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Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

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Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da fildoc » 28 gennaio 2016, 8:55

Le collettorie note sono:
-Ariano dipendente da Adria fino all'estate del 1851 quando divenne ufficio postale con il suo timbro con datario
-Goito che divenne ufficio postale nel marzo del 1853 con il suo timbro con datario
-Crespino prima dipendente da Polesella e probabilmente dal 1855 a S.M.Maddalena e a Rovigo
-Pellestrina dal 16 luglio 1856 o forse dal Novembre del 1855 (comunque quando la localita' viene tolta a Venezia e spostata nel circondario di Chioggia); collettoria funzionante fino al 1859/1861
-Occhiobello fino al 10 novembre 1853 dipendente di S.M.Maddalena poi forse dal 1855 affidata al pedone di Crespino che si appoggiava ai due uffici di Rovigo e S.M.Maddalena
-Teolo dipendente da Padova
-Sospiro collettoria fino al 1856 facente capo a Cremona

Esse usarono il timbro senza data o in stampatello diritto o inclinato .

Come vedete poche informazioni e spesso lacunose !

Su Teolo abbiamo un topic specifico con un censimento dei documenti e sto ricostruendo la sua storia postale. Abbiamo inoltre uno studio molto dettagliato fatto dai fratelli Ferrazzi.

Un po' di informazioni sparpagliate nei tre volumi ce le da' Del Bianco.

Poche cose ce le forniscono Alianello e il Sassone annullamenti...
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Re: Le collettorie del LombardoVeneto in periodo filatelico

Messaggio da fildoc » 28 gennaio 2016, 9:06

Come documento interessante vi voglio proporre questa lettera del 25 febbraio 1854 partita da Occhiobello e caricata a S.M.Maddalena il primo marzo, inviata a Crespino tramite l'ufficio di Polesella il giorno dopo e regstrata dalla pretura di Crespino all'interno in data 3 marzo.
Abbiamo una lettera che parte da una sede di collettoria e giunge ad altra sede di collettoria passando dai due uffici postali preposti!!!

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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da francesco luraschi » 12 maggio 2019, 20:00

Una lettera spiazzante! :mmm:

Venne scritta a Pogliano Milanese nel 1854, all'epoca dipendente dall'UP di Saronno. Non porta alcun segno di posta in partenza ma solo il timbro di arrivo C1 di Milano ed il bollo della distribuzione 4.

Il mittente, incredibile per il regolamento postale austriaco, riesce a spedire "franco" pagando in contanti 3 carantani siglati al verso; la lettera oltretutto non venne tassata.

Questa modalità di pagamento non era prevista, sebbene si conoscano delle lettere spedite pagando in contanti a causa della momentanea mancanza di francobolli: portano però sul frontespizio il timbro dell'UP mittente, il bollo FRANCA e spesso la X a segnalare il pagamento anomalo all'UP di distribuzione.

E' pur vero che nel 1851 per promuovere l'uso dei francobolli venne concessa la vendita presso gli uffici comunali i quali avrebbero potuto disporre, oltre che di una borsa per il portalettere, anche di una cassetta per l'impostazione e di un bollo nominativo.

Non mi sembra che tale progetto si sia poi attuato, almeno a livello marcofilo.

Questa però è proprio diversa, francobolli e annulli non vennero apposti. :mmm:

Una sorta di collettoria nata per il fatto di essere Pogliano fuori zona rispetto all'UP di Saronno tanto da permettere uno scambio anomalo, e magari più veloce, con Milano???

Effettivamente a tal impresario Barbetta nei doc dell'epoca risulta concessa la possibilità di trasportare lettere del comune di Nerviano. Nerviano e Pogliano sono praticamente contigui.

Il testo non aiuta, sappiamo soltanto che a Parabiago nel 1854 infuriava il colera.

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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da fildoc » 12 maggio 2019, 21:02

secondo me manca un francobollo con il timbro LOV di RHO:
il timbro cadeva parzialmente fuori dalla busta , tuttavia si intravedono delle astine...
inoltre la zona tratteggiata sembra leggermente piu' chiara come quando si stacca un francobollo dopo tempo,,,
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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da lucasa » 12 maggio 2019, 21:47

L'indirizzo mi sembra integro per cui se c'era un francobollo è venuto via senza utilizzare acqua e senza lasciare tracce neppure dell' annullo che se fosse stato Rho sarebbe stato piuttosto invasivo :mmm: :mmm:

i tre carantani pagati in contanti di solito venivano segnati quando c'era un compenso extra da corrispondere ad un pedone quando la consegna era in una località senza ufficio postale. ( tipica è l'indicazione prima dell' ufficio postale e poi "per" la località di destinazione finale. :ricerca: :ricerca:

Ma in questo caso il passaggio dal' ufficio della distribuzione è esplicito e quindi rimane il segno ad indicare che qualcuno a pagato i tre carantani senza utilizzare il francobollo .
Mi ricorda piuttosto un retaggio antico tipico dell'area milanese che ho trovato anche esplicitato in una lettera del conte greppi che invita il suo amministratore ad utilizzare le "altre" vie per spedire le lettere da Pavia a Milano per poter fare un confronto su quale fosse la più economica.
Va tenuto anche conto che , come abbiamo avuto modo di documentare recentemente, era possibile avere un registro delle lettere ricevute e spedite il cui conto veniva saldato in contanti mensilmente .
Detto questo non troverei impossibile una rete di servizi privati che portavano lettere alla posta di MIlano che poi le distribuiva e questo in qualche modo giustifica anche la rarità degli annulli dei paesi "malserviti" nei dintorni di Milano stessa.
Dovrebbero esserci però molte più lettere di questo tipo anche se la possibile assenza del francobollo non ha certo aiutato a conservarle....

Luca


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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da fildoc » 13 maggio 2019, 7:33

certamente il 3 è interessante
ma i segni di un timbro LOV sono palesi
come la traccia chiara di un francobollo
quanto poi ad una busta piccola
normale il francobollo coprisse parte dell'indirizzo....

Rho LOV poi sarebbe proprio il suo per territorio e periodo d'uso!
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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da francesco luraschi » 13 maggio 2019, 8:16

L'ipotesi di Massimiliano mi sembra verosimile. :evvai:

Effettivamente all'appoggio della lettera all'ufficio di Rho non ci avevo pensato, fidandomi dell'elenco pubblicato sul Del Bianco che però può essere cambiato nel tempo.

La lettera, pur incompleta, mette però in luce la possibilità di spedire da località sprovviste di UP pagando in contanti, denaro che poi sarebbe stato versato all'UP di riferimento in cambio del francobollo.

Ricordo inoltre altri casi di lettere spedite da piccole località (della bergamasca?) verso località grandi che portano una cifra al verso e che probabilmente sono riconducibili alla stessa prassi.

Ben diversa dalla casistica di consegna in piccole località dove in numero al verso indica il compenso per il pedone comunale.


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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da fildoc » 13 maggio 2019, 8:30

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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da lucasa » 13 maggio 2019, 8:41

Si è vero il segno del bollo è evidente
A questo punto l’ipotesi più semplice è la consegna al pedone con il pagamento in contanti

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Re: Le collettorie del Lombardo Veneto in periodo filatelico

Messaggio da francesco luraschi » 13 maggio 2019, 10:47

All'epoca il collegamento tra i vari paesi ed il capo distretto era svolto dal pedone distrettuale, alle dipendenze del commissario distrettuale, o dai cursori comunali alle dipendenze dell'amministrazione comunale.


Penso che ci sia stata proprio quest'ultima a mediare tra il mittente e il cursore, ovvero a raccogliere le lettere e incassare il denaro.

Forse quanto sperato dai postali nel 1851 (bollini, timbro nominativo, cassetta, borsa) non venne messo in pratica dato che non era prevista alcuna provvigione per i comuni.


Bisognerebbe vedere altri casi simili di lettere spedite da località senza UP se hanno qualche cifra al verso. In caso negativo resta da chiedersi se il francobollo veniva comperato in loco da qualche rivenditore autorizzato, magari di generi di privativa, munito di sola cassetta e che invece poteva godere di provvigione.


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