Asta Toselli

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Antonello Cerruti
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Re: Asta Toselli

Messaggio da Antonello Cerruti »

Le commissioni le pagano tutte i soli venditori. Gli acquirenti ragionano sul prezzo finale che vogliono pagare e da questo detraggono le commissioni a loro carico.
La cifra che rimane è la loro offerta.

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

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ANTONELLO
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Re: Asta Toselli

Messaggio da ANTONELLO »

Certo, ma si potrebbero fare esempi diversi al contrario, basta conoscere chi applica certe commissioni fuori logica ed evitarli, allo stesso modo di come si fa in Italia.
La Corinphila ha costi maggiori dei nostri eppure ogni asta ha pochissimi invenduti. Le basi sono basse ma spesso e volentieri i rialzi arrivano alle stelle. Sarà forse perché propone molto materiale di ottima qualità?

Ciao: Ciao: Ciao:

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Stefano T
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Località: Trieste

Re: Asta Toselli

Messaggio da Stefano T »

Ciao: Antonello

Se guardi l'ultima asta dei cantonali svizzeri vedrai che le basi sono del 25-30%. Il materiale di pregio degli altri paesei parte di solito dal 20%.
Quello invece meno importante, o ritenuto tale (compesi alcuni settori italiani), anche da basi più basse.
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Stefano
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matteoc
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Re: Asta Toselli

Messaggio da matteoc »

Ho letto tutte le vs considerazioni e osservazioni.
Per la verità molto interessanti e denotano chiaramente qualcuno che cerca di capire se i propri acquisti un giorno avranno un ritorno se venduti e a quanto, cosi come ci si interroga giustamente sui prezzi, andamenti delle aste, andamenti generali della filatelia, strategie delle aste.
Ogni tanto peró, da osservatore -quasi- esterno trovo qualche incongruenza: lamentele sul distacco tra i valori di catalogo e i prezzi tipici in asta, e poi si critica la Toselli se ha tenuto i prezzi più alti degli altri...
Cosi come trovo poco sensato ritenere delle scelte commerciali pre asta, in asta o post asta delle “prassi discutibili o deformanti del mercato” se fatte da case italiane, e al contrario ritenerle delle “Gentilezze e disponibilità e lungimiranza per l’intero settore” se fatte da case straniere.

Comunque sia, fermo restando che anche io ho degli specifici pezzi che vorrei rifarci dentro i soldi spesi, i miei Erinnofili (notare la E) mi consentono di non preoccuparmi di centrature, colla e linguella, riparazioni, falsi (rari), macchie e dentelli corti, perizie professionali...😉 E a questo punto punto mi dispiace molto per tutti quei francobolli che di poco conto trovano posto solo on line. Possibile che anche case d’aste importanti non possano trovare un sistema parallelo e più economico (quindi dove possano ritrovarne convenienza) ma gestito da loro per proporli ?.
Cerco esclusivamente ERINNOFILI ITALIANI a carattere AVIATORIO, fino al 1945, sia singoli, che su buste e lettere.

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arditiroma
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Re: Asta Toselli

Messaggio da arditiroma »

ANTONELLO ha scritto:
30 giugno 2020, 19:02
Certo, ma si potrebbero fare esempi diversi al contrario, basta conoscere chi applica certe commissioni fuori logica ed evitarli, allo stesso modo di come si fa in Italia.
La Corinphila ha costi maggiori dei nostri eppure ogni asta ha pochissimi invenduti. Le basi sono basse ma spesso e volentieri i rialzi arrivano alle stelle. Sarà forse perché propone molto materiale di ottima qualità?

Ciao: Ciao: Ciao:
Bene.
Allora consideriamo anche e Gotz, Feldmann, Lenz, Rapp e potrei continuare.. che hanno basi mediamente piu basse, commissioni mediamente piu basse, percentuali di venduto prossime al 90% considerando il post asta, tranne Rapp che fa sempre 100%

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Stefano T
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Iscritto il: 21 luglio 2007, 12:44
Località: Trieste

Re: Asta Toselli

Messaggio da Stefano T »

arditiroma ha scritto:
1 luglio 2020, 9:06
Bene.
Allora consideriamo anche e Gotz, Feldmann, Lenz, Rapp e potrei continuare.. che hanno basi mediamente piu basse, commissioni mediamente piu basse, percentuali di venduto prossime al 90% considerando il post asta, tranne Rapp che fa sempre 100%
Ciao: Ma stiamo parlando di soli francobolli italiani o piuttosto di paesi esteri?

Perchè nell'asta attuale Feldman di roba italiana non ne ha se non sbaglio, da Gotz c'è una paginetta di lotti singoli italiani e un paio di accumulazioni con anche parte di materiale italiano, che però partendo da 3.000€ sono fuori portata (almeno mia :-)) ).
Da Lenz ho trovato solo una decina di lotti italiani e da Rapp la situazione non cambia. Il tutto, peraltro, con pezzi da valutare di volta in volta.

Inoltre, sinceramente, tutta questa convenienza nelle commissioni richieste all'estero non la vedo:

Feldmann chiede il 22% di commissione + costi di spedizione da definire
Gotz chiede il 22% di commissione + 2€ per ogni lotto + 19% sulla commissione e sui costi aggiuntivi (tassa di lotto, assicurazione, imballaggio, spese di spedizione, ecc.)
Lenz chiede il 20% + 1,5€ per lotto + 19% di IVA sulle commissioni
Rapp chiede il 20% + 7% di IVA su lotto, commissione, spedizione, assicurazione ed eventuali ulteriori servizi

Io resto della mia idea sulle aste estere: di certo puoi trovare qualche occasione, ma se dovessi cercare lì materiale italiano un po' più specializzato e di bella qualità, penso che sia quasi d'obbligo rivolgersi al mercato italiano, se non altro in termini di esemplari tra i quali scegliere. Inoltre parliamo la stessa lingua, almeno riguardo a certi termini di canoni filatelici.
Ciao: Ciao: Ciao:

Stefano
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arditiroma
Messaggi: 169
Iscritto il: 12 febbraio 2016, 7:30

Re: Asta Toselli

Messaggio da arditiroma »

Per carità nessuno deve convincere nessuno, ognuno resti della propria opinione e può liberamente scegliere dove spendere i propri soldi..

Per le mie ricerche ed i miei settori visto che per fortuna ora vi è un mercato ampio e le possibilità di trovare aste a livello europeo/mondiale quasi di continuo, ho sempre trovato maggior convenienza ad acquistare fuori sia prima che nel post asta, ed in qualche caso come detto, anche in Italia da poche selezionate case d'asta, di certo non ai prezzi base di Toselli, tanto per tornare in tema.

Ciao:

medor
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Iscritto il: 5 aprile 2014, 19:44

Re: Asta Toselli

Messaggio da medor »

Il confronto tra Aste italiane e tedesche è impossibile. In Germania il mercato ha dimensioni superiori al nostro e le principali Case fatturano molto di più. Ciò significa più personale, uno scan-man (cioè un dipendente addetto solo alle scannerizzazioni, a cominciare dalle collezioni e dai certificati e per finire a quelle di alta qualità richieste dai clienti), più consulenti, migliori descrittori dei cataloghi ecc. Le sedi delle nostre Case sono appartamenti in una palazzina, quelle tedesche (e svizzere) sono complessi degni di una multinazionale. I prezzi di partenza in Germania sono in genere più bassi, perché c'è concorrenza tra i vari player del settore, ma le fatture alla fine sono salate per via del 19% di VAT. Il vero punto di forza dei tedeschi rimangono tuttavia le basi flessibili che attirano i compratori come le mosche al miele, sono accettate sempre offerte inferiori del 20% (e in alcuni casi -ma specificato in precedenza- anche del 30%). In realtà è un trucco perché la base "vera" è quella scontata, non c'è nessun regalo, però funziona e le nostre aziende dovrebbero seguire l'esempio. Al contrario nel dopo-asta sono concessi sconti solo del 10% e questo favorisce le alte percentuali di venduto, che fanno sempre pubblicità positiva, oltre ai vari effetti pratici che ognuno può immaginare. L'ultima differenza riguarda la platea di acquirenti esteri, da noi quasi inesistente: un italiano è contentissimo di comprare in Germania, mentre un tedesco non si fida a comprare da noi, anche quando la merce è buona.

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maupoz
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Località: MILANO

Re: Asta Toselli

Messaggio da maupoz »

Ciao: Ciao:

per non aprire un apposito argomento metto qui, se di interesse di qualcuno, il "realizzato" dell'ultima asta Santachiara , la numero 271

"riaggancio" con l'argomento iniziale per evidenziare la presenza di lotti assegnati con costo inferiore ai 100 euro (.... ma anche di 50) ..... naturalmente da cui aggiungere 20% + 10 di spedizione

asta 29 giugno 2020 n. 271 REALIZZI.pdf
Ciao:
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Maurizio

"Sicché dunque, disse Pinocchio sempre più sbalordito, se io sotterrassi in quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?"
"È un conto facilissimo, rispose la Volpe, un conto che puoi farlo sulla punta delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini: moltiplica il cinquecento per cinque e la mattina dopo ti trovi in tasca duemila cinquecento zecchini lampanti e sonanti."
"Oh che bella cosa!" gridò Pinocchio, ballando dall'allegrezza.

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