Lettera “condannata” 1866

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Luca Dermidoff
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Lettera “condannata” 1866

Messaggio da Luca Dermidoff »

Buongiorno,

Sono venuto in possesso di questa lettera da Venezia a Chioggia del 6 aprile 1866.
E’ contrassegnata al recto dalla scritta a penna “Condannata soldi 5”.

Chiedo cortesemente agli esperti del LV di spiegare a me ed agli amici forumisti la tariffa ordinaria e la tematica delle lettere condannate.

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francesco luraschi
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da francesco luraschi »

Le lettere "condannate" sono una sorte di espresso extrapostale in cui mittente segnalava al destinatario l'entità della remunerazione del vettore staccato appositamente per completare il giro comunicazionale.

Sono più comuni in area veneta, meno in area lombarda, e comunque più facili da trovare in epoche precedenti a questa quando la rete postale era meno ramificata.

In questo caso sono 5 soldi che corrispondono comunque alla tariffa postale della lettera semplice, un espresso postale sarebbe costato molto di più.

E' comunque un caso che la remunerazione richiesta corrisponda alla tariffa postale, si sarebbe potuto chiedere di meno o di più. Forse il mittente non voleva spendere 5 soldi per l'affrancatura ma gli sembrava troppo assegnarne 10 per una lettera in porto assegnato??? Così si bypassavano le regole tariffarie postali.

Erano comunque in regola con la legge postale del 1837 che permetteva il trasporto di lettere purché non se ne facesse raccolta e recapito. In altre parole: una lettera era permessa, 10 no, anche senza scritte aggiuntive sul frontespizio.

Il motivo per cui non si ricorse alla posta non si sa, forse non si voleva aspettare il giro di posta che aveva i propri giorni e ore. Magari c'era urgenza ... oppure si desiderava un recapito certo senza ricorrere alla spedizione registrata.

Mi incuriosisce il fatto che il destinatario non sia un privato ma un ente/ufficio pubblico. Come sarebbe stata contabilizzata questa spesa seppur modica?

Forse il testo ci aiuta ...

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fildoc
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da fildoc »

Francesco ti ha detto tutto.
Posso dire che a volte hanno anche una scadenza temporale, in cui il postino aveva diritto al premio solo se consegnava la lettera entro i tempi richiesti dal mittente!
+-x:
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ciao
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Fildoc
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francesco luraschi
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da francesco luraschi »

Effettivamente ho dimenticato il dettaglio non trascurabile del limite temporale che ha aggiunto Massimiliano. :clap:

Mi sembra che le lettere condannate per consegna entro una data ora siano molto più rare.


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Luca Dermidoff
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da Luca Dermidoff »

Buona domenica,

Ringrazio Francesco e Massimiliano per le risposte.
Su richiesta di Francesco allego il lungo testo.

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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da ulisse »

Ciao: Ciao:

Questa è da Este a Padova del 1839
A 1839 da Este a Padova.JPG

:cof: :cof:
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francesco luraschi
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da francesco luraschi »

La lettera per Chioggia è inerente una questione legale di un terreno dato in affitto per il quale venne corrisposto un canone annuo. Sembra che di mezzo ci siano soldi arretrati da recuperare, si deve decidere se tutti o in parte. Curiosa è la modalità di riscossione dell'affitto non in denaro ma in frumento, vino e galline (due che poi diventano una e mezza) difficili poi da quantificare in denaro.

Il fatto che si sia utilizzato per la risposta lo stesso foglio rivoltato mi fa pensare che a monte ci fu proprio il desiderio di abbreviare il giro comunicazionale: l'espresso staccato apposta con compenso di 5 soldi potrebbe essere stato un barcaiolo in movimento per lavoro verso Chioggia.

Non escludo che gli sia stato chiesto di aspettare la risposta da riconsegnare poi all'avvocato veneziano in tempo utile per procedere con l'azione legale.

Poi servirebbe avere il foglio in mano per capire di più circa la modalità di confezione, forma aperta o chiusa.

L'altra lettera "condannata" venne usato come fermoposta il caffè Pedrocchi di Padova. L'espresso venne ben remunerato perché la posta su una distanza del genere non avrebbe chiesto più di 10-20/100.

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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da Luca Dermidoff »

Ciao Francesco,

Nella mia terza immagine, presente nel mio post di stamane, si evincono le modalità di chiusura della lettera e il relativo segno di apertura, dove probabilmente era presente un sigillo di cera o un’ostia.

Ciao: Luca
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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da francesco luraschi »

Luca,

il segno della chiusura l'avevo visto, però non riesco a capire se è riferito all'andata o al ritorno della lettera.

Bisogna aggiungere un particolare: solitamente, ma non è una regola assoluta, queste lettere "condannate" così come quelle con l'annotazione per espresso sono relative a spedizioni a corto raggio dove era possibile trovare persone che per altri motivi (lavoro, affetti familiari) erano disponibili a portare lettere fuori posta, magari partendo di mattina e tornando di sera o il giorno dopo.

Comunque sono casi apicali di comunicazione extrapostale che comunque esisteva ma i cui pezzi residui sfuggono all'interesse collezionistico perché non portano segno di garanzia postali.

In questo caso l'annotazione di una tariffa ha fatto drizzare le antenne, lo stesso sarebbe successo si si fosse trovato per espresso, perché l'espresso è divenuto una delle offerte postali.

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Re: Lettera “condannata” 1866

Messaggio da Luca Dermidoff »

Buongiorno,

Allego in visione altra lettera condannata per 15 centesimi del 1852 da Udine a Cividale, soli 13 km in linea d’aria.

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