Località termali nel Regno di Sicilia

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acquarius1
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Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

Anche se alcune lettere le ho già presentate, vi voglio presentare quelle lettere che entreranno nei fogli espositivi con tutte le località. Unico dispiacere non avere un pezzo a livello degli altri per Termini (Imerese), ma proprio un'assicurata non vuole venire fuori!
Comincio in ordine alfabetico.

ACIREALE

La più bella delle due sole Assicurate note. Lettera giunta a Palermo il 9 marzo 1859. L'altra Assicurata è figurata in Gatto & Natoli.
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acquarius1
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

ACIREALE

Bollo ovale con fregi. I data nota su Sicilia. Malgrado il Sassone e Aquila dichiarino come prima data nel dicembre 59 non sono stati trovati riscontri a questa affermazione, Gatto & Natoli citano come prima data 7 gennaio 1860. Questa come da expertise del Dr. Bottacchi è giunta a Messina il 3 gennaio 1860 per cui "Il timbro nominativo di Acireale risulta risalire alla prima data d'uso a tuttoggi nota di questa impronta"
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

ACIREALE

Bollo vale con fregi su Sardegna per Torino del 15 maggio 1861. I data nota su francobolli Sardi. E' la lettera citata come prima data da Aquila & Orlando. Dei 24 documenti noti con l'ovale con fregi su Sardegna questa è una delle sole 5 lettere affrancate con 20 cent. per il porto semplice al di fuori della Sicilia.
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

CASTROREALE
Quelle presentate sono ben 2 delle sole 9 lettere note da questa località della Sicilia (Fonte Gatto & Natoli)
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

SCIACCA

Assicurata da Sciacca 29 febbraio 1860 per Milazzo. Ovale di Sciacca azzurro e ovale Assicurata azzurro, ferro di cavallo in nero
Una delle sei sole assicurate note da Sciacca con questa tipologia di impronte censite dal Gatto & Natoli. La lettera è affrancata per 6 grana pari al doppio di un foglio e mezzo (3 grana + 3 grana di Assicurazione). Delle 6 assicurate note questa è l'unica affrancata per 6 grana.
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

SCIACCA

Assicurata da Sciacca diretta a Palermo dove giunse il 25 settembre 1859. Ovale di Sciacca, ovale Assicurata e ferro di cavallo tutti in azzurro verdastro.
Si tratta dell'unica Assicurata nota con questa tipologia di colore per le impronte (Sassone R2). Fonti: Sassone, Gatto & Natoli, Archivio Diena.
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

TERMINI
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da francesco75 »

acquarius1 ha scritto: 11 ottobre 2019, 17:25 Anche se alcune lettere le ho già presentate, vi voglio presentare quelle lettere che entreranno nei fogli espositivi con tutte le località. Unico dispiacere non avere un pezzo a livello degli altri per Termini (Imerese), ma proprio un'assicurata non vuole venire fuori!
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ACIREALE

La più bella delle due sole Assicurate note. Lettera giunta a Palermo il 9 marzo 1859. L'altra Assicurata è figurata in Gatto & Natoli.
Ciao,
innanzitutto complimenti per il tipo di collezione che porti avanti e per le lettere in tuo possesso.
In particolare questo capitolo riservato agli annullamenti delle lettere inoltrate dai Domini al di La del Faro è senz’altro particolarmente interessante dal punto di vista storico, ma anche “arduo” da trattare nella sua interezza. Mi riferisco all’esiguità delle missive inoltrate da questo territorio, in particolare con riferimento ad alcuni uffici postali minori e/o al periodo post borbonico.
Visto che parteciperai nella sottoclasse di “marcofilia”, l’obiettivo è di mostrare, classificandoli, i bolli postali usati in quegli uffici postali da te analizzati nel particolare arco temporale da te scelto.
A tal proposito, vedo che riguardo a Castroreale, mostri due lettere sostanzialmente identiche (che potrebbero penalizzarti, visto che sarebbero intese letteralmente come “inutili duplicazioni”) mentre sarebbe opportuno, così come hai fatto per Acireale, mostrare una lettera del periodo in cui i bolli ovoidali borbonici annullavano i francobolli sardi. Discorso analogo riguardo alla tipologia di annullamento vale per Sciacca e per Termini.
Infine, eviterei di inserire nelle didascalie frasi del tipo "la più bella lettera nota".
Ti allego qualche esempio, mostrando inoltre anche una assicurata partita da Termini.
Spero di esserti stato utile e di averti fornito spunti di riflessione, così come mi avevi richiesto.
Un caro saluto.
Francesco C.
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acquarius1
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

Ciao Francesco, sono le critiche dure quelle che più mi interessano perchè servono a crescere.
la frase "la più bella..." l'ho usata perchè abbonda nelle collezioni di Imperato, ma sempre pronto a fare un passo indietro.
Castroreale più nitido l'ho potuto acquisire solo dopo, ma che farne di quello meno nitido?
Magari disponessi dei pezzi che mostri! Ma non li ho. Termini probabilmente non la esporrò finchè non trovo "una cosa seria"
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da francesco75 »

acquarius1 ha scritto: 15 ottobre 2019, 11:32 Ciao Francesco, sono le critiche dure quelle che più mi interessano perchè servono a crescere.
la frase "la più bella..." l'ho usata perchè abbonda nelle collezioni di Imperato, ma sempre pronto a fare un passo indietro.
Castroreale più nitido l'ho potuto acquisire solo dopo, ma che farne di quello meno nitido?
Magari disponessi dei pezzi che mostri! Ma non li ho. Termini probabilmente non la esporrò finchè non trovo "una cosa seria"
Ciao,
su alcuni aspetti, ad esempio quelli riferiti alla reperibilità di alcuni pezzi, noi collezionisti siamo “impotenti”. Non ci resta che rimanere in attesa, sperando di trovarci pronti, nel momento in cui essi saranno proposti dal mercato. Con la consapevolezza che è impensabile che si possano riempire tutte le caselle dell’album.

Possiamo però, nel frattempo, lavorare costantemente su altri aspetti, come lo studio, la coerenza e gli obiettivi della collezione, la “presentazione” e la descrizione dei pezzi.
A mio avviso, in generale, una descrizione dell’affrancatura, della tariffa, del periodo d’uso e del numero di pezzi noti dovrebbe essere sufficiente a caratterizzare “in modo oggettivo” la “reperibilità” del pezzo, oltre che a dimostrare le tue conoscenze. Il "peso" da attribuire a ciascun aspetto dipende dalla "classe" nella quale la collezione è inserita.

Se si accetta la sfida del contesto espositivo, il termine “bellezza”, a mio avviso, andrebbe evitato, visto che sono i giurati che, attraverso la loro esperienza, hanno il compito di connotare in tal senso gli oggetti postali sotto la voce “condizione”.
Stesso dicasi per il termine “raro” o “rarissimo”, che i giurati valutano sotto la voce “rarità”.

E' probabile che qualche Grande Collezionista che risiede nell’Olimpo del Collezionismo, li abbia talvolta usati, concedendosi una sorta di “licenza poetica”, preclusa ai “comuni” collezionisti.
Così come, viceversa, è noto che qualcun'altro ha usato didascalie “scarne”, quasi "criptiche", ma comunque ritenute “sufficienti”, "essenziali" in quanto le descrizioni dei pezzi sono state “demandate” alla “magnificenza” o alla “notorietà” stessa degli oggetti postali esposti.

E’ sempre il nostro personale buon gusto a indicarci quale linea, tra le molteplici, deve essere seguita.
E qual è la giusta enfasi da dare ad ogni aspetto e l’equilibrio generale da perseguire.

Perché poi, in fondo, ogni collezione rispecchia, e rende manifesta, la personalità e l’indole del collezionista che "l'ha partorita e che la nutre quotidianamente".
Un caro saluto.
Francesco C.
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Francesco Melone
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da Francesco Melone »

Caro Ferdinando,
mi permetto di proporti alcune modifiche come di seguito indicate.
Per ciascuna località ho dapprima riportato testualmente la tua descrizione, poi quella da me suggerita che ho scritto in grassetto, evidenziando infine in corsivo l’elemento didascalico essenziale, che ti suggerisco di scrivere in rosso.


ACIREALE


La più bella delle due sole Assicurate note. Lettera giunta a Palermo il 9 marzo 1859. L'altra Assicurata è figurata in Gatto & Natoli.


Ovale senza fregi di Acireale e ovale Assicurata su lettera giunta a Palermo il 9 marzo 1859.

Una delle due note


Bollo ovale con fregi. I data nota su Sicilia. Malgrado il Sassone e Aquila dichiarino come prima data nel dicembre 59 non sono stati trovati riscontri a questa affermazione, Gatto & Natoli citano come prima data 7 gennaio 1860. Questa come da expertise del Dr. Bottacchi è giunta a Messina il 3 gennaio 1860 per cui "Il timbro nominativo di Acireale risulta risalire alla prima data d'uso a tuttoggi nota di questa impronta"

Ovale con fregi di Acireale su lettera giunta a Messina il 3 gennaio 1860

Prima data sinora nota di quello annullo


Bollo vale con fregi su Sardegna per Torino del 15 maggio 1861. I data nota su francobolli Sardi. E' la lettera citata come prima data da Aquila & Orlando. Dei 24 documenti noti con l'ovale con fregi su Sardegna questa è una delle sole 5 lettere affrancate con 20 cent. per il porto semplice al di fuori della Sicilia.

Ovale con fregi annullatore di Acireale su due esemplari del 10 cent. di Sardegna su lettera per Torino del 15 maggio 1861

Prima data nota di questo annullatore da tale località su francobolli sardi
Dei 24 documenti conosciuti con tale tipo di annullo, è una delle 5 lettere note affrancate per 20 cent. per il porto semplice al di fuori della Sicilia


CASTROREALE

Quelle presentate sono ben 2 delle sole 9 lettere note da questa località della Sicilia (Fonte Gatto & Natoli)


2 delle 9 lettere note da tale località


SCIACCA


Assicurata da Sciacca 29 febbraio 1860 per Milazzo. Ovale di Sciacca azzurro e ovale Assicurata azzurro, ferro di cavallo in nero
Una delle sei sole assicurate note da Sciacca con questa tipologia di impronte censite dal Gatto & Natoli. La lettera è affrancata per 6 grana pari al doppio di un foglio e mezzo (3 grana + 3 grana di Assicurazione). Delle 6 assicurate note questa è l'unica affrancata per 6 grana.


Ovale di Sciacca azzurro e ovale Assicurata azzurro, con ferro di cavallo annullatore su lettera da Sciacca del 29 febbraio 1860 per Milazzo (Gatto-Natoli cap.? pag.?)
Affrancatura di 6 grana corrispondenti al porto di lettere di un foglio e mezzo raddoppiato per l’assicurazione


Delle sei assicurate note, questa è l’unica affrancata per 6 grana


SCIACCA


Assicurata da Sciacca diretta a Palermo dove giunse il 25 settembre 1859. Ovale di Sciacca, ovale Assicurata e ferro di cavallo tutti in azzurro verdastro.
Si tratta dell'unica Assicurata nota con questa tipologia di colore per le impronte (Sassone R2). Fonti: Sassone, Gatto & Natoli, Archivio Diena.

Ovale di Sciacca e ovale Assicurata con ferro di cavallo annullatore, tutti in azzurro verdastro, su lettera da Sciacca giunta a Palermo il 25 settembre 1859 (Gatto-Natoli cap.? pag.?)

L’unica lettera nota con tutte le impronte in tale tonalità di colore

Concordo con te sul fatto che la lettera da Termini non ti sarebbe molto utile ai fini espositivi, stante il suo diverso pregio in rapporto alla altre da te presentate.
quello che ti ho suggerito di modificare nel senso sopra indicato riflette naturalmente solo il mio punto di vista in rapporto alle esperienze espositive sin qui maturate, in base alle quali ho percepito che la comunicazione didascalica che devi dare al giurato deve essere concisa, essenziale, indicativa delle tue conoscenze, in un certo senso anche perentoria senza però assumere i caratteri della presunzione, dei tuoi riferimenti bibliografici (senza neanche obbligatoriamente eccedere in tal senso…) e deve nello stesso tempo poter catturare la sua attenzione su quello che costituisce l’effettivo elemento di rarità che vuoi comunicare.
Naturalmente l’ “idea” del contenuto didascalico è in continua evoluzione, dovendoci ispirare agli esempi dei grandi collezionisti, come ho avuto modo di dirti nel topic della mia collezione ed io non ti nascondo che mentre mi permettevo di modificare le tue didascalie secondo il mio pensiero, contemporaneamente mi hai dato lo spunto per riflettere su come modificare ulteriormente le mie, ispirandomi appunto a quegli esempi.
Perché nella collezione appena comparsa all’esposizione del CIFO ho già colto degli ulteriori elementi di modifica didascalica che progressivamente effettuerò.
Ti ringrazio quindi per avermi fatto maturare tali ulteriori percezioni.
Fammi conoscere il tuo pensiero.
Ciao.
Francesco
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acquarius1
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

Francesco C. la difficoltà, per altro cercata!, di questa mia collezione è che molte località furono piccole o piccolissime prima che alla fine del secolo esplodesse la mania delle Terme e molte di esse diventassero importanti e rinomate. All'epoca degli ASI la corrispondenza era veramente poca, perchè oltretutto pochi locali sapevano scrivere e leggere. Lo abbiamo ad esempio riscontrato con Recoaro che da ufficio solo estivo dal 1865 restò aperto tutto l'anno. Recoaro è un'impronta comune, data la rinomanza della località, nel Lombardo Veneto, ma se cerchi corrispondenze invernali, cioè dei locali, dal 1865 è un pianto greco. Con gli amici che si occupano sul forum di Lombardo Veneto abbiamo censito solo una lettera in franchigia e due (2) francobolli sciolti.
Il fascino di questa collezione sta anche in queste cose. Così come doversi interessare di tariffe ed instradamenti di tutti gli ASI escluso Parma e Modena che non ebbero nel periodo località termali con uffici postali. Di questo mi ha dato atto Bottacchi che mi ebbe a dire che i giurati si sarebbero sicuramente resi conto della difficoltà intrinseca, ed io in questo faccio molto conto.
Poi i pezzi disponibili sono quelli e quelli che girano sul mercato ancora meno come tu giustamente hai rilevato e devi sperare nella buona sorte per venire a conoscenza di quell'asta ed avere in quel periodo le disponibilità economiche. Avere ben due su nove lettere di Castroreale è una cosa vicino al miracolo, credimi e la più bella mi è passata davanti un paio d'anni fa e non l'ho potuta prendere per problemi economici di quel periodo.
Grazie di tutti i consigli
Ferd
Ultima modifica di acquarius1 il 15 ottobre 2019, 20:55, modificato 1 volta in totale.
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Francesco Melone
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da Francesco Melone »

Caro Ferdinando,
oltre ad associarmi naturalmente ai consigli di Francesco C., mio caro Amico, ti ho proposto alcune modifiche didascaliche per le quali mi farebbe piacere conoscere il tuo pensiero.
Forse si sono sovrapposti i messaggi.
Ciao.
Francesco Melone
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acquarius1
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

At Francesco Melone :cin:
Si ci siamo sovrapposti e poi ho dovuto riflettere sulle cose da te scritte che sono esplicative di tanta esperienza espositiva.
Ho dovuto fare delle ricerche nello sterminato archivio Diena affidandomi alla cortesia al Dr. Raffaele perchè ho trovato delle discordanze sui testi, non solo per la Sicilia, ma anche per Pontificio, Romagne e Sardegna. Ad esempio non ero mica sicuro che l'assicurata di Sciacca con tutte le impronte in azzurrastro fosse l'unica, perchè Enzo Diena non lo dice nel certificato e quindi era meglio controllare prima di scrivere castronerie.
Il fatto di aver fatto queste ricerche nell'archivio Diena, mi è stato consigliato di scriverlo nell'introduzione e nel foglio di accompagnamento per dimostrare la ricerca personale, ma poi, secondo me, i pezzi che hanno subito questo passaggio devono essere segnalati, se non tutti, quasi tutti sennò manca il riscontro. E' proprio per questo che avevo inserito anche tante citazioni bibliografiche, per far capire "che avevo studiato"non superficialmente su un Sassone, ma che avevo incrociato tutte le fonti possibili.
Un po' mi hai smontato. I punti di ricerca personale non so dove altro andarli a prendere. Per il resto niente da dire sulla sintesi delle frasi.
Un parere ti chiedo ancora. L'assicurata di Acireale è inedita, infatti tutti riportano una sola lettera per altro figurata dal Gatto & Natoli. L'enfasi che avevo dato era dovuta a ciò. E di lettere/impronte inedite ne ho parecchie. Quindi la tua risposta mi deve servire per tutti gli oggetti simili, come fare?
Ultima cosa, trattandosi di collezione marcofila ho dato risalto solo alle affrancature particolari. Corretto?
Ferd
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Francesco Melone
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da Francesco Melone »

Caro Ferdinando,
il fatto che tu abbia avuto la possibilità di avere accesso all’archivio Diena è una cosa che ti fa onore perché, prima di tutto, denota la tua passione che ha sostenuto la tua voglia di conoscere e ti ha dato la possibilità di effettuare ulteriori confronti con spirito critico di quanto avevi in precedenza osservato valutando quelli che erano i tuoi riferimenti, legati essenzialmente al Gatto-Natoli, Sassone e, credo, altro materiale di riferimento quali riviste filateliche che si sono dedicate al tuo specifico settore di ricerca che tu avrai cercato per avere utili elementi di confronto, cataloghi d’asta, contatti con commercianti e/o periti di un certo livello con cui ti sarai messo in contatto etc… etc…
Il problema che tu ti poni nel dimostrare alla Giuria il frutto di questa tua intensa e laboriosa ricerca personale ti ha portato a concludere che… i pezzi che hanno subito questo passaggio devono essere segnalati, se non tutti, quasi tutti, sennò manca il riscontro… è lo stesso che mi sono posto io negli ultimi tempi: dover dimostrare le tue conoscenze alla Giuria e, di conseguenza, commettere lo stesso errore che io avevo commesso all’internazionale di Bangkok, ove le didascalie, come ha scritto qualcuno, fotografavano interi trattati, facendomi dolere, come sai, che ciò non poteva penalizzarmi in termini di conoscenza e ricerca (32 su 35) rispetto al precedente punteggio ottenuto per tale voce in Finlandia (33 su 35) ove le didascalie erano invece molto più succinte. Ma io, mentre mi dolevo di questa apparente contraddizione, non mi ero ancora reso conto che non era questa l'effettiva natura del problema.
La tentazione di trasmettere in tutti i modi possibili e con dovizie di particolari alla Giuria le tue conoscenze affinché questa se ne renda conto è molto forte ed è proprio questa tentazione che ti porta a commettere l’errore più grossolano: paradossalmente tu più scrivi e tenti di dimostrare le tue conoscenze, più la Giuria ne è infastidita perché in tal modo stai invadendo il suo campo di valutazione delle tue conoscenze che spetta solo alla stessa di valutare. La Giuria le valuterà non se citi che hai effettuato ricerche presso lo studio Diena o se descrivi le didascalie in maniera prolissa o indicando in continuazione i riferimenti bibliografici, ma le valuterà se conosce la tua storia di collezionista, il tuo impegno ad aver scritto o meno qualche testo di loro conoscenza e/o articoli su riviste specializzate, se le rarità da te descritte coincidono esattamente con quelle di cui dovrebbe essere a conoscenza la stessa Giuria, ma soprattutto se nel corso degli anni ti sei fatto conoscere negli ambienti giusti nella maniera giusta. Una buona Giuria, formata da persone veramente competenti, deve saper valutare tutte queste componenti: ed è qui che entrano poi in gioco appunto le variabili e le incognite di cui abbiamo parlato in precedenza.
Quando ti ho detto che la descrizione della rarità in un certo senso deve essere perentoria senza però assumere i caratteri della presunzione, mi riferivo in pratica al concetto che deriva da quanto prima detto: una cosa è se scrivi in maniera perentoria che di quella determinata affrancatura sono conosciute solo due lettere, dopo averlo verificato in due-tre anni di ricerche, perché può saltare fuori il giurato che ti può dire che ne conosce una terza e quindi la tua affermazione suonerebbe come un atto di presunzione, un’altra è se invece scrivi che di quella stessa affrancatura sono conosciute solo due lettere dopo aver verificato tale affermazione dopo oltre vent’anni di ricerche, di confronto ed averla magari anche citata in un libro di cui sei stato tu stesso l’autore. In tal senso ti dicevo che non avrebbe significato insistere troppo sui riferimenti bibliografici, perché dopo oltre vent’anni di ricerche ed aver scritto nel frattempo anche libri e/o articoli su riviste specializzate, in pratica è come se tu stesso rappresentassi la bibliografia di te stesso in rapporto a quello che scrivi.

Appare del tutto ovvio ed evidente che occorrono effettivamente anni ed anni di ricerca, verifiche, controlli, conoscenza dell'ambiente, capacità di indagare a fondo i vari aspetti che lo compongono, capacità di confronto e di ispirazione dai grandi collezionisti, positiva interazione con commercianti di alto livello, mantenendo sempre un comportamento ed uno stile adeguati ed inappuntabili, prudenza, esperienza, pazienza, sacrificio, passione, determinazione sostenuta da una volontà "feroce" nel raggiungere determinati obiettivi e quant'altro, capacità di mettere a frutto le conoscenze maturate scrivendo libri, ricavare alla fine un'immagine che non sia solo apparentemente, ma effettivamente positiva: condizioni tutte preliminari ed indispensabili che, solo se effettivamente raggiunte e rispettate, ti fanno poi sentire "autorizzato" ad esprimerti a livello espositivo nei termini sopra indicati.

Entrando poi maggiormente nel dettaglio di quanto hai scritto nelle didascalie, a proposito dell’Assicurata di Acireale, per tutto quanto detto, io manterrei quanto suggerito perché non devi far riferimento al Gatto-Natoli dove è citata quell’altra, per dimostrare la tua conoscenza al giurato, dal momento che un giurato esperto e competente deve essere a conoscenza di quell’altra.
Rimanendo ancora su Acireale, io modificherei la didascalia scrivendo che: delle 24 lettere note con l’ovale annullatore, si conoscono solo 3 lettere affrancate con 2 esemplari del 10 cent. per il porto semplice al di fuori della Sicilia. In questo modo aumenti l'effettivo pregio della tua lettera, evitando di citare indirettamente le altre due lettere che presentano il valore isolato del 20 cent.
Per quanto riguarda Castroreale, credo invece che tu faccia bene a presentare due delle sole 9 lettere conosciute, con l’ovale sulla soprascritta ed il ferro di cavallo annullatore, non ritenendo in questo caso che queste possano rappresentare una inutile duplicazione, in rapporto all’ esiguo numero di lettere conosciute con tale tipo di annullamento. Sarebbe stato sicuramente un valore aggiunto in termini di rarità, se avessi potuto presentare la lettera nota con l’ovale annullatore di tale località, come ti aveva giustamente suggerito Francesco C., dal momento che, come sai bene, questa rappresenta l’unica lettera nota da tale località con tale tipo di annullo.
Il problema è: ad avercela!
In riferimento al fatto che: l’assicurata di Sciacca con tutte le impronte in azzurrastro fosse l’unica, perché Enzo Diena non lo dice nel certificato e quindi era meglio controllare prima di scrivere castronerie.
Rivedendo la lettera dalla foto da te postata, a me sembra di cogliere una differente tonalità di colore tra l’annullo ovale di Sciacca e l’ovale Assicurata, che sembrano effettivamente in azzurro verdastro, mentre il ferro di cavallo sembra in nero: effetto della scansione? dell’immagine postata? Enzo Diena descrive effettivamente in tale colore tutti gli annulli? In tal caso mi sembra strano che l’abbia solo siglata.
In merito a quanto mi scrivi: di lettere/impronte inedite ne ho parecchie. Quindi la tua risposta mi deve servire per tutti gli oggetti simili, come fare?
Ti rispondo che devi procedere in analogia all’assicurata di Acireale, secondo i suggerimenti che ti ho indicato, tenendo presente tutto quanto detto.
In riferimento infine a: Ultima cosa, trattandosi di collezione marcofila, ho dato risalto solo alle affrancature particolari. Corretto?
Ti rispondo che è correttissimo, prediligendo ovviamente solo quelle di maggior pregio e ti consiglio inoltre, se l’idea ti trova d’accordo, proprio perché la tua è una collezione marcofila, di riprodurre graficamente a fianco della lettera sia il tipo di annullo che la sua durata di utilizzo, in particolare se eventualmente tale durata è stata limitata solo ad un determinato periodo, quando le dimensioni della lettera te lo consentiranno, allegandoti ad esempio quanto sto predisponendo io in un foglio, che è comunque di formato maggiore di un A4, in vista di una prossima internazionale, ma ti anticipo anche che sto già pensando di rivalutare sia l'ampiezza dei fogli, portandoli ad un A3, sia ulteriormente la descrizione didascalica.
Spero di esserti stato utile o, quanto meno, di averti fornito utili elementi di riflessione.
Al piacere di risentirti.
Francesco
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

Caro Francesco non sai quanto mi siano utili le tue parole perchè mi costringono a riflettere su alcuni aspetti che potevo aver sottovalutato.
Prima cosa da chiarire è la mia formazione. Ho due lauree scientifiche ed un master in economia. Ho circa 80 pubblicazioni e sono consulente del Ministero dell'Ambiente e della Comunità Europea per quanto riguarda il plancton, anche se di mestiere faccio tutt'altro. La mia formazione mi porta, come evidente in campo scientifico, a citare sempre le fonti e la tua qualità di scienziato viene riconosciuta da quante volte vieni citato da altri nelle loro pubblicazioni. Ovviamente, discende sempre dalla mia formazione, io controllo sempre tutte le citazioni che inserisco e spesso verifico anche quelle di altri, ovvero se ciò che citano corrisponde al vero. Tizio cita Caio, ma Caio cosa ha detto in realtà? Andando a ritroso sai se quello che citi tu è corretto o meno. Puoi chiamarla deformazione professionale, lo faccio da più di 40 anni. Per cui mi viene spontaneo citare le fonti, soprattutto se al contempo ho trovato altri riscontri. Di come sono abituato ne vedi un esempio sull'OCF di Acireale su Sardegna, in cui ho citato anche le fonti discordanti per contestarle.
Sai secondo me cosa non funziona nei regolamenti espositivi? I giurati sono abituati a pontificare su cose che non sanno, ma se tu metti tante citazioni bibliografiche li metti con le spalle al muro perchè prima di contestarti un punto e virgola sono costretti a leggersi le fonti :uah: :uah:
Poi però io non scritto nulla di filatelia e sono alla prima esposizione e quindi il problema dei punti ricerca personale rimane.
Io credo che comunque aggiungerò per l'assicurata di Acireale "lettera inedita" perchè in fondo un aiutino ai giurati glielo voglio dare. :fii:
Lettera di Sciacca. Era offerta in asta senza citare il colore delle impronte, ma c'era pure il certificato di Enzo Diena che ho letto. Il dubbio ce l'avevo pure io (molte lettere sono offerte con il FdC azzurro che poi è un nero slavato) , ma messa alla luce diretta del sole il colore del ferro di cavallo è identico a quello dell'ovale Assicurata che gli sta accanto per cui quanto affermato da Diena era corretto. Restava sia il fatto della sigla sia il fatto che il certificato non la cita come unica. Il Sassone ne cita una sola ma non la figura. Non restava altro che una verifica nell'archivio Diena ed è venuto fuori che è proprio unica, quella! Ora posso scrivere con sicurezza che è unica perchè ho incrociato le fonti.
Ferd
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Trinacrie di Sicilia 1848
Annulli di località termali su Antichi Stati Europei
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francesco75
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da francesco75 »

Ciao Ferdinando,
i suggerimenti puntuali che ti ha dato l’Amico Francesco Melone sono estremamente preziosi.
Da un punto di vista meramente concettuale, mi preme solo ribadire ulteriormente che, visto che esamini il periodo marcofilo siculo-italiano che va fino al 1861/1862, per ciascun ufficio postale la collezione dovrebbe oltre che “classificare” i bolli e gli annullamenti, anche "analizzare", in particolare, “il cambiamento del sistema di bollatura avvenuto nel periodo d’uso” oggetto della collezione.
La Collezione di Alberto Barcella, che sicuramente già conosci, in tal senso è paradigmatica, più di altre. Perchè ci mostra come, in fondo, basti solo un foglio per trattare in maniera esaustiva ciascuna officina di posta attraverso due lettere “diverse” che ne evidenzino proprio il cambio del sistema di annullamento e di affrancatura.
Unisci allo studio di questa Collezione, le indicazioni che Francesco Melone ti ha indicato, ed inoltre le informazioni che trovi nel foglio che ti ha mostrato, e vedrai che “il piatto sarà servito”.
La missione è, come dicevo, “difficile”, ma "non impossibile"!
Un caro saluto.
Francesco Civale
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acquarius1
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da acquarius1 »

At Francesco & Francesco
La parte di collezione che al momento intendo esporre su 1 quadro, diciamo così per provare, dovrebbe avere come titolo più o meno " lettere e impronte di località termali negli Antichi Stati Italiani" chiarendo nella prefazione che per Piemonte, Lombardia, Toscana, Romagne, Regno di Napoli e Sicilia l'esposizione arriverà al 1862 per ricomprendere gli uffici di nuova istituzione dopo l'Unità d'Italia, le impronte su francobolli provvisori e le ultime affrancature con IV di Sardegna. Il Veneto e il Pontificio all'anno successivo alla liberazione, mentre verranno inserite per la Savoia alcune impronte di bolli Sardi su francobolli francesi. Resterà fuori, al momento, il Sud Tirolo
Già così per forza bisogna sintetizzare e togliere molte località (le località termali italiane sono oltre 100). Forse solo Acireale avrà 2 fogli che dovrebbe servire a far capire l'ampiezza della collezione che c'è dietro.
Dopo un paio di prove a 1 quadro, passerò sicuramente a qualcosa di più ampio e articolato, almeno spero, salute permettendo.
La mia idea di partenza era di inserire i periodi d'uso solo se valeva la pena rimarcare il breve periodo di utilizzazione. Già un'impronta che dura più di 2 anni perde di interesse a mio avviso. Per la riproduzione delle impronte trovo rindondante riprodurre un bollo che è già ben leggibile. Lo farò sicuramente per le impronte poco leggibili come il mio Torre dell'Annunziata per aiutare chi guarda alla lettura completa dell'oggetto postale
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francesco75
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da francesco75 »

Ciao,
Conosco bene "l'ansia" da prima esposizione.
Ma hai lettere molto interessanti e di pregio in collezione. Inoltre il tema che affronti è affascinante.
Sono sicuro che, con un valido lavoro di sintesi e presentazione, la tua collezione sarà ben apprezzata e valutata.
Un caro saluto.
Francesco C.
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francesco75
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Re: Località termali nel Regno di Sicilia

Messaggio da francesco75 »

Ciao,
ti consiglio di visionare il meraviglioso prossimo catalogo della "Filatelia Quattrobajocchi".
Sembra proprio che Nino Aquila, da lassù, abbia voluto esaudire i tuoi desideri, dandoti la possibilità di dare quel "senso di completezza" alla trattazione, di cui parlavo.
Un caro saluto.
Francesco Civale
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