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Collezione officina di posta borbonica

Forum di discussione sulle emissioni e la storia postale del Regno delle Due Sicilie - Domini al di qua del faro - Napoli
gp74
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da gp74 » 11 novembre 2019, 8:37

Buongiorno Francesco,
ho letto con interesse e attenzione la pagina che hai postato.
Proprio per la cura che ho messo nel leggere, tuttavia, ho anche maturato più d'una perplessità su alcune "scelte di metodo".

Questo, a ogni modo, è il topic di "Castrovillari", e se alcune divagazioni sul tema le ritenevo ancora pertinenti, e per questo le ho manifestatate, in questo caso sentirei di andare manifestamente off-topic.

Quindi, semmai fossi interessato, posso comunicarti i miei dubbi in privato, chiaramente con spirito costruttivo, nella direzione di migliorare il più possibile una pubblicazione che tutti aspettiamo ormai con grande curiosità.

Un caro saluto.

gp.


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Francesco Melone
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Francesco Melone » 11 novembre 2019, 12:01

gp74 ha scritto:
11 novembre 2019, 8:37
Buongiorno Francesco,
ho letto con interesse e attenzione la pagina che hai postato.
Proprio per la cura che ho messo nel leggere, tuttavia, ho anche maturato più d'una perplessità su alcune "scelte di metodo".

Questo, a ogni modo, è il topic di "Castrovillari", e se alcune divagazioni sul tema le ritenevo ancora pertinenti, e per questo le ho manifestatate, in questo caso sentirei di andare manifestamente off-topic.

Quindi, semmai fossi interessato, posso comunicarti i miei dubbi in privato, chiaramente con spirito costruttivo, nella direzione di migliorare il più possibile una pubblicazione che tutti aspettiamo ormai con grande curiosità.

Un caro saluto.

gp.
Caro G.,
non ho naturalmente alcun problema a ricevere e valutare le tue comunicazioni sulle scelte di metodo se esse saranno utili a migliorare il mio lavoro di un libro che dura da tempo e che non so quando sarà completato.
Conosci la mia mail.
Attendo tue.
Un caro saluto.
Francesco

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Roscianum
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Roscianum » 13 novembre 2019, 17:50

Buonasera Francesco
Grazie per i chiarimenti.
Mi fa felice soprattutto questo tua affermazione :OOO: La lettera del 18 Gennaio 1862 è sicuramente di pregio perché rappresenta l’ultima data d’uso non tassato dei francobolli del Regno di Napoli su lettera che vista la tua competenza vale per me come 10 certificati.
Spero che il tuo lavoro giunga velocemente a compimento, sarà sicuramente un caposaldo della storia postale napoletana.
Saluti
Nilo Alato
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francesco75
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 14 novembre 2019, 11:02

Roscianum ha scritto:
13 novembre 2019, 17:50
Buonasera Francesco
Grazie per i chiarimenti.
Mi fa felice soprattutto questo tua affermazione :OOO: La lettera del 18 Gennaio 1862 è sicuramente di pregio perché rappresenta l’ultima data d’uso non tassato dei francobolli del Regno di Napoli su lettera che vista la tua competenza vale per me come 10 certificati.
Spero che il tuo lavoro giunga velocemente a compimento, sarà sicuramente un caposaldo della storia postale napoletana.
Saluti
Nilo Alato
Ciao Nilo,
se questa lettera è tua, ti faccio i miei più sinceri complimenti. Anche se essa si presenta un pò "stanca", riveste un indubbio interesse storico postale. La lettera fu venduta qualche anno fa ad un'asta Bolaffi ad un prezzo "base" molto interessante.
Un caro saluto.
Francesco
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 14 novembre 2019, 11:11

gp74 ha scritto:
10 ottobre 2019, 17:19
Questa lettera la conosci molto bene

cs1.png

ma non so se avevi fatto caso alla precisazione che Vaccari ne ha dato nella descrizione nel catalogo di vendita a prezzi netti

cs2.png

Sarebbe interessante sapere cosa dica esattamente questa "nota del Sassone" a cui Vaccari fa riferimento.

Più interessante ancora, però, è ricordare che la lettera è stata esitata. Ognuno resta libero di conservare la sua opinione su uno svolazzo del 29 luglio, ma il fatto rimane e non può che essere accettato: la lettera è stata venduta (presumibilmente per svariate migliaia di euro).

E' mia opinione, però, che l'opinione che si ha su questa lettera finisca fatalmente col condizionare - nel bene o nel male, ma in ogni caso pesantemente - anche l'opinione che si ha sul collezionista che l'ha inserita nell'album, perché, appunto, "tra il sublime e il ridicolo non vi è che un passo".

Sono pure dell'idea che se aprissimo quella lettera, e ci trovassimo scritto "Mio Carissimo Bruto Fabricatore, come da accordi sarò a Napoli per la fine di questo mese di luglio ...", ebbe', tutta la nostra sapienza filatelica dovrebbe rimodularsi (come ebbe a commentare un mio amico magistrato: "basta un tratto di penna a bruciare intere biblioteche giuridiche", alludendo al fatto - estremizzando - che un solo articolo di una nuova legge può invalidare il contenuto di interi tomi scritti prima di quella legge).
Ciao,
ecco le immagini a miglior risoluzione del recto e del verso della lettera del 29 dicembre 1860.
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Antonello Cerruti » 14 novembre 2019, 11:14

La lettera del gennaio affrancata con l'1 grano proviene dalla collezione dell'ing. Pietro Venturini.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 14 novembre 2019, 11:20

Antonello Cerruti ha scritto:
14 novembre 2019, 11:14
La lettera del gennaio affrancata con l'1 grano proviene dalla collezione dell'ing. Pietro Venturini.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
Grazie Antonello per il tuo intervento. Non sapevo di tale appartenenza.
Un cordiale saluto.
Francesco

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 14 novembre 2019, 11:55

Inserisco, ad asta finita, le immagini del foglio.
Ringrazio nuovamente in particolar modo Pietro per le preziose informazioni che mi ha fornito privatamente, e inoltre Francesco Melone e Giuseppe che mi hanno supportato moralmente, ciascuno a proprio modo, durante i miei trascorsi concitati giorni.
...The show must go on!...
Cordiali saluti.
Francesco C.
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da gp74 » 14 novembre 2019, 13:38

A me è stato insegnato - da chi, mi sento di dire, ne sa davvero parecchio - che quelle "striature di carta" intorno ai francobolli - particolarmente visibili nell'immagine al verso, manifeste per l'1 grano, e sufficienti per il 2 grana - sono uno dei segnali più rincuoranti che si possa avere sulla genuinità di una lettera, per certi aspetti molto più di un annullo passante, perché l'annullo passante lo ricostruisci a tavolino, quelle striature, beh, proprio no (o comunque non è così facile).

Due giorni fa, da Viennafil, è passata (invenduta) una lettera di Chieti, con francobolli che, invece di esser annullati a svolazzo, come avrebbero dovuto, recavano il timbro circolare; è l'unico caso conosciuto di quel particolare circolare come annullatore (che fu poi sostituito con uno a doppio cerchio, mi sembra di ricordare); una gran bella rarità, giustamente magnificata nei certificati peritali che l'accompagnano, e che un paio d'anni fa fu aggiudicata proprio da Vaccari a una cifra superiore ai 2.000 euro (e ora riproposta più o meno allo stesso prezzo).

C'est la vie! Un impiegato si sbaglia, annulla come non dovrebbe un francobollo, e nasce una rarità. Anche un altro impiegato si sbaglia, non mette un annullo che dovrebbe, e però questa volta nasce un pezzo sospetto ...

gp.

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 14 novembre 2019, 15:49

gp74 ha scritto:
14 novembre 2019, 13:38
e però questa volta nasce un pezzo sospetto ...

gp.
che comunque sembrerebbe essere stato venduto proprio nel post asta, visto che nel sito non risulta attualmente tra i lotti disponibili.

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da gp74 » 14 novembre 2019, 16:10

francesco75 ha scritto:
14 novembre 2019, 15:49
gp74 ha scritto:
14 novembre 2019, 13:38
e però questa volta nasce un pezzo sospetto ...

gp.
che comunque sembrerebbe essere stato venduto proprio nel post asta, visto che nel sito non risulta attualmente tra i lotti disponibili.
Questo cambia molte cose, molte cose davvero, e tante altre ce ne sarebbero allora da dire.

Per il momento, giusto per ampliare la prospettiva, ecco alcuni "cugini" della lettera in questione.
21.jpg
21a.jpg
Avanzo.png
Quindi viene da dire, a me che sono un profano, che se l'impiegato postale apponeva timbri un po' così, un po' a casaccio, un po' a come se la sentiva in quel momento, violando una tonnellata e mezzo di regolamenti postali, allora creava - inconsapevolmente - cose che sarebbero poi state glorificate nei secoli.

Se invece il timbro si scordava di metterlo, allora condannava la povera lettera al Girone Infernale del Dubbio.

Anzi, no. Perché ci sono casi dove è proprio il timbro mancante a creare la rarità.
86.jpg
E' un mondo difficile.
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da gp74 » 14 novembre 2019, 17:09

Sai, caro Francesco, qual era l'unico, vero, enorme problema di questa lettera? Non averne traccia sui cataloghi del passato e, più in generale, l'assenza di pedigree.

Ma era poi vero che questa lettera non avesse pedigree?

Mettiamo in fila i fatti noti, sulla linea del tempo:

1) la lettera è stata certificata da Fiecchi, nome ben conosciuto in ambito peritale;

2) la lettera è stata certificata da Raybaudi, nome storico del mondo peritale;

3) la lettera è stata acquistata da Vaccari - nome storico della filatelia italiana - per inserirla nel suo stock proprietario;

4) la lettera è stata pubblicizzata sul "Vaccari Magazine", rivista di primo piano nel panorama filatelico;

5) la lettera è stata certificata da Vaccari;

6) la lettera è stata proposta in asta da Vaccari;

7) la lettera è andata invenduta durante la tornata d'asta;

8) la lettera non compare più tra gli invenduti.

Questi sono i fatti, e non sono in discussione.

Veniamo ora alle congetture.

Può anche darsi - per carità - che Vaccari abbia letto il forum e, di fronte al rigore e alla precisione di certe analisi teoriche, abbia deciso di ritirare la lettera, per evitare rischi reputazionali.

Però - così, a occhio, a naso - vien da pensare che la lettera sia invece stata venduta nel post-asta (probabilmente, chissà, anche per negoziare in tranquillità quelle "dilazioni inimmaginabili" con cui ogni collezionista finisce presto o tardi con lo scontrarsi).

Se accettiamo questa seconda congettura - che così, a occhio, a naso, sembra appena un po' più probabile - allora possiamo avanzarne delle altre.

1) chi l'ha acquistata l'avrà presumibilmente esaminata dal vivo;

2) chi l'ha acquistata avrà presubibilmente chiesto il parere di un suo esperto di fiducia (io lo avrei fatto, per un acquisto di tale portata), ricevendo - con tutta evidenza - un responso favorevole.

Ce la sentiamo ancora di dire che questa lettera non ha pedigree? Manca il tracciamento sui cataloghi del passato, che è uno snodo fondamentale, però, come suo sostituto debole, abbiamo ora una transazione di mercato su un catalogo del presente.

Mettere in dubbio questa lettera signfica dire che:

1) Fiecchi potrebbe essersi sbagliato;

2) Raybaudi potrebbe essersi sbagliato (o aver fatto affidamento cieco sulla perizia di Fiecchi);

3) Vaccari potrebbe essersi sbagliato (o aver fatto affidamento cieco sulle perizie di Fiecchi e Raybaudi);

4) l'esperto consultato dall'acquirente potrebbe essersi sbagliato (o aver fatto affidamento cieco sulle perizie di Fiecchi, Raybaudi e Vaccari);

5) il nuovo acquirente potrebbe essersi sbagliato (o aver fatto affidamento cieco sulle perizie di Fiecchi, Raybaudi e Vaccari e del suo esperto di fiducia);

6) tutti potrebbero essersi sbagliati (o aver fatto affidamento cieco sulle linee di controllo precedenti), pur avendo avuto tutti - tutti! - in mano la lettera (cioè l'opportunità di esaminarla dal vivo).

Sarebbe veramente pazzesco, se così fosse, se tutti quei potrebbe essersi si trasformassero simultaneamente in si è. Un'allucinazione collettiva clamorosa, alla modica cifra di € 20.000 netto a pagare. Eppure c'è qui - appena qualche pagina indietro - una straordinaria assicurata da 7,25 grana, a ricordarci che, sì, ci sono più cose tra cielo e terra, di quante la nostra immaginazione ne riesca a contemplare.

Chiusa la ricostruzione dei fatti, e esaurito il nucleo delle congetture, rimane solo un punto di metodo che va ribadito.

Una cosa è rammaricarsi per il fatto che una lettera non sia in tariffa, o si presenti manchevole di qualche timbro che dovrebbe esserci, e pensare, anche giustamente, che queste mancanze non la rendano degna di una collezione di Storia Postale rigorosa, da fondare solo e esclusivamente su oggetti filatelici per così dire "conformi", per i quali sia cioè possibile una descrizione chiara, lineare, rispetto ai regolamenti postali dell'epoca; ma cosa completamente diversa - diversa come un mollusco può esserlo da un'aquila reale - è utilizzare questo rammarico per avanzare dubbi sulla genuinità della lettera, per adombrare l'ipotesi che - a esempio - uno o più francobolli non siano coevi, o che un francobollo sia stato sostituito, o che l'annullo sia stato rifatto, o altre cose del genere.

Queste sono solo illazioni, e illazioni rimarranno sempre, se uno la lettera non ha mai avuto modo di prenderla in mano, se, giusto per dire la prima cosa che mi passa per la testa, uno non ha mai avuto modo di controllare lo spessore tra i francobolli e la lettera.

Chiudo con una piccola confidenza. Poiché l'interesse per questa lettera aveva chiaramente trasbordato dal suo luogo nativo, mi sono voluto togliere lo sfizio di parlarne con quella che - per me - è la Corte di Cassazione Filatelica. Ho così mostrato tutte le scansioni al Giudice Supremo, e gli ho manifestato pure tutti i dubbi e le perplessità, e poi gli ho detto la mia opinione, per quel poco che poteva valere. Il Giudice Supremo mi ha ascoltato con grande attenzione, in silenzio, per oltre mezz'ora, a volte accenando un sorriso, a volte alzando un sopracciglio, a volte annuendo, altre oscillando la testa. Poi, quando finalmente ho smesso di parlare, mi ha rivolto uno sguardo interrogativo, per sapere se avessi finito davvero, e, al mio cenno di conferma, ha finalmente dato il suo responso.

"Sai, Giuseppe, io ti ringrazio per la stima che hai per me, ma, credimi, mi sopravvaluti. Io non sono bravo come altri, anzi, sono piuttosto scarsino. Non riesco ancora a fare perizie, senza avere il documento in mano".

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da gp74 » 14 novembre 2019, 20:33

Un'altra "cuginetta" di "Castrovillari 1 feb 62" ... con un meraviglioso annullo non passante!
annullato.png
E qui mi fermo, non già perché non si possano esibire ancora casi "anomali", ma perché penso che quelli mostrati abbiano abbondantemente reso il punto di vista, e a proseguire oltre si rischierebbe l'off-topic.

gp
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Antonello Cerruti » 16 novembre 2019, 10:29

francesco75 ha scritto:
14 novembre 2019, 11:55
Inserisco, ad asta finita, le immagini del foglio.
Ringrazio nuovamente in particolar modo Pietro per le preziose informazioni che mi ha fornito privatamente, e inoltre Francesco Melone e Giuseppe che mi hanno supportato moralmente, ciascuno a proprio modo, durante i miei trascorsi concitati giorni.
...The show must go on!...
Cordiali saluti.
Francesco C.
Scusatemi, non sono riuscito a leggere tutto il topic e forse mi sono perso qualche cosa oppure le motivazioni di qualcuno.
Oltre tutto, con questi pseudonimi molto simili, faccio una grande confusione a capire chi ha scritto cosa.
Faccio riferimento alla lettera illustrata sopra - che non so a chi appartenga e da chi sia stata venduta/acquistata - e, proprio perchè non ho letto i vostri pareri, riesco ad esprimermi con assoluta franchezza.
A mio avviso, la lettera è originale ma ha un problemino.
I francobolli erano leggermente sovrapposti e sono stati minimamente spostati (divaricati nelle parti inferiori) per portare in evidenza il margine sinistro dell'1 grano che era sotto quello destro del 2 grana ed ora invece non lo è più.
Dall'elaborazione grafica sottostante, si evidenzia quanto ho scritto sopra. Solo un esame più dettagliato potrebbe permettere di eliminare ulteriori dubbi.

A chi non coglie le particolarità, faccio notare la I dell'annullo che ha lunghezze ed aspetto differenti sulle due impronte, alcune lettere incomplete nell'annullo che colpisce i francobolli, l'assoluta mancanza di tracce di annullo sul margine sinistro dell'1 grano (dove invece, proprio per il maggior spessore dei due lembi di carta sovrapposti, dovrebbe aver ricevuto una più evidente inchiostrazione), la diversa colorazione del margine sinistro dell'1 grano (più scura in alto e più chiara in basso, laddove io ritengo sia stata "protetta" per tanto tempo sotto il 2 grana...), ecc.

A chi pensa che le mie siano solo congetture campate in aria di un quasi settantenne, chiedo di prestare attenzione al segno d'inchiostro evidenziato dal cerchietto giallo.
A che lettera appartiene? Non sarà per caso il trattino orizzontale inferiore della lettera E di FEB, ora allontanato...

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Roscianum » 16 novembre 2019, 18:04

Buonasera
Bella e convincente relazione di Antonello ma mi chiedo chi mai, per una minima gradevolezza estetica, rischierebbe di deturpare o far venire dubbi dove dubbi non c'erano su una lettera che sarebbe rimasta una rarità unica anche con il fb delle province coperto per qualche millimetro dal 2 grana :?:
Ciao:
Nilo
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Roscianum » 16 novembre 2019, 19:11

https://www.lafilatelia.it/forum/viewto ... 33&t=32340
Giusto per rinvangare i vecchi tempi.
Nel topic ci sono forse i primi interventi di Francesco C. Da allora neofito, ad oggi esperto ma sempre strenuo amante della sua Castrovillari. Complimenti Francesco.
Un saluto Nilo
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 18 novembre 2019, 15:46

Antonello Cerruti ha scritto:
16 novembre 2019, 10:29
francesco75 ha scritto:
14 novembre 2019, 11:55
Inserisco, ad asta finita, le immagini del foglio.
Ringrazio nuovamente in particolar modo Pietro per le preziose informazioni che mi ha fornito privatamente, e inoltre Francesco Melone e Giuseppe che mi hanno supportato moralmente, ciascuno a proprio modo, durante i miei trascorsi concitati giorni.
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Cordiali saluti.
Francesco C.
Scusatemi, non sono riuscito a leggere tutto il topic e forse mi sono perso qualche cosa oppure le motivazioni di qualcuno.
Oltre tutto, con questi pseudonimi molto simili, faccio una grande confusione a capire chi ha scritto cosa.
Faccio riferimento alla lettera illustrata sopra - che non so a chi appartenga e da chi sia stata venduta/acquistata - e, proprio perchè non ho letto i vostri pareri, riesco ad esprimermi con assoluta franchezza.
A mio avviso, la lettera è originale ma ha un problemino.
I francobolli erano leggermente sovrapposti e sono stati minimamente spostati (divaricati nelle parti inferiori) per portare in evidenza il margine sinistro dell'1 grano che era sotto quello destro del 2 grana ed ora invece non lo è più.
Dall'elaborazione grafica sottostante, si evidenzia quanto ho scritto sopra. Solo un esame più dettagliato potrebbe permettere di eliminare ulteriori dubbi.

A chi non coglie le particolarità, faccio notare la I dell'annullo che ha lunghezze ed aspetto differenti sulle due impronte, alcune lettere incomplete nell'annullo che colpisce i francobolli, l'assoluta mancanza di tracce di annullo sul margine sinistro dell'1 grano (dove invece, proprio per il maggior spessore dei due lembi di carta sovrapposti, dovrebbe aver ricevuto una più evidente inchiostrazione), la diversa colorazione del margine sinistro dell'1 grano (più scura in alto e più chiara in basso, laddove io ritengo sia stata "protetta" per tanto tempo sotto il 2 grana...), ecc.

A chi pensa che le mie siano solo congetture campate in aria di un quasi settantenne, chiedo di prestare attenzione al segno d'inchiostro evidenziato dal cerchietto giallo.
A che lettera appartiene? Non sarà per caso il trattino orizzontale inferiore della lettera E di FEB, ora allontanato...

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
Ciao Antonello,
ti ringrazio davvero per la tua autorevole opinione tecnica, per me condivisibile.
Appare quanto mento singolare che un “intervento chirurgico” sia stato effettuato proprio in quell’unica “area mista” che è il solo elemento che determina il pregio del pezzo.
Pertanto, concordo anche con quanto affermato da Nilo che saluto calorosamente e ringrazio.
Cordiali saluti.
Francesco C.

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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Antonello Cerruti » 18 novembre 2019, 16:38

Sono intervenuto in merito solo per rispondere ad un quesito che un amico mi aveva sottoposto.

Comunque, il motivo dell'"intervento" che ho evidenziato credo sia abbastanza chiaro.

Forse, l'immagine che posto sotto - e chi vi invito ad osservare con attenzione soffermandovi, ad esempio, sulla "continuità" della parte superiore del cerchio dell'annullo - può aiutarvi a capire diverse cose.

Non riesco a caricare l'immagine; riprovo tra poco sperando che il sistema ricominci a funzionare.

Cordiali saluti.

Antonello Cerruti
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da francesco75 » 19 novembre 2019, 9:08

Antonello Cerruti ha scritto:
18 novembre 2019, 16:38
Sono intervenuto in merito solo per rispondere ad un quesito che un amico mi aveva sottoposto.

Comunque, il motivo dell'"intervento" che ho evidenziato credo sia abbastanza chiaro.

Forse, l'immagine che posto sotto - e chi vi invito ad osservare con attenzione soffermandovi, ad esempio, sulla "continuità" della parte superiore del cerchio dell'annullo - può aiutarvi a capire diverse cose.

Non riesco a caricare l'immagine; riprovo tra poco sperando che il sistema ricominci a funzionare.

Cordiali saluti.

Antonello Cerruti
Buongiorno,
grazie Antonello per la precisazione.
credo che il tema degli interventi di restauro, che siano minimi o invasivi, sia di primaria importanza in filatelia.
Accludo immagini di alcuni pezzi storici che sono stati trattati. Unisco anche la parte finale di un bell’articolo “Restauro di un francobollo di pregio”, a cura di Angelo Piermattei, che può essere scaricato dal sito dell’AFI Diena, e che credo sintetizzi bene la questione.
Sarebbe auspicabile che per certe lettere storiche o francobolli di pregio, siano accluse delle “relazioni tecniche”, magari allegate alle perizie, in modo da fugare i dubbi che corrono tra un semplice intervento di lifting e una mutazione genetica.
http://www.afi-roma.it/Pubblicazioni/An ... oscana.htm

Un cordiale saluto.
Francesco C.
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Re: Collezione officina di posta borbonica

Messaggio da Antonello Cerruti » 19 novembre 2019, 9:33

Ciao Francesco, la questione ha due aspetti.
Il primo è "tecnico" e facilmente risolvibile con i mezzi che sono oggi a disposizione, anche dei collezionisti meno esperti e smaliziati.
Il secondo è ben più delicato.
Bocciare un pezzo con tante firme o venduto da un commerciante noto è il mezzo migliore per trasformare dei periti in "invi-periti" ed in nemico un amico.

Quando ero il direttore dell'Italphil (oltre quarantacinque anni fa), capitava talora che un notissimo commerciante ci facesse avere per l'asta del materiale diversamente perfetto ma sempre assolutamente pluricertificato.

Il mio imbarazzo era sempre lo stesso e non volevamo comunque perdere il fornitore di tanti bei francobolli.
Con l'indimenticabile Amico Camillo Pescatori, ogni volta ci guardavamo negli occhi, cercando di descrivere al meglio quei pezzi, senza ingannare gli acquirenti e senza indisporre il celeberrimo venditore.

Poi, finalmente, mi venne in mente la "formula magica" e cominciai a descrivere i francobolli senza aggettivazioni ma facendoli seguire da quanto espresso sui certificati che li accompagnavano.
SICILIA - 50 grana usato; dal certificato XXXX "il francobollo è perfetto ed in ottimo stato di conservazione".

Ai clienti che si fidavano ad occhi chiusi di quei periti, quei francobolli andavano bene anche se avevano dei problemi.
Quelli che chiedevano un mio parere, comprendevano con un sorriso la mia smorfia silenziosa.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti


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