca.20 grammi in base alla progressione sopra scritta 15/100 diventerebbero 37,5 arrotondati a 40/100 e raddoppiati per il diritto di raccomandazione.

Però ci sono pro e contro:

PRO Effettivamente esisteva una tariffa nazionale da 15/100

https://www.ebay.it/itm/z31-DUCATO-DI-P ... SwxoJcwco-

CONTRO

http://www.lombardoveneto.it/parma.htm

dove le lettere sono quasi sempre tassate 20/100 e multipli. Inoltre qui c'è il caso della lettera da TS a Piacenza tassata 60/100 che mi sfugge.

Purtroppo non so dire di più. :mmm: Aspettiamo altri commenti.

Corrado, peccato però che la tua raccomandata non porti il timbro datario di partenza, forse non sarebbero bastati due litri di sangue.

Ciao: Francesco
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arkorr
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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da arkorr » 1 maggio 2019, 23:40

Francesco, in effetti anche sul sito al link non è tutto chiarissimo: vi si dice che dal Veneto le lettere pagavano 30 cent., ma tra quelle mostrate solo quella da Vicenza è così tassata; quella da Verona è invece tassata 20! Dice anche che quelle dall'Austria pagavano 60 cent., ma quella così tassata viene definita di 1 porto e 1/2! Non comprendo le due diverse tassazioni delle lettere venete, mentre le due da TS sarebbero corrette se - sulla seconda - la tassa fosse 12 e non 4: sarebbero allora un porto semplice da 60 cent. ed un doppio porto.
Anche le tariffe riportate dal quel sito sono diverse (afferma - ma credo sbagli - che la progressione era di solo di 1/2 porto ogni 5 grammi).
Le mie non sono certo critiche (il sito è ottimo e più volte vi ho attinto utilissime informazioni); è solo per sottolineare che quando si parla di tariffe tra Stati
Tornando alla nostra lettera: assodato che la tassa raddoppiava per la raccomandazione, l'unica cosa che possiamo ritenere certa è che si tratti di un doppio porto; resta da scoprire (e a questo punto riuscirci è tutt'altro che scontato) perchè una lettera di oltre 20 grammi abbia pagato solo 2 porti anzichè 4.

Vorrei poi un chiarimento (scusandomi per l'ignoranza): dal momento che il datario andava messo per regolamento, avrei pensato che l'anomalia (e quindi la rarità, intesa non in senso commerciale ma strettamente come "frequenza dell'evento") fosse la sua assenza. Perchè invece è l'esatto contrario, tanto che se il datario ci fosse stato questa lettera ... non sarebbe certamente mia? :ris: :ris: :ris:

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Corrado

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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da fildoc » 1 maggio 2019, 23:57

R 51 mancante non mi turba...
era certamente su tavoli diversi da quelli delle raccomandate pagate in contanti!
+-x:
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ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da francesco luraschi » 2 maggio 2019, 7:33

Probabilmente un C4 come datario. :mmm:

In effetti da qualche parte nel forum c'è la foto di una raccomandata per la Sardegna dello stesso periodo (spedita in porto assegnato) che porta questo timbro.

Non ricordo bene quale fosse l'annullatore del francobollo al verso, a memoria direi lo stesso C4.

Poi sempre nello stesso periodo ci sono raccomandate affrancate con francobolli solo con annulli C4 sia davanti sia dietro.

Io ho pensato che gli annulli diversi fronte/verso siano riconducibili alla casistica delle lettere con pagamento in contanti che sottointendevano un passaggio di denaro tra sezioni diverse.

Le lettere raccomandate già presentate in posta affrancate dal cliente FORSE subivano una lavorazione semplificata.

Ma è una mia idea ... ci sono troppi casi equivoci.

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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da lucasa » 2 maggio 2019, 9:25

Francesco ho controllato i due articoli di carra sull'argomento e ti posso confermare che il porto semplice dalla lombardia era di 20 centesimi .

La lettera è una di quelle descritte nell'articolo che conferma quanto avevo scritto in precedenza : la tassa 8 corrisponde al doppio porto ( peso tra 10 e 15) raddoppiato per la raccomandazione .
Carra aggiunge che la lettera è stata pagata interamente in contanti per 9 Kreuzer ( non avevamo notato il nove di fianco al 6) ed il 6 indica quanto dovuto per la raccomandazione pagato anche esso in contanti.

A questo punto il francobollo è stato messo come spesso succedeva dall' ufficio distribuzione ed annullato con il bollo c1 piccolo . Se fosse stata affrancata sarebbe stato annullato dal timbro RD51 come le lettere raccomandate del periodo.

Mi sembra che tutto torni compresa l'ipotesi della lavorazione diversa. Nel 1852 cambiano il modo di lavorare le raccomandate per l'estero , compare il bollo datario rosso SDII insieme all'RD52 come annullatore dei francobolli .


Luca

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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da francesco luraschi » 2 maggio 2019, 9:49

Luca,


gli articoli del Carra li ho visti pure io. Il dubbio su 15 o 20/100 mi rimane, altrimenti significherebbe che gli accordi del 1849 vennero totalmente disattesi.


A me sembra che quello che tu hai identificato come un 9 sia in verità uno svolazzo sotto il nome del mittente. Però ...


Tra l'altro mi accorgo ora di avere scritto una fesseria: il timbro datario mancante non dovrebbe essere il C4/R51 nero bensì SD rosso.


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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da lucasa » 2 maggio 2019, 10:21

In realtà ho solo riportato la didascalia della raccomandata come la interpreta Carra ( anche a me sembra uno svolazzo).

Per quanto riguarda la convenzione del 3 luglio del 1849 , l' interpretazione più diffusa è che si trattasse di un accordo che oggi si chiamerebbe "memorandum of understanding" infatti l'articolo 1 dice " si obbligano di adottare e fare propri i relativi regolamenti e tariffe esistenti nel regno lombardo veneto " ed il numero 2 " le tasse... verranno abolite ... e saranno ... trattati come quelli di interno circolazione..." . Il tutto verrà formalizzato con le convenzioni prima con la Toscana e poi con Parma e Modena nel 1852.

Per i bolli provo a guardare cosa ho in archivio

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arkorr
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Re: Gli annulli piccoli su tre righe di Milano

Messaggio da arkorr » 2 maggio 2019, 10:45

Sono praticamente certo che il presunto 9 sia uno svolazzo sotto il nome del mittente: anche sotto la firma apposta all'interno c'è, anche se diverso perchè la firma è per intero e non solo il cognome.

firma.jpg

Inoltre, il 9 delle tassazioni ha solitamente una forma piuttosto diversa:

tassa 9.jpg
Ovvio che trattandosi di qualcosa scritto a mano tutto può essere, però direi che lo svolazzo sia l'ipotesi più probabile.
Presupponendo poi che la lettera sia di un solo porto LV come affermato dal Carra, il 6 rappresenterebbe effettivamente i 30 cent. riscossi per il francobollo poi apposto dall'UP. Non potrebbe essere allora che i 3kr. del porto siano stati riscossi, ma non indicati? Lo so che era previsto lo fossero, ma abbiamo constatato più volte che non sempre i regolamenti venivano applicati puntualmente (e anche questa lettera lo dimostra, perchè se lo SD non era disponibile quel giorno, per rispettare il regolamento avrebbero dovuto utilizzare un altro dei bolli a disposizione come nominativo sul fronte, ma decisero ugualmente di non metterne alcuno).
Ipotizzo questo perchè se la lettera fosse effettivamente non oltre 15 grammi (ho già detto che la bilancia che ho usato è tutt'altro che di precisione) la tassa parmense sarebbe perfettamente congrua, e l'anomalia si ridurrebbe alla mancata trascrizione dei 15 cent. riscossi per il porto LV.

Ciao: Ciao:

Corrado
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