OVERLAND ROUTE E OVERLAND MAIL – LA VALIGIA DELLE INDIE

Un tempo la posta (e le merci in generale) dall’Inghilterra alle Indie poteva essere inoltrata per due strade: o trasportata via mare per la via del Capo di Buona Speranza (impiegando dai tre ai quattro mesi per giungere a destinazione) oppure attraverso una più veloce e moderna via “multimodale” in cui il trasporto avveniva in parte via mare ed in parte via terra: la cosiddetta Overland Route.

Prima dell’apertura del Canale di Suez l’istmo veniva attraversato, naturalmente, con mezzi “terrestri” (carrozza prima, treno poi) per raggiungere il Mar Rosso e riprendere il viaggio via mare fino a destinazione.

Il primo servizio fra la Gran Bretagna e l’India per velocizzare il trasporto della posta, fu avviato da Thomas Waghorn, un ufficiale della Compagnia delle Indie, già nel 1829. In quell’anno fu attivata una rotta fra Londra e Bombay via Egitto ed Arabia e nei successivi sette anni l’organizzazione fu migliorata, ottenendo il supporto di Mehemet Alì, pascià dell’Egitto.

Con la creazione di questo collegamento “overland” le navi coprivano la prima parte del trasporto nel Mediterraneo, mentre i vapori della Compagnia delle Indie servivano la parte dell’Oceano Indiano.
Waghorn stabilì nel gennaio del 1835 che il trasporto fra Suez (Mar Rosso) ed Alessandria (porto sul Mediterraneo) avesse un pedaggio di 5 scellini per lettera e nel 1836 fece applicare alla corrispondenza la dicitura “all’attenzione di Mr. Waghorn, Alessandria“. Il pedaggio era pagato a Londra ai suoi agenti prima della spedizione. Inoltre Waghorn consigliava i suoi clienti di far viaggiare la posta sino ad Alessandria con battelli francesi, che partivano da Marsiglia, piuttosto che sulle navi britanniche che facevano la rotta Falmouth – Alessandria. Ciò permetteva un risparmio di una dozzina di giorni.

Successivamente, nel 1842, la P&O Steamship Company ottenne il contratto per la posta britannica diretta in India e prese molti dei clienti di Waghorn. Il servizio Overland di Waghorn continuò così a declinare sino alla sua morte e cessò definitivamente con l’apertura del Canale di Suez nel 1869.

Per molti anni, la posta inviata lungo questa via, continuò ad attraversare la Francia, giungendo a Marsiglia da dove poi si imbarcava per giungere fino ad Alessandria d’Egitto.

Dopo varie vicissitudini e l’apertura del traforo del Frejus (nel 1871, quasi contemporanea all’apertura nel 1869 del Canale di Suez) il porto di Marsiglia fu soppiantato da quello di Brindisi e quindi la “Valigia” cominciò a passare attraverso l’Italia risparmiando diverse ore sul totale del viaggio.

Ogni settimana la “Valigia delle Indie” partiva da Londra con treno speciale via Calais – Dijon – Macon, per Modane. Da qui lo stesso treno proseguiva per Torino, Alessandria, Bologna e Foggia per giungere infine a Brindisi.

Da Brindisi partiva il piroscafo postale inglese che attraverso il Canale di Suez giungeva nell’Oceano Indiano e quindi alla sua destinazione.
Il percorso inverso era fatto con le stesse modalità: da Brindisi il treno speciale partiva senza orario fisso, ma attendeva l’arrivo del piroscafo, che nella stagione dei monsoni non poteva essere stabilito con esattezza.

Ai treni speciali addetti al trasporto della “Valigia delle Indie” veniva aggiunta per il tratto Brindisi-Bologna (o viceversa) una vettura postale sulla quale funzionava l’ambulante settimanale. L’ambulante, purtroppo, non risulta aver avuto in dotazione dei bolli particolari nel corso del XIX secolo, se non, per un breve periodo, quello speciale di “cambio con l’estero” che veniva apposto sulle raccomandate provenienti da oltre confine.

[NdR aggiornamento del 24/06/18. Uno degli autori dell’articolo, Enrico Carsetti, che ricordiamolo è del 2006 nella stesura originale, ha provveduto a fornire il seguente aggiornamento]

“Ho successivamente rinvenuto una cartolina con il timbro BRINDISI / (AMBULANTE) in data 18 aprile 1900 che, se volessimo essere proprio precisi, era ancora XIX secolo.”

 

E’ invece documentato l’uso di appositi bolli nel secolo successivo, come per esempio quello apposto nell’anno 1909 sulla seguente lettera:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle immagini che seguono, sono mostrati il fronte ed il retro di una lettera raccomandata da Allahabad (India) a Kedabeg (Russia caucasica) in data 19 settembre 1890. Sul fronte della busta c’è l’indicazione manoscritta “via Bombay-Constantinopel” ma evidentemente la lettera non ha seguito quella via perché ha, al retro, il timbro di cambio con l’estero dell’ambulante di Brindisi. La lettera, quindi, è giunta col corso della “Valigia delle Indie” via Alessandria d’Egitto e poi ha risalito l’Italia con la strada ferrata giungendo a destinazione via Orient-Express.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ interessante ricordare che la prima tratta ferroviaria italiana a lunga percorrenza, la Susa-Brindisi, fu pianificata e realizzata al preciso scopo di “scippare” ai francesi parte del trasporto continentale della suddetta “Valigia“.
Infatti, anzichè viaggiare per mare da Alessandria d’Egitto a Marsiglia, la “Valigia” avrebbe potuto approdare a Brindisi per un più economico, rapido e sicuro viaggio in treno.

Si può qui rammentare che la linea ferroviaria fino ad Ancona era stata inaugurata il 17 novembre 1861. Brindisi, invece, fu raggiunta il 29 aprile 1865, e fino a quella data la posta per Alessandria d’Egitto continuava ad essere imbarcata ad Ancona.
La spinta per il prolungamento della ferrovia fino al porto pugliese giunse proprio dall’auspicato transito per tale via della posta inglese diretta nelle Indie (a termini di riferimento, la linea tirrenica, per la quale non c’erano prospettive di questo genere a sollecitarne i lavori, fu completata solo verso la metà degli anni ’80).
I lavori non riguardarono solo la realizzazione della linea ferroviaria, ma anche notevoli interventi di adeguamento del porto per renderlo adatto ad ospitare le navi di maggiori dimensioni che avrebbero dovuto attraccarvi.

Rinunciando al trasporto col postale francese e riducendo il tratto terrestre di competenza francese, questa variante avrebbe causato un significativo calo del compenso dovuto alla Francia (a vantaggio italiano), il chè provocò non pochi attriti diplomatici tra Italia e Francia, incluso un boicottaggio francese ai progetti di realizzazione del traforo del Frejus.
Questa era l’importanza della posta nel XIX secolo!

Poi, nel 1915, l’ambulante speciale che trasportava la “Valigia” nel suo percorso italiano fu soppresso, e non più riaperto.

Ricostruire i percorsi (e talvolta le vicissitudini) delle lettere che hanno viaggiato con la “Valigia delle Indie” costituisce un esercizio assolutamente appassionante.

Proviamo dunque ad esaminare la storia dell’ammiccante lettera mostrata nell’immagine seguente, nonostante che un paio di bolli al retro non siano purtroppo leggibili.

Dunque, la lettera viene spedita da Calcutta il giorno 8 agosto 1876, mittente lo spedizioniere Borradaile Schiller & Co. che provvede ad applicare il suo cachet ovale ed il timbro di avviamento VIA BOMBAY & BRINDISI.

Lo stesso mittente provvede ad applicare i francobolli e a “preannullarli” con il timbro “Stamped”.
La stampigliatura con appositi timbri, come quelli presenti sulle lettere fin qui mostrate, costituiva un uso abbastanza diffuso per evitare che qualche “disonesto” potesse recuperare i francobolli dalla lettera prima che venissero annullati dalle poste.

Da Calcutta la lettera giunge al porto di Bombay, dove viene imbarcata sul piroscafo NEPAUL, in partenza l’11 agosto e a bordo del quale, lo stesso giorno, riceve il timbro “SEA POST OFFICE / C” dell’ufficio ambulante marittimo Bombay-Aden.

Durante il suo passaggio in Italia non vengono apposti altri timbri (probabilmente la lettera in quel tratto ha viaggiato sotto fascia).

All’arrivo in Francia però riceve il timbro d’ingresso (in rosso) con la dicitura “POSS. ANGL. V. BRIND. / A. MOD.” (possedimenti inglesi via brindisi / ambulante modane) in data 2 settembre.

A questo punto ci sono i due timbri al verso della lettera che al momento risultano indecifrabili (quello più a sinistra, del 3 settembre, potrebbe essere un ambulante francese con capolinea a Bordeaux).

Il timbro di arrivo di Bordeaux reca, infine, la data del 4 settembre 1876.

Per chi fosse interessato ad approfondire le sue conoscenze sulla “Valigia delle Indie” è consigliata la lettura del Trattato Storico-Postale di Zanaria-Serra.

A margine di tutto quanto sopra, si può ricordare che in aggiunta alla rotta fra il Mediterraneo ed il Mar Rosso, un’altra rotta tradizionale legò il Golfo Persico con il Mediterraneo orientale.
Essa passava fra i territori che oggi si chiamano Iraq, Giordania e Libano. Infatti, mentre Waghorn strutturava il suo itinerario fra Suez e Alessandria, il governo inglese aveva finanziato la spedizione del colonnello Chesney che aveva studiato un percorso fra l’India e e Londra passando per il Golfo Persico, le rive dell’Eufrate, Baghdad e Beirut.

Questo progetto fu abbandonato nel 1837 per poi farlo rivivere quasi novant’anni dopo, nel 1923, per merito della Nairn Transportation Limited che operò fra Baghdad e Haifa usando veicoli a motore o diligenze.

La posta su questa rotta portava la dicitura a mano “OVERLAND MAIL“…


 

 

 

 

… successivamente furono usate etichette…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

… ed infine alcuni cachet di diverso tipo:

 

 

 

Dal vecchio Forum di F&F – Gennaio 2006
Contributi di Erik, Fabiov e Andrea61. Elaborazione testo Luca Boldrini

Giovanni Piccione 135 Articoli
Creatore, nel 1999, del sito Filatelia e Francobolli. Da subito ha accarezzato l'idea di creare una community di collezionisti filatelici on line e dopo varie piattaforme ed aggiustamenti fonda, nel 2002, il Forum di Filatelia e Francobolli, il primo Forum Filatelico italiano. Nel 2006 nasce, dal Forum, FilateliCa oggi l'unico Congresso Filatelico CULTURALE e non commerciale in Italia.

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