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le stazioni termali nel LombardoVeneto

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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 14 novembre 2017, 7:33

Eh si ! griglietta per tre francobolli!
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 14 novembre 2017, 9:27

Parliamo del pezzo.
Partito da Bergamo con tre copie del giornale. Un mercurio per ogni copia????? Perchè la griglietta?
Annullo distribuzione 1 di Bergamo????
Bollo di arrivo a Trescorre. I o II tipo? Sembra II
Nel complesso sembra mal messo. Esponibile?
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 14 novembre 2017, 15:27

se lo esponi il basso voto della qualita' e certamente penalizzante rispetto al voto discreto che puoi prendere per la rarita'.....
No non conviene.

La griglietta sembra richiamare il suggerimento di affrancare con tre francobolli.....
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da francesco luraschi » 19 novembre 2017, 8:09

Visto che in questo caso è sicuramente la direzione di Bergamo ad annullare in partenza i francobolli per giornali con il bollo di distribuzione ora torna a prendere corpo la mia ipotesi che ad annullare i francobollo per giornali di cui si era discusso altrove fu la direzione di Udine e non Verona in transito.

La gamma degli annulli utilizzati è varia, cambia certamente la modalità di annullamento in partenza/in arrivo.

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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 19 novembre 2017, 11:58

Visto che in questo caso è sicuramente la direzione di Bergamo ad annullare in partenza
perchè sicuramente?
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da francesco luraschi » 19 novembre 2017, 12:10

Dubito che Trescorre disponesse del bollo di distribuzione.

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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 19 novembre 2017, 12:46

facevi riferimento a questa immagine allora...
Adesso ho capito:
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 19 novembre 2017, 13:13

Aggiungo questo Recoaro estivo su fiscali. Sarebbe stato bene nella mia collezione, ma i tre fiscali sono piegati :cry:
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 18 dicembre 2017, 10:45

Ho preso questa prefilatelica di Trescorre.
Qualcuno è in grado di decifrare i bolli (soprattutto quello rosso)
Grazie
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 18 dicembre 2017, 23:22

Trescore rosso
mai visto prima!
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 19 dicembre 2017, 7:07

fildoc ha scritto:
18 dicembre 2017, 23:22
Trescore rosso
mai visto prima!
Ma è conosciuto? Io non ho il Vollmeier
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 19 dicembre 2017, 7:39

no non c'è
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 19 dicembre 2017, 17:58

fildoc ha scritto:
19 dicembre 2017, 7:39
no non c'è
Ma esiste in nero?
Puoi per cortesia postare un'immagine?
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da Stefano1981 » 19 dicembre 2017, 19:31

Io prenderei in considerazione l'idea che quel timbro rosso non sia coevo.
Facendo una veloce ricerca su ebay e delcampe ho visto che i timbri Trescorre persero la doppia R solo dopo il 1910.
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da francesco luraschi » 19 dicembre 2017, 21:58

Il bollo TRASCORE "in rosso bruno più o meno scuro" in cartella è censito nel libro di Federico Borromeo relativo al periodo napoleonico (p.11) e nel Vollmeier (p.4 in LV). Venne usato almeno tra il 1810 ed il 1837.

Purtroppo è su una lettera spedita da mittente esente dal porto, o come si dice comunemente "in franchigia".

La tassa 4 è per una lettera di peso tra 1/2 lotto e 1 lotto spedita entro le tre stazioni.

Mi sembra di intravedere altri segni rossi, probabilmente il peso.

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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 19 dicembre 2017, 23:51

Sono andato a rivedere,
in verita' c'è come dice Francesco,
non l'avevo visto perchè era messo non in ordine alfabetico
infatti è messo dopo Tregnago insieme agli altri di Trescorre...
Pare che ne esista uno molto raro e simile con scritto anche Trescore con la E e non la A ....
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da acquarius1 » 20 dicembre 2017, 6:25

francesco luraschi ha scritto:
19 dicembre 2017, 21:58
Il bollo TRASCORE "in rosso bruno più o meno scuro" in cartella è censito nel libro di Federico Borromeo relativo al periodo napoleonico (p.11) e nel Vollmeier (p.4 in LV). Venne usato almeno tra il 1810 ed il 1837.

Purtroppo è su una lettera spedita da mittente esente dal porto, o come si dice comunemente "in franchigia".

La tassa 4 è per una lettera di peso tra 1/2 lotto e 1 lotto spedita entro le tre stazioni.

Mi sembra di intravedere altri segni rossi, probabilmente il peso.

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Scusa sono di coccio. Ma se è in franchigia perchè è tassata? magari è solo un fatto formale tra uffici, ma volevo capire
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da fildoc » 20 dicembre 2017, 7:47

evidentemente non hanno accettato che fosse in franchigia.....
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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da francesco luraschi » 22 dicembre 2017, 19:21

Quello della franchigia è un campo che non ho mai approfondito ma che ha radici antiche dato che la possibilità di schivare le tasse postali fu per lungo tempo uno status symbol.

Le autorità postali provarono a mettere ordine sia nel '700 con poco successo sia con maggior impegno nel periodo napoleonico quando alla nascita della burocrazia fece seguito una legislazione in materia che suddivideva la franchigia in illimitata, limitata e così via.

Spesso si confonde la franchigia con l'esenzione: la prima è un diritto la secondo una concessione, quindi più limitata. I commissari distrettuali godevano dell'esenzione postale se carteggiavano con altre autorità, spesso solo nazionali, la famiglia reale poteva scrivere gratis a chiunque sia all'interno sia all'estero.

Gli austriaci poi confermarono inizialmente la legge napoleonica salvo poi intervenire a cavallo degli anni '20.

E' del 1824 un nuovo elenco delle autorità che godevano della franchigia/esenzione e tra queste troviamo proprio i commissari distrettuali.

Non ho bene in mente i particolari ma ci fu periodo in cui sulle lettere di servizio venivano apposti sia il peso sia la tassa a carico del destinatario. Questa non veniva pagata dal destinatario ma messa a carico dei vari dicasteri. Una sorta di contabilità.

Quello che a volte spiazza in periodo filatelico è trovare lettere con francobolli e la dicitura "d'ufficio": evidentemente il mittente non godeva dell'esenzione. Questa annotazione non va sempre intesa come "lettera in franchigia" bensì "lettera con contenuto inerente materia d'ufficio" e che quindi poteva essere aperta da qualsiasi impiegato ricevente.

E' l'opposto di "particolare", quando la lettera era diretta ad una persona specifica di un ufficio.

Per spedizioni postali non generiche, cioè impostate e lasciate nella cassetta delle lettere, bisognava ricorrere alla spedizione raccomandata che prevedeva la consegna nelle mani del destinatario. Il tutto con via vai di ricevute di impostazione, distribuzione e di ritorno.

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Re: le stazioni termali nel LombardoVeneto

Messaggio da francesco luraschi » 9 gennaio 2018, 12:19

Sempre in tema franchigie/esenzioni ho fatto una ricerca: effettivamente nel 1820 terminò l'abbonamento dei vari dicasteri con la posta a cui seguì un periodo in cui questa tenne registrati numero di invii, peso e la tassa di propria competenza del traffico d'ufficio per poi farsi rimborsare siglandoli spesso sulle lettere.

E' il caso della lettera di Trescorre e pure io ho qualche caso analogo.

Non so di preciso quando terminò questa pratica, probabilmente negli anni '30 del XIX secolo.

L'annotazione "d'ufficio" non sottointende necessariamente l'esenzione dal pagamento del diritto di porto ma ha un significato generico, ovvero di invio contenente pratiche d'ufficio: l'esenzione dal pagamento della posta era stabilita da appositi regolamenti. Un ente poteva poi godere dell'esenzione quando scriveva per via gerarchica ed essere soggetto al pagamento in altri tipi di corrispondenza.

La storiella filatelica dell'incaricato che va in posta e l'impiegato lo informa che l'ente mittente non è esente e quindi deve affrancare è un caso limite e non la spiegazione di tutte le lettere con l'annotazione "d'ufficio", il bollo e il francobollo a pagamento del diritto di posta.

Ecco un caso emblematico di una corrispondenza tra camere di commercio: da decenni questi enti non godevano dell'esenzione e quindi i loro invii erano a pagamento, nonostante la lettera abbia l'aspetto "ufficioso" che può trarre in inganno.


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