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Tariffa da Pavia a Genova 70 cent?

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francesco luraschi
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Re: Tariffa da Pavia a Genova 70 cent?

Messaggio da francesco luraschi » 20 aprile 2019, 7:40

Ho notato una cosa che può essere interessante nella convenzione Austria-Sardegna del 1844. Parto dal punto 8 segnalato da Benjamin in cui si scrive che il prezzo delle lettere è riferito ad ogni 30 grammi di peso.

Al punto 16 è sono scritti i prezzi di acquisto delle lettere in arrivo dall'Austria:

40/100 quelle da ARF

100/100 quelle da A1

200/100 quelle da A2

Al punto 17 c'è scritto (in francese, spero di avere inteso bene) che la tassa da esigersi dai clienti per il percorso estero non può mai essere superiore ad 1/4 del prezzo di acquisto. Casualmente la quarta parte di 30 grammi sono proprio 7,5 grammi che è lo scaglione base sardo.

Ne consegue che le lettere venivano tassate 10/100, 25/100 e 50/100 per il percorso estero a cui bisognava poi aggiungere le proprie competenze.

Al punto 17 risulta che le lettere venivano poi tassate secondo i tariffari interni in vigore.

Per il Lombardo-Veneto mi trovo: il peso base nel 1844 era effettivamente il 1/2 lotto, esisteva lo scaglione 1/2 lotto-3/4 lotto, e la tariffa era 6 carantani per una spedizione entro le 20 leghe e 12 carantani per quelle oltre. Coincidono anche le distanze. Tralasciamo ARF che è un discorso a parte.

Più difficile la situazione sarda dato che non conosco bene le tariffe. So per certo che il peso base era 7,5 grammi ma non è chiaro se nel tariffario interno esisteva lo scaglione intermedio del 3/4 di lotto. Inoltre mi sembra di capire che gli scaglioni per le distanze fossero più dei tre S1-S2-S3. :mmm:

A conferma del fatto che la convenzione teneva conto dei tariffari interni al punto 22 è scritto che le varie tariffe della convenzione sarebbero state riviste nel caso della variazione delle tariffe interne.

Ecco infine la notificazione del 1844 da cui al punto 3 risulta effettivamente che si teneva conto del porto interno a cui si aggiungeva il porto estero specificato al punto 4.

Il punto 5 sottolinea che venivano aumentati i diritti sardi del 50% per una lettera fino a 3/4 lotto ma senza dire nulla sulla progressione della tariffa interna. A me personalmente sembra sottointeso che la stessa cosa valeva per la tariffa interna essendo lo scaglione intermedio previsto dal tariffario nazionale. :mmm:

https://books.google.it/books?id=ABMrAQ ... na&f=false

Comunque la lettera di Milano segnalata da Benjamin è (per me) molto ma molto strana. C'è qualcosa che mi sfugge, però mi sembra che Benjamin abbia ragione.

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Re: Tariffa da Pavia a Genova 70 cent?

Messaggio da francesco luraschi » 20 aprile 2019, 11:57

Precisazione, anche se non so fino a che punto possa servire: pure nel Regno di Sardegna nel 1844 esisteva lo scaglione intermedio tra 7,5 e 15 grammi per la corrispondenza nazionale.

Andava da 7,5 a 10 grammi ed era previsto già nel Regio Editto del 30 marzo 1836.

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Re: Tariffa da Pavia a Genova 70 cent?

Messaggio da francesco luraschi » 28 aprile 2019, 12:36

Provo a ricostruire la vita di questa particolare lettera, ovviamente secondo una mia opinione che non è detto sia esatta.

La direzione di Pavia appone il bollo PD su questa lettera: forse per la fretta, per distrazione, per routine non si premura di pesarla come invece avviene a Milano in qualità di ufficio di scambio.

A questo punto l'invio in PD viene bloccato e la lettera è spedita in porto assegnato con conseguente perdita dell'affrancatura di 45/100: viene cassato il bollo PD a cui è sovrapposto il bollo BOLLO INSUFFICIENTE, apposto anche a lato, e impresso il bollo ARF specifico per le lettere con tassa a carico del destinatario.

Milano oltre a pesare la lettera, non scrive altro sul frontespizio, appone solo i bolli. La lettera viene passata nel gruppo di quelle che verranno comperate a peso dai sardi, se non erro a 40/100 l'oncia.

A Novara rimangono interdetti: inizialmente leggono solo i segni di posta e tassano la lettera 3/10. Poi si accorgono che l'affrancatura risulta in regola sulla distanza e quindi cercano l'inghippo nell'altra variabile, ovvero il peso.

Pesano la lettera e appongono 8 in alto a sinistra che però non è il suo peso effettivo bensì fittizio che però colloca la lettera nel mezzo scaglione superiore al porto base, ovvero tra 7,5 e 10 grammi (9,99). Cassano il 3 e appongono una nuova tassa di 4,5/10

Quello che mi sfuggiva, e che ora mi sembra chiarisca il tutto, è che l'8 è sardo e risulta infatti nello stesso colore della tassa: questo serviva solo come indicazione per l'ufficio di destinazione per risalire al motivo della tassazione.

Secondo il mio parere il peso effettivo della lettera era tra 8,75 e 10 (9,99) grammi così da risultare come scaglione maggiore per entrambe le amministrazioni. Forse addirittura 8.8-8,9 annotati come 8 per abitudine.


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