I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Che storie si nascondono dietro quello che può sembrare un semplice francobollo??? E qual'è la vostra conoscenza sui francobolli? Potrete scoprire entrambe le cose in questo forum.....

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remo
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da remo »

Sto leggendo una raccolta di storie poliziesche nel libro "La cattedrale della paura". E' una raccolta di racconti gialli. Uno dei racconti si chiama "Il francobollo nero" scritto da Ellery Queen il celeberrimo pseudonimo che nascondeva i due cugini F. Dannay e M. B. Lee autori di tantissimi romanzi polizieschi.
In questo racconto il tema centrale è il furto di un prezioso francobollo, un Penny Black qui chiamato "Il nero da un penny" (forse è una vecchia traduzione). Il francobollo è così descritto: "...il nero da un penny, come lo chiamano i collezionisti, è un francobollo inglese uscito nel 1840. Ne esiste una infinità e quando anche siano bollati valgono solo diciassette dollari e mezzo. I due posseduti da questi signori, (due fratelli commercianti di francobolli) però, valgono trentamila dollari l'uno, Mr. Queen (l'investigatore protagonista della storia), ed è appunto ciò che rende il furto una cosa serissima...Trentamila dollari! - gemette Ellery Queen - Una simile somma per un pezzettino di carta sudicia: Perché valgono tanto? ...Perché i nostri due erano siglati dalla regina Vittoria. L'emissione del nero da un penny è stata provocata da Sir Rowland Hill...la regina ne fu così lieta che autografò i primi due francobolli usciti dalla stampa e li donò all'autore...L'autografo conferisce a questi francobolli un immenso valore..."
Il racconto è breve e simpatico con considerazioni quantomeno particolari sulla filatelia ed i collezionisti. Naturalmente Ellery Queen svela il mistero del furto.
Ma la storia dei due esemplari siglati dalla Regina Vittoria è vera o è pura fantasia?
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fabiov
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da fabiov »

Ciao Remo!
Molto interessante. Non ricordavo questo racconto di Ellery Queen!
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remo
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da remo »

"Una lunga domenica di passioni" di Sebastien Japrisot ediz. Baldini & Castoldi 1991
Un bel libro che consiglio vivamente. La storia inizia nella Prima Guerra Mondiale con cinque fanti francesi che per vari motivi sono accusati di mutilazione volontaria, condannati a morte ma non fucilati. Per loro è stata prevista ben più tragica soluzione.
Lo stile di scrittura è molto particolare diverso da altri romanzi del genere. Sono tanti i libri che hanno raccontato l'orrore delle trincee ma questo ha qualcosa di differente proprio nel modo di scrivere dell'autore: stringato, essenziale, efficace, crudo.
La fidanzata di uno dei 5 va poi alla ricerca della verità ovvero della fine del suo amato.
Il libro è stato poi portato anche sugli schermi con il film francese omonimo del 2004. Tra l'altro anche il film molto bello.
Dunque il passaggio dove si parla di francobolli è un colloquio in trincea quando un ufficiale (che dovrà poi portare i condannati verso il loro destino) confessa al militare che gli ha appena consegnato i 5, i suoi ricordi d'infanzia.
Siamo in una trincea, nel fango, sotto le bombe e le fucilate del nemico, tra la neve, con la morte e la disperazione accanto e quali sono i momenti che danno ancora la forza di andare avanti...i ricordi belli, quelli della gioventù quando si collezionavano i francobolli...
"...mi diceva, dall'altro lato del tavolo, con occhi sgranati e lucidi, che si vergognava di tradire il ragazzo che era stato un tempo. Ciò che più rimpiangeva erano le lunghe ore in cui restava chino sul suo album filatelico, affascinato dal volto della giovane regina Vittoria sui francobolli delle Barbados, della Nuova Zelanda o della Giamaica. Ha chiuso gli occhi, ha taciuto un istante. Poi ha mormorato: "Victoria Anna Penoe. E' così". Ha poggiato la fronte sul tavolo e si è addormentato...
e più avanti il discorso viene ripreso
"...dunque vi stavo dicendo, trascinato dal cognac e dalla nostalgia dei francobolli: "Victoria Anna Penoe". Sostenere che a quindici anni ero innammorato pazzo dell'effigie della più grande fra le regine sarebbe un eufemismo. Ero furioso di non essere inglese o australiano o anche di Gibilterra. Molto povero, a quell'epoca, ancor più adesso, non potevo permettermi, in francobolli, che i minimi valori della regina Vittoria. Tuttavia ho avuto la fortuna di possedere un bel francobollo blu dell'Africa orientale, nonchè l'ingenuità di immaginare che l'anna, la moneta indiana in vigore laggiù, fosse il secondo nome della mia amata. In quanto a Penoe, è ancora meglio. Si tratta di un francobollo che ho potuto ammirare solo di sfuggita, da un mercante fra i clienti che se lo contendevano. Valeva già molto denaro. Sapete perchè? Era un due pence di cui vi lascio il compito eccitante di cercare l'origine, e un errore o un difetto di stampa aveva fatto sì che la C di pence fosse rinchiusa in una O..."


Qualcuno conosce il francobollo oggetto del discorso e può postare una foto?
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somalafis
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

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a.jpg
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da remo »

Ah! Ecco il francobollo della C chiusa.
Grazie Riccardo, sempre prezioso :clap: :clap:
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fabiov
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da fabiov »

Ciao Remo,
bello e triste il tuo pezzo sul libro...
Anna Penoe... incredibile!!!!!!!!!!!!!!
OGGI IMPENSABILE!!!!!
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

Il libro che segnalo qui sotto non ha nessun contenuto filatelico ma la copertina scelta dalla casa editrice Adelphi e' proprio di matrice filatelica in linea con il titolo dato a questa raccolta di scritti di Naipaul (premio Nobel per la letteratura del 2001) dedicati non solo a Eva Peron, ma anche a Mobutu e a un singolare personaggio noto come ''Michael X''.
La copertina mostra una cartolina (un po' stile ''santino'') di Evita con il suo malinconico e seducente sorriso, affranca sul fronte con un francobollo da 2 pesos della serie corrente che comincio' a comparire in Argentina dal 1954, con l'annullo di un ufficio natante fluviale. L'edificio rappresentato sul francobollo era la Fondazione Eva Peron...
IMG_20200201_0001.jpg
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da fabiov »

Evita... figura carismatica! rRicordo che da ragazzino il mio prozio Giuseppe che abitava in Argentina mi spediva dei francobolli nelle sue lettere. Spesso le buste erano affrancate da bellissimi bolli con su Eva Peron.
Ricordi.... solo ricordi...
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

fabiov ha scritto:
8 febbraio 2020, 7:08
... Spesso le buste erano affrancate da bellissimi bolli con su Eva Peron.
...
La cartolina utilizzata per la copertina del libro, in effetti, riproduce il ritratto utilizzato anche per i francobolli degli anni '50
eva3.jpg
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Riccardo Bodo
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da fabiov »

Bella serie!
Mi sembra di ricordare che le lettere del prozio Giuseppe fossero affrancate con un bollo da rosso da due Pesos... rosso non carminio... colore che NON conoscevo quando avevo otto anni o giù di lì.
Ciao somalafis! Bello il tuo articolo sul Bushir sull Arte del Francobollo!
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

Nei giorni scorsi, passeggiando nel centro storico di Roma, ancora orfano delle torme di turisti stranieri che normalmente lo affollavano, ho avuto l'occasione di fare una breve incursione nella Libreria Francese, che una volta - quando lavoravo in pieno centro citta' - mi capitava di frequentare spesso. E' sempre stato difficile che io ne uscissi a mani vuote. E anche questa volta almeno un libro me lo sono comprato. Eccone la copertina:
IMG_20200617_0001.jpg
Il libro, edito da Perrin, tratta di diverse questioni: la guerra in Libia con le puntate offensive di Rommel, la politica del terzo reich verso gli arabi, il colpo di stato antibritannico in Iraq, l'occupazione della Siria e il ruolo delle truppe di Vichy, l'occupazione dell'Iran, le puntate offensive dei tedeschi verso il Caucaso. E che c'entra con i francobolli? Assolutamente nulla se non fosse che registra un bizzarro aneddoto….
Il 14 febbraio 1945 (con la guerra sul fronte europeo ormai agli sgoccioli), nel Canale di Suez il re dell'Arabia Saudita Abd al-Aziz Ibn Seud sale sull'incrociatore americano USS Quincy per incontrare il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, reduce dal vertice di Yalta. Come si era giunti ad un incontro di questo tipo? C'erano un sacco di ragioni ma anche un piccolo episodio ''filatelico'' che venne raccontato da un diplomatico stunitense. Ibn Seud aveva sentito raccontare da suo figlio, il principe Faisal (che nel 1943 rientro' da un soggiorno di parecchie settimane negli USA), che Roosevelt era un appassionato filatelista. Il re fece allora recapitare al presidente degli USA un album di francobolli dell'Arabia Saudita, ottenendone in risposta un messaggio con l'auspicio di potersi incontrare un giorno...
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da fabiov »

Ciao!
Molto interessante!
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

Speravate che avendo appena segnalato un libro, vi lasciassi tranquilli? Sbagliato!
Non posso farci niente: accenni ai francobolli spuntano nei libri piu' inaspettati. Adesso sto leggendo questo romanzo:
IMG_20200620_0001.jpg
L'autrice e' un'americana originaria del Montana e la vicenda riguarda la Biblioteca Americana di Parigi durante la seconda guerra mondiale. Ed ecco una scena che si colloca poche decine di pagine dopo l'inizio del volume:

…Mentre maman svolazzava via dalla sedia vicino alle amate felci verso la cucina, per assicurarsi che la domestica eseguisse le sue istruzioni, papa’ presiedeva dalla sua poltrona in stile Luigi XV, con i baffi a scopa che spazzano affermazioni dalla bocca. ‘’Chi ha bisogno di questi ‘chômeurs intellectuels’ ? Io dico: lasciate che gli ‘intellettuali disoccupati’ compongano le loro prose mentre lavorano in miniera. Quale altro paese opera una distinzione tra fannulloni intelligenti e fannulloni ottusi? Usando i soldi delle mie tasse, poi!’’. Ogni domenica il pretendente cambiava; le lunghe invettive di papa’ non cambiavano mai. Per l’ennesima volta gli spiegai: ‘’nessuno ti obbliga a sostenere gli artisti e gli scrittori. Puoi scegliere i francobolli normali oppure quelli con una piccola sovrattassa’’. ‘’Non ho mai sentito parlare di questa iniziativa’’, disse il protégé di papa’. ‘’La prossima volta che scrivero’ a casa, chiedero’ quei francobolli’’....
Il ''papa' '' citato e' un funzionario di polizia che ogni tanto invita dei giovani agenti a casa sua, nella speranza che la figlia (che sta invece per essere assunta alla Biblioteca Americana di Parigi) rinunci ai suoi sogni lavorativi per sposare uno dei giovanotti invitati. La scena e' datata ''febbraio 1939''. I francobolli con sovrattassa a favore degli intellettuali disoccupati di cui si parla erano in quel momento quelli che mostro qui sotto:
1938.jpg
Emessi nel maggio del 1938, stampati in calcografia su rotativa, mostrano le effigi di Anatole France, Callot, Berlioz, Hugo, Rodin e Pasteur. Cioe' due scrittori, un pittore, un musicista, uno scultore e uno scienziato, tutti famosissimi. Ciascun francobollo reca un piccolo sovrapprezzo.
L'iniziativa era nata nel 1935 e il sovrapprezzo andava a favore dell'Assistenza ai lavoratori intellettuali, creata dalla Confédération des travailleurs intellectuels. Ecco i due valori allora emessi:
1935.jpg
Il primo francobollo mostra la Francia che viene in aiuto a un intellettuale; il secondo valore non reca invece la consueta menzione ''pour les chomeurs intellectuels'' ma un'indicazione piu' generale: ''per l'arte ed il pensiero''; inoltre al valore facciale di 50 centesimi (lettera semplice per l'interno) associa un sovrapprezzo di ben 2 franchi , suscitando la protesta dei filatelisti, principali ''clienti'' dell'emissione. Cosi' l'anno successivo il francobollo riappare con la sovrattassa radicalmente ridotta tramite sovrastampa:
1936 sur.jpg
Poco dopo, sempre nel 1936, compare la vera e propria serie, illustrata con i ritratti di Callot, Berlioz, Hugo e Pasteur. Eccoli qui
1936.jpg
Nel 1937 compaiono altri due valori con le effigi di Anatole France e Rodin
1937.jpg
La serie del 1938, quindi, e' una riedizione di quelle del 1936 e del 1937 con valori facciale adeguati alle nuove tariffe postali vigenti. L'idea e' comunque quella di creare un pantheon repubblicano francese.
Nel 1939 ma in giugno compare cosi' un'altra serie con le effigi di Puvis de Chavannes, Claude Debussy, Balzac e Claude Bernard, con tirature che superano il milione di esemplari. Eccoli qui sotto
1939.jpg
Nel 1940, prima del tracollo della Francia sotto i colpi delle truppe tedesche, c'e' ancora tempo per un'emissione ma solo per adeguare i facciali alle nuove tariffe postali (e le tirature sono ancora piu' cospicue).
1940.jpg
Come vedete leggere libri giova grandemente alla salute!
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da remo »

Complimenti Riccardo :clap:
Complimenti anche alla scrittrice che ha trovato questo riferimento filatelico assai particolare a sostegno del colloquio di famiglia su se aiutare o meno gli intellettuali disoccupati. Del resto i francesi sono stati sempre più sensibili di noi al fascino dell'arte nelle sue diverse espressioni e ai suoi protagonisti.
E un commento sul libro?
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da debene »

Delle bellissime serie soprattutto per la tecnica di stampa utilizzata.

Ne ho raccolto a piene mani essendo degli ottimi riferimenti tematici per svariate collezioni.
Si prestano inoltre ottimamente per la costruzione di maximum.

Grazie Riccardo.
Come vedete leggere libri giova grandemente alla salute!
...

... mentale!

:abb:

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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da Valter Zama »

Grazie Riccardo,
è un piacere leggere i tuoi interventi.
Sempre interessanti e istruttivi.
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

remo ha scritto:
20 giugno 2020, 18:09
...
E un commento sul libro?
Non l'ho ancora finito, ma promette bene.
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da agricantus »

Casa Bonelli, la serie è "Magico Vento", n. 91 del gennaio 2005, titolo "I misteri di New York", soggetto e sceneggiatura di Gianfranco Manfredi, disegni di Pasquale Frisenda, copertina di Corrado Mastantuono. Ambientazione, la New York delle bande degli anni '60 del XIX secolo (avete presente il film "Gangs of New York"?).

Il protagonista, colpito da amnesia, ricorda un frammento del suo passato, quando a New York incappa in un capo banda (conosciuto come "Scum") che cerca di coinvolgerlo in un'azione criminale: l'irruzione in una filatelia e il furto dei francobolli in essa contenuta. :-))

Un estratto del dialogo tra i due:
Scum: "In questa bottega ci sono francobolli e timbri postali di tutti gli stati americani. Cambiano di continuo e cambieranno ancora di più dopo la guerra civile"
Magico Vento: "e allora?"
Scum: "Non capisci? I vecchi francobolli verranno sostituiti e diventeranno rarissimi. Rubare queste raccolte è un investimento per il futuro"
"Ma c'è da ricavarne parecchio anche nel presente. Qui ci sono buste con annulli postali che risalgono a due secoli fa! Gli appassionati si caverebbero un occhio per possederle"

Più avanti si scopre che lo stesso Scum era in realtà un appassionato filatelico. Curioso e inaspettato, per essere il capo di una gang criminale che si fa chiamare "scum" ("feccia") :-))

Alzi la mano chi si caverebbe un occhio per una raccolta di prefilateliche :uah:

Ciao: Ciao: Francesco
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da francesco.abbate »

Ciao:
Buongiorno, l'altro giorno facendo un giro per una libreria vengo attratto da questa copertina. :D
Ho acquistato il libro, che si trova "in coda" fra le mie letture dei prossimi giorni.
Pietrangelo Buttafuoco "Salvini e/o Mussolini", non credo sia stato postato, eventualmente, scusate la ripetizione :-)
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Ciao: Francesco

Fiero Sostenitore dal 2010
Colleziono Regno e Repubblica Nuova sino al 2011;
Mi sono innamorato della Danimarca :f_love:
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somalafis
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Re: I francobolli nei libri (non specializzati) e nei fumetti

Messaggio da somalafis »

Ecco qui, fresco fresco di stampa:
IMG_20200710_0001.jpg
L'autore e' Marco Malvaldi, reso famoso dalla serie di libri con i delitti del Bar Lume, tradotti anche in serie tv.

Ve lo dico subito: di francobolli non se ne parla assolutamente. Pero' nel ''plot'' c'entra la posta… Il titolo si riferisce al fatto che uno dei personaggi implicati e' il famoso Pellegrino Artusi, il padre della gastronomia italiana; l'ambientazione e' collocata alla fine dell'era umbertina; la trama e' quella di un ''giallo'' con tanto di omicidio in una stanza chiusa nella quale e' impossibile che sia entrato qualcuno.

La vittima ha bisogno di canali riservati di comunicazione: ''E poi, certo, c'erano i piccioni. I piccioni non mancavano mai. Erano quattro, due con una fascetta rossa alla zampina destra e due con una fascetta nera. I primi, una volta lasciati liberi di volare, si sarebbero diretti a Roma; i secondi, a Milano.
-Ma perché il signor D'Ancona usa ancora i piccioni? Non farebbe prima ad usare il telefono?
-Una chiamata telefonica puo' essere origliata da chiunque, sia alla sorgente che in uscita. E le comunicazioni del signor D'Ancona sono spesso di natura riservata.
-Be', potrebbe scrivere. Ormai abbiamo anche il carretto della posta, non occorre piu' andare in citta'…
-Sono di natura riservata e richiedono anche una certa celerita' . Una lettera richiederebbe un paio di giorni per viaggiare da qui a Roma.
E' vero: gia' all'epoca, la posta fra i grandi capoluoghi funzionava con notevole celerita'. Una lettera spedita la mattina da Milano arrivava a Firenze in giornata, e in citta' come Torino c'erano sei consegne quotidiane - le persone si invitavano a prendere il te' pomeridiano per posta. Ma c'erano metodi ben piu' veloci.
-Un piccione, invece, impiegherebbe qualche ora . Nel lavoro del signor D'Ancona, poter comunicare le notizie prima possibile e' di vitale importanza e il piccione rimane il latore piu' veloce su tali distanze''.
….
Avvenuto il delitto, indaga un ispettore di polizia:
''Chiedo perdono, signor ispettore, ma e' arrivato il carro postale per il ritiro pomeridiano e l'impiegato delle poste ha urgente bisogno di conferire con voi in merito a quanto e' successo….
Il portalettere stava ritto in piedi in mezzo al salottino, con addosso ancora il tabarro blu dell'uniforme. Si era levato solo il cappello che teneva in mano per la visiera. Allepoca i postini andavano in giro che sembravano usciti da un catalogo di moda militare: tabarro blu notte, pantaloni grigi con la striscia rossa e un cappello con la visiera rigida…''
02-B4.0.205.11-Divisa-da-Bollettino-Poste-Telegrafi-1880-pag-1124-logo.jpg
Mi fermo qui per evitare ogni rischio di ''spoileraggio''
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Riccardo Bodo
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