La filatelia è in crisi?
- Antonello Cerruti
- Messaggi: 7502
- Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45
La filatelia è in crisi?
Questa domanda ha una risposta affermativa.
Ma è mal posta.
Il quesito vero è: sono in crisi i filatelisti?
Ieri si è tenuta a Roma la seconda DOMENICA SPECIALE presso la sede dell'Associazione Filatelica e Numismatica Italiana con una buonissima partecipazione di un centinaio di Soci ed ospiti.
Vi racconto due episodi.
Ad un certo punto mi si è avvicinato un socio che mi ha chiesto il motivo per cui - secondo lui - c'era poca attività intorno ai tavoli.
Gli ho chiesto: " Negli ultimi tre mesi, sei venuto quasi sempre ma quanti francobolli hai acquistato o venduto?"
"Nessuno", mi ha risposto.
"Ma scusa, allora cosa vieni a fare?" Gli ho chiesto.
"Mi balocco un po', così come faccio due volte l'anno a Veronafil..."
Un amico di vecchia data, noto per la sua buona possibilità economica, per la sua scarsissima conoscenza filatelia e per la sua inesistente propensione all'acquisto, mi aveva telefonato la settimana scorsa per chiedermi di portargli francobolli del G.N.R. e dei C.L.N. perchè voleva iniziare/completare quelle collezioni.
Quando gli ho esposto un po' di materiale di quello che mi aveva chiesto, ha detto "Ma io voglio collezionare solo francobolli di scarsissimo valore..."
Si tratta di due esempi di quei collezionisti che parlano tanto, magari scrivono sulle chat di filatelia dissertando, esprimendo pareri ed emettendo sentenze.
Per loro, tra il serie ed il faceto, ho chiesto all'Associazione di istaurare il P.A.I.
Cioè la Perquisizione All'Ingresso. Chi non ha in tasca neppure i soldi per un caffè al bar o il permesso della moglie per spendere, resti tranquillamente fuori.
La filatelia è in crisi oppure sono i filatelici che non possono più seguire le proprie passioni filateliche?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
P.S. Il P.A.I. viene già applicato a Veronafil col biglietto d'ingresso.
Ma è mal posta.
Il quesito vero è: sono in crisi i filatelisti?
Ieri si è tenuta a Roma la seconda DOMENICA SPECIALE presso la sede dell'Associazione Filatelica e Numismatica Italiana con una buonissima partecipazione di un centinaio di Soci ed ospiti.
Vi racconto due episodi.
Ad un certo punto mi si è avvicinato un socio che mi ha chiesto il motivo per cui - secondo lui - c'era poca attività intorno ai tavoli.
Gli ho chiesto: " Negli ultimi tre mesi, sei venuto quasi sempre ma quanti francobolli hai acquistato o venduto?"
"Nessuno", mi ha risposto.
"Ma scusa, allora cosa vieni a fare?" Gli ho chiesto.
"Mi balocco un po', così come faccio due volte l'anno a Veronafil..."
Un amico di vecchia data, noto per la sua buona possibilità economica, per la sua scarsissima conoscenza filatelia e per la sua inesistente propensione all'acquisto, mi aveva telefonato la settimana scorsa per chiedermi di portargli francobolli del G.N.R. e dei C.L.N. perchè voleva iniziare/completare quelle collezioni.
Quando gli ho esposto un po' di materiale di quello che mi aveva chiesto, ha detto "Ma io voglio collezionare solo francobolli di scarsissimo valore..."
Si tratta di due esempi di quei collezionisti che parlano tanto, magari scrivono sulle chat di filatelia dissertando, esprimendo pareri ed emettendo sentenze.
Per loro, tra il serie ed il faceto, ho chiesto all'Associazione di istaurare il P.A.I.
Cioè la Perquisizione All'Ingresso. Chi non ha in tasca neppure i soldi per un caffè al bar o il permesso della moglie per spendere, resti tranquillamente fuori.
La filatelia è in crisi oppure sono i filatelici che non possono più seguire le proprie passioni filateliche?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
P.S. Il P.A.I. viene già applicato a Veronafil col biglietto d'ingresso.
Re: La filatelia è in crisi?
Sul tema sono già stati scritti centinaia di post qui sul Forum e sicuramente altre migliaia di opinioni sono reperibili su altri siti e su pubblicazioni cartacee, quindi non penso di affermare nulla di nuovo.
Solo per il gusto di precisare la descrizione di una situazione che a me risulta piuttosto evidente, da una ventina d'anni a questa parte, vorrei ribadire che la filatelia è cambiata rispetto a quello che era nel secolo scorso.
Sicuramente non esiste più la grande massa di collezionisti di un tempo, perché il francobollo non esiste più come oggetto quotidiano.
Sicuramente non esistono più coloro che pensavano di investire proficuamente denaro nell'acquisto delle nuove emissioni agli sportelli delle poste.
Sicuramente i cataloghi hanno cessato di essere il riferimento unico per il valore/prezzo dei francobolli e degli altri oggetti di collezionismo, quindi tutte le attività commerciali che operavano sulla base dei cataloghi si sono estinte.
Alla contrazione del numero dei filatelisti, ha corrisposto una maggiore specializzazione dei superstiti, anche per le incredibili possibilità offerte da internet nell'acquisizione di immagini, informazioni, perfino pubblicazioni rare a volte.
Uno dei risultati è quello che Antonello osserva nel suo post, ma non è l'unico: penso che anche i collezionisti odierni siano disposti a spendere, chi più, chi meno: solo hanno cambiato la modalità di scelta dei propri fornitori, cercandoli un po' in tutto il mondo e variando le modalità di scelta degli acquisti (aste, offerte online, trattative private).
In tal modo, i commercianti tradizionali che danno vita ai convegni si trovano "disintermediati", tranne quelli che hanno integrato i propri canali di vendita estendendoli, appunto, alle aste, alle offerte online etc.
Aggiungo che il trend sempre decrescente dei prezzi, in generale e con punte drammatiche in alcuni settori (ad es. Repubblica), rende impossibile il mantenimento di un "magazzino", il cui deprezzamento continuo non potrebbe che portare al fallimento l'attività commerciale.
Roberto
Solo per il gusto di precisare la descrizione di una situazione che a me risulta piuttosto evidente, da una ventina d'anni a questa parte, vorrei ribadire che la filatelia è cambiata rispetto a quello che era nel secolo scorso.
Sicuramente non esiste più la grande massa di collezionisti di un tempo, perché il francobollo non esiste più come oggetto quotidiano.
Sicuramente non esistono più coloro che pensavano di investire proficuamente denaro nell'acquisto delle nuove emissioni agli sportelli delle poste.
Sicuramente i cataloghi hanno cessato di essere il riferimento unico per il valore/prezzo dei francobolli e degli altri oggetti di collezionismo, quindi tutte le attività commerciali che operavano sulla base dei cataloghi si sono estinte.
Alla contrazione del numero dei filatelisti, ha corrisposto una maggiore specializzazione dei superstiti, anche per le incredibili possibilità offerte da internet nell'acquisizione di immagini, informazioni, perfino pubblicazioni rare a volte.
Uno dei risultati è quello che Antonello osserva nel suo post, ma non è l'unico: penso che anche i collezionisti odierni siano disposti a spendere, chi più, chi meno: solo hanno cambiato la modalità di scelta dei propri fornitori, cercandoli un po' in tutto il mondo e variando le modalità di scelta degli acquisti (aste, offerte online, trattative private).
In tal modo, i commercianti tradizionali che danno vita ai convegni si trovano "disintermediati", tranne quelli che hanno integrato i propri canali di vendita estendendoli, appunto, alle aste, alle offerte online etc.
Aggiungo che il trend sempre decrescente dei prezzi, in generale e con punte drammatiche in alcuni settori (ad es. Repubblica), rende impossibile il mantenimento di un "magazzino", il cui deprezzamento continuo non potrebbe che portare al fallimento l'attività commerciale.
Roberto
S T A F F
Re: La filatelia è in crisi?
Ti rispondo con un altra domanda:
Quale Filatelia è in crisi?
E' in crisi la filatelia dei "raccoglioni" che non è un termine spregiativo ma quello
con cui abbiamo sempre indicato coloro che accumulano senza un preciso criterio od obiettivo
o i collezionisti delle Novità che possiamo anche capirli viste le emissioni che ci vengono propinate.
Mentre secondo me la Filatelia di un certo livello, quella che studia e si documenta anche sui libri, è assolutamente viva e vegeta, ma è un settore che non puoi monitorare perchè non va alle fiere, non va ai mercatini, non si aggrega; i filatelisti sono in realtà dei "cani sciolti". Ed hanno una discreta/alta possibilità economica.
Non vorrei essere di parte ma cosa dire ai primi per recuperarli?
Appassionatevi alla Filatelia tematica e open!
sergio
Quale Filatelia è in crisi?
E' in crisi la filatelia dei "raccoglioni" che non è un termine spregiativo ma quello
con cui abbiamo sempre indicato coloro che accumulano senza un preciso criterio od obiettivo
o i collezionisti delle Novità che possiamo anche capirli viste le emissioni che ci vengono propinate.
Mentre secondo me la Filatelia di un certo livello, quella che studia e si documenta anche sui libri, è assolutamente viva e vegeta, ma è un settore che non puoi monitorare perchè non va alle fiere, non va ai mercatini, non si aggrega; i filatelisti sono in realtà dei "cani sciolti". Ed hanno una discreta/alta possibilità economica.
Non vorrei essere di parte ma cosa dire ai primi per recuperarli?
Appassionatevi alla Filatelia tematica e open!
sergio
Sergio De Benedictis
STAFF
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M - A.N.C.A.I. - U.S.F.I. - I.S.S.P.
Visita la mia rubrica sul Postalista :Il bastone di Asclepio
Guarda le mie vendite su Delcampe: nickname "debene".
I miei interessi :
Tematica medica; Antichi Stati; Storia Postale di Bari; Precancel U.S.A., Affrancature Meccaniche; Letteratura Filatelica; Erinnofili;Collezione A.S.F.E.
STAFF
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M - A.N.C.A.I. - U.S.F.I. - I.S.S.P.
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- Matraire1855
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- Iscritto il: 13 aprile 2010, 13:34
- Località: Castellanza
Re: La filatelia è in crisi?
Purtroppo la quasi totalità dei collezionisti non vuole spendere ma soprattutto non vuole spendere per la propria formazione/informazione acquistando libri e studi specializzati
Cerchi un volume di filatelia? Prova a cercarlo qui:
https://www.comprovendolibri.it/?uid=vignatidanilo
https://www.comprovendolibri.it/?uid=vignatidanilo
Re: La filatelia è in crisi?
Non smetteremo mai di guardarci l'ombelico. La filatelia e' o potrebbe essere vitale perche' soggetto di studi? Non credo proprio che quello che hanno detto questi anni possa suffragarlo. La filatelia e' sempre stato un mix di tante motivazioni, ma la principale, quella che ha dato la spinta e' stata la possibilita' che spendendo cifre ragionevoli si potesse avere un ritorno economico . Vitale perche' forse un milione di collezionisti e semplicemente persone negli anni 60-70 comperavano tutto , serie appena emesse , Repubblica , Regno ASI, Occupazioni etc solo per rimanere nell'Area italiana. Ora il 90 o forse piu' di queste persone non ci sono piu' perche morte, disilluse, impoverite , disaffezionate etc. Il mercato o semplicemente come dice Antonello la compravendita e' ristretta ad un numero di collezionisti anziani ( quasi gli unici ormai) che hanno gia' tanto materiale nelle collezioni e vista l'evidenza che non c'è mai un ritorno delle cifre spese , qualora per motivi vari volessero vendere anche per via di una crisi economica generalizzata cosa otterrebbero? I collezionisti rimasti sono quelli a cui mancano i pezzi costosi e ci pensano bene a sacrificare buona parte del bilancio familiare. La filatelia si reggeva e prosperava per le centinaia di migliaia di giovani neo collezionisti che comperavano tutto nell'ambito dei pezzi comunissimi e di medio valore. Chi di noi, cioe' di chi e rimasto e costituisce la "fauna " dei filatelisti, ora compera piu tali pezzi? Ne abbiamo doppioni e piu' nelle nostre collezioni e questo determina il crollo delle quotazioni di mercati di quasi tutti i pezzi ad eccezione di quelli rari e/o di qualita' superiore.
Si penso che abbia ragione Sergio che la filatelia tematica potrebbe essere l'unica che spendendo cifre contenute (quindi non vedendola come investimento) potrebbe dare una prospettiva nuova al collezionismo. Ma dovremmo resettarci e convincerci che e' quello che ci piace. Ci riusciremo?
Si penso che abbia ragione Sergio che la filatelia tematica potrebbe essere l'unica che spendendo cifre contenute (quindi non vedendola come investimento) potrebbe dare una prospettiva nuova al collezionismo. Ma dovremmo resettarci e convincerci che e' quello che ci piace. Ci riusciremo?
Giampiero
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Re: La filatelia è in crisi?
E' tutto drammaticamente semplice.
Gli italiani si stanno impoverendo.
Siamo riusciti nella bella impresa di costruire un Paese in cui, per la prima volta, figli e nipoti saranno (e già sono) più poveri di noi, mentre noi abbiamo goduto di un agio superiore a quello dei nostri genitori.
I dati sono a disposizione di tutti. Se la ricchezza media in Italia tiene, crolla la ricchezza mediana, cioè il valore centrale, che è assai più importante.
La concentrazione dei patrimoni sta erodendo il ceto medio, che si sta sgretolando.
Molto spesso solo gli anziani hanno i soldini, ma di francobolli o lettere ne hanno già troppi e sono stanchi di far arricchire case d'Asta e periti/commercianti/intermediari. Semmai molti vorrebbero vendere e ciò abbassa di giorno in giorno i prezzi, ma, nonostante ciò, pochi sono disposti ad acquistare per mancanza di mezzi o per sfiducia nel mercato.
Gli italiani si stanno impoverendo.
Siamo riusciti nella bella impresa di costruire un Paese in cui, per la prima volta, figli e nipoti saranno (e già sono) più poveri di noi, mentre noi abbiamo goduto di un agio superiore a quello dei nostri genitori.
I dati sono a disposizione di tutti. Se la ricchezza media in Italia tiene, crolla la ricchezza mediana, cioè il valore centrale, che è assai più importante.
La concentrazione dei patrimoni sta erodendo il ceto medio, che si sta sgretolando.
Molto spesso solo gli anziani hanno i soldini, ma di francobolli o lettere ne hanno già troppi e sono stanchi di far arricchire case d'Asta e periti/commercianti/intermediari. Semmai molti vorrebbero vendere e ciò abbassa di giorno in giorno i prezzi, ma, nonostante ciò, pochi sono disposti ad acquistare per mancanza di mezzi o per sfiducia nel mercato.
Re: La filatelia è in crisi?
Gli italiani si staranno anche impoverendo, però come diceva spesso B. i ristoranti sono sempre pieni e tutti hanno l'ultimo modello di cellulare. Semplicemente la filatelia non interessa più a nessuno, che non siano i vecchi appassionati, perché per le generazioni di mezzo non è investimento che rende, mentre alle nuove generazioni non può interessare una cosa che neanche sanno che esiste in quanto è la posta stessa a non esistere più. Io ho cominciato negli anni '80 raccogliendo prima tutto quello che arrivava per posta e chiedendo ad amici e parenti, mio figlio ha forse visto 2 francobolli in vita sua e se deve collezionare qualcosa preferisce le carte dei pokemonGianco ha scritto: 16 febbraio 2026, 15:18 E' tutto drammaticamente semplice.
Gli italiani si stanno impoverendo.
Siamo riusciti nella bella impresa di costruire un Paese in cui, per la prima volta, figli e nipoti saranno (e già sono) più poveri di noi, mentre noi abbiamo goduto di un agio superiore a quello dei nostri genitori.
I dati sono a disposizione di tutti. Se la ricchezza media in Italia tiene, crolla la ricchezza mediana, cioè il valore centrale, che è assai più importante.
La concentrazione dei patrimoni sta erodendo il ceto medio, che si sta sgretolando.
Molto spesso solo gli anziani hanno i soldini, ma di francobolli o lettere ne hanno già troppi e sono stanchi di far arricchire case d'Asta e periti/commercianti/intermediari. Semmai molti vorrebbero vendere e ciò abbassa di giorno in giorno i prezzi, ma, nonostante ciò, pochi sono disposti ad acquistare per mancanza di mezzi o per sfiducia nel mercato.![]()
Re: La filatelia è in crisi?
Credo che le cose vadano di pari passo.
Che il numero di collezionisti ed appassionati sia in calo mi sembra indiscutibile.
Questo, di per sé, comporta una contrazione del mercato filatelico, con una conseguente pressione deflattiva sui prezzi.
Ma un calo delle valutazioni può non invogliare gli stessi collezionisti ad acquistare. È vero che oggi si compra a meno di quanto si comprava una volta (al netto dell’inflazione), ma l’aspettativa di ritorno in caso di vendita è molto minore.
Naturalmente questa dinamica non è uniforme: il materiale comune risente maggiormente della diminuzione della domanda, mentre pezzi rari, storia postale di qualità e collezioni ben costruite sembrano mantenere--per ora--una maggiore stabilità.
Che il numero di collezionisti ed appassionati sia in calo mi sembra indiscutibile.
Questo, di per sé, comporta una contrazione del mercato filatelico, con una conseguente pressione deflattiva sui prezzi.
Ma un calo delle valutazioni può non invogliare gli stessi collezionisti ad acquistare. È vero che oggi si compra a meno di quanto si comprava una volta (al netto dell’inflazione), ma l’aspettativa di ritorno in caso di vendita è molto minore.
Naturalmente questa dinamica non è uniforme: il materiale comune risente maggiormente della diminuzione della domanda, mentre pezzi rari, storia postale di qualità e collezioni ben costruite sembrano mantenere--per ora--una maggiore stabilità.
Andrea
=====================
Sono interessato alla Storia Postale e ai Classici di tutto il mondo.
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Sono interessato alla Storia Postale e ai Classici di tutto il mondo.
Re: La filatelia è in crisi?
Pur essendo, sin dalla seconda metà degli anni '70 del '900, un appassionato di storia postale, non posso non essere d'accordo con Sergio. Ammetto siceramente di aver sempre snobbato la filatelia tematica, che ho ritenuto, sicuramente sbagliando, non adeguata ai miei canoni collezionistici, per non citare la difficoltà che avrei avuto nel pensare e realizzare una tematica interessante. Avvicinandomi invece per caso alla classe "Open" (che è diversa dalla tematica) ne ho subito intravisto le grandi potenzialità, e la possibilità di impostare innumerevoli collezioni interessanti per contenuto e svolgimento; con questo non significa il venir meno della passione per le origini, ma lo sviluppo di una collezione di storia postale non esclude certo la possibilità di crearne anche una open. La seconda non è da meno in termini di ricerca e approndimento di una classica, con il vantaggio di non dover attendere tempi biblici nella ricerca del pezzo giusto, e di non dover sborsare ogni volta cifre significative, oltre alla possibilità di chiuderla in tempi relativamente brevi. Una volta concepita la struttura della collezione, trovare ciò che può servire per svilupparne l'argomento è parecchio divertente, proprio perchè non è necessario inserire necessariamente tutti pezzi filatelici, anzi, la fantasia nella ricerca in questo caso è un valore aggiunto. Molti storceranno il naso, ma perchè non considerare questa possibilità per ampliare il concetto di collezione filatelica? Ovviamente in questo caso il ritorno economico può essere scarso, ma almeno sarà direttamente proporzionale all'impegno di spesa, e il divertimento comunque assicurato.
Enrico Flaminio
Write your purpose in pen, your path in pencil.
Re: La filatelia è in crisi?
La filatelia non è in crisi, però è vittima di una dinamica che la danneggia:
chi vuole comprare non compra perché è convinto che domani comprerà a un prezzo più basso, chi vuole vendere vende oggi perché è convinto che domani dovrà accontentarsi di un guadagno inferiore.
Dunque inflazione di materiale e acquirenti timidi.
chi vuole comprare non compra perché è convinto che domani comprerà a un prezzo più basso, chi vuole vendere vende oggi perché è convinto che domani dovrà accontentarsi di un guadagno inferiore.
Dunque inflazione di materiale e acquirenti timidi.
Re: La filatelia è in crisi?
Io, nogiampi ha scritto: 16 febbraio 2026, 12:32 Si penso che abbia ragione Sergio che la filatelia tematica potrebbe essere l'unica che spendendo cifre contenute (quindi non vedendola come investimento) potrebbe dare una prospettiva nuova al collezionismo. Ma dovremmo resettarci e convincerci che e' quello che ci piace. Ci riusciremo?![]()
Perchè le emozioni che mi danno i francobolli antichi e del Regno con i motivi della loro genesi, la preparazione dei bozzetti, prove e disegni, la qualità dell'incisione e della stampa, i colori usati, il fascino legato ai fatti storici che hanno accompagnato, per me non hanno eguali.
Stefano
-------------
S T A F F
Colleziono nuovi ** del Regno d'Italia, Trieste A e B con varietà, Occupazione Jugoslava di Trieste, Istria e Litorale Sloveno e IV di Sardegna
SOSTENITORE
Re: La filatelia è in crisi?
l'altro ieri sul TG1 ho sentito che una carta pokemon è stata battua all'asta per 16 milioni di dollari!!!?? Come può essere che un'iniziativa di privati nel giro di una trentina di anni riesca a catturare , intercettare l'interesse della gente, più che altro giovani o massimo cinquantenni? Cosa c'è di fascino in questo? Una organizzazione perfetta? Cosa, cosa?
Re: La filatelia è in crisi?
Quello che ha acquistato quella carta è il classico riccone che colleziona cose a caso purché abbiano un valore, e ha già dichiarato che ora vuole comprare dei reperti egizi e la carta costituzionale degli USA; magari se scopre che un certo francobollo vale 10 milioni si compra pure quello.fillotto ha scritto: 19 febbraio 2026, 15:39 l'altro ieri sul TG1 ho sentito che una carta pokemon è stata battua all'asta per 16 milioni di dollari!!!?? Come può essere che un'iniziativa di privati nel giro di una trentina di anni riesca a catturare , intercettare l'interesse della gente, più che altro giovani o massimo cinquantenni? Cosa c'è di fascino in questo? Una organizzazione perfetta? Cosa, cosa?
- pietro mariani
- Messaggi: 2030
- Iscritto il: 13 luglio 2007, 21:31
- Località: Provincia di Monza e Brianza
- Contatta:
Re: La filatelia è in crisi?
Ma stiamo parlando a livello nazionale,europeo,globale o altro ?
https://www.globalgrowthinsights.com/it ... et-121805?
pietro
https://www.globalgrowthinsights.com/it ... et-121805?
Seguo queste tematiche:
ENERGIA / FOOD / ERRORI / STORIA DELL'ILLUMINAZIONE
Ma anche:
A.M.- SOS-MULTIAFFR.-FILATELIA IN GEN. E ANCHE MONETE...
Iscritto al Forum dal 12/11/04 (vecchio forum)
Sostenitore da sempre
SOCIO SOSIG n°12 , AICAM , CIFT, CIFO
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ENERGIA / FOOD / ERRORI / STORIA DELL'ILLUMINAZIONE
Ma anche:
A.M.- SOS-MULTIAFFR.-FILATELIA IN GEN. E ANCHE MONETE...
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Re: La filatelia è in crisi?
Grazie Pietro per il post. Certo vedere che la filatelia a livello mondiale , ma significativamente anche in Europa per un riferimento piu' vicino a noi, la filatelia e' in costante crescita ma in Italia in costante calo crea un po di depressione , ma anche sconcerto e rabbia. Forse non e' tutta colpa della crisi , che convengo ha colpito duro in Italia, ma anche la cecita' o incapacita' e visione a corto raggio di molti influenti operatori della filatelia nostrana. E' fenomeno tutto italiano che quando si vende un pezzo venga valutato di qualita' B ma se si compera lo stesso pezzo esso sia diventato di qualita' A ?. Questo solo per fare un esempio. La vacca a forse di mungerla senza tregua e' deperita ed poi perita.pietro mariani ha scritto: 19 febbraio 2026, 18:24 Ma stiamo parlando a livello nazionale,europeo,globale o altro ?
https://www.globalgrowthinsights.com/it ... et-121805?
pietro
Pochi appassionati e studiosi, troppi commercianti e troppi pseudo furbi.
Giampiero
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Re: La filatelia è in crisi?
Secondo questo articolo dovremmo essere contenti dei dati, ma io resto molto perplesso.pietro mariani ha scritto: 19 febbraio 2026, 18:24 Ma stiamo parlando a livello nazionale,europeo,globale o altro ?
https://www.globalgrowthinsights.com/it ... et-121805?
pietro
Personalmente ho sviluppato nell’arco di circa 70 dei miei quasi 82 anni, alcune collezioni non col tentativo di terminarle, ma studiandole, leggendo libri e acquistando parecchi esemplari che mi appagassero.
Francobolli: Antichi stati, Numeri uno mondiali, più cose molto più banali.
Radio antiche 1924-1935: visto i miei studi ero anche in grado di renderle tutte funzionanti.
Trenini elettrici per fare un plastico mai realizzato, marche Rivarossi, Roco, Trix.
Monete commemorative da 500 Lire o serie Zecca in argento dal 1968 al 1992.
La moneta da 500 lire “caravelle”, a mio parere, la più bella moneta coniata a livello mondiale.
Ora, sempre a parer mio, queste tipologie di collezioni si sono “modificate”.
Tutte “cose”, in queste collezioni, che interessano sempre un numero minore di persone, vuoi per problemi anagrafici, vuoi perché la maggioranza dei potenziali collezionisti non sanno cosa siano, o quasi: tutte “cose obsolete” (sing).
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Marino
Sostenitore dal 2010
Beato colui che pianta alberi alla cui ombra non potrà mai sedersi
Colleziono "Numeri 1" dal 1840 al 1860
Colleziono anche prime emissioni di ASI e Cavallini di Sardegna 1819-1820
Marino
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Beato colui che pianta alberi alla cui ombra non potrà mai sedersi
Colleziono "Numeri 1" dal 1840 al 1860
Colleziono anche prime emissioni di ASI e Cavallini di Sardegna 1819-1820