1834 da Roma a Genova

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metical
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1834 da Roma a Genova

Messaggio da metical »

Buonasera,
chiedo un aiuto per la lettura di questa lettera. La cifra "15" manoscritta suppongo che significhi "15 centesimi" (tassa pagata dal destinatario), ma la cifra "6" nell'angolo superiore sinistro cosa rappresenta? Bajocchi? Al verso, sotto la data di arrivo a Genova, c'è un bollo "10". Cosa rappresenta questa cifra?
Grazie. Ciao
Giorgio Micali
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Erik
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Re: 1834 da Roma a Genova

Messaggio da Erik »

Ciao Giorgio,
i rapporti postali tra Stato Pontificio e Regno di Sardegna in periodo prefilatelico sono - per quanto possa sembrare strano - un argomento molto poco studiato. L'unica fonte specifica che sono riuscito a trovare è un articolo di Thomas Mathà su un vecchio numero del Bollettino Prefilatelico e Storico Postale (n. 134/2005) il quale, a sua volta, dice che non si trovano informazioni sull'argomento :roll:
L'articolo è, praticamente, una rassegna dei pezzi presenti nel suo archivio personale (17 lettere dallo Stato Pontificio al Regno di Sardegna e 6 in direzione opposta).
Tra Pontificio e Sardegna non esisteva una convenzione e lo scambio di corrispondenza poteva avvenire per via di Toscana, per via del Lombardo Veneto o per via di mare tra Civitavecchia e Genova.
Non c'è molta chiarezza sulle tariffe.
La tua lettera, per analogia con quelle mostrate nell'articolo, è stata inoltrata via di Toscana.
Il 15 rappresenta la tassa in decimi di lira pagata dal destinatario (quindi una lira e mezza), mentre il 6 in alto a sinistra è il peso in grammi della missiva. Nell'articolo citato c'è una lettera con identiche annotazioni spedita da Perugia per Genova con arrivo il 4 luglio 1831.
Il 10 applicato al verso rappresenta la tassa di impostazione (o impostatura) dello Stato Pontificio, cioè l'importo - valevole per tutte le destinazioni estere - che doveva essere pagato dal mittente per il trasporto fino al confine pontificio. L'ufficio di Roma, tipicamente, usava un timbro per indicare questa tassa, mentre normalmente negli altri uffici veniva manoscritta, spesso accompagnata da un timbro "Imp.e".
Il "problema" è che la tassa, dal 24 dicembre 1832, ammontava a 5 baiocchi ogni circa 7 grammi di peso (6 denari, corrispondenti a circa 7,1 g; precedentemente era di 2,5 baiocchi, sempre per lo stesso peso). La tua lettera, quindi, con 6 grammi di peso, avrebbe dovuto pagare solo 5 baiocchi, non 10 (quella da Perugia che ho citato, infatti, al retro ha scritto "2 1/2", porto singolo a quella data). Credo si possa spiegare solo con un errore dell'impiegato o della bilancia (il "6" sul fronte dovrebbe essere il risultato della pesatura fatta a Genova).

Ciao:
S T A F F

Enrico Carsetti
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Amo tutto ciò che è filatelia e (soprattutto) storia postale, ma ora sto collezionando:
- Cuba 1899-1917, storia postale
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metical
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Iscritto il: 16 luglio 2007, 20:04

Re: 1834 da Roma a Genova

Messaggio da metical »

Erik, grazie davvero. Non immaginavo che l'argomento fosse così poco studiato e ancor meno potevo immaginare che il 15 rappresentasse 1,5 lire. Se i 10 baiocchi sono per un doppio porto, in effetti non c'è altra spiegazione se non un errore di pesatura.
Grazie ancora.
Giorgio

P.S. Ad onor del vero, la lettera non è mia ma di un amico di un gruppo portoghese di filatelia. Mi aveva incuriosito, da lì la mia richiesta. Mi scuso per non averlo specificato.
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