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10 centesimi:opinione su tonalità.

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giampi
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità.

Messaggio da giampi » 12 dicembre 2016, 22:06

Massimo Bernocchi ha scritto:La tecnologia..non serve per niente se conosci il materiale di cui si parla......
comunque ben venga.....
Infatti Massimo il punto e' proprio questo : A te non serve per quelli di Toscana, ma se decidessi di collezionare il Pontificio?
Il collezionista ,che merita rispetto anche se non e' nel Gota dei 40-50 super esperti degli ASI, dovrebbe disporre di un qualche mezzo per non essere in balia dei certificati peritali che a quanto risulta testimoniano una presenza di daltonici fra i periti superiori alla media della popolazione.
giuspan ha scritto: il ventaglio di prezzi: ci può essere la tinta rara, la tinta più ricercata, la tinta più accesa, la tinta più bella, ... vero tutto, ma ... tra una tinta e l'altra non può esserci un fattore 100 (e per me neanche di 10!) tra il prezzo di una tinta e quello di una sua variante; perché, se così è, allora vuol dire che, su qualcosa di genuino, forse, ma dico forse, si è montata su una piccola speculazioncina commerciale,
Su altre considerazioni forse no ma su questa mi trovi completamente d'accordo. E in questa logica ci stanno anche le errate classificazioni di commercianti e periti, per cui se ci fosse un metodo non arbitrario.....
Ciao:
Giampiero

Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.


Massimo Bernocchi
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità.

Messaggio da Massimo Bernocchi » 12 dicembre 2016, 22:13

giampi ha scritto:
Massimo Bernocchi ha scritto:La tecnologia..non serve per niente se conosci il materiale di cui si parla......
comunque ben venga.....
Infatti Massimo il punto e' proprio questo : A te non serve per quelli di Toscana, ma se decidessi di collezionare il Pontificio?
Il collezionista ,che merita rispetto anche se non e' nel Gota dei 40-50 super esperti degli ASI, dovrebbe disporre di un qualche mezzo per non essere in balia dei certificati peritali che a quanto risulta testimoniano una presenza di daltonici fra i periti superiori alla media della popolazione.
giuspan ha scritto: il ventaglio di prezzi: ci può essere la tinta rara, la tinta più ricercata, la tinta più accesa, la tinta più bella, ... vero tutto, ma ... tra una tinta e l'altra non può esserci un fattore 100 (e per me neanche di 10!) tra il prezzo di una tinta e quello di una sua variante; perché, se così è, allora vuol dire che, su qualcosa di genuino, forse, ma dico forse, si è montata su una piccola speculazioncina commerciale,
Su altre considerazioni forse no ma su questa mi trovi completamente d'accordo. E in questa logica ci stanno anche le errate classificazioni di commercianti e periti, per cui se ci fosse un metodo non arbitrario.....
Ciao:
Questo non è assolutamente vero, anzi a volte perfino l opposto.....se segui un esempio
ci sono dei colori che nella collezione di toscana sono veramente rari...allo stato di lusso, quasi introvabili,,,uno di questi il soldo giallo limone...che non solo costa più o meno lo steso prezzo degli altri.....ma dovrebbe costare almento una volta e mezzo......o il soldo della seconda....ma di belli veramente si contano su due mani.....
insomma il plus valore per un colore come il 10 cent bruno nero....non èuna montatura comerciale......il vero è decisamente più raro.....
Gioielli filatelici di Toscana
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giuspan
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità

Messaggio da giuspan » 12 dicembre 2016, 23:24

Ma una volta e mezzo e' ancora tollerabile. Dieci volte o più no. In generale non è che nella Toscana al livello base vi sia il culto delle tinte
Ciao:
Per me la bellezza è un francobollo che dopo un'ora che lo guardi è molto più bello di un'ora prima

Alcuni francobolli sono di una bellezza inaudita.
Poi riacquisti lucidità, ti avvicini, guardi meglio e ... niente.
Sono proprio bellissimi


Per favore, smettila di cercare di essere interessante. Non ti dona per niente. Sei troppo bello

La bellezza è un enigma
(Fëdor Dostoevskij)

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Tergesteo
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità.

Messaggio da Tergesteo » 13 dicembre 2016, 11:08

Ecco, se devo fare il provvisorio di Toscana e, per dire, mi manca l'1 cent e l'80 cent,
non mi sembra una cosa furbissima andare alla caccia del 10 cent. bruno-nero,
perché quando in collezione avrà due 10 cent., uno ordinario e l'altro pregiato,
e mi manca l'80 cent, la collezione, secondo me, ha preso una direzione un po' troppo ecclettica,
diciamo che è diventata un edera che se ne sta andando un po' troppo per i fatti suoi ...
Mi dispiace riscontrare l'ennesima risposta tautologica di giuspan, ma alcune cose devo precisarle (per l'ennesima volta), più per gli altri forumisti che ci leggono.

Ci possono essere molti modi coerenti di collezionare. Nella fattispecie i francobolli del governo provvisorio di Toscana.
Il più semplice ed elementare sarebbe di reperire i 7 francobolli tipo, ma già si va a cozzare contro lo scoglio 3 lire.

Lo si può fare senza grandi esigenze qualitative o lo si può fare ai massimi livelli.

Il 3 lire, inarrivabile economicamente per la maggioranza dei collezionisti fa sì che poche sono le collezioni complete del GP oppure capita spesso che chi possiede il 3 lire deve accontentarsi di un esemplare di qualità molto inferiore rispetto agli altri 6.

Quindi il rischio d'incoerenza o incompletezza è alto.

Mentre uno studio specifico sulle tinte dei valori comuni può avere una sua dignità e completezza (e comunque non risulta facile).

Così come molti collezionisti si dedicano alla ricostruzione delle tavole da 100 del 2 grana di Sicilia, ma pochi (o nessuno) si mette a ricostruire il 1/2 grano.

Il 10 centesimi è il valore più comune perché stampato più volte con conseguenti OGGETTIVE sfumature cromatiche legate ad ogni stampa.
2) il ventaglio di prezzi: ci può essere la tinta rara, la tinta più ricercata, la tinta più accesa, la tinta più bella, ... vero tutto, ma ... tra una tinta e l'altra non può esserci un fattore 100 (e per me neanche di 10!) tra il prezzo di una tinta e quello di una sua variante; perché, se così è, allora vuol dire che, su qualcosa di genuino, forse, ma dico forse, si è montata su una piccola speculazioncina commerciale, che si perpetuerà fino a che ci saranno collezionisti disposti ad assecondarla, ma, come tutte le bolle, è prima o poi destinata a esplodere (restando perciò al più solo un prezzo nominale di catalogo inusitatamente elevato, ma più nessun collezionista, non dico disposto a pagarlo, ma nemmeno a prenderlo come base per applicare sconti più o meno forti).
Questo rischio nella Toscana non esiste, perché, in virtù delle poche tirature di ciascun valore, non esistono molte tinte e tra queste non sono presenti grandi rarità.

Nelle due collezioni più sviluppate come studio dei colori, alcune tinte hanno una base collezionistica ed un esistenza e riconoscibilità indiscutibili come il giallo limone verdastro del Lombardo Veneto o il rosa lilla del 40 centesimi di Sardegna, dove il quoziente moltiplicatore tra tinta base e tinta pregiata va oltre 100, non per speculazione, ma per effetto dell'offerta-domanda.

Così come il prezzo dei pezzi EXTRA è dovuto al medesimo fattore.

Ciao: Ciao:

Benjamin
Colleziono: Lombardo Veneto (tutto, sia filatelia che annulli e storia postale), Toscana filatelia e storia postale delle antiche province di Lucca e Siena, colori della quarta emissione di Sardegna, Napoli e comunque a livello filatelico tutti gli antichi stati italiani.
Paesi Baltici (Lettonia,Lituania ed Estonia),
Classici di Francia, Inghilterra e Russia,
Israele, annulli su francobolli turchi, Levante, mandato britannico, interim e dal 1948 a oggi.


"Non temete nuotare contro il torrente, è d'un anima sordida pensare come il volgo, perché il volgo è in maggioranza."

Giordano Bruno

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valerio66vt
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità.

Messaggio da valerio66vt » 13 dicembre 2016, 21:08

giuspan ha scritto:...

Poi, due parole sul colore: il gioco delle tinte è anche divertente e suggestivo;
vedere una pagina d'album con lo stesso valore facciale, su cui si alternano tinte diverse è parecchio intrigante.
Come ogni cosa, però, occorre distinguere la fisiologia e la patologia del fenomeno.

Anche qui, senza pretesa di insegnare, ma solo per esporre il mio pensiero,
io credo che ci siano due spie, due segnali di allarme, che indicano la potenziale degenerazione di un interesse altrimenti genuino.

1) il ricorso alla tecnologia - più o meno avanzata - per distinguere ciò che a occhio nudo è indiscernibile;
sarò limitato io, ma se il mio occhio vede "rosso", mi è di scarsissimo conforto sapere che una qualche "saturazione", una qualche "analisi spettrale", un qualche "sviluppo in serie di Fourier", sono lì a testimoniare che, in realtà, si tratta del rarissimo "rosso vermiglio" e non del comune "rosso"; io sempre "rosso" vedo, e l'occhio, per me, deve essere sovrano

2) il ventaglio di prezzi: ci può essere la tinta rara, la tinta più ricercata, la tinta più accesa, la tinta più bella, ... vero tutto, ma ... tra una tinta e l'altra non può esserci un fattore 100 (e per me neanche di 10!) tra il prezzo di una tinta e quello di una sua variante; perché, se così è, allora vuol dire che, su qualcosa di genuino, forse, ma dico forse, si è montata su una piccola speculazioncina commerciale, che si perpetuerà fino a che ci saranno collezionisti disposti ad assecondarla, ma, come tutte le bolle, è prima o poi destinata a esplodere (restando perciò al più solo un prezzo nominale di catalogo inusitatamente elevato, ma più nessun collezionista, non dico disposto a pagarlo, ma nemmeno a prenderlo come base per applicare sconti più o meno forti).

Toscana - ripeto - è già parecchio complicata di suo.

Ciao:

g.
Ciao Giuspan

Il tuo intervento è più che rispettabile. Ognuno ha il suo pensiero e se espresso ubanamente non fa altro che stimolare le diquisizioni in merito ai nostri beneamati.

Rispondo ai tuoi quesiti molto serenamente.

1) Il ricorso alla tecnologia è solo un compendio.
Dato che siamo lontani tra noi e solo tramite pc possiamo far vedere i nostri pezzi, la tecnologia ci permette di vedere immediatamente quello che ad occhio nudo è palese. Chiaramente sto parlando di tinte. Quindi la tecnologia non si sostituisce ad un occhio allenato al riconoscimento delle tinte ma aiuta magari chi ancora l'occhio non lo ha così allenato.

2) Che sulle tinte si sia speculato è pacifico. Sta al collezionista che ama questo settore non cadere in questo gorgo e facendosi la sua esperienza sul campo riuscire a valutare quale è effettivamente una tinta rara che ha il diritto di essere pagata 100 volte la base.

Questo il mio pensiero.

Ciao: Ciao: :abb: :abb: :abb:
Valerio


Massimo Bernocchi
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Re: 10 centesimi:opinione su tonalità.

Messaggio da Massimo Bernocchi » 17 dicembre 2016, 9:39

valerio66vt ha scritto:
giuspan ha scritto:...

Poi, due parole sul colore: il gioco delle tinte è anche divertente e suggestivo;
vedere una pagina d'album con lo stesso valore facciale, su cui si alternano tinte diverse è parecchio intrigante.
Come ogni cosa, però, occorre distinguere la fisiologia e la patologia del fenomeno.

Anche qui, senza pretesa di insegnare, ma solo per esporre il mio pensiero,
io credo che ci siano due spie, due segnali di allarme, che indicano la potenziale degenerazione di un interesse altrimenti genuino.

1) il ricorso alla tecnologia - più o meno avanzata - per distinguere ciò che a occhio nudo è indiscernibile;
sarò limitato io, ma se il mio occhio vede "rosso", mi è di scarsissimo conforto sapere che una qualche "saturazione", una qualche "analisi spettrale", un qualche "sviluppo in serie di Fourier", sono lì a testimoniare che, in realtà, si tratta del rarissimo "rosso vermiglio" e non del comune "rosso"; io sempre "rosso" vedo, e l'occhio, per me, deve essere sovrano

2) il ventaglio di prezzi: ci può essere la tinta rara, la tinta più ricercata, la tinta più accesa, la tinta più bella, ... vero tutto, ma ... tra una tinta e l'altra non può esserci un fattore 100 (e per me neanche di 10!) tra il prezzo di una tinta e quello di una sua variante; perché, se così è, allora vuol dire che, su qualcosa di genuino, forse, ma dico forse, si è montata su una piccola speculazioncina commerciale, che si perpetuerà fino a che ci saranno collezionisti disposti ad assecondarla, ma, come tutte le bolle, è prima o poi destinata a esplodere (restando perciò al più solo un prezzo nominale di catalogo inusitatamente elevato, ma più nessun collezionista, non dico disposto a pagarlo, ma nemmeno a prenderlo come base per applicare sconti più o meno forti).

Toscana - ripeto - è già parecchio complicata di suo.

Ciao:

g.
Ciao Giuspan

Il tuo intervento è più che rispettabile. Ognuno ha il suo pensiero e se espresso ubanamente non fa altro che stimolare le diquisizioni in merito ai nostri beneamati.

Rispondo ai tuoi quesiti molto serenamente.

1) Il ricorso alla tecnologia è solo un compendio.
Dato che siamo lontani tra noi e solo tramite pc possiamo far vedere i nostri pezzi, la tecnologia ci permette di vedere immediatamente quello che ad occhio nudo è palese. Chiaramente sto parlando di tinte. Quindi la tecnologia non si sostituisce ad un occhio allenato al riconoscimento delle tinte ma aiuta magari chi ancora l'occhio non lo ha così allenato.

2) Che sulle tinte si sia speculato è pacifico. Sta al collezionista che ama questo settore non cadere in questo gorgo e facendosi la sua esperienza sul campo riuscire a valutare quale è effettivamente una tinta rara che ha il diritto di essere pagata 100 volte la base.

Questo il mio pensiero.

Ciao: Ciao: :abb: :abb: :abb:
Valerio
Quello che dice Valerio è giustissimo, specie per gli amanti di IV di Sardegna si può rivelare a volte fondamentale
( consiglio...tenete sempre ben presente la conservazione del pezzo che si esamina )
nella toscana è diverso.....quando le tonalità le conosci e hai un occhio allenato, con un pò di confronti certi...non ti sbagli
anche perchè i colori di toscana come detto infinite volte sono raggruppati in una sorte di sottotinte e sfumature che però sono contemplate all'interno di quella tinta.....ce ne sarebberodi sfumature di colore..alcune molto rare e non facilmente induviduabili a prima vista.............ma rimangono pochissime...non si è mai lavorato a distinguerle ...in passato è emerso che comunque a parte qualcuna..... non meritano materia per approfondimento.....
Ciao: Ciao:
Gioielli filatelici di Toscana
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