IL Progetto Refaim: un mistero filatelico!

Che storie si nascondono dietro quello che può sembrare un semplice francobollo??? E qual'è la vostra conoscenza sui francobolli? Potrete scoprire entrambe le cose in questo forum.....

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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

I possibili scenari

Dall’ analisi dei dati finora visti, appare improbabile, anche se possibile, che i dipinti siano stati fatti solo per il progetto delle cartoline. E’ abbastanza improbabile che Spannraft abbia dipinto 25 grandi acquerelli solo per poterli fotografare e farne della cartoline. Tuttavia guardando i suoi dipinti dell’ archivio della biblioteca Szechenyi la differenza negli argomenti e nei temi illustrati è evidente. Non c’ è nulla di fantascientifico nei dipinti della biblioteca e, cosa interessante, non ci sono mai essere umani o animali dipinti. Si tratta di bozzetti di scenografie teatrali. I dipinti delle cartoline hanno invece esseri umani ed animali; per essere anch’ essi bozzetti di scenografie rappresenterebbero spettacoli fantascientifici strani e molto improbabili. Un’altra possibilità è che i dipinti fossero stati eseguiti per una pubblicazione commissionata a Spannraft da qualche editore per illustrare dei racconti di fantascienza. Negli anni ’20 c’ era una grande richiesta di questo tipo di racconti. Nelle storie del cosiddetto “Mondo Perduto” viene scoperto in un angolo nascosto e sperduto del mondo reale un posto remoto e inaccessibile popolato da Atlantidei (o un’ altra antica razza) e da animali preistorici. Questo genere di racconti nacquero nel periodo in cui furono portati alla luce gli affascinanti resti di antiche civiltà (Egitto, Turchia, Messico, Iraq, etc.). Tra il 1880 e il 1930 durante l’ imperialismo europeo, quando gli uomini bianchi penetravano nelle ultime regioni inesplorate del mondo, il numero di romanzi del Mondo Perduto aumentarono enormemente.

Se i dipinti erano illustrazioni per libri, le due fotografie vere delle ce vuol dire che il creatore del progetto ha usato varie tipologie di immagini, cioè pitture insieme a fotografie reali che non hanno nulla in comune.

I dipinti si abbinano meglio alle illustrazioni di libri grazie ai molti elementi che sono facili da dipingere ma difficili da costruire nella realtà. La questione sull’ origine e sul significato dei dipinti sarebbe irrilevante in uno studio sulle cartoline se entrambi fossero progetti separati. Ma non è irrilevante se si deve considerare un’ origine comune di dipinti e fotografie. Quindi discuteremo due possibilità.
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Vacallo
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da Vacallo »

Molto interessante, l'ho letto con gran piacere. Continua!
Cordiali Saluti Eric Werner (alias Vacallo)

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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Scenario 1

Nel 1924 Agoston Spannraft ha dipinto una serie di acquerelli per qualche motivo (gioco, film, racconti) sconosciuto. Le cartoline e i francobolli però potrebbero esser stati prodotti anni dopo, da qualcuno che ha scoperto questi dipinti usandoli per il progetto di cui Spannraft non sapeva nulla. In questo caso non è importante sapere a che scopo Spannraft aveva dipinto questi acquerelli. Questo infatti sarebbe una ricerca diversa e indipendente dal loro uso per le cartoline.

Si può ipotizzare che le bozze e le scene pittoriche, così come le fotografie delle prove, siano state archiviate e non distrutte. Ci possono essere molti motivi per cui tali bozzetti non sono state pubblicati o realizzati. Potrebbero esser state dimenticate perché un editore ha bloccato il progetto di pubblicazione, o forse perchè l’ opera teatrale non ha avuto successo.
E che dopo la seconda guerra mondiale, e comunque in un qualunque periodo tra il 1925 e il 1953, l’ album o una cartella contenente gli acquerelli e qualche foto dal vero fosse stato ritrovato. E che lo scopritore fosse entusiasta della scoperta. E che, mentre Spannraft non aveva nessun interesse filatelico, lo scopritore fosse interessato ai francobolli e, ispirato dai dipinti, si fosse inventato un mondo immaginario. E che abbia pensato quindi di distribuire i messaggi misteriosi di questo mondo fantastico tramite cartoline postali che sembrassero vere.
Questo significherebbe che il progetto delle cartoline era fine a se stesso e non aveva altri significati. Come quel gruppo di amici che nel 1931 inventarono il paese di “Haggar”. Facevano parte di una associazione filatelica in Namour e stamparono una gamma di francobolli e cancelleria, annulli, etichette, etc. solo per gioco. Copiarono anche vere cartoline stampando sotto le immagini nuove didascalie. Il progetto “Haggar” venne messo su solo per divertimento.

Ovviamente il progetto Refaim è diverso per la sua ampiezza e per i molti riferimenti storici incrociati, ma è teoricamente possibile che alcune persone con una certa cultura, che hanno scoperto i dipinti di Spannraft più alcune fotografie, che abbiano avuto abbastanza tempo libero così come un certo numero di amici simpatizzanti, abbiano speso tempo e soldi per realizzare prove documentali del mondo immaginario che si erano inventato solo per divertimento.

Nello Scenario 2 ci sono due misteri: la storia dell’ origine dei dipinti e quella delle cartoline. Entrambi sono altrettanto enigmatici, ma separati l’ uno dall’ altro.

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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Scenario 2

Il secondo possibile scenario si basa sulla creazione comune dei dipinti, francobolli e cartoline nel 1924. Questa è la tesi più accreditata. Supponendo quindi che tutti gli articoli furono prodotti per lo stesso progetto, ne deriva che anche Spannraft fosse un membro del gruppo iniziale, e che i dipinti fossero bozzetti per rappresentazioni teatrali.
Una possibile spiegazione per il progetto delle cartoline potrebbe essere, per esempio, la pubblicità. Supponiamo che nel 1924 un teatro dell’ opera di Budapest (o di qualunque città in cui Spannraft stava lavorando) avesse progettato una nuova produzione di qualche spettacolo. Non possiamo sapere quale fosse, ma si svolgeva nell’ antico Medioriente in tempi mitici. Il direttore (o Spannraft) propose di includere elementi di fantascienza nella performance, come un sottomarino, una tartaruga gigante, una cima di montagna a forma di volto umano…
...Furono eseguiti alcuni dipinti e alcune ambientazioni messe in scena e fotografate. Le fotografie di un palcoscenico con circa 100 attori dimostra che almeno un progetto venne realizzato. Il tipo nuovo di spettacolo richiedeva PR inusuali, e quindi venne stata creata una campagna per suscitare l’ interesse del pubblico con cartoline che illustrano parte della scena pittorica. Le cartoline dovevano sembrare originate dal mondo dell’ opera, e per sembrare vere furono prodotti francobolli e annulli che si riferivano in qualche modo allo spettacolo pubblicizzato. Sulle cartoline vennero scritti strani messaggi incomprensibili che si riferivano alle immagini delle cartoline stesse, e indirizzate a personaggi e località inventati. Chiaramente non erano state fatte per essere spedite con la posta ordinaria, ma forse venivano aggiunte nelle buste con agli inviti spediti per posta normale.
In questo scenario i dipinti e le cartoline hanno un’ origine e una storia in comune.

Entrambi gli scenari sono plausibili. Il seguente sommario può aiutare il lettore a decider quel dei due preferisce, o se nessuno dei due.
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

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La realizzazione del progetto delle cartoline

In primis discuteremo del posto d’ origine del progetto. Come già visto ci sono molti indizi per l’ Ungheria, che sono:

1) Il pittore Agoston Spannraft era ungherese e lavorava a Budapest. E’ quindi plausibile pensare che i sui dipinti erano archiviati in questa città o nei dintorni, e non in altre parti.

2) Uno dei due primi collezionisti che possedeva un certo numero di francobolli, Pal Rampacher, proveniva da Budapest. Il secondo collezionista importante, Karl Loewy, era di Vienna, che dista solo 240 Km da Budapest. Fino alla fine della prima guerra mondiale i due stati formavano l’ Impero Austroungarico ed avevano perciò radici comuni e culture molto vicine. Questo significa che le prime fonti tracciabili dei francobolli e delle cartoline portano a questa regione.

3) La cartolina n. 30 ha la scritta “Ninive rompej” che significa “rovine di Ninive” in Ungherese. Questa lingua è abbastanza poco comune e quindi note e osservazioni in Ungherese hanno un significato maggiore rispetto, per esempio, all’ Inglese, al Francese o allo Spagnolo, lingue parlate in molti paesi.

4) Sul frammento n. 26 compaiono manoscritte le parole “Julius” e “Gyul[a]”. Gyulia non è solo una città in Ungheria, ma anche la forma ungherese del nome Julius (Giulio, Jules, etc.) e Jùlius (con l’ accento come è scritto nella cartolina) è anche il nome ungherese del mese Luglio.

5) Ho cercato di risalire alle origini delle cartoline offerte sul mercato filatelico nelle passate decadi. 18 cartoline più vari francobolli sciolti sono stati offerti come “provenienti da una vecchia collezione ungherese”.

E’ quindi plausibile supporre l’ origine ungherese del progetto delle cartoline. Le varie allusioni alla storia biblica e i caratteri ebraici di un annullo possono far pensare all’ intenzione di stabilire un rapporto tra la storia ebraica e Ninive o con un discendente ebreo del creatore delle cartoline o di uno dei suoi compagni. Questa ovviamente è solo una speculazione per spiegare la scritta in ebraico.
Non importa quale teoria o scenario sia preferito, è evidente che le cartoline nel loro insieme (immagine e scritte) dovevano sembrare misteriose. Perciò non sono stati usati francobolli normali ma speciali prodotti nel giusto misterioso style. Le cartoline che provengono dall’ estero sono sempre annullate, e quindi sono stati creati anche annulli speciali.
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

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E’ possibile che il cartoncino fotografico usato per le cartoline fosse un prodotto della gamma “Satrap” della ditta Chemische Fabrik Schering AG. Il logo Satrap stampato sulle confezioni del cartoncino potrebbe aver ispirato i creatori dei francobolli ad usarlo per il primo francobollo a rilievo West Refaim. E’ vero però che il logo Satrap appare anche come etichetta pubblicitaria unita ai francobolli tedeschi del 1911 e potrebbe essere altrettanto servito come modello, ma queste etichette sono molto rare e raramente collezionate in quel tempo.

Un dipinto è stato riprodotto per primo, l’ immagine di una strana scena urbana con dinosauri che hanno portantine sulla schiena piene di personaggi (Cartoline 01, 02, 24, 36). La combinazione di questa immagine col francobollo in rilievo West Refaim
Satrap è unica. Si conosce solo un frammento (n. 20) che ha questo francobollo. Lo stile dello scritto su queste cartoline è normale cioè comincia con la data, l’ indirizzo seguito da frasi complete, e riporta i saluti in fondo. Questo è diverso dalle altre cartoline in cui sono scritte frasi rudimentali, incomplete o maldestre e sono (salvo le due eccezioni n. 04 e n. 06) senza data. Dopo che molte di queste cartoline furono finite, questo sistema deve esser sembrato antieconomico o inadatto. E quindi tutti gli altri francobolli vennero prodotti con un altro sistema di stampa, e i messaggi non furono più stampati ma scritti a mano anche per i messaggi identici.

Le scritte vennero eseguite da più persone del gruppo. Inventarono parole, frasi e posti incomprensibili (“King La-Hus-Srde’s castle”), (“Osasa, Tibet”), (“There are within this underground Zaken 50,000 rooms”) per “spiegare” le relative immagini. L’ uso dell’ Inglese garantiva una grande e internazionale leggibilità.
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Un confronto tra tutti i messaggi rivela diverse peculiarità nello stile della scrittura. Gli scrittori hanno cercato con vari mezzi di evidenziare che le immagini che stavano commentando erano straordinarie. Una caratteristica comune è l’ esagerazione di molti messaggi:

… questo animale è così forte che può portare 60 uomini.
… l’albero da frutto chiamato Walta è alto 90 piedi…
… la statua di Melek, tre volte più alta della Torre Eiffel…
… la città di Zamer costruita su trenta cime…
… la torre Bud, una delle 250 torri…
… la macchina volante Bovovo può portare 800 passeggeri.
… alcune delle 80 isole chiamate Ben-Moab
… sotto c’ è una tartaruga di immensa forza.
… ci sono dentro questa sotterranea Zaken 50,000 stanze.
… ci sono dentro 100,000 libbre d’ oro.
… una delle più forti difese.

Un’ altra caratteristica comune dell’ eccezionale natura delle immagini, dal punto di vista degli scrittori, sono i nomi dei destinatari. Se ne conoscono 26. Nessuno di loro ha un nome personale, ma tutti hanno un titolo abbreviato:

Rev[erend]
Hon[orable]
Exc[ellency]
Sir
The Very Rev[erend]
Lord
Professor
Consul
Captain
De.
His Exc[ellency]

Sembra che gli scrittori, usando questi titoli, volessero dare ai destinatari una certa importanza e significato. E’ certo che i destinatari non fossero persone reali, e cioè che le cartoline non fossero indirizzate a nessun destinatario specifico.

E’ interessante confrontare anche i luoghi di destinazione. Non ci sono indirizzi postali, ma solo nomi di città esotiche, la maggior parte Mediorientali:

Bagdad/Baghdad (9 cartoline)
Suez (4 cartoline)
Jerusalem (4 cartoline)
Jaffa (1 cartolina)
Niniweh (1 cartolina)
New-Niniveh (1 cartolina)
Adis Abeba/Adis-Abeba (6 cartoline).

Le più interessanti sono Niniweh e New-Niniveh, perché queste città non esistono più da 2000 anni. Il nome di un sito storico come indirizzo postale è un’ ulteriore prova che non intendevano spedire le cartoline per posta reale.

Le rimanenti cartoline sono indirizzate a:

Lavuka/Levuka (Fiji islands, 9 cartoline)
Alaska (USA, 1 cartolina)
Tibet (Cina, 1 cartolina)
Budapest (Ungheria 1 cartolina)
Bilbao (Spagna, 1 cartolina)
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

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26 destinatari del Medioriente contro 9 di un’ isola delle Fiji (Lavuka) e solo 4 di altre località. La scelta di questi luoghi non è comprensibile. Come gli indirizzi, i luoghi di destinazione non hanno significato.

Un’ altra peculiarità è la relazione con istituti culturali. 5 cartoline sono state indirizate a dei musei di Gerusalemme (n. 21, 39), Suez (n. 15), Bagdad (n. 31, 42) e una parla di un Professore del “Refaim Institution of Botanics (n. 16). Gli scriventi volevano probabilmente dare anche un certo tono culturale all’ operazione.

E comunque i testi dei messaggi sono enigmatici. Pur riferendosi ognuno alle immagini di ogni cartolina, non aiutano a capirle. Dato che Spannraft non aveva scritto nessuna didascalia sui suoi dipinti, il trasformarli in cartoline ha dato la possibilità agli organizzatori di inserire un testo come messaggio ad ogni cartolina. Gli strani dipinti di Spannraft hanno fornito un’ occasione giusta per creare storie visionarie che avrebbero fatto impazzire tutti.

Possiamo farci un’ idea di come gli scrittori dei messaggi interpretassero i dipinti che stavano commentando; per esempio:
Veniamo a sapere che: Virikoso, un’ isola inaccessibile con una cittadella, dove il giardino zoologico di Ninive, la dimora dei dinosauri, è posto in una parte di un paese chiamato South Giantsland.
Veniamo a sapere che: Hozan, chiamato anche “le famose rovine di Ninive” è solo un altro nome di Ninive, una città dove sui tetti degli strani grattacieli cresce una vegetazione tropicale, dove scorrazzano dinosauri e mammuts addomesticati. Questo è anche il luogo della “fortezza dell’ imperatore del West Refaim”, che significa che questa Ninive giace in una regione chiamata West Refaim sulla riva del mare, nelle vicinanze di Virikoso.
Veniamo a sapere che: esiste un secondo luogo in una regione tropicale lontano dal mare, dove nella giungla sono costruiti un grandissimo cimitero chiamato Sa-Rabu e un castello simile a un palazzo sede del Re La-Hus-Srde.
Veniamo a sapere che: esiste anche un terzo luogo nei monti dove una città chiamata Zamara, Zamer o simili è costruita “su trenta picchi o vette” e un enorme monumento di pietra, la statua di Melek, domina lo scenario.

L’ analisi delle parti scritte delle cartoline rivela che è più probabile ci sia stata una produzione separata dei dipinti e delle cartoline che non quella insieme. Questo potrebbe dare valore allo scenario 1, che cioè il progetto delle cartoline sia nato dalla scoperta casuale degli strani dipinti.

L’ identità dei creatori del Progetto Refaim è e rimarrà misterioso fino che non si troveranno altre nuove informazioni, ma dopo così tanto tempo, la cosa è improbabile. Sappiamo che i creatori hanno speso molto tempo e lavoro nel progetto stesso, tanto da far capire che non è stato solo un capriccio. Guardando anche oggi i dipinti di Spannraft si capisce il fascino che ha spinto delle persone ad inventare storie intorno alle immagini e a iniziare la produzione delle cartoline per condividere con altri tale fascino.

Comunque la domanda più interessante rimarrà un mistero: chi doveva riceveer le cartoline e come gli venivano recapitate, ammesso che siano state distribuite? In altre parole, qual’ era lo scopo del progetto?

Si potrebbe pensare ad un progetto di tipo filatelico. In questo caso i francobolli potrebbero essere stati creati come “rari francobolli locali” e offerti annullati su cartoline, o come cinderellas. Ma il numero immesso sul mercato è bassissimo, e non avvalora questa tesi.

Il risultato di questo studio porta a questo: è evidente che il progetto Refaim è abbastanza diverso da altre produzioni di cinderellas o francobolli di fantasia, ma è impossibile spiegarlo in modo soddisfacente sulla base dei dati che abbiamo.

Sembra che i francobolli e le cartoline del progetto Refaim rimarranno quello che sono sempre stati: enigmatici, inesplicabili, ed eccezionalmente affascinanti.

F I N E
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chilandro
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da chilandro »

:clap: :clap: :clap:
Sergio

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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

A proposito della divinità Moloch, a cui si sacrificavano bambini, proprio oggi nella mostra di Ferragamo a Firenze "L' Italia a Hollywood" ho visto e fotografato queste immagini per il film "Cabiria" del 1914 per la regia di Pastore con i testi di D'Annunzio.
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Ho postato immagine diritte che però sono apparse girate. Mi dispiace.

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debene
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da debene »

Nessun problema. Se ci clicchi sopra si raddrizzano.

grazie di tutto
Ciao: Ciao:

sergio
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sipotràsapere
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Ecco un esempio di cartolina del 1910/1920 stampata su carta fotografica, come quelle del Refaim. Si tratta della veduta della piazza del mercato di Aachen, in Germania.
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fildoc
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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da fildoc »

Il moloch in originale è al museo del cinema di Torino!
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+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
Fildoc

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Re: ANCORA SUL WEST REFAIM

Messaggio da sipotràsapere »

Ho appena acquistato a pochissimo questa pubblicità della carta fotografica col logo, usato per uno dei franc. West Refaim.

Rev LB Nov 2019
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