RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

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remo
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da remo »

Grazie Marco Aurelio, Andrea e Giuseppe. Avete pubblicato documenti e testi che sono di valore per chi ama la storia e Roma in particolare.
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sergio de villagomez
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da sergio de villagomez »

Buonasera a tutti,
pure io ho qualcosa riguardante il nostro Risorgimento ;-) ; ahimè della presa della Capitale non credo di aver nulla
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Oh! Qui io fisserò il mio sempiterno riposo, e scoterò, da questa carne stanca del mondo, il giogo delle avverse stelle (W. Shakespeare - Giulietta e Romeo)
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sergio de villagomez
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da sergio de villagomez »

Continuo ;-)
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sergio de villagomez
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da sergio de villagomez »

Questi libri sono solo testo ma molto interessanti. Forse ho altro ma devo cercare
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Marco Aurelio
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da Marco Aurelio »

sergio de villagomez ha scritto: 18 marzo 2026, 19:37 Buonasera a tutti,
pure io ho qualcosa riguardante il nostro Risorgimento ;-) ; ahimè della presa della Capitale non credo di aver nulla

Abba.jpgAbba2.jpgAbba3.jpgMilano.jpgMilano2.jpgMilano3.jpgMilano4.jpg

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Marco Aurelio
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Re: RISORGIMENTO E PRESA DI ROMA - Libri & Immagini

Messaggio da Marco Aurelio »

Marco Aurelio ha scritto: 16 marzo 2026, 12:30 0_IMG_20260316_121902.jpg
Ho recuperato l'articolo originale tramite il portale di Internet Archive, dove è possibile consultare l'intera edizione de La Tribuna del settembre 1895.
https://archive.org/details/IEI0105530_ ... 5?hl=it-IT
Dal giornale La Tribuna riporto la seguente trascrizione:

DOPO 25 ANNI
(Dai diari del tempo)
13 settembre 1870.
Intanto che il sacro collegio dei cardinali è riunito a Consiglio di guerra per decidere se si debba opporre alle truppe italiane una resistenza da eroi o da guardie palatine, passiamo brevemente in rivista, come ci siam promesso, l'esercito pontificio, forte di appena 15,000 uomini.
Un reggimento di zuavi, composto di quattro battaglioni di circa 500 uomini ciascuno, comandati dal colonnello Allet, svizzero, col tenente colonnello De Charette, francese. I battaglioni sono di stanza in Roma, ad eccezione di quattro compagnie a Viterbo ed altre quattro a Civitavecchia. Un battaglione cacciatori di 900 uomini, quasi tutti tedeschi, comandati dal tenente colonnello Kanler, svizzero, di stanza a Roma. Legione di Antibes (Antiboini), di tre battaglioni, della forza complessiva di circa 2000 uomini, comandati da un colonnello, di stanza per la maggior parte in Roma, con distaccamento nelle vicinanze. Un reggimento di linea, di indigeni, della forza di circa 2000 uomini, comandati dal colonnello Zanesi romano, con due compagnie a Viterbo, altre due a Civitavecchia, e col restante a Roma, meno alcuni piccoli distaccamenti nella provincia.
Un reggimento di carabinieri di 1000 uomini, formato su due battaglioni e composto di stranieri. Un battaglione di cacciatori indigeni in Roma e Ciociari di 1200 uomini. Un reggimento cavalleria di dragoni forte di 1200 uomini, metà indigeni e metà esteri, comandati dal colonnello Lepri, di stanza in massima parte a Roma. Un reggimento di artiglieria forte di 1200 uomini, con due batterie di campagna, una da montagna e pezzi da posizione. Due compagnie del genio. Gendarmi 1600, comandati dal colonnello Evangelisti e dal tenente colonnello Elisi, la maggior parte stanziati in Roma. Circa 700 squadriglieri (briganti arruolati), stanziati nelle provincie di Frosinone, comandati dal maggiore Lauri della gendarmeria. Circa 600 volontari pontifici e circa 800 palatini.
Generale in capo il Kanzler: generali di brigata De Courten e Zappi.
Il sacro collegio dei cardinali seguita a discutere... e il Cadorna oggi stesso riceve dal ministro Ricotti questo dispaccio:
— In seguito deliberazione Consiglio di guerra, prego portare grosso suo corpo a marcia forzata sotto Roma, giungere al più tardi domattina.
Il generale risponde:
— Mi metto immediatamente in marcia, e farò ogni sforzo per giungere al tempo prescritto, sebbene tempo oltremodo limitato. Trattasi di percorrere 65 chilometri da noi, e 85 dalla 13.a divisione. Prego dirmi, se motivi politici sopraggiunti tolgonmi facoltà ora di passare sulla sinistra del Tevere, onde possa regolare in tempo ulteriori operazioni.
Ma non cape più in sé dalla gioia, non appena la risposta del ministro lo fa certo che il proposto attacco verso porta Pia, dalla sinistra del Tevere, non subirà più variazioni; e nell'impeto della riconoscenza ritelegrafa al Ricotti in questi termini:
— Domani 14, alle 10 ant. giungerò con due divisioni, 11.a e 12.a a Posta della Storta. Avrò fatto in venti ore 55 chilometri. Se posso farò ancora nella giornata dieci chilometri. Divisione 13.a mi segue a mezza marcia di distanza. Strade pessime per fondo e per pendenza, con carri incompleti di quadrupedi, caratterizzano questa marcia fra le straordinarie.
Difatti, i carri non son tirati che da un solo quadrupede, e nei passi difficili o di pendenza sensibile il mancante cavallo non è supplito che dagli sforzi erculei dei soldati.
La brigata di cavalleria che unita a una batteria precede la colonna di marcia, s'accampa a Baccanaccio alle 5 1/2 del pomeriggio: e solo stasera dopo difficoltà straordinarie l'11.a e la 12.a divisione giungono a Settevene, avanti a Monterosi, mentre la 13.a, che viene dietro, tocca Ronciglione.
La 9.a divisione, dal canto suo, stabilisce il suo quartier generale a Frosinone, ed accampa fra la ferrovia e il convento di Santa Maria della Neve. Dagli avamposti questa divisione ha avviso che il famoso colonnello Zanesi abbia intenzione di resistere nella forte posizione di Ferentino.
La divisione Bixio entra in Toscanella alle 10 di stamane.
All'ingresso del paese una folla di popolani si dà a gridare: Viva il generale Bixio!
— Dite viva l'Italia! — ammonisce Bixio.
— Naturalmente — replica piuttosto sardonicamente colui che ha gridato.
Ma Bixio è impaziente di avere notizie di De Charette, e, intollerante di vane dimore, corre immediatamente a Corneto, dove, nonostante tutta la buona volontà di questa terra, il focoso garibaldino, dinanzi alla stanchezza invincibile dei suoi soldati, è costretto a fermarsi.
Vengono, nello stesso giorno, emanate dal Cadorna le seguenti disposizioni: [... qui il testo riprende con una descrizione dell'Osservatore Romano...] dimostrandole ne' più chiari modi la propria simpatia e il piacere che provava nel vederla partire!!
Si formano, nel frattempo, le file dei volontari romani: quelli in difesa dei dritti storti della Santa Chiesa; e per essi l'Osservatore, come per nuovi eroi da leggenda, ha parole epiche dalle quali, oltre l'incoraggiamento, fa capolino anche il soffietto (primitivo soffietto!) di riconoscenza. Udite, ammirate... e ditemi poi, se non vi sembra di capire che i romani siano quasi insorti alle barricate per difendere il Pontefice:
— Quello però che maggiormente ci commuove è il vedere il numeroso stuolo dei nostri romani, tutti appartenenti alle migliori famiglie tra patrizie e cittadine, incombere, per sollievo delle truppe, ai diversi militari servizi della città senza curare gl'incomodi del quartiere a cui non sono abituati, le notti vegliate e quanto altro è inerente alle condizioni della vita militare in tempo di guerra. Sappiamo di un egregio cittadino, padre di tre giovinetti, il minore dei quali è forse appena sedicenne, che ha fatto sacrificio di tutta la sua prole al Santo Padre, incorporandoli tutti e tre nel corpo dei volontarii: e se così la malferma salute non gli avesse impedito di pigliar posto in questo nobile battaglione a canto de' suoi figli! Madri amorose, tenere spose piangono in segreto la lontananza dei figli o dei consorti, ma non li distolgono dal compiere il loro dovere volontariamente assunto.
E quello che diciamo dei volontari, intendiamo dire anche per la brava guardia palatina...
Oh spirito grande di Giuseppe Gioachino Belli dove sei?
Roma oggi non offre che della cronachetta.
Nel timore che per una rivoluzione interna si tenti l'occupazione di Castel Sant'Angelo, si pongono nel forte ottanta sentinelle avanzate con cannoni pronti a sparare sugli aggressori.
Si sospetta pure che si voglia assalire la caserma del corpo di riserva a Belvedere. Ma di tutto ciò nulla avviene.
In Trastevere viene esplosa una bomba, e han luogo degli sconcerti.
Altro trambusto si verifica verso la Bocca della Verità, dove trovansi alcuni popolani coi fucili.
Ma l'avvenimento grande della giornata c'è, ed ero per dimenticarmene. Si tratta d'una novità giornalistica. Nell'Osservatore d'oggi si legge:
— Attese le attuali condizioni, la pubblicazione del giornale, incominciando da oggi, si è trasportata alla mattina alle 10.
Ed era necessario! Doveva pur ben pubblicarsi di buon mattino il bollettino della guerra!
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