Gli Spy Stamps

Che storie si nascondono dietro quello che può sembrare un semplice francobollo??? E qual'è la vostra conoscenza sui francobolli? Potrete scoprire entrambe le cose in questo forum.....

Moderatore: fabiov

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ppozzo68
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da ppozzo68 »

fabiov ha scritto:...Intanto prego i vari lettori di dirci se sarebbero interessati ad avere un volumetto a titolo gratuito con tutti gli articoli tradotti da Ferdinando...

Ciao: Eccomi, anche a pagamento non c'é problema.
Saluti a tutti.
Paolo Pozzoli

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Raccolgo: area italiana, posta militare delle truppe alpine dalle origini ad oggi e storia postale dei Comuni della Provincia di Savona

Tessera SOSIG n. 16

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Fiore
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da Fiore »

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Bravissimo Ferdinando!

Per l'eventuale volumetto ci sarei anch'io.
Ciao: Ciao: Ciao:
Alberto Fiorentini
Repubblica usata: mancano una decina di "servizi" ed il "mostro rosa"!
Regno: tra usati e linguellati, una ventina è ancora assente... più 5-6 "servizi" e quasi tutti i "pubblicitari"...
Germania 1872-1945: abbastanza avanzata, soprattutto per il periodo "3° Reich", ma... ce n'é ancora, da fare.

ASFE: Contatore ad oggi: 3.009. La rincorsa prosegue!

Tematiche:
- sto ancora cercando di organizzare in modo logico il materiale (in costante aumento) che ho sui "portieri di calcio"
- rapaci notturni (per la moglie) e cardellini (che erano la passione di mio padre)
- un'idea nascente su geografia e bandiere tramite i francobolli...
- socio n. 6 del SOSIG (e quindi... SOS!)(anche se un po' in stand-by)

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

Bibliografia relativa all’ articolo di SGM Herbert A. Friedman (Ret.) (parti I e II).
Gli articoli e i libri senza indicazione dell’ autore sono di H.A. Friedman.


• Adolg Burger, The Devil’s Workshop: a Memoir of the Nazi Counterfeiting Operation, Frontline Books, 2009.
• Azad Hind and Chalo Delhi Stamps, Jal Cooper Ed., Bombay, 1972.
• Charles Cruickshank, SOE in Scandinavia.
• Fredric Boyce: SOE’s Ultimate Deception: Operation Periwig, Sutton Printing, UK, 2005.
• Herman Herst Jr.: Nassau Street.
• L.N. and M. Williams: Forged Stamps of Two World Wars, London 1954.
• Lee Richards: History of M. I. 7 (b): http://www.psywar.org/psywar/reproductions/MI7b.pdf
• Lee Richards: The balck Art, B&W edition, 2011.
• William Warren Wertz Jr.: Clandestine propaganda from Berne (1942-1945). United States leaflets subverting Hitler, 1949.
• Charles Cruickshank: The Fourth Arm: Psychological Warfare 1938-1945, Davis-Poynter, London, 1977.
• Germanic Philatelic Revue, Vol. 3, n. 4, September 1955, Joachim Hosang: Stamps in Battle Dress.
• Linn’s Weekly Stamp News, 30 August 1965: Secret Czech patriotic marks on Bohemia, Moravia stamps.
• The American Philatelist, December 1965, Fred S. Wolfe: Sachsenhausen’s Secret Forgery Cells.
• Linn’s Weekly Stamp News, 11 April 1966: Parodies of WWII French stamps.
• The Stamp and Coin Collector, April-May 1966: Propaganda Forgeries of World war I.
• The aerial leaflet, August 1966: The Tarantel Pieck Envelope.
• Linn’s Stamp News, November 14, 1966: Propaganda Forgeries of WWII.
• Whitman Numismatic Journal, January 1967: Psywar currency against Germany.
• Society of Philatelic Americans Journal, July 1967: Those Scandalous Scandinavian Labels.
• Stamp Weekly, 28 September 1967: Truth about stamps that lie – forgeries.
• Society of Philatelic Americans Journal, November 1968: Propaganda frauds.
• The American Philatelist, May 1969: Venomous propaganda post cards.
• The American Philatelist, August 1969: The mysterious AAA O.
• Society of Philatelic Americans Journal, November 1969: World war II’s Most Mistreated Postage stamp.
• Society of Philatelic Americans Journal, February 1970: The Hans Frank stamp parody.
• The American Philatelist, February 1970: A philatelic view of Heinrich Himmler.
• Society of Philatelic Americans Journal, April 1970: Those Nasty Nazi feldpost cards.
• The American Philatelist, October 1970: Those Doughty Dutch Decoys.
• American Philatelist, February 1971: Allied forgeries of the postage stamps of Nazi Germany.
• The American Philatelist, February 1971: Allied forgeries of the postage stamps of Nazi Germany.
• Society of Philatelic Americans Journal, July 1971: Postcards to the enemy.
• Society of Philatelic Americans Journal, December 1971: The Azad Hind Labels.
• Society of Philatelic Americans Journal, February 1972: Poison Cornflakes for Breakfast.
• The American Philatelist, September 1973: British Espionage Forgeries of the First World War.
• Society of Philatelic Americans Journal. February 1974: German wartime parodies of British stamps.
• Society of Philatelic Americans Journal, November 1975: Postcards to the enemy – Part II.
• Society of Philatelic Americans Journal, November 1975: The Pieck Envelope.
• German Postal Specialist, April 1977: More propaganda parodies.
• Society of Philatelic Americans Journal, April 1977: The rarest Forgery of WWII?
• German Postal Specialist, April 1977: More propaganda parodies.
• Scott’s Monthly Stamp Journal, January 1980: Conversations with a master forger.
• Scott’s Monthly Stamp Journal, September 1980: The Splitler Propaganda Parody.
• IBNS Journal, Vol. 24, n. 3, 1985: Propaganda Currency of Great Britain and the Allies.
• British Philatelic Bulletin, August 1986: Reference Manual of Forgeries, Release #26, April 1988.
• The Cinderella Philatelist, October 1986, D.A.J. Pekelharing: British propaganda forgery of World War II – The 1 ½ cent Lebeau.
• German Postal Specialist, February 1987: The American Propaganda Postcards of WWII.
• German Postal Specialist, September-October 1987: Russian WWII Propaganda Postcards fro Germany.
• The American Philatelist, June 1988: Black British Propaganda postcards.
• German Postal Specialist, August 1989: The Infamous OSS Hitler Skull Sheet.
• The American Philatelist, July 1990: German Propaganda post Cards in Italy During World War II.
• International banknote Society Journal, Vol. 40, n. 3, 2001: Alleged banknotes of the Azad Hind Movement.
• German Postal Specialist, March 2001, David Ripley III: New discoveries in World War II espionage philately
• German Postal Specialist, March-April 2002: The Hitler Sheet – Revisited.

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

Grazie per i complimenti!
sipotràsapere

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fabiov
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da fabiov »

Ciao Ferdinando,
hai completato l'opera?
O pensi che ci sia dell'altro??
ciao fabiov Ciao:
SOSTENITORE DA SEMPRE!
Leggete articoli filatelici miei e di altri amici giornalisti nel mio NUOVO sito www.storiefilateliche.it. Oltre a più di 250 articoli ci sono novità, illustrazioni, foto e una sezione ASFE. Vi ricordo anche che sul mio vecchio sito www.fabiovstamps.com è sempre attivo, su tutte le pagine, un motore di ricerca per ritrovare più di 500 MB di info filateliche, caricate negli ultimi 14 anni anni da me sul Forum e sul mio sito!

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

Caro Fabio,
molto altro!!..
sipotràsapere

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

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SGM Herbert A. Friedman (Ret.)

CORNFLAKES AVVELENATI PER COLAZIONE

L’ Operazione Cornflakes è una delle meglio conosciute dell’ OSS (Office od Strategic Service), perché il Distaccamento di Roma dell’ OSS aveva preparato dei libretti pubblicitari da dare ai politici in visita e ai membri del Congressional Oversight Committee. Si erano infatti resi conto che erano queste persone che avevano in mano la corda del borsellino dell’ OSS, e quindi volevano farli contenti e aggiornati sui progetti in corso. Non sappiamo con esattezza quanti di questi libretti, intitolati “The Story of Cornflakes, Pig Iron and Sheet Iron” esistano, ma io ne ho visti almeno una trentina.
Occorre specificare che ci sono due tipi di pubblicazioni sull’ Operazione: una è una libretto pubblicitario sottile in paperback che spiega l’ Operazione e contiene fotografie e souvenir, Fig. 2.
L’ altra è un grande album rilegato che contiene circa 400 campioni dell’ OSS. Dopo la guerra furono trovati alcuni di questi nella soffitta della casa dove aveva abitato un membro dell’ OSS. Subito dopo la guerra ne furono venduti una parte a 250 $. Anni dopo, nel 1984, uno di questi è andato all’ asta a 5.000 $, e veniva così descritto nel catalogo d’ asta:
“L’ originale e completo album di campioni completo degli opuscoli, giornali, propaganda, volanti anti Hitler e anti fascisti,stampato e compilato da Robert Allen, uno dei direttori dell’ intera operazione. Più di 300 oggetti, i documenti sono principalmente in tedesco, ma alcuni anche in Italiano e in Russo. C’ è incluso un lungo resoconto della produzione, fotografia della stampa e un intero foglio di 50 esemplari della maschera mortuaria di Hitler così come è stata eseguita dalle tipografie di Roma”.
La foto 3 è la foto della centrale di stampa dell’ OSS di Roma. Dà un esempio dei vari tipi di prodotti di PSYOP creati lì centro; si vedono posters, lettere, volantini, e, in basso a sinistra, etichette di propaganda gommate da attaccare su finestre e muri. Al centro della foto, il terzo oggetto dall’ alto è il volantino intitolato “Dieci comandamenti per gli Austriaci”.
Il Tenente Robert Allen era un ufficiale dell’ Intelligence dell’ esercito entrato in servizio il 29 dicembre 1943 all’ età di 25 anni, ed era arrivato a Roma il 3 agosto 1944. I suoi documenti ci dicono:
“ Venne assegnato all’ OSS e andò in Italia dove era l’ Ufficiale dirigente di una branca dell’ OSS che raccoglieva e valutava l’ Intelligence delle politiche estere. Controllava anche il lavoro di una tipografia. Nel Giugno 1945 diventò Ufficiale Esecutivo di un reparto fotografico dell’ OSS dove controllava le riprese filmate e fotografiche e la fotografia aerea”.
Conservò campioni della propaganda dell’ OSS di Roma in alcuni album per conservare la documentazione per i capi del Congresso che dovevano decidere il foraggiamento delle attività MO. Le informazioni riportano che si salvarono dalla guerra almeno quattro dei suoi album : inoltre anche il capo tipografia Caporale dell’ Esercito Egidio Clementi conservò due copie di campione di tutta la propaganda MO di Roma che si veniva stampata. Negli anni ’60 regalò una delle due serie a Giulio Polotti, il Presidente della Fondazione Anna Kuliscioff di Milano.
Negli stessi anni un’ altro di questi album fu acquistato da un privato per 3.700 $. Il venditore sosteneva che Robert Allen aveva preparato 6 album, alti circo 1 inch e rilegati con tre viti d’ ottone. Le pagine erano di 15 x 22 inches. Su alcuni dei campioni erano stata applicata la scritta “solaio”, e quindi probabilmente provenivano dal nascondiglio trovato nel solaio di Roma. Questo album aveva 64 pagine, con circa 290 dei più importanti documenti e 190 etichette adesive e riproduzioni minori, per un totale di 480 pezzi. Tra le cose più interessanti c’ erano 14 cartoline postali dell’ OSS, 6 fogli da posta da campo, una fascetta da posta da campo, una cartolina postale “Sign of Life”; un foglio completo del francobollo con la maschera mortuaria di Hitler, 2 “sex leaflets” e 1 “sex booklet”, alcune copie dell’ edizione in piccolo del Das Neue Deutscland, e molti altri documenti non filatelici.
Un terzo album venne offerto in Svizzera per 6.000 $, così descritto:
“…è appurato che sono state fatte solo tre copie di questo dossier, una delle quali è nella Biblioteca del Congresso… In questo volume ci sono 24 fotografie nei vari stadi dell’ operazione Austriaca… 205 articoli per la Germania incluse 4 carte di posta da campo, 4 fogli da musica, 140 avvisi ai civili tedeschi e alle forze armate (volantini, lettere, etichette gommate), 12 copie del Das Neue Deutscland,…”.

Inoltre vi erano 48 articoli per l’ Austria, 8 per la Cecoslovacchia, uno per l’Ungheria, 46 per l’ Italia.

Un quarto album, marcato con “Solaio” è andato all’ asta nel 1971. Apparentemente il proprietario possedeva sia l’ album che il libretto. Mi disse personalmente:
“Ci sono due libri. Uno stampato, in cui ci sono le fotografie dei vari stadi dell’ operazione e in cui è stampata la storia dell’ operazione. Il volume rilegato contiene dei documenti che sono stati montati sulle sue pagine per poterli mostrare. Sono stati trovati in soffitta, ma l’ appartamento è stato usato dagli ufficiali americani fin dalla occupazione di Roma e sembra che uno di questi abbia lasciato in soffitta i due libri, più un terzo, che è un ordine di battaglia tedesco stampato in Inghilterra e tenuto aggiornato con scrittura a lapis.”
Non sappiamo a quanto questi libri siano stati venduti. La casa d’ aste inglese Robson Lowe mi disse nel 1985:
“L’ Ufficiale responsabile dell’ OSS venne a trovarmi e mi portò alcune copie di documenti. Mi disse che erano stati fatti quattro di questi album, uno dei quali era nella Biblioteca del Congresso.”
Forse c’ era anche una quinta copia. Sappiamo che George Meyer, Direttore dei Servizi del Ministero della Stampa e Informazione Francese, aveva una collezione donatagli dal falsario francese Schuhl, che è stata depositata nel Service Historique de l’ Armee nel Castello di Vincennes. Recentemente ho sentito che la collezione era sparita, potrebbe quindi essere stata venduta a dei privati.
Ognuno dei libretti e degli album era leggermente diverso. I libretti venivano preparati secondo la necessità, e riempiti con i vari francobolli di propaganda, cartoline postali, carta da lettere, volantini e etichette reperibili nella tipografia dell’ OSS. Inoltre molti contenevano anche fotografie dell’ operazione.
Tutti i 400 circa documenti presenti nei vari album, sono stati identificati come “documenti Cornflakes”. Ma in realtà molti di essi erano stati preparati per altre operazioni, come l’ Operazione Sauerkraur, o lanciati dagli aerei ai partigiani al di là delle linee tedesche insieme con armi e munizioni. L’ operazione Cornflaker si limitava al lancio di sacchi postali sopra i treni tedeschi bombardati, e quindi solo pochi di questi articoli erano destinati a tale operazione. Tuttavia anche noi chiameremo prodotti Cornflakes tutti i documenti trovati negli album.

Uno stampatore Cornflakes è accanto ai suoi articoli di propaganda, Fig. 4. Sul tavolo i possono vedere volantini della serie dei 6 intitolati Wie lange noch? (Quanto a lungo ancora?). Accanto ai volantini si vedono posters e etichette con una grande W che venivano attaccate ai veicoli tedeschi, si muri, alle porte e alle finestre, nei libri, etc. da agenti operanti dietro le linee nemiche.
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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

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CORNFLAKES 2

Prima di parlare dell’ Operazione Cornflakes è bene accennare a due operazioni antecedenti, l’ Operazione Pig Iron e l’ Operazione Sheet Iron. Erano due MO (Operazioni Morali), tentativi iniziali di propaganda lanciata da aeroplani. Pig Iron prevedeva il lancio di copie in miniatura del “Das Neue Deutschland” (La Nuova Germania) in terra tedesca. Il MO aveva ridotto fotograficamente le copie del giornale a 10x6 inches e ne lanciò sulla Germania 10 milioni di copie. Erano spedite a Foggia impacchettate in speciali contenitori cilindrici che lì venivano inseriti all’ interno delle “bombe di propaganda”. Quando ebbe inizio l’ Operazione Cornflakes le copie ridotte vennero inserite dentro alle buste. Vennero introdotte anche dentro le scatolette di cibo, i pacchetti di sigarette, e anche in piccoli contenitori cilindri che venivano fatti entrare in Germania gettandoli nella corrente dei fiumi.
La MO faceva credere che il “Das Neue Deutschland” (La Nuova Germania) fosse un partito clandestino anti Nazista nato in Germania nell’ aprile 1944 il cui scopo era quello di ricreare una Germania libera e democratica. I moduli di iscrizione al gruppo venivano lanciati sui militari e sui civili in tutta Europa. Il suo organo ufficiale, il “Das Neue Deutschland” iniziò con 75.000 copie fino ad arrivare ad 1.000.000 per uscita.
In Fig. 5 membri del gruppo Cornflakes inseriscono i rotoli di volantini, visibili dietro, nelle bombe di propaganda.
L’ Operazione Sheet Iron era analoga. Con questa venivano lanciati copie del giornale in lingua italiana “La Riscossa Italiana”. Erano stampate a Grenoble e portare clandestinamente in Italia da sciatori. Gli articoli nel giornale erano scritti da Partigiani italiani, quindi contrabbandati al MO dove si stampava il giornale, qui ridotti a ¼ delle dimensio0ni originali nei laboratori fotografici dell’ MO e quindi disseminate dietro le linee italiane. Successivamente ne furono stampate 100.000 copie a Roma e lanciate da un bombardiere A-20 di medie dimensioni sopra Torino e altre città dell’ Italia del Nord il 20 aprile 1945, giorno del compleanno di Hitler.

Poco dopo la morte del Presidente Franklin D. Roosevelt, la sua collezione di francobolli fu messa all’ asta. Uno dei documenti trovati nella collezione era una lettera al Presidente mandatagli da Williams H. (Wild Bill) Donovan, Fig. 7, Direttore dell’ Ufficio dei Servizi Strategici OSS. Nella lettera si dice che il governo degli Stati Uniti aveva falsificato francobolli tedeschi ed altri documenti:

“24 ottobre 1944
Memorandum per il Presidente
Includo una copia del “Frankfurter Zeitung” insieme a copie dei francobolli di Hitler che credo Le piacerebbero nella Sua collezione. Le farà piacere sapere che il francobollo di Hitler è stato stampato in Svizzera da agenti dell’ O.W.I. (Office of War Information) ed è uno dei molti diversi tipi di materiale di propaganda che è stato stampato segretamente e introdotto in Germania clandestinamente fin dal novembre 1942.
Ogni due notti tra le 500 e le 1.200 copie del “Frankfurter Zeitung” sono altrettanto inviate in Germania dove sono spedite a persone il cui indirizzo appare negli annunci mortuari di soldati morti per la patria, Fig. 6.
Firmato W.H. Donovan, Direttore”

I francobolli falsi sono quelli del 6 e del 12 pfennig del 1941 con la testa di Hitler, Fig. 8 - 9. Ne esistono varie stampe con lievi differenze. Furono stampati in varie volte sia a Roma che a Berna, su diverso tipo di carta, con dentellature differenti, con lievi differenze anche nel colore e nel tipo di gomma. I falsi sono riconoscibili dalla dentellatura, da 11 a 13. Gli originali hanno dentellatura 14. Non conosciamo il numero di questi falsi stampati dalla OSS, anche se un documento ufficiale menziona la produzione di 726.550 “facsimile German postal Stamps”.
Inoltre fu stampata una parodia del 12 pfennig dove la testa di Hitler era diventata un cranio, Fig. 10. La scritta in basso venne cambiata da Deutsches reich in Futsches Reich (Impero Perduto). L’ OSS ha stampato 1.338.500 di questi francobolli e li ha spediti ai propri agenti in tutta Europa. A volte questi francobolli venivano inseriti dentro a delle buste che venivano spedite in Germania. Il numero di codice dell’ OSS per questo francobollo era 307, e a volte si trova stampato sui bordi dei fogli.
I falsi erano stampati in fogli da 50 (10x5). Furono usati prevalentemente nell’ Operazione Cornflakes. In nome Cornflakes dell’ operazione deriva dal fatto di portare tutte le mattine la propaganda americana sulla tavola della colazione dei Tedeschi.
Nella neutrale Svizzera l’ OSS aprì un quartier generale a Berna nel maggio 1942, usando la copertura diplomatica fornita dall’ OWI. Qui l’ OSS (con a capo Allen Dulles, che arrivò nel novembre 1942 e che operò col numero di codice 110 e col falso nome di Mr. Burns) e la OWI (con a capo Gerald Mayer, numero di codice 678) cooperarono alla produzione di materiale di propaganda. L’ unità operativa dell’ OSS di Berna aveva sede in Herengasse 23, e aveva creato 6 sotto-unità a Ginevra, Zurigo, Lugano, Ascona, Basilea. Tutte le operazioni erano eseguite in grande segretezza e con grande attenzione per non farsi arrestare dagli svizzeri, rigorosamente neutrali.
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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

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CORNFLAKES 3

Due agenti della Cia, Gordon H. Torrey e Donald P. Avery, entrambi collezionisti di francobolli di propaganda, mostrarono le loro collezioni al quartier generale della CIA e fu loro chiesto di scrivere un rapporto Segreto sui francobolli di propaganda e di spionaggio, intitolato “Postal Forgeries in Two World Wars”. Questo rapporto rimase segreto fino al 1993 quando fu reso pubblico grazie al programma “CIA Historical Review”. Sull’ Operazione Cornflakes scrissero:

“ La qualità dei francobolli falsi dell’ Intelligence variava considerevolmente. Quelli inglesi erano di gran lunga i migliori perchè venivano prodotti dalle ditte che producevano quelli veri. Quelli della resistenza americana e francese erano assai peggiori per le rozze attrezzature produttive disponibili. Non fu ritenuto necessario, per inviare grandi quantità di posta, creare riproduzioni esatte, e comunque le imprecisioni non erano evitabili per la mancanza, in tempo di guerra, di materiali e tecnici. La cosa più difficile, nei francobolli americani e in alcuni inglesi, era il controllo del colore: realizzare e mantenere le esatte miscele di inchiostri da stampa; in tempo di guerra questo problema esiste anche per la produzione ufficiale di francobolli da parte delle amministrazioni postali. La produzione da campo inoltre richiede metodi di stampa alternativi, con l’ uso della fotolitografia al posto delle incisioni. Anche la mancanza di carta e la mancanza di adeguate macchine dentellatrici portò ad ulteriori diversità con gli originali. La creazione della filigrana nella carta era inutile perché non riscontrabile sui francobolli attaccati alle buste.”

I due agenti misero le loro collezioni in mostra nel piccolo museo della Cia, situato subito fuori la caffetteria dei quartier generali a Langley, in due occasioni. Mi fermai a vederle mentre stavo andando a pranzo. La mostra era intitolata “I falsi postali e i francobolli di propaganda di due Guerre Mondiali”. Su quattro ripiani di vetro c’ erano fogli interi dei falsi francobolli tedeschi dell’ OSS, un foglio di quello del compleanno di Hitler, una copia del giornale clandestino Das Neue Deutschland.

C’ è una interessante variante del francobollo OSS col cranio di Hitler, prodotto dagli agenti americani a Berna. La variante del 45 pfennig mostra il cranio più rozzo e più orrendo del primo falso OSS, e la scritta 45 indica probabilmente l’ anno 1945 . La scritta è “Futsches Reich”. C’ è anche un messaggio di propaganda che sembra scritto a mano che dice: “Nuovo per i filatelici / 45 – Terzo reich con difetti di lastra [incisa]. Il tedesco è scritto in maniera strana, quindi venne eseguito da un americano. Il ricercatore W. Baldus pensa che l’ OSS voleva far credere alla gente che dei commercianti di francobolli tedeschi stessero offrendo il “45” sul mercato. La scritta fu aggiunta proprio per questo. Per farlo sembrare un francobollo vero ne disegnarono la dentellatura su una cornice di sfondo. Lo specialista Lee Richards ne vide un esemplare nell’ archivio dell’ Istituto Hoover. Anche W. Baldus, nelle sue ricerche, s’ imbatte in un altro esemplare.
Un’ immagine in bianco e nero del francobollo apparve sul giornale di propaganda del 12° Gruppo d’ Armata americano “Frontpost”. Nel volume “Publicity and Psycological Warfare 1943-1945” della storia delle Operazioni del 12° Gruppo d’ Armata americano si dice:

“Il Frontpost venne creato come un giornale, non come un volantino. Conteneva notizie, una mappa del fronte occidentale, una notizia illustrata, rubriche, qualche notizia sportiva tedesca, un gioco enigmistico, ma non scritti propagandistici, non opinioni editoriali, non “prediche” evidenti. Il primo numero conteneva una rubrica che fu pubblicata anche nei numeri seguenti e successivamente fu portata, con successo, anche alla radio, chiamata “Der Yankee Spricht”.

Per l’ interesse storico che esiste sull’ Operazione Cornflakes della OSS, il francobollo col cranio di Hitler a volte si trova in vendita direttamente e nelle aste. Il prezzo normale per uno di questi francobolli da 12 pfennig è di circa 25 $. Ma falsari e truffatori hanno prodotto molti facsimili e riproduzioni del cranio di Hitler. Questi francobolli non hanno valore. Si trovano in vendita da soli o in blocchi di 5 o 9, in verde o in rosso, dentellati o non dentellati, e a volte anche con un falso annullo, come quelli di Fig. 12, 13, 14, 15.

Il 5 aprile 1937 la Germania emise un foglietto souvenir in onore del 48esimo compleanno del Cancelliere Adolf Hitler. Al centro ci sono 4 francobolli con la sua faccia verde scuro da 6 pfennig. Nella parte bassa del foglietto appare la scritta WER EIN VOLK RETTEN WILL KANN NUR HEROISCH DENKEN (Chi vuole salvare il suo popolo deve pensare da eroe), Fig. 16. L’ OSS ha prodotto una parodia di questo foglietto per attaccare e ridicolizzare Hitler e il Partito Nazista, Fig. 17. Una delle prime citazioni del foglietto è apparsa nel volume di L.N. and M. Williams “Forged stamps of Two World Wars,” Verdant Press, London 1954:
“I propagandisti alleati in molte occasioni hanno rappresentato Hitler come personificazione della morte, esprimendo questo in vari francobolli emessi dagli Alleati durante gli ultimi periodi della Guerra. Il primo suggerimento che hanno avuto i collezionisti che il francobollo col cranio di Hitler esisteva è venuto quando è stata venduta la collezione di Roosvelt. Durante la seconda asta apparve il foglietto parodistico di 4 francobolli con il cranio di Hitler visto di fronte poggiante su una serie di 13 croci funebri, la cifra dei 6 pfennig è stata sostituita da due forche,e alla scritta Deutsches Reich è stato aggiunto l’ anno 1944. Fu venduto a 90 £. Jan Kindler, nel “Cinderella Philatelist” dell’ aprile 1963 accenna all’ immagine nel francobollo:

“Posso solo aggiungere che la fonte del suo disegno sembra essere stato un fotomontaggio eseguito dal fotografo Erwin Blumenfeld nel 1932, Fig. 18. Venne esibito nel 1937 in una mostra a Parigi, ma fu tolto dietro alle proteste del governo tedesco. Tuttavia divenne famoso e il francobollo di propaganda ne fu chiaramente influenzato, se non addirittura suggerito, dal fotomontaggio.”

L’ asta col catalogo “H.R. Harmer Inc. catalog” dove si offriva la collezione di francobolli di F. D. Roosvelt si tenne la sera del 4 aprile 1946. Il foglietto parodistico del compleanno di Hitler aveva il n. 738 e la descrizione:

“Propaganda in Germania, falso foglietto di Hitler, rosso scuro, con cranio e ossa incrociate [??], stampato in Svizzera e inviato alle vedove e ai familiari delle vittime tedesche.”

Il lotto successivo n. 739 era così descritto:

Propaganda in Germania, giornale clandestino “Frankfurter Zeitung”, pubblicazione 451, stampato segretamente e introdotto con mezzi clandestini in Germania, da dove venivano spediti a persone i cui indirizzi erano apparsi nei necrologi dei soldati morti per la patria.
Su “Stamps” del 6 luglio 1946 apparve un breve articolo intitolato “O.S.S. Propaganda Stamps”, dove venne stampata parte di una lettera di Allen Dulles (OSS svizzero) al Generale Donovan, che parlava della produzione di:

“un cosiddetto francobollo Hitler che lo mostra come una testa di morto col cranio e ossa incrociate, che io e Gerry Mayer (OWI svizzero) facemmo arrivare di contrabbando in Germania nel più grande numero di esemplari che ci fu possibile far passare la frontiera.”

Sappiamo molto di più sulle perazioni di propaganda americana in Svizzera dalla tesi in Scienze Politiche dell’ Università di California dal titolo “Propaganda clandestina da Berna (1942-1945): volantini degli Stati Uniti tesi a sovvertire Hitler” di William Warren Wertz Jr. Egli usò la collezione di Gerald Mayer dei volantini di propaganda da Berna dell’ OWI, conservata nella Libreria Centrale di Berkley in California.
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CORNFLAKES 4

Scrive che dal dicembre 1942 fino al V-E Day il capo dell’ avamposto OWI a Berna era Gerald M. Mayer. Ufficialmente Mayer era registrato dal 1942 al 1945 come Assistente del Ministero Svizzero degli Stati Uniti. Nei suoi report sulle attività dell’ OWI dal dicembre 1942 al dicembre 1943, Mayer riassume il suo lavoro di stampa e di distribuzione, da cui appare che la produzione era spesso sporadica per la continua minaccia e fastidio che la polizia svizzera costituiva per le operazioni clandestine. In effetti, dice Mayer, la polizia svizzera era un problema peggiore dei Tedeschi. E’ comunque comprensibile dal momento che l’ esercito tedesco era fermo alla frontiera svizzera in attesa di un qualche pretesto per invaderla. Nel primo anno L’ OWI produsse 1.269.500 volantini in bianco e nero e 19.000 opuscoli. Mayer non cita l’ OSS, mas sappiamo che vi lavorò instretta collaborazione.
Gerald Mayer è citato spesso nella rivista segreta “Outpost News, U.S. Office of War Information Outpost Service Bureau”, con notizie quali:

Ottobre 1943: Gerald Mayer invia due volte la settimana un nuovo servizio informazioni chiamato “U.S. Sidelights to 133 papaers…
Dicembre 1943: Gerald Mayer in Svizzera dice che i giornali di Budapest usano grandi quantità di comunicati stampa delle nazioni Unite.
Maggio 1944: Gerald Mayer da Berna dice che l’ “Exchange Telegraph” ora segue quasi tutte le trasmissioni delle stazioni radio Americane…
Luglio 1944: Gerald Mayer, capo dell’ avamposto svizzero dice che il materiale da Berna sul D-Day era così valido che 125 giornali svizzeri tre anticipazioni sulla liberazione.”

Guardando la confusione che esisteva tra la propaganda americana e le spie, gli Svizzeri, i Tedeschi sulla frontiera e i falsari francesi, si vede che l’ OWI stampava la propria ammissibile propaganda di giorno, e che L’ OSS stampava la propria propaganda illegale di notte. Tutti erano continuamente sul chi vive perché un massiccio intervento degli Svizzeri sarebbe stato molto imbarazzante per il Governo Americano. Questa specie di collaborazione tra l’OWI e l’ OSS sembra essere stata la normale procedura per la SHAEF (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force = Quartier generale Supremo delle Forze di Spedizione Alleate) fin dal 1942.

C’ è una grande differenza tra i collezionisti di volantini e quelli di francobolli. Il valore dei volantini americani lanciati sulla Germania è intorno ai 20 $. Molti americani non conoscono il tedesco, e quindi non c’ è molto interesse. Se le immagini sono molto interessanti, se mostrano Hitler, o le SS, o qualche vignetta antisemitica, il valore può salire a 50 $.
Ma se il materiale lanciato è un francobollo o una cartolina postale, entrano in ballo i collezionisti di francobolli, disposti a pagare ben altre cifre. Ho visto cartoline postali russe di propaganda con francobolli falsi vendute a 500 $ fino a 1.300 $. Ho seguito negli anni i foglietti di propaganda della testa-scranio di Hitler; sono stati venduti all’ inizio, cioè nel 1946, per 360 $, fino al massimo di 42.700 $ nel 1995. Quando ne comparvero altri sul mercato il prezzo scese a 17.400 $ nel 1967fino a 5.046 nel 2009/, quando ulteriori tre foglietti apparvero sul mercato. Per quanto ne so si conoscono in tutto solo 16 foglietti originali.
La casa d’ aste Cherrystone di New York City ha offerto il 28 ottobre 2009 due foglietti uniti con la stima di 47.500 $, accompagnati dal certificato di Gerhard Krischke di Hannover che diceva:
“questo è assolutamente l’ unico foglietto completo esistente e indubbiamente la più importante rarità della propaganda della Seconda Guerra Mondiale.

Se fosse stato un volantino col volto di Hitler stampato in rosso sarebbe valso intorno ai 25 $. Quale oggetto filatelico è valutato invece 47.500 $ !

Charles Cruickshank, nel libro “The Fourth Arm: Psychological Warfare 1938-1945”, Davis Poynter, London, 1977, parla della curiosa collaborazione tra la OWI e la OSS, che avvea come distintivo una punta di lancia , Fig. 20:

“Gli Americani spiegarono che il Generale Eisenhower trovava impossibile disegnare una chiara linea di divisione tra la propaganda sovversiva e le attività sovversive, e stabilì che quando la OWI (i propagandisti) e l’ OSS (i sabotatori) volevano discutere un progetto con le autorità militari dovevano essere accompagnati da un membro dell’ altra organizzazione.”

Berna era il quartier generale degli avamposti, e c’ erano magazzini a Basilea, Zurigo e Ginevra e una tipografia a Losanna. Otto squadre avevano l’ incarico di distribuire la propaganda in Germania, Francia, Austria e Italia. La squadre erano tenute separate e nessuna era a conoscenza dell’ esistenza delle altre. La “Squadra Valmy” si occupava della distribuzione in Francia. La “Squadra Mail” si occupava della posta clandestina in Germania, compresa i giornali di propaganda. La “Squadra Navig” inviava messaggio in Germania Ovest tramite il fiume Reno. La “Squadra rails” inviava la propaganda tramite ferrovia, ma furono arrestati tutti dai Tedeschi verso la fine del 1943. La “Squadra Waterloo” venne creata dai Comunisti che usarono i propri contatti per piazzare la propaganda in Germania. La “Squadra Nibelungen” era l’ organizzazione “Germania Libera”, e usarono anch’ essi i propri contatti. La “Squadra Niagara” operava solo vicino alla frontiera Gremania-Svizzera. La “Squadra Garibaldi” distribuiva i volantini in Italia. Quando l’ Italia si arrese nel 1943 furono tutti fucilati. La “Squadra Parsifal” era una squadra itinerante di scrittori e collaboratori occasionali che agivano individualmente.

Ci sono circa 411 oggetti nella collezione Mayer Berne. Circa oil 4% del materiale è illegale, il 9% è legale, e il restante 87% è una via di mezzo, cos’ composti:
172 tra foto e cartoons
141 volantini di una pagina
47 “papillons” (piccole etichette adesive)
45 giornali e bollettini
15 pacchetti con allegati di propaganda
6 lettere (con francobolli da 10 pfennig veri e allegati di propaganda)
5 pamphlets di 2 pagine ripiegate
3 confezioni di carta da sigarette
5 lasciapassare
2 carte d’ identità
1 permesso ospedaliero
1 carta d’ invalidità
1 match book
1 permesso di circolazione per auto
3 carte per razioni di tabacco

Nel libro “War Report of the OSS, The Overseas Targets, Vo. 2”, Kermit Roosvelt, Walker and Co., NY, 1976, si parla dell’le operazioni di stampa eseguite in Svizzera:

“Le operazioni eseguite insieme dall’ OSS/OWI riguardavano lapropaganda delle strategie di guerra. La missione dell’ OSS aveva stabilito contatti con un francese col nome in codice “Salembier”, che era stato uno dei capi degli artisti di propaganda del Deuxieme Bureau francese durante la Prima Guerra. Conosceva il mestiere e gli affari ed operava da Ginevra congiuntamente attraverso l’OSS e l’ OWI. Furono stampati e fatti entrare di contrabbando in Germania e nell’ Italia fascista milioni di opuscoli, volantini, cartoline, francobolli e ogni tipo di propaganda.”

Dietro al nome in codice di Robert Salembier c’ era in realtà Raymond A. Schuhl, soprannominato Mutt. Era stato un propagandista dell’ esercito francese durante la Prima guerra e si propose volontario agli Americani per lo stesso compito nella seconda guerra. Il suo nome in codice era Alsatian businessman (l’ uomo d’ affari alsaziano). Sembra che Gerry Mayer l’ abbia presentato a Dulles. Ho una copia di una nota del 16 settembre 1943 inviata dalla G.M.M. a Dulles dove gli veniva dato il numero di telefono di Mutt e gli veniva detto che si trovava all’ Hotel Regina.

Sappiamo anche che anche prima dell’ inizio dell’ Operazione Cornflakes, Salembier era implicato nella propaganda postale. Nel tardo 1944 Eugene Warner, il capo del “Mediterranean Morale Operations” si era incontrato con il falsario francese per discutere l’ invio di propaganda postale in Germania tramite treni regolari dalla Svizzera. La risposta fu positiva ma solo per piccole quantità. Allora la MO di Roma se ne tirò fuori, dicendo a Salembier di farsi da sé buste e lettere in Svizzera. Fu ordinato loro però di inviare 10.000 francobolli a Salembier come aiuto nell’ operazione. La MO di Roma si dedicò a sperimentare il lancio di sacchi postali falsi in Ungheria: furono preparati a bari due sacchi pieni di materiale di propaganda e lanciati in piena campagna, e il test fu considerato un successo. Questo portò agli inizi del Febbraio 1945 direttamente al progetto Cornflakes, dove sacchi postali con materiale di propaganda sarebbero stati lanciati lungo le strade ferrate in Germania.

Un tipografo dell' OSS sceglie i caratteri di stampa specifici della lingua italiana e della lingua tedesca, fig. 21
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CORNFLAKES 5

Un documento del Ministere Public Federal della Svizzera del 29 settembre 1944 trovato nello schedario di Salembier dice:
“La tipografia centrale di Losanna ha stampato materiale di propaganda in violazione della neutralità svizzera e che la propaganda è un attentato a un Capo di Stato straniero.
Conseguentemente il direttore della tipografia verrà punito in caso di crimine. Tutto il materiale sequestrato è confiscato. Quattro copie devono essere inviate alla Police de Surete di Losanna.”
Losanna è una città a circa 50 km a est di Ginevra e a 100 km a sud di Berna. E’ possibile che questo documento sia stato aggiunto allo schedario per avvisare chiunque che gli Svizzeri erano severi riguardo alla di propaganda.

Alla fine della guerra Allen Dulles segnalò Schuhl per fargli avere una medaglia al valor militare, ma venne respinto. L’ esercito americano non aveva intenzione di dare una medaglia a un francese per aver prodotto materiale di propaganda in Svizzera violando le leggi sulla loro neutralità. Comunque ricevette una lettera dal Presidente Roosvelt datata 30 ottobre 1944 in cui lo ringraziava per gli sforzi fatti nell’ intererse delle nazioni alleate.

Si conoscono circa 24 fogli completi e un foglio incompleto del francobollo parodistico del compleanno di Hitler. Sono facilmente riconoscibili dalle linee di perforazione, che sono diverse per ognuno dei fogli conosciuti.

Il primo foglietto, rosso, messo sul mercato era in un gruppo di articoli di propaganda dati a Roosevelt dal capo dell’ OSS Generale William Donovan il 24 ottobre 1944. Lo acquisto Re Farouk d’ Egitto. Il secondo foglietto proveniva da Georges Meyer, direttore dei servizi di Stampa e d’ Informazione del Ministero Francese di Guerra., che probabilmente gli fu regalato da Salembier. Questo foglietto recava timbrato a destra il numero di riferimento dell’ OSS, 192, in caratteri grandi. Un terzo foglietto rosso, anch’ esso con timbrato il numero 192 era di proprietà di Gordon H. Torrey, un impiegato della OSS e della CIA. Questo foglietto apparve in una mostra del 1997 nel quartier generale della CIA a Langley, Virginia. Gli altri foglietti sono in Germania, in Inghilterra, in Australia, e tre sono negli Stati Uniti.
La rarità di questi foglietti ha messo in moto i falsari. Il foglietto falso di Fig. 22 è abbastanza ingenuo: il falsario ha messo il cranio di Hitler di profilo invece che di fronte, come nei francobolli di propaganda stampati in fogli da 50. E’ da valutarsi dai 5 ai 10 $. Non ha nessun valore filatelico reale come prodotto PSYOP.

Uno dei grandi misteri della filatelia di spionaggio è la versione verde del foglietto. E’ più raro di quello rosso, se ne conoscono solo 6. Non è perforato, ma i francobolli sono separati da tagli fatti con la rotella. E, mentre molti documenti ufficiali parano dei foglietti rossi, non ce n’ è uno che accenni a quelli verdi, facendo nascere molti dubbi. Essendo apparso a Berna, dove esisteva il distaccamento OSS, potrebbe essere stato prodotto da quel distaccamento. Il foglietto viene descritto come avente due pieghe verticali perché questi erano ripiegati, inseriti e distribuiti in buste. Alla fine venne venduto in America a 2.000 $, Fig. 23 – 24.

Un secono foglietto verde apparve poco prima del 1978, aveva due buchini da grappetta sul margine destro: venne dichiarato che era stato attaccato ad un memorandum dell’ OSS. Il memorandum probabilmente menzionava il fatto che il foglietto originale tedesco era verde, e quindi anche la parodia dell’ OSS doveva essere verde. E inoltre sul memorandum veniva discusso dell’ opportunità di produrre tale foglietto, dato che non entrava nel formato standard delle buste tedesche. Il proprietario di questo foglietto dichiarò che aveva l’ obbligo di non mostrare questo memorandum, rendendo ancora più sospetto il tutto. Venne venduto in Europa a 4.000 $. Un terzo foglietto verde apparve a St. Paul, Minnesota. Gli altri foglietti sono nelle collezioni private americane.

Un foglietto verde fu trovato dentro un mucchio di 50 kg di carta straccia comprata nel 1983 da un collezionista di cartoline postali e autografi. Insiem alla cartaccia c’ era un album che conteneva documenti del falsario dell’ OSS Raymond Schuhl (Salembier) inviato alla Seconda Agenzia Francese al suo superiore Mr. Gasquiel. Nell’ album c’ è una pagina in cui ci sono un foglietto vero originale tedesco del compleanno di Hitler, un foglietto falso parodistico dell’ OSS rosso, e un foglietto verde. Non è una prova dell’ autenticità del foglietto verde, tuttavia il fatto che sono messi insieme nella stessa pagina fa pensare che anche quello verde sia autentico, Fig. 25.

Nel 2008 il ricercatore Lee Richards ha trovato un campione del foglietto verde dell’ OSS negli archivi del Hoover Institute nella Stanford University. La collezione consiste di circa 400 volantini. Non si conosce l’ origine di questa collezione, ma gli esemplari erano in un album poiché molti volantini erano ancora attaccati a delle pagine volanti, e quelli mancanti dalla collezione avevano un’ etichetta con la scritta “questo numero è esaurito”. La collezione contiene articoli di propaganda sia dell’ OSS che del OWI, stampati a Berna nella stessa tipografia. Alla luce di questa scoperta i foglietti verdi appaiono stampati dall’ OSS e quindi autentici, Fig. 26, 27.
Anche di questi foglietti verdi sono stati fatti dei falsi molto rozzi, facilmente riconoscibili, fig. 26 – 27.
In sintesi l’ OSS ha prodotto 4 tipi di francobolli falsi di propaganda: i primi due sono il 6 e il 12 pfennig con la testa di Hitler, gli altri due sono quelli di propaganda con la scheletro della testa di Hitler, uno rosso e l’ altro verde.
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CORNFLAKES 6

Posseggo una copia del progetto segreto, reso pubblico nel 1990, dell’ Operazione Cornflakes. E’ in sei paragrafi:
"Situazione: nella primavera del 1945 allestimento della disintegrazione nelle attuali funzioni amministrative naziste con “Morale Operations Rome” con una impareggiabile possibilità di infiltrare materiale stampato MO tramite lo sfruttamento del traballante sistema postale tedesco.
Obbiettivo: Indebolire ancora di più la volontà della Wehrmacht e dei civili di continuare la lotta persa. Per aggiungere più confusione al già caotico servizio di comunicazioni e trasporti. Per convincere il popolo tedesco tramite la disseminazione di materiale stampato MO dell’ esistenza in Germani di un gruppo anti nazista,forte specialmente nel settore degli affari e bancario.
Attuazione: pacchetti di posta contraffatta dentro a falsi sacchi postali tedeschi indirizzata a tedeschi noti all’ interno del Reich; le buste riportanti come mittente indirizzi commerciali, di banche e assicurazioni.
Operazione: dal 4 febbraio 1945 al 15 aprile 1945 il 14esimo Squadrone Combattenti del 15esimo Aviazione, in 20 sortite hanno portato 320 sacchi postali “tedeschi” infilati nel guscio di bombe fumogene da 7 inch. Ogni sacco conteneva 300 false lettere con dentro copie del Das Neue Deutschland ed altro materiale stampato MO. Uno speciale coperchio a detonatore di ogni bomba era collegato al pannello di comando del pilota che con un a leggera pressione del bottone apriva il coperchio e il sacco veniva sparato fuori dalla bomba a livello del suolo durante gli attacchi a bassa quota sopra le stazioni ferroviarie e le corti di smistamento. Le bombe rimanevano sugli aeroplani e venivano scaricate lontane molte miglia dall’ obbiettivo, senza lasciare tarcce di un lancio non esplosivo.
Equipaggiamento: stocks di carta, copie di materiale stampato di propaganda MO; tavole incise per stampare francobolli falsi da 6 e 12 pfg. e sacchi di iuta.
Personale: a Roma: 3 ufficiali, 5 uomini arruolati e 5 civili. A Bari: 2 ufficiali, 4 uomini arruolati e 2 civili. Piloti del 14esimo Squadrone del 15esimo Aviazione".
L’ impianto dove a Roma venivano stampati i francobolli falsi era la Tipografia Aristide Staderini. Venivano riprodotti i sacchi postali e le relative etichette. Il compito di far pervenire la “posta” era stato dato alla 15esima Armata dell’ Aviazione che stava già lanciando altro materiale di propaganda ai partigiani dietro le linee tedesche. Furono progettate bombe speciali in cui entrassero svariati sacchi postali, per un totale di 800 lettere ciascuna. Le bombe erano progettate per esplodere a circa 15 piedi sopra l’ obbiettivo in modo che i sacchi postali arrivassero sul bersaglio indenni.
Ci sono vari documenti de-secretati dell’ OSS relativi all’ Operazione Cornflakes. Un report del 28 marzo 1945 stabilisce che le operazioni Cornflakes e Pig Iron erano state affidate al Distaccamento 6 MO in collaborazione colla 15esima Armata dell’ Aviazione. Il distaccamento iniziale era composto dal secondo tenente Marcel Robich, dal sergente tecnico Alfio D’ Urso e dal sergente Nicos Los. 8 soldati italiani erano stati incaricati della sicurezza e due civili italiani erano stati ingaggiati per i lavori manuali. Il documento continua descrivendo un attacco il 16 marzo a un treno passeggeri con 15 vagoni e col rilascio di 13 sacchi di posta Cornflakes, un’ altro attacco il 19 marzo ad una locomotiva elettrodiesel con 16 sacchi postali lanciati dall’ altezza di 50 piedi. Si dice poi che altri 16 sacchi postali sono pronti al 14 Squadrone Combattenti in attesa da Roma dei timbri di annullo e dei cartellini di destinazione. Il carico di due autocarri di copie del Das Neue Deutschland era pronto per essere infilato nelle bombe, e appena ricevuto l’ ok un gruppo da bombardamento sarebbe stato sollecitato per la missione.
Un’ altro documento è la richiesta del 27 aprile 1945 del tenente Robert Allen della MO di Roma per una bomba caricata col materiale di propaganda Cornflakes, senza riportare però dove doveva essere portata la bomba.
Nella fig. 29 il sergente Nick Los, premiato con la Legione al Merito per il lavoro svolto dietro le linee in Grecia, sta caricando una bomba postale con falsi sacchi di posta tedeschi; dietro di lui, ripiegati, molti altri sacchi pronti.

Patrick K. O’ Donnell scrive dell’ Operazione Cornflakesnel suo libro “Operatives, Spies and Saboteurs”, Simon and Schuster, NY, 2004; dice che George Piday era un agente dell’ OSS MO assegnato a Bari dove prese parte ad operazioni contro l’ Ungheria. Anche qui sacchi postali falsi furono lanciati sul paese. Venne poi spostato all’ Operazione Cornflakes:
“Fui richiamato a Bari per lavorare ai sacchi postali tedeschi. Le buste, indirizzate a Siena, erano riempite e chiuse a Roma, e noi a Bari applicavamo gli annulli. Dopo molto lavoro e sperimentazioni con l’ Aviazione, l’ operazione cominciò a funzionare regolarmente".

In Fig. 30 è la ricostruzione pittorica di un raid di aerei P-38 del 14simo Squadrone che attaccano un treno.
La tecnica impiegata era quella di trovare un treno nemico proveniente dall’ Austria meridionale diretto a Nord, preferibilmente con un vagone postale. Il gruppo lo attaccava distruggendo uno o due vagoni e lanciando contemporaneamente i sacchi postali che sarebbero stati ritrovati nei paraggi del treno.
In Fig. 31 una lettera proveniente da un falso sacco postale tedesco lanciata a Ruhsdorf in Baviera.
La prima missione data il 5 febbraio 1945. Fu attaccato un treno diretto a Linz in Austria. Furono lanciati 8 sacchi postali con 800 lettere. Le buste erano state destinate a città poste lungo il percorso del treno. L’ Aviazione Militare relaziona di 10 raids eseguiti dal 5 febbraio al 31 marzo in cui furono attaccati treni a 12 miglia a ovest di Amstellen, 4 miglia a sudest di Ybbe, 40 miglia a ovest di Vienna, 5 miglia a sudest di Gmund. Altri attacchi furono eseguiti a 40 miglia a sudest di Pilsen, 10 miglia a norderst di Regensburg, in prossimità di Gmund, nei pressi di St. Poelten, cvicino a Monaco, vicino a Ried. In tutto furono lanciati 92 sacchi postali, di cui 4 andartono persi tra gli alberi. In tutto furono lanciati sulla germania più di 50.000 pezzi di posta con materiale di propaganda sovversiva.
Successivamente vennero eseguite altre missioni in Aprile, di cui l’ ultima il 16 aprile. In tutta l’ operazione Cornflakes furono eseguiti 20 raids, furono lanciati 320 falsi sacchi postali tedeschi con 300 lettere ciascuno, per un totale di 96.000 lettere di propaganda.
Dai vari documenti risultano varie quantità di buste contenute in ogni sacco, 300, o 400 o 800. Probabilmente c’ erano sacchi di dimensioni diverse. Un’ altro esemplare di busta dell’ Operazione Cornflakes nella Fig. 32.
Lo staff di Roma preparava le buste, e un gruppo di dattilografi vi scrivevano sopra gli indirizzi dei destinatari, che lo staff Ricerche e Analisi dell’ OSS prendeva dagli elenchi del telefono tedeschi. Vennero preparate più di 15.000 buste a settimana. Su altre buste l’ indirizzo veniva scritto a mano da agenti del MO per mescolarli a quelli dattiloscritti e render più realistico il tutto.
I falsi annulli dell’ OSS che ho visto personalmente erano quelli di Vienna, Hannover e Stoccarda. Le date andavano dal 24 gennaio 1945 al 9 aprile 1945. Ci sono però anche delle buste con annulli a data più vecchia, probabilmente si tratta di esperimenti pre-Cornflakes.
Fu usata spesso una macchina annullatrice che stampava:
BERLIN W8 / 22 4 45 // Preussische / Staatsbank / (Seehandlung) //* 012 / Deutsche Reichspost.
E’ curioso come la data riportata su questi annulli sia successiva all’ ultimo raid eseguito nella Operazione Cornflakes: probabilmente si tratta di buste preparate per dei raid in quella data, ma poi non eseguiti.
Le buste commerciali recavano stampato l’ indirizzo della società mittente, come "The Prussian State Bank," "The International Corporation for Transport and Traffic Affairs," "The New Deutschebank," "The Credit Reform Company," e la molto importante "Wiener Giro - und Cassenverein, Fig. 33. La busta “Cassenverein” diventò famosa, perché fu la prima ad essere smascherata dalle autorità postali tedesche. Alla fine del raid del 16 marzo 1945 al treno vicino a St. Poelten, la polizia Tedesca raccolse i sacchi postali dell’ OSS. Poco prima della loroc consegna un capufficio delle poste si accorse che l’ indirizzo stampato del mittente era sbagliato: era “Wiener Giro-und Cassenverein, invece che Kassenverein. Le buste furono aperte con la scoperta del materiale propagandistico contenuto.
La gran parte delle buste e del loro contenuto di propaganda andò distrutto durante la guerra. La sicurezza tedesca ha stabilito che il 97% di tutti i falsi fatti entrare in Germania furono localizzati e distrutti. Ovviamente però l’ OSS ha archiviato una discreta quantità del materiale di propaganda do loro prodotto, e negli Archivi Nazionali degli Stati Uniti ce n’ è un gran numero. Nel 2010 nove buste OSS dell’ Operazione Cornflakes furono rubate.

Il 4 giugno 1944 venne catturato Willi Haseneier, artista diplomato alla’ Accademia di Belle Arti di Dusseldorf. Gli agenti dell’ OSS lo fecero collaborare alla falsificazione di carte d’ identità, lasciapassare, documenti di credenziali e firme. Alla fine della guerra lavorò per gli Alleati producendo identikits per i processi di Norimberga. Più tardi andò ad Hollywood dove diventò un famoso disegnatore di posters e pubblicità per l’ industria cinematografica. Nel 2005 Hollywood stava considerando la possibilità di fare un film sulla sua vita. In Fig. 34 un ritratto del tenente Jack Daniels eseguito da Haseneier.
Jack Daniels di Savannah, Georgia, conservò due di queste buste. Era stato un agente dell’ OSS assegnato all’ MO di Bari e nel 1945 ne diventò il capo. Aveva lavorato alle due operazioni Cornflakes nel tardo 1944 e Sauerkraut all’ inzio del 1945. Era stato uno dei piloti che sganciava i sacchi postali sopra i treni bombardati. Regalò poi nel 1960 queste due buste ad un collezionista amico di famiglia, Fig. 35 – 36.

Entrambe le buste hanno lo stesso mittente con lo stesso logo e sono datate 11.4.45 :

Otto Perutz / Trockenplattenfabrik / Munchen GMBH

Una busta ha due francobolli con la testa di Hitler da 6 pfennig violetti falsi, stampati dall’ OSS , ed è indirizzata a Herrn Erwin Uiblagger, Wallrisstrasse 64, (12a) Wien XVIII/110.
L’ altra busta ha un francobollo con la testa di Hitler da 12 pfenning rosso falso, stampato dall’ OSS, ed è indirizzata a Frau Lilli Ulanowsky, Ameisgasse 19 (12a) Wien XIII/89.
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CORNFLAKES 7

La busta affrancata con due francobolli da 6 pfennig testa di Hitler falsi contiene una striscia dei 12 pfennig col cranio di Hitler e un volantino col titolo “Zehn Gebote fur Osterreicher” (Dieci comandamenti per gli Austriaci), con stampato il testo:

“Dieci comandamenti per gli Austriaci
1) Non deovete mai dimenticare che la vostra patria è l’ Austria e non “Ostmark” o “Pan-Germania” [Istmark era il nome dell’ Austria durante il Terzo Reich].
2) Non dovete fare causa comune con i nazisti, traditori e oppressori del’ Austria, blasfemi e profittatori della guerra.
3) Dovete essere chiaramente consapevoli che avete un solo nemico, il parassitario Reich dei tedeschi di Hitler, e che chiunque lotti contro il Terzo Reich contribuisce alla liberazione dell’ Austria ed è, quindi, vostro amico.
4) Non dovete prolungare le sofferenze delle nostre patrie contribuendo alla continuazione di una guerra senza senso e già persa, combattendo nella Wehrmacht o lavorando in un ufficio o in una fabbrica.
5) Dovete invece forzarvi di accorciare la guerra assassina con tutte le vostre forze: quando siete nell’ esercito evitate il servizio attivo simulando malattie e arrendetevi alla prima occasione. L’ Austria libera ha bisogno di voi come Austriaco vivo, non come un “Ostmarker” morto. Quando lavorate, evitate il lavoro dicendo al padrone che state male e sabotate più possibile la missione totalmente assassina dei tedeschi.
6) Non rinunciate mai al desiderio di libertà e all’ amore per la vostra patria per paura degli assistenti dei vergognosi carnefici della Gestapo.
7) Preparate il giorno della liberazione cominciando da ora a scrivere i nomi dei criminali nazisti e gli sfruttatori del vecchio reich, per chiarire chi verrà fucilato e chi verrà impiccato.
8) Non dovete obbedire agli ordini dei funzionari del partito o delle autorità naziste. La maggior parte di questi ordini portano ad una ulteriore schiavitù della nostra patria e portano morte e miseria a noi Austriaci.
9) Dovete fare tutto il possibile per rafforzare e propagandare il desiderio e la volontà di liberare l’ Austria insieme ai vostri parenti e amici, e dovete unirvi agli essitenti gruppi della resistenza o formarne voi stessi di nuovi.
10) Non dovete dire “Heil Hitler” ma far tornare il buon vecchio modo austriaco di salutare “Gruss Gott” (Dio sia benvenuto) e dovete sempre pensare alla liberazione e all’ indipendenza dell’ Austria.
L’ Austria deve vivere!”

Nel 2008 mi ha contattato la figlia di Erwin Uiblagger che cercava di capire perché su una busta dell’ Operazione Corneflakes apparisse il nome di suo padre. Le ho spiegato che il nome potrebbe essere stato trovato sull’ elenco telefonico, o in archivi militari o civili tedeschi, o offerto da un compagno fatto prigioniero. La figlia mi disse che suo padre era stato catturato nel 1941 sul fronte russo e poi venne ucciso o morì durante la prigionia. Pensava che il suo nome e indirizzo potessero essere stati trovati nei suoi documenti militari d’ identificazione. Non sapremo mai quando e perché venne scelto il suo nome da mettere sulla busta, ma la persona esisteva realmente e ora ne sappiamo che fine ha fatto.

La busta affrancata con un francobollo contiene una striscia dei 12 pfennig col cranio di Hitler e due volantini più piccoli.
Sul primo si legge: “Freiheit! Frieden! (Libertà! Pace!) dove la F è formata da una svastica spezzata. Dietro vi è stampato:

“Una nuova arma segreta / Il succedaneo del soldato” / BdM e NSF nella Wehrmacht!!!!!”
[BdM è il Bund deutscher Madchen, cioè l’ Associazione delle ragazze tedesche, e il NSF potrebbe essere il “Nationalsozialistischer Frauenbund” cioè la Lega nazionale delle donne socialiste].
Compagni!
Per anni le nostre donne sono state usate dal partito; per anni le nostre donne sono state schiavizzate dall’ industria degli armamenti; milioni di nostre donne, le nostre sorelle, madri e figlie perdono la salute nelle fabbriche, molte lavorano rischiando la vita. Ma questo non basta ancora al NSDFAP! Ora le nostre donne vengono arruolate nell’ esercito come sostitute dei soldati!
Noi soldati al fronte abbiamo solo una risposta: non vogliamo come soldati le donne! Non vogliamo essere sostituiti. Vogliamo tornarcene a casa, subito!
Finiamo la guerra!/ Il miglior “sostituto” della guerra è la pace / Pace da oggi!

Sul secondo volantino si legge:
“Ein Volk: Osterreich ein Reich: Osterreich Kein Fuhrer!” (Un popolo: un impero austriaco: non un Fuhrer austriaco!). E’ la parodia dello slogan del partito nazista “Ein Volk, ein Reich, ein Fuhrer (Un popolo, un Impero, un Fuhrer).
Il “The Story of Cornflakes” aggiunge:

“Poichè il giornale “Das Neue Deutschland” conteneva tutti i temi di propaganda MO e in poco spazio, la maggior parte delle erano riempite col giornale. In alcune buste indirizzate a cittadini austriaci, venivano aggiunti i volantini con i “10 comandamenti per gli Austriaci” ed anche bollettini sovversivi come il “Der Osterreicher”, Fig. 37 (del 3 febbraio 1945). E infine etichette e francobolli falsi.
Il bollettino-giornale ciclostilato è prodotto in maniera primitiva e rozza perché si voleva far credere emesso da un movimento clandestino austriaco anti nazista, quindi su carta scadente e con una scadente macchina da ciclostile. Il primo paragrafo recita:

“Soldati! Il movimento di Liberazione austriaco ha bisogno di armi. Portateci queste armi! Portateci munizioni! Combattiamo per la nostra libertà!”

In alcune buste dell’ OSS abbiamo trovato una riproduzione del modulo ufficiale tedesco usato per informare i parenti dei sopravvissuti ai bombardamenti alleati. Nel 1943 le Reichspost tedesche crearono delle speciali cartoline postali per permettere alle vittime dei bombardamenti di inviare un breve messaggio ai loro parenti. Ne furono stampati 3 tipi diversi nel disegno e nel colore. Su una faccia c’ è la scritta “Lebenszeichen von” (segnale di vita da) e sull’ altra “Eilnachricht an” (messaggio speciale a); hanno tutti una cornice di colore lungo i margini. Quelle rosse erano per gli indirizzi privati, quelle verdi per i soldati con numero postale del campo, Fig. 38. Quelle viola erano usate dalla Reichspost per controllare gli indirizzi delle persone che vivevano nelle “Luftnotgebieten” (zone d’ emergenza). Su queste cartoline non necessitava affrancatura, e non venivano annullate con timbri, ma a volte venivano controllate dalla censura. L’ OSS falsificò il tipo verde. Sul lato dell’ indirizzo, dove le cartoline autentiche avevano stampato “Espresso per” nel falso OSS era stato aggiunta la parola “te”. In basso a sinistra venne aggiunto “F.D.R.”, abbreviazione di “Fur die Redakation” (per l’ Editore).Sotto c’ è il testo: “La Nuova Germania, Comitato d’ Azione”. La parte posteriore recava un lungo messaggio di propaganda “Modulo di segnale di vita da – I combattenti illegali – in tutto il reich”. La cartolina è datata 19-1-45. Il testo sottostante, scritto a mano in una grafia simil-gotica, Fig. 39, dice:

“Il Fronte unito di tutti i partiti rivoluzionari combatte per la nostra liberazione dal giogo delle SS e del partito. Unisciti a noi nella lotta! Forma i tuoi gruppi d’ azione!”

L’ OSS preparò anche una lettera falsa del Capo del Partito Regionale Nazista Ercik Koch che parla della “salute cagionevole” di Hitler, con una sottile allusione che il Fuhrer non stava del tutto bene, Fig. 40. Accenna al suo desiderio di arrivare alla pace ed è quasi la profezia del complotto per uccidere Hitler che verrà messo in atto. L’ idea era di rendere i civili diffidenti dei loro capi militari e render i soldati confusi sul presunto conflitto dei loro generali col Fuhrer:

“Erich Koch
Konigsberg [Est Prussia]
20 settembre 1943

Miei cari Camerati,
Il Fuehrer è in pericolo. I reazionari voglio sbarazzarsi del nostro Fuehrer e sottoporre il Reich a una dittatura militare che inizierà immediatamente negoziati di pace, anche contro la volontà del popolo.
Alcuni gruppi, usando il beneamato nome di Prussianesimo, ma non mostrando lo spirito eroico della Guerra dei Sette Anni, hanno diffuso dicerie che il Fuehrer, a causa della sua salute cagionevole, non è più in grado di sostenere il peso della sua carica.
Con queste dicerie i reazionari stanno preparando un’ insurrezione che mira a sostituire il Fuehrer nella sua carica di Comandante Supremo della Wehrmacht. Il suo postò sarà preso da un generale traditore.
Nella sua magnanimità il Fuehrer fino ad ora non ha voluto prendere provvedimenti drastici contro i traditori per non privare l’ esercito dei suoi capi in quest’ ora critica. E’ quindi nostro dovere di unirci contro i rivoluzionari.
Ho avuto recentemente l’ onore di incontrare il Fuehrer nel suo quartier generale. I suoi occhi irradiavano la certezza della vittoria, il suo battito di mani ha mostrato la sana potenza dell’ uomo non piegato dalle avversità del fato, un uomo che è e che deve restare il destino della Germania.
Chi vorrà privarci del nostro Fuehrer getterà la Germania nella guerra civile!
Rimarremo fedeli al nostro Fuehrer secondo il nostro giuramento. Il popolo tedesco non vuole la pace. Il popolo tedesco vuole la vittoria, a qualunque costo.
Camerati! Tenete occhi e orecchi aperti! Rendetevi conto del pericolo!
Segnalate immediatamente ogni sospetto, ogni diceria, ogni osservazione diffamatoria mascherata sul nostro Fuehrer al più vicino ufficio del partito, alla polizia o alle SS.
Lunga vita al Fuhrer!
In fede il camerata Kock
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fabiov
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da fabiov »

Ciao agrome, :clap: :clap:
non ti ho risposto prima perchè non ho to il tuo post che era sommerso dalle traduzioni di Ferdinando.
Sono al corrente che ci sono grosse facilitazioni in fase di stampa e che certe cose si possono pagare via via che se ne stampano delle copie.
Terrò le tue informazionie quando decideremo cosa fare interpellerò anche quel sito.
Grazie e ciao
fabiov Ciao: Ciao:
P.S. ovviamente il discorso di riuscire a stampare qualche cosa in poche decine di copie senza spendere cifre enormi è importante e spero che qualche altro amico del forum mi indichi siti (sperimentati) che fanno condizioni buone e diano un buon servizio! :$$: :$$:
SOSTENITORE DA SEMPRE!
Leggete articoli filatelici miei e di altri amici giornalisti nel mio NUOVO sito www.storiefilateliche.it. Oltre a più di 250 articoli ci sono novità, illustrazioni, foto e una sezione ASFE. Vi ricordo anche che sul mio vecchio sito www.fabiovstamps.com è sempre attivo, su tutte le pagine, un motore di ricerca per ritrovare più di 500 MB di info filateliche, caricate negli ultimi 14 anni anni da me sul Forum e sul mio sito!

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

CORNFLAKES 8

Come abbiamo visto, il “Das Neue Deutschland” era un giornale di propaganda stampato a Roma dall’ OSS, Fig. 41. Ne furono stampate più di 10 milioni di copie. Le copie erano mascherate da edizioni scoperte e sequestrate e venivano sovrastampate con la scritta: “Questo giornale tedesco è caduto nelle mani degli Alleati durante l’ occupazione di Parigi”. Si sperava così che il pubblico tedesco avrebbe creduto che il giornale fosse stato sponsorizzato da un partito d’ opposizione interno al Reich. All’ inizio il giornale venne stampato nelle dimensioni. Veniva poi ridotto fotograficamente a 10 x 6 ½ inches. All’ inizio se ne producevano un milione di copie al mese, successivamente si arrivò a un milione a settimana.
Alcuni dei titoli e dei contenuti del numero del 15 agosto 1944erano: “La nave che affonda”, un attacco alla Turchia e alla Spagna per aver ignorato i loro antichi alleati. L’ articolo accusa il Generale di Spagna Franco di tradimento e ricorda che fu la Germania ad aiutarlo a salire al potere. Un’ altro articolo “Più forche, più sangue” parla dei tedeschi assassinati dopo l’ attentato contro Hitler. Dice che il partito nazista e la Gestapo uccisero molte persone innocenti e cita 186 civili assassinati, senza pubblicarne però i nomi. L’ articolo “Tradimento contro la Germania” è la messa a nudo i piani dello Staff Generale che avevano reso possibile i precedenti sbarchi in Francia.
Dopo la resa dei tedeschi in Italia, venne accertato che le truppe avevano ricevuto per posta copie del giornale. Prigionieri tedeschi riferirono di averne viste copie fino nei porti del Baltico, e che circolava dappertutto la notizia certa del movimento clandestino Das Neue Deutschland in Austria e in altre sezioni del Terzo Reich.

Altro documento falsificato dall’ OSS fu il “Resoconto finale della produzione e distribuzione”, Fig. 42 (orginale) di cui L’ OSS di Roma stampò tra il 15 luglio 1944 e il 15 maggio 1945 94.100 copie, Fig. 43 - 44 (falso).
I falsi erano 13 cartoline postali semplici su carta giallastra e 3 cartoline postali a più colori. Molte di esser furono stampate sotto l’ Operazione Cornflakes, ma vennero usate anche, e portate oltre le linee nemiche, nell’ Operazione Sauerkraut.
Una cartolina ha stampata la caricatura delle Volkssturm (Resistenza Popolare) chiamate in servizio negli ultimi giorni della guerra per proteggere il Reich: nell’ autunno del 1944 la Germania arruolò a questo scopo i bambini e gli anziani; il 25 settembre 1944 Hitler chiamò alle armi tutti i maschi dai 156 ai 60 anni che non avevano già prestato servizio nella Wehrmacht.
Nella cartolina si vedono due donne grasse sui pattini, con al braccio la fascia con la svastica. Una è armata di scopa l’ altra di un ombrello. In basso è stampata la scritta Schwere Panzer (Carrarmati pesanti).
Ho saputo da chi aveva lavorato nell’ MO di Roma che le cartoline erano state disegnate da un artista che aveva lavorato in quell’ OSS MO, e che era morto nel 1999, il famosissimo grafico e vignettista Saul Steinberg. Non aveva un nome in codice, perché era un collaboratore esterno chiamato quando c’ era necessità di disegnare vignette caricaturali. Nato in Romania, era scappato in Italia a causa della guerra nel 1941. Prese il diploma al regio Politecnico, ma venne identificato dalle nuove leggi razziali anti ebraiche italiane. Nel 1942 lavorava per l’ Ufficio Informazioni di Guerra e divenne ufficiale guardiamarina nella Naval Reserve degli U.S., lavorando nell’ Intelligence di Washington. Nel 1943 venne inviato a Kunming in Cina, e nel Dicembre di quell’ anno era in Algeria. Fu poi mandato in Nord Africa e alla fine all’ OSS nella Roma occupata dagli Alleati. Nel settembre del 1944 fu rimandato a Washington, Fig. 45.

L’ OSS inventò anche una falsa organizzazione “Ring der Kriegermutter” (Gruppo di Madri di Guerra), per fra credere che esisteva in Germania un gruppo di madri tristi e sole che volevano che i loro figli in guerra disertassero. La falsa cartolina di Fig. 46 ne riporta il simbolo inventato (un simbolo tondo rozzamente disegnato a mano di due braccia con le mani che si stringono e con al centro il nome dell’ organizzazione). Il testo dice: “A casa, durante il sesto inverno di guerra. Cari figli sul campo! Ora che la Germania è diventata un campo di battaglia, noi madri ci siamo unite per chiedere il vostro aiuto. Dopo cinque anni di lotta contro l’ opprimente potere nemico, avete fatto anche più del vostro dovere. Oggi la guerra è persa, e il nemico è entrato nel nostro paese. Siamo state abbandonate e senza aiuti. Non lasciate le vostre madri sole nell’ ora del pericolo! Tornate a casa!!! Le madri sono le persone a voi più vicine e più care!”

La cartolina di Fig. 47 è stampata in tre colori, ed è una di tre diverse ma molto simili. Rappresentano vedute ovali di tre città tedesche intatte, sullo sfondo di un cielo notturno. In basso c’ è la siluette nera di una città distrutta dai bombardamenti con un gatto che ulula alla luna. Le stelle che brillano hanno la forma di croci tombali. Sotto è riportata la parodia di una famosa ninnannanna tedesca, il cui testo è stato cambiato:
“Sono stanco, vado a riposare / continuano a cadere le bombe / lasciate che i fari dell’ antiaerea / proteggano la nostra piccola città. // Cosa ci ha fatto il nemico / Buon Dio, guarda! / La tua grazia e il nostro coraggio / ripareranno i danni // Molti nostri conoscenti / hanno avuto le case bruciate / ed hanno grandi o piccole macerie ma non più casa. // Lascia che la luna sia in cielo / e mostri le città desolate /Si, per tutto questo dobbiamo solo ringraziare / il nostro piccolo caro Fuhrer!”

Alcune città rappresentate in queste cartoline sono Essen, Berlino, Brema, Amburgo, Monaco, Colonia. Sono riprodotte e ben descritte nell’ articolo di Herbert A. Friedman, The American Propaganda Postcards of World War II, sul “German Postazl Specialis” del febbraio 1987.

L’ OSS ha prodotto anche almeno otto false lettere in tedesco. Vennero stampate dal MO a Roma dalla metà del 1944 all’ inizio del 1945. Erano ripiegate e infilate nelle buste. Tutte dichiaravano di essere state scritte da associazioni o gruppi inventati dall’ OSS e che in realtà non esistevano, Fig. 47.
La prima lettera veniva recapitata alle truppe tedesche facendo sapere loro che, mentre combattevano al fronte, le loro mogli, fidanzate e sorelle facevano sesso in qua e in là. La lettera proveniva da un’ inventata “Verein Einsamer Kriegerfrauen (VEK), cioè l’ Associazione delle Donne di Guerra Sole. Il testo riporta:
“Estate 1944. Cari soldati al fronte! Quando ripartirete? Quando potrete dimenticarvi dei vostri ardui doveri di soldati per qualche giorno di divertimento, gioia o amore? Noi, a casa, sappiamo delle vostre eroiche lotte. Ci rendiamo conto che anche il più coraggioso a volte si stanca e ha bisogno di un soffice cuscino, tenerezza e sani piaceri. Vi stiamo aspettando. Voi che dovete spendere le vostre vite in una città straniera; voi a cui la guerra ha tolto la famiglia; voi che siete soli nel mondo senza una moglie, una fidanzata, o una ragazza. Vi stiamo aspettando: tagliate il nostro simbolo da questa lettera. In ogni bar vicino alla stazione, in ogni caffè, attaccatelo sul vostro bicchiere, in modo che sia ben visibile. Un membro del nostro VEK vi contatterà presto. I sogni che avete avuto al fronte, e i desideri delle vostre notti solitarie si avvereranno. Vogliamo voi, non i vostri soldi. Perciò dovete mostrare sempre la nostra tessera a chiunque potrà avvicinarvi. Ci sono membri dappertutto, perché noi donne capiamo i nostri doveri verso la patria e verso chi la difende. Lo facciamo anche per noi, siamo state lontane dai nostri uomini per molti anni. Con tutti quegli stranieri intorno, vogliamo stringere ai nostri petti dei veri giovani tedeschi. Nessuna inibizione: anche vostra moglie, sorella o amante è una di noi. Pensiamo a voi e al futuro della Germania. Chi riposa arrugginisce. Ogni lasciata è persa. VEK, L’ Associazione delle donne di Guerra Sole.”
Il simbolo dell’ Associazione è uno scudo con due cuori, uno con una chiave, uno con una toppa, il significato è molto evidente. Tra i cuori vi sono le lettere VEK.

La seconda falsa lettera sembrava provenire da un Gruppo della Resistenza “Unione dei Soldati Cristiani”. Il testo è dattiloscritto volutamente con poco inchiostro in modo da sembrare eseguito con i pochi mezzi della clandestinità., e dice:
“Camerati, non fate che si approfittino di voi col vecchio slogan “Resistere fino all’ ultimo uomo” per farvi inutilmente uccidere o rendere mutilati per il resto della vita! Gli ufficiali che danno questi ordini sono lontani dalla zona di fuoco. Tutte le spaventose fandonie dei maltrattamenti dei prigionieri ora ci lasciano freddi. Ne abbiamo avuto abbastanza! Mollate: i soldati e le sentinelle e molti altri sanno com’ è facile. Il nostro gruppo aiuterà chiunque per mantenerli in vita per il nostro futuro. Gli Alleati conoscono il nostro movimento. Date loro questo lasciapassare quando attraverserete le linee nemiche! E’ il vostro lasciapassare per la vita! Unione dei Soldati Cristiani.” In fondo è stampato un lasciapassare di resa in tedesco e in inglese che recita:
“Agli Alleati! Sono un membro dell’ Unione dei Soldati Cristiani. Credo nella promessa degli Alleati di trattarmi bene e di mandarmi a casa appena finirà la guerra”, Fig. 48.

La terza falsa lettera è stata fatta per mettere in disaccordo l’ esercito tedesco e i loro vari alleati, incluse le legioni straniere che si erano unite nella guerra contro il Bolscevismo. Nel mezzo dello scritto c’ è il disegno di una piccola scimmia antropomorfa pelosa con un perizoma e il casco , che vuol rappresentare uno dei “nobili alleati” della Germania. La lettera è scritta in uno stile volgare per far creder che viene da un soldato tedesco indignato e offeso, e dice:
“Agosto 1944. Questi, Camerati, sono i nostri nobili alleati! Sto leggendo un articolo nel giornale dei soldati “Fronte Sud” sui “fratelli in armi” Slovacchi, e l’ elogio del loro valore viene cantato in lungo e in largo. L’ articolo dice: Questi Slovacchi hanno combattuto sul Fronte est spalla a spalla con i soldati tedeschi. Molti mostrano con orgoglio le loro decorazioni duramente vinte. Ora ci stanno aiutando valorosamente sul Fronte Sud. Ammiriamo il loro eroico coraggi e la loro fiducia.
Come soldato conosco questa gentaglia straniera dal di fuori e dal di dentro dai giorni delle battaglie in Russia e in Italia, e devo dire che sono la più disgustosa marmaglia in mezzo all’ esercito tedesco. I soldati sono stati avvisati di tenere pronte le armi per sparare loro appena se ne vede uno nonostante la glorificazione di quel troiaio di giornale locale “South Front”. Non mi dimenticherò mai di aver visto i nostri alleati Slovacchi e italiani puntarci le armi addosso. Un giorno, in una battaglia molto dura, questi bastardi provarono a scappare. Venne dato immediatamente l’ ordine di sparare ai disertori che fuggivano. Cosa credete che abbiano fatto? Si sono girati come fulmini e ci hanno sparato addosso. E ho visto molti buoni camerati cadere, colpiti dalle pallottole assassine di uno dei fottuti alleati. Cos’ hanno ottenuto questi “fratelli d’ armi”? Vediamo ogni giorno il tradimento dei dannati italiani. Solo l’ occupazione militare costringe l’ Ungheria, la Romania e la Bulgaria a stare dalla nostra parte. Pensate, un paese alleato che deve essere mantenuto tale con le armi. Ad ogni modo dobbiamo difendere le nostre frontiere. Che cazzo, perché sempre noi? Siamo sempre noi che dobbiamo mangiare lo sporco degli altri. La Finlandia, una volta così fedele a noi, ci ha abbandonati e sta trattando la pace con Ivan ora nel momento in cui abbiamo la peggio. Solo il diavolo sa chi ha per noi voluto queste meravigliose alleanze. Sono un buon tedesco, ma non possiamo fare a meno di questi alleati. Il Fuhrer non dovrebbe impiccare solo qualche feldmaresciallo o generale, ma anche qualcuno dei nostri diplomatici! Un soldato che parla per molti altri, Fig. 49.

Maggiori informazioni sulle false lettere di propaganda possono essere trovate sull’ articolo “Propaganda Ricocheted Round Both Sides di H.A. Friedman, nell’ American Philatelist del novembre 1985.

L’ Operazione Cornflakes non ha in realtà causato danni al morale tedesco. Tuttalpiù lo sforzo che ha causato alle poste tedesche e alla relativa censura, può aver ritardato leggermente la consegna della posta. Forse qualcuno tra i più gonzi può aver creduto in un movimento anti Nazista all’ interno della Germania. Comunque appare chiaro che la macchina da guerra tedesca non ne ha minimamente risentito.
Kermit Roosvelt nel suo libro “Overseas targets – War Reports of the OSS” dice:
“alla fine della campagna la tipografia dell’ MO ha stampato circa 30 milioni di articoli. E’ stato fatto un tentativo per valutare l’ efficacia delle operazioni clandestine tramite indagini presso i prigionieri di guerra tedeschi…. Le truppe tedesche hanno disertato a ventine, le truppe fasciste italiane hanno disertato in 400 tutte insieme. Il numero totale dei disertori direttamente influenzati dallo sovversione del MO è stata stimata in 10.000.
Comunque è impossibile valutare gli effetti della propaganda sovversiva: la demoralizzazione è derivata da una somma di azioni, principalmente dai bombardamenti, stenti, sconfitte e da molte altre cause, oltre alla propaganda.

Gli agenti della CIA Torrey e Avery nel loro già citato “Postal Forgeries in Two World Wars” ci dicono:
“In futuro i francobolli falsi a scopo di spionaggio molto probabilmente non saranno necessari. Gli annulli meccanici hanno già largamente sostituito i francobolli nella posta commerciale in gran parte dei paesi. L’ uso maggiore dell’ annullo meccanico viene fatto per grandi moli di posta e per i giornali, per le stampe, proprio il medium attraverso il quale la propaganda scritta è più facilmente diffusa. L’ annullo meccanico ha eliminato la necessità della falsificazione dei francobolli e degli annulli, e la falsificazione di un semplice annullo in rosso dovrebbe essere molto facile. In tutti i paesi l’ annullo meccanico è standardizzato e differisce solo nelle lettere e nei numeri della macchine. Inoltre, mentre i francobolli cambiano dopo qualche anno, l’ annullo meccanico rimane in uso a lungo. Il direttore americano dell’ Operazione Cornflakes ha anticipato questo sviluppo includendo la falsificazione di un annullo meccanico, l’ unico che è stato falsificato durante la guerra.

FINE DELL' ARTICOLO
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Re: Gli Spy Stamps

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Ecco la traduzione (libera e sintetizzata) di un altro articolo dello stesso autore.


THE BRITISH WWI FORGERIES OF POSTAL STAMPS 1


Fig. 1 – 2.
Verso la fine del 1921, il commerciante di francobolli Walter Beherens di Brunswick in Inghilterra mise in vendita dei falsi del francobollo tedesco da 10 pfennig, rosso, del 1914-15 e del 15 pfennig violetto-grigio del 1917, accompagnandoli con la dicitura:
“La censura, specie nell’ ultima guerra, era così severa che le spie straniere in Germania non riuscivano a trasmettere i loro rapporti oltreconfine. Un sistema, che non fu scoperto per molti anni, era quello di usare francobolli tedeschi falsi da 10 e 15 pfennig, stampati a Londra a questo scopo. Questi falsi non sarebbero mai venuti alla luce se un famoso diplomatico Alleato non avesse mostrato ad un amico, alla fine della guerra, un avanzo di questi francobolli che si era dimenticato. Durante la guerra, i francobolli annullati dalla posta venivano distrutti appena ricevuto il messaggio cifrato su cui erano applicati.”
Subito dopo la vendita, la coppia dei falsi venne esposta da un ufficiale belga ad una mostra filatelica a Brussels. Il Parlamento Belga chiese al Ministro delle Poste Jules Renkin da dove provenivano, e il ministro ammise che erano stati flasificati ufficialmente dal governo per usarli contro la Germania. Disse anche che tutte le lettere spedite durante la guerra e affrancate con quei francobolli erano state distrutte, ad eccezione di 6 che erano state spedite dopo la fine della guerra al diplomatico Alleato. In un articolo sul Philatelic Magazine del 18 novembre 1922, A.B. Sanders pubblicò questa lettera di una certa Miss B.M. Elliot:
“Mio padre era, nei primi anni della guerra, il capo della Zecca, e mi fece avere qualche esemplare dei due francobolli, che accludo. Me li dette nella stessa busta in cui sono ora, che reca la scritta “francobolli tedeschi falsi”. Il Governo aveva eseguito le incisioni e li aveva stampati per due ragioni: una perché costavano meno rispetto all’ acquisto di francobolli veri, e perché l’ acquisto di un grande numero di francobolli veri avrebbe messo in sospetto i rivenditori. Miss B.M. Elliot”.
Ma il prof. Vernon McKenzie nell’ agosto del 1963 ha scritto sul “Journal of the Society of Philatelic Americans” che questi falsi non vennero usati ai fini di spionaggio e propaganda, e che anche le prove del loro uso sono vaghe e non sono convincenti. Sostiene infatti che se milioni di buste e di giornali furono spediti per posta con questi francobolli durante la guerra, non si spiega come mai non se ne siano trovati nemmeno uno (se non i 6 spediti dopoguerra). Accetta il fatto però che vennero stampati dagli Inglesi introno al settembre del 1918. Alcuni di essi hanno anche stampato sulle appendici “Printed at Watford”, città dove esercitava il famoso tipografo inglese “Waterlow. W. Baldus conferma che i fratelli Waterlow insieme a Layton costruirono durante la guerra un nuovo stabilimento tipografico nel suburbio londinese di Watford, e nel 1930 Sir William Waterlow andò in tribunale per difendere la sua ditta da accuse che implicavano la banca del Portogallo.

Fig. 3 – 4 – 5.
La pubblicazione “Stamp Collecting” nel 1923 parlò di un secondo tipo di francobolli falsi, quelli austriaci del 1916-18 magenta da 10 Heller. Nell’ articolo citò quanto affermato dal Dott. Frank Collie che aveva appurato, in un incontro a un club filatelico, che questi francobolli erano stati falsificati dagli Inglesi per la posta di propaganda, e usati insieme ad un certo “inchiostro invisibile” che veniva adoprato sulla parte posteriore dei francobolli stessi. Il giornale filatelico tedesco “Die Postmarke” attaccò questa affermazione sostenendo che sarebbe stato troppo pericoloso per qualunque agente usare questo inchiostro, specie su un falso. Ad oggi nessuno sa se sono mai stati usati per affrancare spedizioni postali, e se si, dove e quando.
Gli Inglesi falsificarono non solo il 10 Heller, ma anche il 5 Heller verde del 1916-18 e il 25 Heller blu del 1917-18.
Esistono dei saggi del 10 Heller, alcuni dei quali hanno stampato dietro, con un timbro a mano e in inchiostro rosso, la data “Sep 25 1918”, e tutti i saggi hanno stampata la data “25.9.18” a mala pena visibile, verticalmente sul davanti in basso a sinistra. Alcuni hanno anche stampato “Printed in Watford” sui margini dei fogli, a dimostrazione che Waterlow ne ha stampata anche una seconda serie.
Questi francobolli non sono stati trovati su busta molto probabilmente perché non furono pronti prima dell’ ottobre-novembre del 1918.

Fig. 6 – 7 – 8.
Lo spionaggio inglese ha falsificato anche tre francobolli di Bavier: il 5 pfennig verde del 1916-20, il 10 pfennig carminio e il 15 pfennig vermiglio. Sono molto simili all’ originale perché vennero riprodotti tramite processo fotografico. Il colore e il disegno sono netti e chiari, e i falsi dà un’ impressione migliore degli autentici! Anche in questi francobolli su alcuni bordi di foglio appare la scritta “Printed in Watford”.
Secondo quanto affermato da L.N.&M. Williams nell’ articolo “The 1918 Propaganda Forgeries” su “Stamp Collecting” del novembre 1971, i saggi di questi falsi sarebbero stati trovati in una costruzione bombardata nella Seconda guerra. Ed hanno sui margini dei contrassegni manoscritti: un blocco di 9 francobolli del 10 pfennig ha la scritta “As received. Printed at Watford 2.11.18”. Un altro blocco simile riporta “As received – tinted. Printed in Watford 2.11.18”. Se ne conoscono altri con contrassegni simili. Un blocco di 5 francobolli da 5 pfennig ha la scritta “Block of nine handed by me to Mr………….24.9.18”. Un altro blocco di 9 ha la scritta “From Watford. Friday 11 Oct. 1918 (mid day). Block of six left with Mr. Earl who is to go down there this afternoon 11.10.18”.
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

THE BRITISH WWI FORGERIES OF POSTAL STAMPS 2

Traduzione libera e sintetizzata.



Fig. 9 – 10.
Jerome G. Newman, nel libro del 1973 “A Postal History of German East Africa” pubblica una serie di 5 etichette e le descrive: nell’ intervallo tra il 1914 e il 1918 gli Inglesi emisero una serie di 5 falsi di propaganda. Avevano lo stesso disegno dei francobolli originali con la nave dell’ Africa orientale Tedesca, ma erano di dimensioni quasi doppie degli originali. Dal momento che molti erano sovrastampati “G.E.A. BRITISH OCCUPATION” si crede che gli Inglesi li avessero preparati anticipatamente per celebrare la propria vittoria.
Il “The Philatelist” del gennaio/febbraio 1985 scrive:
“Il mistero dei 5 valori con la scritta DEUTSCH-OSTAFRICA è ancora irrisolto. Si dice che furono eseguiti in Italia, e chiamati a volte “Karissimbi Provsional”. A parte per le dimensioni, (misurano 30x40 mminvece dfi 20x25 mm) sono una fedele copia dei bassi valori dei francobolli dell’ Africa Orientale Tedesca con lo yacht Hohenzollern. La serie comprende il 2 ½ heller marrone, il 4 heller verde, il 7 ½ heller rosso, il 15 heller blu e il 30 heller violetto. Quelklo che è ancora più strano è che ne esistono anche con la sovrastampa G.E.A. BRITISH OCCUPATION e un sovraprezzo di 12, 3, 6, 15 e 25 cents. I veri francobolli coloniali di questo tipo non furono mai sovrastampati per l’ occupazione.”
Va detto che gli Inglesi prepararono anche una falsa banconota da usare nell’ Africa Orientale Tedesca. E qui si apre una strana storia. Come mai nel mezzo della guerra gli Inglesi si interessavano a un territorio africano lontano migliaia di chilometri dalle zone di guerra europee? Il fatto è che il comandante militare della colonia tedesca, il prussiano Erich von Lettow-Vorbeck, Fig. 11, stava mettendo nei casini gli Inglesi. Questi stava tormentando le forze dell’ Impero Britannico con la sua piccola banda che all’ i era di 2.600 europei e 2.472 Askari. Ignorò completamente gli ordini che gli arrivavano da Berlino dal Governatore Heinrich Schnee che voleva lasciare neutrale la colonia dell’ Africa Orientale Tedesca. La sua idea era di bloccare lì, con una continua guerriglia, il maggior numero di truppe inglesi possibile tenendole distanti dalla guerra del fronte occidentale per contribuire alla vittoria della Germania. Il suo è stato l’ unico esercito tedesco che nella Prima Guerra non è stato mai sconfitto in battaglia. Si arrese in Mozambico il 25 novembre 1918: gli Inglesi ci misero 15 giorni a rintracciarlo per dirgli che la guerra era finita. Le sue truppe coloniali di Askari furono così ammirate dai tedeschi che la Repubblioca di Weimar dette una pensione a tutti gli Askari.
Dopo la guerra, col trattato di Versailles il territorio dell’ Africa Orientale Tedesca passò per la maggior parte al Belgio come Ruanda-Urundi, il traingolo Sud Kionga del fiume Rovuma passò al Portogallo per il Mozambico, e il restante territorio passò all’ Inghilterra col nome di Tanganyika. La capacità di questo comandante minacciò l’ Impero Britannico così tanto da fargli produrre i francobolli di propaganda e i biglietti di banca falsi in attesa (e nella speranza) di vincerlo.

Fig. 12 – 13 – 14.
Ci sono anche dei francobolli di propaganda francesi. Ma sono spesso non sono riconosciuti come tali. Nel libro dei fratelli Williams “Forget Stamps of Two Worls Wars” del 1954 dicono:
“Durante la WWI molte nazioni in guerra crearono etichette di propaganda ad uso interno, come quella del Lusitania emessa in Inghilterra e le varie “Gott strafe England” che furono celebri in Germania, ma erano emesse come forma di pubblicità-propaganda. F.J. Melville, nel celebre “Phanton Philately” dice che verso la fine del 1914 il giornale francese Le Matin pubblicò le immagini di francobolli francesi mostranti la Germania con la scritta Shweiz (Svizzera), che erano stati preparati per usarli in Svizzera se la Germania avesse deciso di invaderla al posto del Belgio. Un’ altra emissione citata dal “Phanton Philately” venne messa in mostra nella War Stamp Exhibition di Londra nel 1915, consistente in francobolli tedschi con la sovrastampa DIE WELT.
I francobolli con la sovrastampa SCHWEIZ (Svizzera) vennero pubblicati sul giornale Le Matin il 18 dicembre 1914 insieme all’ articolo intitolato “Guglielmo II prepara l’ annessione”. Su richieste furiose del governo svizzero l’ ambasciata tedesca a Berna dovette rispondere che si trattava di notizie false. Sembra che in realtà questi francobolli siano stati creati da un filatelico svizzzero per scherzo. Altrettanto sembra per quelli soprastampati DIE WELT (il mondo), forse prodotti dallo stesso Melville autore dell’ articolo in cui se ne da notizia per la prima volta, dicendo che la “dannata Germania ha scoperto così le sue mire”.

Fig. 15
Un’ altro esempio di etichetta emessa dagli Inglesi è quella di Edith Cavel, che era una bambinaia inglese che lavorava nel Belgio occupato dai tedeschi. Aiutò a nascondere dei soldati inglesi e a farli scappare in Inghilterra. Fu presa e fucilata. La grande pubblictà negativa che questo suscitò fece render conto ai tedeschi di aver fatto una cappellata: gli Alleati fecero diventare la bambinaia una martire e i tedeschi dei mostri assassini, cosa che facilitò addirittura l’ entrata in guerra degli Americani.

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sipotràsapere
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da sipotràsapere »

Vorrei qualche parere, nel senso:
vado avanti con altri articoli, o vi ho gonfiato le tasche?
sipotràsapere

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fabiov
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Iscritto il: 13 luglio 2007, 7:04
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da fabiov »

Ciao Ferdinando, :clap: :clap: :clap:
certamente le quantità di informazioni e di cose che hai tradotto sono così tante che penso abbiano "steso" :ko: :ko: un certo numero di nostri lettori.
Però essendo il tuo lavoro, unico ed impareggiabile... e probabilmente fattibile solo adesso sulle ali dell'entusiasmo...
ti chiedo, per cortesia, :pray: :pray: :pray: di proseguire il tuo lavoro di traduzione e di approfondimento, fermandoti magari alla fine della seconda guerra mondiale.
Poi, e qui non ricordo bene tutti gli articoli di Friedmann, per la parte dal 1950 a oggi, ci farei un pensierino più avanti, dopo che abbiamo digerito e sopratutto pubblicato in modo organico la parte spy stamps della 1 e 2° guerra mondiale.
Ovviamente vorrei sentire il parere degli altri lettori!

ciao fabiov Ciao: Ciao:
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biagio montesano
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Re: Gli Spy Stamps

Messaggio da biagio montesano »

Io sarei interessato anche alla parte dal 1950 ad oggi. Fabio, ho ricevuto nei giorni scorsi la news del CIFR nella quale si "allertano" i soci su una possibile pubblicazione riguardante gli Spy Stamps.
Iscritto al forum dal 22 ottobre 2003.
Colleziono principalmente Italia Regno e Repubblica.
In secondo luogo Vaticano, San Marino, Svizzera e varie tematiche.
Attualmente i miei interessi principali sono concentrati su Regno Vittorio Emanuele II



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