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Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

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TazDevil
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 8 luglio 2019, 9:03

moroni ha scritto:
8 luglio 2019, 8:06

Infatti è questo che intendo dire.
Se devo scrivere a qualcuno uso email, whatsapp, sms, ecc.
Se uso la posta la uso per lavoro (per chi non ha ancora pec) o per allegare documenti o mi serve una raccomandata o assicurata (e vado in posta).
Il francobollo sta esaurendo il suo compito originario: non serve quasi più per affrancare la corrispondenza (perchè la corrispondenza cala sempre più e quando c'e', essenzialmente per lavoro, passa spesso per un ufficio postale).
Poi, molti professionisti preferiscono dotarsi di macchine affrancatrici: è più semplice ed economico.
https://www.companeo.it/macchine-affran ... -fornitori

Ciao Ciao:
moro
Ciò che dici è un dato di fatto noto a tutti ed è per questo che la maggior parte delle affrancature recenti sono, nella stragrande maggioranza dei casi, create da un filatelista per sè o per altri amici collezionisti (quindi sono filateliche).
Io non ci trovo nulla di male, perché non nascondo a me stesso il fatto che il francobollo moderno nasca all'origine come un prodotto confezionato ad esclusivo uso e consumo del mercato filatelico. Per questo motivo, non mi scandalizzo di questa o quella emissione "mediatica".
Personalmente mi limito a distinguere le novità filateliche in francobolli interessanti o banali, francobolli belli o brutti, attributi questi che rimandano prevalentemente ad una sfera soggettiva. Pur non essendo un collezionista di novità e tanto meno un collezionista di emissioni austriache, ho ritenuto questi cripto francobolli interessanti, ho cercato di approfondire l'argomento ed infine ne ho acquistato uno, senza troppi pensieri o paure di aver speso male i miei soldi.
Acquisto imprudente? Forse si, dal momento che non sono nè uno speculatore nè un fanatico delle criptovalute, ma sono solo una persona curiosa e attenta a quelli che sono i cambiamenti socio-culturali del nostro tempo, tutti puntualmente recepiti e tracciati nei francobolli.
Ciao:
Mi chiamo Fabrizio e colleziono: Antichi Stati, Regno e Repubblica fino al 2000.
Sono appassionato di semiotica dei francobolli ed altre tematiche legate alla storia della comunicazione filatelica.

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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 8 luglio 2019, 10:08

Sono d'accordo, se una cosa perde -di fatto- la sua funzione originaria (per vari motivi) è inutile continuare a prendersi in giro: la gente non usa quasi più i francobolli per affrancare la corrispondenza.

Un po' mi dispiace, ma è la società che si evolve (nel bene e nel male) e le cose cambiano.
Come diceva un tale: "non capisco, ma mi adeguo..."

Ciao Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 8 luglio 2019, 11:15

moroni ha scritto:
8 luglio 2019, 10:08

Come diceva un tale: "non capisco, ma mi adeguo..."

Ciao Ciao:
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Beh, diciamo che esiste un'alternativa che consiste nel cercare di capire prima di adeguarsi...
Le discussioni pro e contro, così come i giudizi agnostici espressi in questo post, provengono tutti da persone che cercano di capire prima di adeguarsi. Ad esempio le considerazioni poste da Giuseppe Cirneco, così come le opinioni di maledettotopastro, sono frutto di un approccio analitico assolutamente lontano da ogni fazioso pregiudizio.
I criptobolli virtuali non servono per affrancare le cartoline? Ma... nemmeno i saggi e le prove di stampa. Chissà se un giorno, grazie anche ai dubbi insinuati da questa discussione, Giuseppe Cirneco che è una delle massime autorità nazionali in fatto di saggi e prove di stampa, non decida di collezionare immagini digitali tracciate su una blockchain e firmate digitalmente dagli autori dei bozzetti di francobolli moderni, ormai tutti rigorosamente creati al computer...
Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 8 luglio 2019, 19:09

TazDevil ha scritto:
8 luglio 2019, 11:15
Beh, diciamo che esiste un'alternativa che consiste nel cercare di capire prima di adeguarsi...
Infatti, chi capisce e si adegua si rende conto che i francobolli hanno finito la loro funzione originaria.

Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da cirneco giuseppe » 8 luglio 2019, 20:28

Caro Fabrizio,
sono tradizionalista, anche se ....
pensa che negli anni 80 con il Commodore 64 (ve lo ricordate?) e due floppy disk esterni mi facevo la contabilità (con un programma in Basic creato da me) della mia ditta.
Ci facevo già le fatture ed i preventivi che andavano, poi, in contabilità.
Vero che ci metteva una notte intera ad archiviare gli elenchi clienti-fornitori :-))
Programmi di archiviazione dati (anche per i francobolli) e programmi di contabilità ne ho fatti anche in seguito con altri PC.
Quindi si tradizionalista, ma con la mente rivolta al futuro.
Ma ....
...
e no!
un libro lo voglio sfogliare, sentire il frusciare delle pagine, annusare il profumo dell'inchiostro e della carta e fare l'orecchietta quando termino di leggere quella pagina.
:leggo: :leggo: :devil: :leggo: :leggo:

Un francobollo voglio toccarlo, rivoltarlo, annusarlo (per sentire se puzza di solvente in caso di varietà), vezzeggiarlo, accarezzarlo.
E, perchè no?! usarlo per spedire gli auguri ai miei amici a Natale.
:abb: :abb: :wub: :abb: :abb:

I saggi e le prove, è vero, hai ragione non sono francobolli ma sono reali, li tocco, sono vivi, sono miei.
:pea: :pea: :cof: :pea: :pea:

Io credo nel futuro, ma sono tradizionalista
:topope: :topope: :holmes: :topope: :topope:
..... pino .....Immagine
su ebay http://shop.ebay.it/merchant/gcirnec?_rdc=1

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E' saggio sognare ma da stolti illudersi.

cerco e colleziono saggi e prove dagli ASI ad oggi solo Italia
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da maledettotopastro » 8 luglio 2019, 21:16

moroni ha scritto:
8 luglio 2019, 19:09
Beh, diciamo che esiste un'alternativa che consiste nel cercare di capire prima di adeguarsi...
Infatti, chi capisce e si adegua si rende conto che i francobolli hanno finito la loro funzione originaria.
[/quote]

… e ritorniamo a bomba: allora non si tratta più di collezioni di francobolli, ma di altri "oggetti"
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 8 luglio 2019, 21:31

cirneco giuseppe ha scritto:
8 luglio 2019, 20:28
I saggi e le prove, è vero, hai ragione non sono francobolli ma sono reali, li tocco, sono vivi, sono miei.
:pea: :pea: :cof: :pea: :pea:
Anche le mie figurine Panini le tocco e sono mie... ;-)
non sono francobolli, e ce ne sono anche di rare !
Posso toccare anche le mie figurine Liebig (tipo feroce Saladino) che non sono francobolli.

Però, tecnicamente, sono più francobolli questi crytpo austriaci rispetto ai saggi e alle figurine.

Ciao Ciao:
moro

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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 8 luglio 2019, 22:12

cirneco giuseppe ha scritto:
8 luglio 2019, 20:28

Un francobollo voglio toccarlo, rivoltarlo, annusarlo (per sentire se puzza di solvente in caso di varietà), vezzeggiarlo, accarezzarlo.
E, perchè no?! usarlo per spedire gli auguri ai miei amici a Natale.
:abb: :abb: :wub: :abb: :abb:

I saggi e le prove, è vero, hai ragione non sono francobolli ma sono reali, li tocco, sono vivi, sono miei.
:pea: :pea: :cof: :pea: :pea:

Io credo nel futuro, ma sono tradizionalista
:topope: :topope: :holmes: :topope: :topope:
Anche io ho iniziato col commodore 64 scrivendo videogiochi e da allora... non ho più smesso! Ho sulle spalle 32 anni di informatica "pesante" e l'evoluzione dei bit l'ho vissuta e la continuo a vivere da dentro, potendomi permettere di guardare i "post-millenials dai pollici veloci" non come dei piccoli mostri di nuova sapienza ma come semplici "utenti".
Questo non vuol dire che io non ami la carta, la calligrafia barocca gli oggetti di antiquariato e naturalmente i francobolli, solo che non li pongo in antitesi con questi nuovi "beni" immateriali. Ad esempio: il fruscio delle pagine di un libro e l'odore dell'inchiostro sono meravigliosi stimoli sensoriali che accompagnano la lettura, purchè l'amore per queste sensazioni non comporti la completa rinuncia alla lettura ipertestuale, possibile solo nel mondo digitale.
Credo che la chiave per approcciare correttamente l'innovazione, sia proprio quel sereno distacco che non induce reazioni dicotomiche di infatuazione o di rigetto, lasciando il campo visivo o meglio visionario, libero di cogliere quelle che possono rivelarsi come delle sorprendenti opportunità.
Riconducendo il discorso all'emissione austriaca oggetto di questo post, devi convenire con me che questa trovata accontenta un po' tutti, perché offre qualche cosa di tangibile, annusabile e postalmente fruibile ma allo stesso tempo, offre qualche cosa che vive in quell'universo che un po' romanticamente viene chiamato ciber-spazio.
Naturalmente l'emissione in questione non è esente da critiche perchè, secondo me, conta eccessivamente sull'affabulazione tecnologica e molto poco sull'estetica e men che meno sul contenuto. Un disegno, pure bruttino, di un unicorno monocromatico che rimanda ad un simbolo usato da Ethereum, non si può certo dire che sia un grande sforzo di creatività artistica... eppure le opportunità sarebbero praticamente infinite!
Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 8 luglio 2019, 23:39

moroni ha scritto:
8 luglio 2019, 21:31
cirneco giuseppe ha scritto:
8 luglio 2019, 20:28
I saggi e le prove, è vero, hai ragione non sono francobolli ma sono reali, li tocco, sono vivi, sono miei.
:pea: :pea: :cof: :pea: :pea:
Anche le mie figurine Panini le tocco e sono mie... ;-)
non sono francobolli, e ce ne sono anche di rare !
Posso toccare anche le mie figurine Liebig (tipo feroce Saladino) che non sono francobolli.

Però, tecnicamente, sono più francobolli questi crytpo austriaci rispetto ai saggi e alle figurine.

Ciao Ciao:
moro
:not: :not: :not:
Dai moro ora non esagerare coi sillogismi... i saggi appartengono alla storia dei francobolli e non sono uguali alle figurine Panini che appartengono casomai alla storia del calcio.
Un oggetto di interesse filatelico non deve necessariamente essere fruibile per posta, può essere ad esempio un'appendice, una croce di Sant'Andrea o un bordo di foglio con numero di tavola e naturalmente anche un saggio o una prova di stampa e Pino la sa benissimo... ho solo voluto ironicamente ricordarglielo perché si stava impaludando su argomentazioni un po' talebane :lol:
Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 9 luglio 2019, 9:09

TazDevil ha scritto:
8 luglio 2019, 23:39
Dai moro ora non esagerare coi sillogismi... i saggi appartengono alla storia dei francobolli e non sono uguali alle figurine Panini che appartengono casomai alla storia del calcio.
Un oggetto di interesse filatelico non deve necessariamente essere fruibile per posta, può essere ad esempio un'appendice, una croce di Sant'Andrea o un bordo di foglio con numero di tavola e naturalmente anche un saggio o una prova di stampa...
Ok, Fabrizio allora sostituisci pure le figurine Panini con i chiudilettera, ma il risultato non cambia.
Hanno a che fare con il mondo della posta, ma non sono carte valori, non sono francobolli.

Io parto dal presupposto che un francobollo è una carta valore di un Stato emittente.

Ciao Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da maledettotopastro » 9 luglio 2019, 10:02

Perdonatemi, anche le carte PostePay e similari hanno a che fare con il mondo della posta (anzi, delle Poste), ma non hanno niente a che fare col mondo della posta nel suo ruolo di invio/consegna di lettere (semplici o raccomandate) e pacchi.
Nella mia incompetenza in fatto di "cripto mercati" assimilo questo cripto-stamps più ad una carta prepagata che ad un francobollo. Certo, per convincerti che è (pure) un francobollo gli attribuiscono un valore nominale e ti dicono che puoi spedirci qualcosa.
Non ho nulla contro il progresso, ed anzi credo che a questo punto sarebbe più onesto che le amministrazioni postali smettessero di emettere francobolli, se non nella quantità minima indispensabile per quelle operazioni che ancora li permettono. Ma se emettono un mattone, un lavandino, un panino con salame cercando di convincermi che sono francobolli e che grazie a questi la filatelia sarà salva…. beh qualche perplessità mi assale.
Poi per carità, tutto ha una propria dignità collezionistica e non avrò problemi ad inserire in collezione il cripto (come il francobollo in porcellana, in cuoio, in vetro, ecc.), ma quando sfogliando l'album avrò la sensazione di collezionare ammennicoli artificiosi potrò fare due cose: 1) Chiudere per sempre l'album e non pensarci più; 2) Iniziare a collezionare ammennicoli o le carte di credito o le criptovalute. Tutto lecito ed interessante (senza ironia)… basterebbe poi non chiamarla più filatelia Ciao: Ciao:
Ultima modifica di maledettotopastro il 9 luglio 2019, 10:54, modificato 1 volta in totale.
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 9 luglio 2019, 10:45

moroni ha scritto:
9 luglio 2019, 9:09
TazDevil ha scritto:
8 luglio 2019, 23:39
Dai moro ora non esagerare coi sillogismi... i saggi appartengono alla storia dei francobolli e non sono uguali alle figurine Panini che appartengono casomai alla storia del calcio.
Un oggetto di interesse filatelico non deve necessariamente essere fruibile per posta, può essere ad esempio un'appendice, una croce di Sant'Andrea o un bordo di foglio con numero di tavola e naturalmente anche un saggio o una prova di stampa...
Ok, Fabrizio allora sostituisci pure le figurine Panini con i chiudilettera, ma il risultato non cambia.
Hanno a che fare con il mondo della posta, ma non sono carte valori, non sono francobolli.

Io parto dal presupposto che un francobollo è una carta valore di un Stato emittente.

Ciao Ciao:
moro
moro, cercando di portare argomenti in difesa dei cripto-vattelappesca, ti stai impaludando anche tu nella logica del "se non lo posso usare per posta" allora non è filatelicamente parlando, degno di nota e quindi anche tu lo delegittimi.
Provo a spiegare il concetto usando un esempio tutto cartaceo, rappresentato dai trittici della crociera del decennale di Balbo, emessi nel lontano 1933.

I trittici sono composti da due carte valori postali e da una appendice che reca in soprastampa la sigla del velivolo, ricavata dal prefisso I (Italia), seguito dalle prime quattro lettere del cognome del pilota.
Se all'epoca di validità dell'emissione avessi separato l'appendice dal trittico, ognuno di questi tre elementi avrebbe perso gran parte del suo valore da un punto di vista FILATELICO, mentre non avrebbe perso nulla dal punto di vista POSTALE.
Questo significa che in molti casi la filatelia non si occupa solo ed esclusivamente di carte valori postali.
Ora facendo un parallelismo tra l'appendice cartacea, che si lega al trittico tramite i dentelli, con l'appendice digitale, che si lega al francobollo da € 6,90 tramite un QR code ed un codice univoco, credo che non ci siano più fonti di equivoco.
Anche in questo caso se separo i due elementi, ad esempio vendendo solo l'appendice digitale, il francobollo non perde valore da un punto di vista POSTALE ma ne perde gran parte da un punto di vista FILATELICO.
La difficoltà per molti che non sono addentrati nel mondo della dematerializzazione consiste tutta nel fatto di non comprendere come un legame logico tra un oggetto fisico ed uno digitale, possa essere forte (leggi molto più forte) di un legame tra due oggetti fisici e fisicamente attaccati.
Ciao:
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da maledettotopastro » 9 luglio 2019, 11:03

TazDevil ha scritto:
9 luglio 2019, 10:45
La difficoltà per molti che non sono addentrati nel mondo della dematerializzazione consiste tutta nel fatto di non comprendere come un legame logico tra un oggetto fisico ed uno digitale, possa essere forte (leggi molto più forte) di un legame tra due oggetti fisici e fisicamente attaccati.
Ciao:
Sì, questa è una considerazione interessante.
Rimarrà da verificare quanto questo accoppiamento sarà utile per il richiamo di nuove leve verso la filatelia (perché è da questo che siamo partiti, e filatelisti noi siam :-)))
Chi vivrà vedrà Ciao: Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da cirneco giuseppe » 9 luglio 2019, 11:08

Fabrizio, perdonami se continuo a fare l'avvocato del diavolo (senza riferimenti alcuno :-) )

Il paragone con il trittico non è del tutto logico.
E' vero che se stacchi la parte sinistra del trittico, in effetti, non cambia nulla o quasi
ma è anche vero che quella parte non ti costa nulla.
Qui,invece, la parte staccata del francobollo ti costa una schioppettata.

Non vorrei si ricadesse nel classico errore di definire la filatelia come investimento.
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 9 luglio 2019, 11:20

Ciao Fabrizio,
io non voglio portare argomenti in difesa del crypto-francobollo e delegittimare niente o nessuno.
Dico solo che il FRANCOBOLLO serve (o dovrebbe servire) a rendere franca la corrispondenza ed è una carta valore di uno Stato.
Altra cosa, pur se strettamente connessa al francobollo, è la FILATELIA o la STORIA POSTALE.
A volte i concetti coincidono, a volte no, a volte si intrecciano.
Ad es. anche un Decreto di emissione di un francobollo attiene alla FILATELIA/STORIA POSTALE, ma non è un francobollo.
Tutto qui: un francobollo DEVE poter essere usato per posta altrimenti non è un francobollo.
Poi io colleziono anche i chiudilettera perchè mi piacciono e hanno un interesse POSTALE (viaggiano per posta).

Per tornare al tuo esempio dei trittici: sono FRANCOBOLLI con un'appendice.
Oppure i CAB: sono francobolli con un'appendice che ha un codice a barre.
E il Gronchi rosa ? E' un francobollo ? Ha avuto valore postale ?
A volte i bordi sono determinanti per risalire alle tirature e le prove di stampa sono utili per documentare la storia dei francobolli.

In tutti i casi, anche se alcuni non sono francobolli, si tratta certamente di oggetti degni di nota dal punto di vista filatelico.

Comunque, se stacco l'appendice del crypto-francobollo e affranco una raccomandata (in Austria) dovrebbe essere tutto OK: ho speso 6,90 euro e lo posso usare per posta (credo :preo: ).

Ciao Ciao:
moro

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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da maledettotopastro » 9 luglio 2019, 11:50

Una leggera differenza (ideologica) tra il cripto (+ le porcellane, i vestitini in cuoio, le bustine piene di semi…) ed emissioni come il Trittico, i Ginnici e compagnia, c'è: quelle erano emissioni semi-speculative che cercavano di sfruttare l'enorme appeal che la filatelia già di suo aveva tra le persone, mentre queste emissioni attuali (col pretesto di dover rilanciare la filatelia) cercano di rosicchiare un osso ormai spolpato
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 9 luglio 2019, 13:25

cirneco giuseppe ha scritto:
9 luglio 2019, 11:08
Fabrizio, perdonami se continuo a fare l'avvocato del diavolo (senza riferimenti alcuno :-) )

Il paragone con il trittico non è del tutto logico.
E' vero che se stacchi la parte sinistra del trittico, in effetti, non cambia nulla o quasi
ma è anche vero che quella parte non ti costa nulla.
Qui,invece, la parte staccata del francobollo ti costa una schioppettata.

Non vorrei si ricadesse nel classico errore di definire la filatelia come investimento.
Se avessimo partecipato alla "lotteria" iniziale promossa dalle Poste austriache, anche l'appendice virtuale non sarebbe costata nulla, anzi, tanto per confonderci le idee, ti saresti ritrovato (e ti ritrovi) l'equivalente di € 0,35 in criptovaluta ETH, depositati nel portafoglio elettronico corrispondente al tuo acquisto... ma questo è un altro discorso più complicato che fuorvierebbe dalla discussione.
Il problema è che questo francobollo con "appendice virtuale" è soggetto alla legge della domanda e dell'offerta mondiale che, come ho già detto, non è costituita dai soli collezionisti filatelici ma anche e soprattutto dai collezionisti di oggetti virtuali convenzionalmente chiamati NBL Token. Questa nuova forma di collezionismo è in continua ascesa in termini di proseliti e fatturato, pertanto, proprio perché nuova, non dovrebbe subire contrazioni nel breve-medio periodo anzi...
Concludendo posso solo dirti che, mentre ritengo che la filatelia sia sufficientemente vaccinata nei confronti delle chimere bene rifugio/investimento, il mercato degli UBL Token probabilmente ancora no e che i tempi di "vaccinazione" potrebbero essere molto, molto lunghi.
Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 9 luglio 2019, 13:55

maledettotopastro ha scritto:
9 luglio 2019, 11:50
Una leggera differenza (ideologica) tra il cripto (+ le porcellane, i vestitini in cuoio, le bustine piene di semi…) ed emissioni come il Trittico, i Ginnici e compagnia, c'è: quelle erano emissioni semi-speculative che cercavano di sfruttare l'enorme appeal che la filatelia già di suo aveva tra le persone, mentre queste emissioni attuali (col pretesto di dover rilanciare la filatelia) cercano di rosicchiare un osso ormai spolpato
Non credo... se leggi quello che ho scritto in risposta a Pino e se ti fai una googolata sui vari siti di cripto-investitori vedrai che sta nascendo un cosciotto di bue pieno di ciccia tutta ancora da spolpare :ris:
Ora la questione che tu poni è tutta da verificare e le ipotesi sono davvero tutte più o meno possibili.
A) L'appendice virtuale attaccata al francobollo crea un interesse filatelico mondiale su questo tipo di emissioni, rianimando non la filatelia tutta che langue, ma almeno una nicchia dei collezionisti di novità filateliche "curiose" o dei tematici;
B) L'aumento vertiginoso dei prezzi di vendita delle appendici, dovuto all'assalto dei collezionisti, investitori, speculatori, nani e ballerine che popolano il mercato UBL Token, allontana da questa emissione (non dalla filatelia perchè questa è già segregata in un angolino) i pochi collezionisti superstiti;
C) I due mercati si separano e i collezionisti filatelici cedono agli avidi investitori in UBL-Token la propria appendice virtuale e trattengono il francobollo, che in questo modo rientra nella collaudata legge della domanda e dell'offerta filatelica.
Riprendendo un fanta-paragone con l'emissione del 1933 è come se nei primissimi giorni successivi alla trasvolata, il mercato degli erinnofili avesse mostrato un forte repentino incremento della domanda per quell'appendice (magari straquotando quella con soprastampa I-BALB), tale da influenzare e surclassare il mercato filatelico...
Ciao:
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Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da TazDevil » 9 luglio 2019, 14:29

In realtà esiste una quarta ipotesi, nel caso in cui anche i collezionisti di UBL-Token decidano che gli unicorni siano meno accattivanti dei cripto-gattini da allevamento e riproduzione (Crypto Kitties) che si contendono a suon di ETH riconvertibili in dollaroni con cifre a tre, quattro, cinque zeri ( https://kittysales.herokuapp.com/ ). In questo caso tutto rientrerebbe nei normali parametri della filatelia, sgonfiandosi del tutto, con buona pace di chi ha acquistato l'unicorno rosso.
Ciao:
Mi chiamo Fabrizio e colleziono: Antichi Stati, Regno e Repubblica fino al 2000.
Sono appassionato di semiotica dei francobolli ed altre tematiche legate alla storia della comunicazione filatelica.

TAZ :devil:

moroni
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Iscritto il: 18 novembre 2017, 14:02

Re: Emesso il primo crypto-francobollo dalle poste Austriache

Messaggio da moroni » 11 luglio 2019, 19:32

Ciao,
in attesa della quinta ipotesi io l'ho preso.
Sarà vera gloria ?
C'e' chi ha comprato 1 bitcoin a 1 dollaro...
Ai posteri l’ardua sentenza...

Ciao Ciao:
moro

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