La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

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gipos
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

Buongiorno a tutti,
ciao Doc. sono pienamente d'accordo con quanto da te detto, ritengo utilissimo fare una rivisitazione storica sul Risorgimento, ma ancor di più chiarezza sui motivi che hanno portato all'aggressione proditoria del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II, nei confronti del Regno delle Due Sicilie di Francesco II cugino del Re sabaudo.
Aggressione militare di uno Stato come quello Duosiciliano, che nel 1848 non aveva esitato ad inviare truppe regolari al fianco dell'esercito piemontese contro le truppe al comando di Radeski, da notare che dopo la minaccia dell'imperatore austriaco di attuare la scissione dalla chiesa di Roma per ripicca nei confronti di Pio IX che aveva avallato la mobilitazione unitaria.
Quando il Papa decise di ritirare le proprie truppe, subito gli altri regnanti fecero lo stesso, al fianco dei piemontesi restarono i 1000 volontari universitari toscani ma soprattutto i 3.500 soldati Borbonici sui 19.000 che Ferdinando II aveva inviato, ma dato ché gli altri ducati avevano ritirato le proprie truppe anche lui fece lo stesso, con una piccola differenza che lasciò il contingente di 3 500 uomini che combatterono a Curtatone e Montanara.
Ecco la sostanziale diversità trai due Stati, uno attacca senza aver dichiarato guerra all'altro stato in modo vile, mentre il tanto vituperato Boebone accorse in aiuto a quello che riteneva un parente
Ciao
Giuseppe
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francesco luraschi
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da francesco luraschi »

gipos ha scritto: 13 aprile 2023, 8:54
francesco luraschi ha scritto: 10 aprile 2023, 9:25
arditiroma ha scritto: 10 aprile 2023, 7:54 Qualche tempo fa mi sono letto questo libro che approfondisce in maniera, ciritca ed esaustiva, diversi aspetti della conquista , perché di quello si trattò Sabauda. Mettendo ancor di più in luce le nefandezze e gli scempi perpetrati specie nel sud Italia sia a livello economico che a livello "umano "vedi" lotta al Brigantaggio o il bombardamento di Gaeta..

La "rivisitazione" storiografica del Risorgimento la tentai da giovane studente universitario durante l' esame di Storia Contemporanea ed il successivo esame di Storia del Risorgimento... mi accorsi subito che l' uscir fuori di binari "canonici" era un terreno rischioso e portava verso una strada rischiosa, pertanto ovviamente, gli esami li studiai sui libri "ufficiali" ma il mio pensiero era e rimane diverso da quello che ci hanno insegnato. Fermo restando il massimo rispetto per coloro i quali furono coinvolti in una carneficina, specie nella IV guerra d' Indipendenza, leggi 1 guerra mondiale
Questo libro l'ho letto ed è ... illeggibile. Consiglio a chi vuole proprio leggerlo di non spenderci sopra soldi, magari conviene prenderlo in prestito dal circuito OPAC. Sembra scritto da uno dei gruppi neoborbonici attivi su FB che sono talmente di parte da perdere di credibilità. Di ben altro spessore è quello che ho segnalato di Giordano Bruno Guerri che è basato su fonti storiche. Ne esce un racconto molto crudo. Interi paesi vennero rasi al suolo perché gli abitanti non svelavano dove erano nascosti i briganti.

Va bene avere una visione diversa da quella ufficiale però nel caso di Del Boca e Aprile si sconfina nel ridicolo. MI sembra di ricordare che non venga neppure citato a pié pagina alcun documento coevo ma ci sia solo una bibliografia che vale come le fonti savoiarde per cui il Risorgimento fu opera di una massa granitica di italiani votati al sacrificio per l'ideale della libertà e dell'unità nazionale. E non fu così, basti pensare che tra i nobili milanesi c'era chi parteggiava per i Savoia anche per tornare in possesso dei propri terreni finiti sotto i Savoia nel '700. E poi c'erano i monarchici, i repubblicani, i federalisti (Cattaneo), i critici della centralizzazione del potere a Torino (Correnti) altro che blocco granitico.

Se non erro il Del Boca ha scritto qualcosa pure sul presunto lager di Fenestrelle e in quel caso è stato smentito da Alessandro Barbero.

Ciao: Francesco
Buongiorno a tutti, credo che definire Delboca ed Aprile come 2 che scrivono castronerie sia un tantino avventato, penso che una rivisitazione storica sia possibile soprattutto per fare chiarezza su episodi molto contrastanti, il caso Fenestrelle e proprio uno di questi.
Dire che il Professore Barbero abbia sconfessato o smentito quanto detto da Aprile e Delboca sia veramente anacronistico, Barbero afferma che solo qualche centinaio di soldati Borbonici furono deportati a Fenestrelle, quindi anche grazie ai registri che riportavano i decessi avvenuti all'interno della fortezza furono molto pochi rispetto a quanto ci riferiscono gli altri due studiosi.
Forse morire di stenti o assiderati come purtroppo accaduto a quei poveri ragazzi che furono deportati subito dopo la battaglia del Volturno, con le divise leggere di cui erano forniti per le temperature miti del meridione sono da considerare soltanto come effetti collaterali.
Voglio ancora ricordare, che a differenza di quanto scritto dal Prof. Barbero, non furono soltanto poche centinaia i soldati Duosiciliani trasferiti al nord, tutti avvenuti nel 1860 dopo che l'esercito di Francesco II perse le battaglie di Capua e del Volturno, io ho avuto la fortuna di avere a disposizione documenti come i giornali Omnibus che allora era l'organo di stampa ufficiale del nuovo Governo che si era insediato a Napoli, in cui vengono riportati articoli riguardanti il trasferimento di massa di giovani militari meridionali che non avendo accettato di passare nell'esercito Piemontese dopo la caduta delle guarnigioni di Gaeta, Messina, e Civitella del Tronto; tutte avvenute nel 1861 quindi le migliaia di militari che non vollero assoggettarsi al nuovo regime furono inviati nelle fortezze del nord dove il Generale Cadorna aveva deciso che fossero internati per piegare la volontà di quei giovani che avevano deciso di restare fedeli al giuramento fatto nei confronti del re Francesco di Borbone.
Ricordo ancora, che il tasso di mortalità tra i prigionieri era altissimo, quindi per evitare epidemie tanti venivano tumulti e cosparsi di calce, quindi tanti morti non risultano nei registri che ha consultato il Prof. Barbero. Ciao:
Giuseppe
Intanto ecco l'introduzione dei due autori al loro libro che è solo l'anticipazione del contenuto, dove ovviamente non vi è alcuna critica, neppure una!, riguardo la situazione nel Regno delle Due Sicilie:

L'Unità fu conquistata a prezzo di infami accordi politici, brogli elettorali e stragi di civili. E Il Regno d'Italia crebbe a immagine e somiglianza del Piemonte sabaudo: uno Stato da operetta, al tempo stesso ridicolo e feroce, corrotto, reazionario e sordo ai bisogni del popolo.

Magari gli autori potrebbero dirci qualcosa in merito alla Costituzione in vigore nel Regno di Napoli (non è che era stata sospesa???) visto che nel Regno di Sardegna nel 1859 nonostante tutto era in vigore lo Statuto Albertino e che durò fino al 1948. E magari anche una loro spiegazione dei termini "operetta", "ridicolo", "reazionario", "sordo ai bisogni del popolo" usati gratuitamente. Il nome Re Bomba gli ricorda nulla???

Forse hanno fatto finta di non sapere che il Regno di Sardegna era quello che si era dato un'amministrazione pubblica efficiente e fin dal '700 un'apparato militare di prim'ordine.

Che il popolo contasse poco non era una prerogativa del Regno di Sardegna, se non erro nel Regno delle Due Sicilie l'analfabetismo arrivava al 90%, e anche nel LV la Costituzione era di tipo censuario, ovvero poteva assumere cariche politiche solo chi aveva un patrimonio notevole e quindi il popolo era tagliato fuori.

Ripeto: ognuno può leggere ciò che vuole ma quel libro è veramente fuorviante.

P.S. Lo stesso Barbero nel suo libro scrive che gli elenchi sono incompleti.

Ciao: Francesco
I nostri articoli:

https://www.academia.edu/10877153/_News ... _1850-1866_

Cliccare su authors per leggerli tutti facendo scorrere la pagina verso il basso oppure iscriversi al sito http://www.academia.edu per scaricare il PDF.

Ciao: Francesco
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gipos
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

francesco luraschi ha scritto: 15 aprile 2023, 12:52
gipos ha scritto: 13 aprile 2023, 8:54
francesco luraschi ha scritto: 10 aprile 2023, 9:25
arditiroma ha scritto: 10 aprile 2023, 7:54 Qualche tempo fa mi sono letto questo libro che approfondisce in maniera, ciritca ed esaustiva, diversi aspetti della conquista , perché di quello si trattò Sabauda. Mettendo ancor di più in luce le nefandezze e gli scempi perpetrati specie nel sud Italia sia a livello economico che a livello "umano "vedi" lotta al Brigantaggio o il bombardamento di Gaeta..

La "rivisitazione" storiografica del Risorgimento la tentai da giovane studente universitario durante l' esame di Storia Contemporanea ed il successivo esame di Storia del Risorgimento... mi accorsi subito che l' uscir fuori di binari "canonici" era un terreno rischioso e portava verso una strada rischiosa, pertanto ovviamente, gli esami li studiai sui libri "ufficiali" ma il mio pensiero era e rimane diverso da quello che ci hanno insegnato. Fermo restando il massimo rispetto per coloro i quali furono coinvolti in una carneficina, specie nella IV guerra d' Indipendenza, leggi 1 guerra mondiale
Questo libro l'ho letto ed è ... illeggibile. Consiglio a chi vuole proprio leggerlo di non spenderci sopra soldi, magari conviene prenderlo in prestito dal circuito OPAC. Sembra scritto da uno dei gruppi neoborbonici attivi su FB che sono talmente di parte da perdere di credibilità. Di ben altro spessore è quello che ho segnalato di Giordano Bruno Guerri che è basato su fonti storiche. Ne esce un racconto molto crudo. Interi paesi vennero rasi al suolo perché gli abitanti non svelavano dove erano nascosti i briganti.

Va bene avere una visione diversa da quella ufficiale però nel caso di Del Boca e Aprile si sconfina nel ridicolo. MI sembra di ricordare che non venga neppure citato a pié pagina alcun documento coevo ma ci sia solo una bibliografia che vale come le fonti savoiarde per cui il Risorgimento fu opera di una massa granitica di italiani votati al sacrificio per l'ideale della libertà e dell'unità nazionale. E non fu così, basti pensare che tra i nobili milanesi c'era chi parteggiava per i Savoia anche per tornare in possesso dei propri terreni finiti sotto i Savoia nel '700. E poi c'erano i monarchici, i repubblicani, i federalisti (Cattaneo), i critici della centralizzazione del potere a Torino (Correnti) altro che blocco granitico.

Se non erro il Del Boca ha scritto qualcosa pure sul presunto lager di Fenestrelle e in quel caso è stato smentito da Alessandro Barbero.

Ciao: Francesco
Buongiorno a tutti, credo che definire Delboca ed Aprile come 2 che scrivono castronerie sia un tantino avventato, penso che una rivisitazione storica sia possibile soprattutto per fare chiarezza su episodi molto contrastanti, il caso Fenestrelle e proprio uno di questi.
Dire che il Professore Barbero abbia sconfessato o smentito quanto detto da Aprile e Delboca sia veramente anacronistico, Barbero afferma che solo qualche centinaio di soldati Borbonici furono deportati a Fenestrelle, quindi anche grazie ai registri che riportavano i decessi avvenuti all'interno della fortezza furono molto pochi rispetto a quanto ci riferiscono gli altri due studiosi.
Forse morire di stenti o assiderati come purtroppo accaduto a quei poveri ragazzi che furono deportati subito dopo la battaglia del Volturno, con le divise leggere di cui erano forniti per le temperature miti del meridione sono da considerare soltanto come effetti collaterali.
Voglio ancora ricordare, che a differenza di quanto scritto dal Prof. Barbero, non furono soltanto poche centinaia i soldati Duosiciliani trasferiti al nord, tutti avvenuti nel 1860 dopo che l'esercito di Francesco II perse le battaglie di Capua e del Volturno, io ho avuto la fortuna di avere a disposizione documenti come i giornali Omnibus che allora era l'organo di stampa ufficiale del nuovo Governo che si era insediato a Napoli, in cui vengono riportati articoli riguardanti il trasferimento di massa di giovani militari meridionali che non avendo accettato di passare nell'esercito Piemontese dopo la caduta delle guarnigioni di Gaeta, Messina, e Civitella del Tronto; tutte avvenute nel 1861 quindi le migliaia di militari che non vollero assoggettarsi al nuovo regime furono inviati nelle fortezze del nord dove il Generale Cadorna aveva deciso che fossero internati per piegare la volontà di quei giovani che avevano deciso di restare fedeli al giuramento fatto nei confronti del re Francesco di Borbone.
Ricordo ancora, che il tasso di mortalità tra i prigionieri era altissimo, quindi per evitare epidemie tanti venivano tumulti e cosparsi di calce, quindi tanti morti non risultano nei registri che ha consultato il Prof. Barbero. Ciao:
Giuseppe
Intanto ecco l'introduzione dei due autori al loro libro che è solo l'anticipazione del contenuto, dove ovviamente non vi è alcuna critica, neppure una!, riguardo la situazione nel Regno delle Due Sicilie:

L'Unità fu conquistata a prezzo di infami accordi politici, brogli elettorali e stragi di civili. E Il Regno d'Italia crebbe a immagine e somiglianza del Piemonte sabaudo: uno Stato da operetta, al tempo stesso ridicolo e feroce, corrotto, reazionario e sordo ai bisogni del popolo.

Magari gli autori potrebbero dirci qualcosa in merito alla Costituzione in vigore nel Regno di Napoli (non è che era stata sospesa???) visto che nel Regno di Sardegna nel 1859 nonostante tutto era in vigore lo Statuto Albertino e che durò fino al 1948. E magari anche una loro spiegazione dei termini "operetta", "ridicolo", "reazionario", "sordo ai bisogni del popolo" usati gratuitamente. Il nome Re Bomba gli ricorda nulla???

Forse hanno fatto finta di non sapere che il Regno di Sardegna era quello che si era dato un'amministrazione pubblica efficiente e fin dal '700 un'apparato militare di prim'ordine.

Che il popolo contasse poco non era una prerogativa del Regno di Sardegna, se non erro nel Regno delle Due Sicilie l'analfabetismo arrivava al 90%, e anche nel LV la Costituzione era di tipo censuario, ovvero poteva assumere cariche politiche solo chi aveva un patrimonio notevole e quindi il popolo era tagliato fuori.

Ripeto: ognuno può leggere ciò che vuole ma quel libro è veramente fuorviante.

P.S. Lo stesso Barbero nel suo libro scrive che gli elenchi sono incompleti.

Ciao: Francesco
Buon pomeriggio Francesco, sia Delboca che Aprile oltre alle ricerche che espletato nei vari archivi come fa anche Barbero, i primi due chiedono aiuto ai vari collezionisti ed appassionati di ricerche storiche privati, in modo d'avere anche documenti che non sono mai stati inventarti o visti prima.
Mi permetto di ricordare che la Costituzione nel Regno delle due Sicilie era stata abolita dopo i moti del 1848, mi piace far presente che i quel periodo così infuocato a livello Europeo, all'interno dei territori sotto il regime Borbonici gli oppositori di Ferdinando II misero in atto le lotte per abbattere il sistema borbonico; prima fra tutte la mia amata Sicilia che non perdonava ai sovrani borbonici il fatto che durante l'occupazione murattiana del Regno di Napoli, di aver soggiornato a Palermo al sicuro fino a quando non furono messi nelle condizioni di poter tornare a Napoli, i siciliani agognavano che Palermo diventasse la capitale del regno, ed è proprio di quel periodo che Ferdinando I di Borbone che per dimostrare la sua gratitudine concesse la Ducea di Bronte all'ammiraglio Nelson che lo aveva condotto in salvo a Palermo a bordo della sua nave.
Ferdinando II non era come il nonno né tanto meno come il padre Francesco I, che avevano dato l'opportunità agli inglesi di potersi ritagliare una sorta di protettorato sulla Sicilia, e non solo.
Quindi nel 1848 Ferdinando II doveva affrontare una ribellione interna con addirittura la creazione del Regno di Sicilia che disconosceva i reali borbonici con la tanto agognata autonomia voluta dalla famiglia Amari, dai Dondes Reggio, da Ruggero Settimo che fu il presidente del neonato regno di Sicilia edai tanti altri oppositori del governo Borbonico; nonostante tutto il Re Borbone ricordato da tutti i quel periodo come Re bomba per aver dato ordine Alla flotta di aprire il fuoco sulla città di Messina che non volle arrendersi all'ulrimatum imposto dal governo di Napoli, dopo che lo stesso Sovrano fu fatto oggetto di due attentati trovò il coraggio di mandare truppe regolari in aiuto del Re Carlo Alberto che aveva dichiarato guerra all'Austria.
Ricordo ancora che la flotta borbonicasia sia commerciale, che da guerra era la terza dopo quella inglese e francese quindi era un grosso ostacolo sia per lo scambio di merci con le altre nazioni, sia su quello del controllo dei mari vedi il caso dell'isola Ferdinandea o Lampedusa che Ferdinando II non volle cedere alle pretese Inglesi.
Nel 1860 purtroppo avvenne un atto di aggressione militare da parte dei Savoia per mezzo di Garibaldi che fu utilizzato come longamano militare, metto ancora in evidenza che non fu mai dichiarata ufficialmente guerra tra i due Stati.
Quindi uno Stato quello Duosiciliano che si trova aggredito improvvisamente da truppe non regolari quali erano i Garibaldini, difatto con azione di pirateria.
Faccio ancora presente che il Governo Borbonici non ammetteva la coscrizione militare obbligatoria ma solo volontaria, al contrario i piemontesi una volta arrivati costrinsero le famiglie che erano composte da tanti figli soprattutto i maschi erano dediti al lavoro nei campi, alla pesca, alla pastorizia, levando la forza lavoro che aveva tenuto l'economia delle Regioni del Sud, imponendigli il servizio di leva obbligatorio per 5 anni, fu così che tanti giovani si diedero alla macchia diventando per la storiografia ufficiale briganti, briganti non erano, erano soltanto giovani, che volevano continuare ad essere utili alla propria famiglia, proteggendo la propria terra natale quindi partigiani come quelli del 1943, o patrioti come ama definirsi la Premier Meloni.
Giuseppe
Ciao:
Giorgio Di Raimo
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da Giorgio Di Raimo »

La sentenza di morte sul Regno del sud divenne improrogabile , sopratutto per gli inglesi, da metà del 1859 in poi, con l’inizio dei lavori per il Canale di Suez
Per quanto riguarda l’esercito dei Savoia (60000 uomini) , non avrebbe concluso un bel niente contro l’Austria se non ci fosse stato l’astuto Cavour a dare l’ordine di allagare le risaie dove erano accampati gli austriaci dando tempo alla Francia (120000 e sopratutto con le canne rigate dei loro cannoni) di arrivate soprattutto da Genova…
Sia a nord che al sud il motore vero del l’espansione vittoriosa dei Savoia furono le potenze straniere e i loro interessi…
Specializzato in tutti gli Antichi Stati Italiani, Filatelia e Storia Postale
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fildoc
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da fildoc »

Cavour comunque era abilissimo! I poco capaci Savoia semplicemente si adeguavano... Per loro era importante avere una monarchia sempre piu' grande (possibilmente da spremere) per poter confrontarsi da pari o quasi con i casati piu' importanti d'Europa!!
+-x:
Sommiamo le idee, riduciamo gli ostacoli, moltiplichiamo le relazioni e condividiamo le conoscenze!


ciao
Ciao: Ciao: Ciao:
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gipos
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

Buona domenica a tutti,
Faccio una piccola precisazione sul fatto che Ferdinando II venga ricordato come il famigerato Re bomba perché ordinò il bombardamento di Messina, fatto gravissimo in sé stesso anche se inquadrato in una situazione di rivolta che vide la Sicilia in primo piano per la deposizione della casa regnante borbonicasia con la formazione del Regno con a capo Ruggero Settimo.
Il 5 aprile 1849 le truppe piemontesi di Carlo Alberto e V. Emanuele II bombardano Genova in modo cinico, colpendo le abitazioni dei po' eri cittadini inermi, vogliamo dire che in effetti anche i sovrani Sabaudia sono da considerare Re bomba!
Cavour fu uno dei più grandi strateghi che orchestro' e fece la fortuna dei Savoia, grazie agli accordi presi con gli inglesi ed i francesi in occasione della guerra di Crimea, mise in atto la più grande mistificazione dell'unità d'Italia, purtroppo Garibaldi fece il resto grazie agli aiuti ricevuti dalle potenti logge massoniche, scozzese, inglese ed americana.
Giuseppe
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francesco luraschi
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da francesco luraschi »

Comunque emergono tante riflessioni. Quello che mi aveva a suo tempo dato fastidio riguardo il libro che ho citato è che non sollevasse alcuna criticità riguardo la situazione nel meridione d'Italia dove fa sembrare che andasse tutto bene. E non era certo così. Ci sono testimonianze coeve divergenti, come è normale che sia, e se si vuole fare affidamento su quanto scrivevano i viaggiatori stranieri dell''800 che capitavano da quelle parti emerge che a fianco della bellezza dei posti c'era una situazione degradata nelle città e una povertà assoluta altrove. Goethe nel '700 definì il meridione "un paradiso abitato da diavoli".

Inoltre sollevazioni c'erano state prima del 1860 e dubito che fossero tutte dovute alla massoneria o a chissà quali forze oscure.

Il Risorgimento non fu un cavalcata degli italiani uniti. Il 1848 vide bombe non solo a Messina ma anche a Milano, a Vienna e Budapest. Anche in Prussia venne concessa la Costituzione. A Parigi nel 1848 nacque la II Repubblica e si può immaginare come venisse vista la situazione dai Sovrani italiani, e non solo, i quali si ritenevano investiti del diritto divino di regnare. Ho una lettera del 1848 in cui lo scrivente chiede sgomento notizie da Londra dove sembrava fosse stata proclamata la Repubblica.

Nel Regno di Sardegna la situazione era pure allarmante perché si temeva un nuovo attacco come avvenuto 50 anni prima con l'Armata d'Italia. Quando Mazzini capitò a Milano durante le 5 giornate creò scompiglio perché Repubblica significava allargamento di diritti al popolo minuto ed era quello che i nobili temevano. E'lo stesso motivo che portò i Savoia a bombardare Genova nel 1849 come scritto da Gipos.

Come pensare che l'Unità d'Italia fu il risultato di un movimento granitico quando sappiamo benissimo che c'erano battaglioni veneti inquadrati nell'esercito asburgico e che combatterono valorosamente contro i franco-sardi nel 1859? O che Venezia cadde nel 1849 anche perché mancò l'appoggio delle città della terraferma che non volevano tornare come ai tempi della Serenissima in cui avevano solo un ruolo subalterno rispetto a Venezia?

Ripeto: il libro di Aprile/Del Boca letto da solo è molto fuorviante e mi chiedo il motivo degli aggettivi usati gratuitamente per Regno dei Savoia. Forse non conoscono la ferocia di Francesco IV di Modena. Riguardo la corruzione pure qui è stato scritto che i sardi si erano comperate le persone di cui avevano bisogno nel Regno di Napoli per i propri interessi. Quindi di che scrivono? Quanto al termine "da operetta" se ben ricordo a Ferdinando II secondo venne affibbiato un nomignolo molto indicativo della situazione. Ovviamente nessuna critica in tutto il libro, addirittura l'ultimo capitolo riguarda lo scandalo della Banca Romana che venne a galla dopo il 1890 (!) e che probabilmente è servito per aumentare le pagine e giustificare il prezzo di copertina.

Riguardo poi al Cavour che senza di lui sarebbe stato tutto diverso: anche Napoleone se non ci fosse stato sarebbe stato tutto diverso, se Mussolini non si fosse alleato con Hitler magari il fascismo sarebbe durato fino agli anni '70 come in Spagna. E tanti altri ma la storia è andata in maniera diversa.

Cavour tra l'altro non voleva allargare il Regno oltre la Lombardia e ai territori del nord Italia. La spedizione dei 1000 fu affidata dai Savoia ad un esercito irregolare così da non irritare le potenze estere alleate e, nel caso fosse fallita, dire di saperne nulla.

Quindi cerchiamo di essere obiettivi.

Ciao: Francesco
I nostri articoli:

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fildoc
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da fildoc »

La storia viene scritta dai vincitori
e un giudizio obiettivo si puo' dare solo dopo secoli
e solo da parte di persone non schierate politicamente!
(pensate per esempio solamente all'apologia dell'impero romano operato dal fascismo...)
Per il Risorgimento è troppo presto ancora
perchè la quarta guerra d'indipendenza dell'Italia (prima guerra mondiale per le altre nazioni)
è finita solo da 100 anni...
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ciao
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gipos
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti, rispondo all'amico Francesco sul fatto che Cavour non voleva l'espansione del Regno di Sardegna nelle Regioni del sud, ma soltanto assicurarsi le Regioni settentrionali come la Lombardia o il Veneto.
Voglio ricordare che nelle casse del Regno di Sardegna vi erano soltanto banconote che purtroppo per loro non valevano assolutamente nulla, perché non vi era la copertura di moneta sonante in argento ed oro, quindi avevano le casse piene di carta straccia.
I Savoia si erano indebitati paurosamente per via delle guerre vedi Crimea 1855, I guerra d'indipendenza 1848/1849, II guerra d'indipendenza 1859; quindi per poter pagare i debiti accumulati negli anni precedenti hanno dovuto per forza di cose inventarsi l'occupazione del Regno delle due Sicilie, che era lo stato con maggiori risorse finanziarie.
Faccio ancora presente che lo scrittore, patriota Ippolito Nievo al seguito di Garibaldi nella spedizione del 1860 con l'incarico di revisore nonché tesoriere dei garibaldini a notava tutti i prelievi fatti nelle varie casse comunali dei paesi che via via venivano occupati, ma anche la requisizione di tutte le monete che furono prelevati dal Banco di Sicilia, una fortuna inestimabile.
A Torino si meravigliarono di come mai arrivasse poco o nulla di quel fiume di denaro su cui tanto Contavano, e fu per questo motivo che nel marzo 1861 che Nievo con la sua squadra di contabili vennero chiamati a Torino per giustificare tramite le ricevute di prelievo, più quelle che lo stesso Nievo annotava a giustificazionetutte le somme che venivano date agli ufficiali e non solo in grande quantità, Nievo purtroppo non arrivò mai a destinazione perché il piroscafo si inabisso' nel Tirreno chissà per quali cause, portandosi in fondo al mare quali misteri ma soprattutto la fine di tutti quei soldi sperperati
Pertanto dobbiamo dedurre che la spedizione serviva per risanare le casse, poi mi permetto di ricordare che nel sud i Borbone avevano deciso di far pagare le tasse a chi poteva farlo vedi i grandi proprietari terrieri, i nobili e a quelle famiglie benestanti, mentre i poveri erano esenti, anzi avevano aperto i grandi ospuzi per dare la possibilità a chi non aveva un posto dove dormire.
Dobbiamo essere obiettivi certo non erano rose e fiori, ma non possiamo far passare il pensiero che il Regno delle due Sicilie fosse la negazione di Dio, espressione Coniata ad hoc da diplomatici inglesi.
Ciao:
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francesco luraschi
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Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da francesco luraschi »

gipos ha scritto: 17 aprile 2023, 11:41 Buongiorno e buon inizio settimana a tutti, rispondo all'amico Francesco sul fatto che Cavour non voleva l'espansione del Regno di Sardegna nelle Regioni del sud, ma soltanto assicurarsi le Regioni settentrionali come la Lombardia o il Veneto.
Voglio ricordare che nelle casse del Regno di Sardegna vi erano soltanto banconote che purtroppo per loro non valevano assolutamente nulla, perché non vi era la copertura di moneta sonante in argento ed oro, quindi avevano le casse piene di carta straccia.
I Savoia si erano indebitati paurosamente per via delle guerre vedi Crimea 1855, I guerra d'indipendenza 1848/1849, II guerra d'indipendenza 1859; quindi per poter pagare i debiti accumulati negli anni precedenti hanno dovuto per forza di cose inventarsi l'occupazione del Regno delle due Sicilie, che era lo stato con maggiori risorse finanziarie.
Faccio ancora presente che lo scrittore, patriota Ippolito Nievo al seguito di Garibaldi nella spedizione del 1860 con l'incarico di revisore nonché tesoriere dei garibaldini a notava tutti i prelievi fatti nelle varie casse comunali dei paesi che via via venivano occupati, ma anche la requisizione di tutte le monete che furono prelevati dal Banco di Sicilia, una fortuna inestimabile.
A Torino si meravigliarono di come mai arrivasse poco o nulla di quel fiume di denaro su cui tanto Contavano, e fu per questo motivo che nel marzo 1861 che Nievo con la sua squadra di contabili vennero chiamati a Torino per giustificare tramite le ricevute di prelievo, più quelle che lo stesso Nievo annotava a giustificazionetutte le somme che venivano date agli ufficiali e non solo in grande quantità, Nievo purtroppo non arrivò mai a destinazione perché il piroscafo si inabisso' nel Tirreno chissà per quali cause, portandosi in fondo al mare quali misteri ma soprattutto la fine di tutti quei soldi sperperati
Pertanto dobbiamo dedurre che la spedizione serviva per risanare le casse, poi mi permetto di ricordare che nel sud i Borbone avevano deciso di far pagare le tasse a chi poteva farlo vedi i grandi proprietari terrieri, i nobili e a quelle famiglie benestanti, mentre i poveri erano esenti, anzi avevano aperto i grandi ospuzi per dare la possibilità a chi non aveva un posto dove dormire.
Dobbiamo essere obiettivi certo non erano rose e fiori, ma non possiamo far passare il pensiero che il Regno delle due Sicilie fosse la negazione di Dio, espressione Coniata ad hoc da diplomatici inglesi.
Ciao:
Giuseppe
Giuseppe,

grazie per l'intervento. Che nel Regno di Sardegna circolassero banconote è vero. Però è pure vero che rimasero convertibili in valuta metallica a vista al portatore. Solo due volte questa possibilità venne meno: nel 1848/1849 (come in Austria) e nel 1866 (periodi di "corso forzoso"). Quindi non erano "carta straccia".

Poi che a fianco degli ideali dei patrioti coesistessero interessi prettamente economici dei Governi non lo metto in dubbio, ma questo avviene anche oggi in qualsiasi situazione, soprattutto di guerra.

Rimane comunque strano che un regno bicentenario sia venuto giù nel giro di un anno a causa di un manipolo di soldati improvvisati. Evidentemente c'era qualcosa di diverso che ne minava le fondamenta, non c'entrano solo la massoneria, la mafia e quant'altro.

Ciao:
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Ciao: Francesco
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gipos
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Iscritto il: 12 luglio 2010, 13:37

Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

Ciao Francesco,
Nel mio primo intervento quello in cui ho inserito il documento che ripercorre la battaglia di Calatafimi con l'evidente incapacità del generale Landi, che venne corrotto con una fede di credito da14.000 ducati risultata poi falsa perché su quella stessa fede di credito vennero versati soltanto 14 ducati che porto al suicidio il vile, codardo alto ufficiale.
Questo per dire quanto fossero poco fedeli gli alti ufficiali Borbonici, che risultavano molto sensibili al denaro o alla possibilità di vedersi confermati con lo stesso grado nel nuovo esercito, pensa giravano delle vignette sui giornali satirici che riproduce a o gli ufficiali con la testa d'asino mentre i soldati venivano riprodotti con la testa da leone.
Tanti alti ufficiali in men che non si dica gourarono fedeltà al nuovo Sovrano mentre la stragrande maggioranza dei soldati restarono fedeli a Francesco II, lo stesso primo ministro Liborio Romano il 6 settembre accompagno il re all:imbarco per Gaeta, ed il giorno successivo il 7 settembre organizzò l'entrata trionfale di Garibaldi; ecco perché il regno delle due Sicilie si disgrego' in così poco tempo, i politici e gli alti ufficiali di cui si attorniava Francesco era soltanto feccia.
Giuseppe
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aquiladellanotte
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Iscritto il: 31 maggio 2018, 20:28

Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da aquiladellanotte »

Buonasera,
volevo innanzitutto complimentarmi per l'eccellente materiale pubblicato su questo topic; interventi sempre interessanti, competenti e anche coloriti punti di vista personali.
Quest'interessantissimo topic e' davvero appassionanante e coinvolgente. Non si finisce mai di approfondire seguendo questo forum, davvero un super concentrato di storia Italiana e di piu'.
Vorrei sottoporvi questa lettera che ho nella mia caotica collezione e ho casualmente letto. Forse contenuti potenzialmente interessanti. :?:

Saluti Ciao:
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gipos
Messaggi: 1143
Iscritto il: 12 luglio 2010, 13:37

Re: La spedizione di Garibaldi attraverso la posta ed i giornali

Messaggio da gipos »

aquiladellanotte ha scritto: 17 maggio 2023, 20:14 Buonasera,
volevo innanzitutto complimentarmi per l'eccellente materiale pubblicato su questo topic; interventi sempre interessanti, competenti e anche coloriti punti di vista personali.
Quest'interessantissimo topic e' davvero appassionanante e coinvolgente. Non si finisce mai di approfondire seguendo questo forum, davvero un super concentrato di storia Italiana e di piu'.
Vorrei sottoporvi questa lettera che ho nella mia caotica collezione e ho casualmente letto. Forse contenuti potenzialmente interessanti. :?:

Saluti Ciao:
Complimenti per il bel documento postale che hai postato, ulteriore conferma di quanto sia importante il contributo di privati collezionisti che permettono con i loro pezzi di "Storia postale" l'approfondimento storico Risorgimentale, grazie per averlo condiviso con noi, ma soprattutto va ad arricchire questa discussione.
Cordialmente
Giuseppe
Ciao:
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