La Posta Europea in Egitto

di Mirko Albertazzi

[ Dal Cairo ]

[ Annullo di Mansura ]
Ad eccezione dei “piccioni postali” apparentemente operanti dal tredicesimo al quindicesimo non ci sono tracce di nessun servizio postale accessibile al “pubblico”in Egitto, fino al diciottesimo secolo, quando i visitatori stranieri del paese segnalarono l’esistenza di una ben organizzata “corporazione” di corrieri professionali, specializzati nel trasporto di messaggi, denaro e pacchi specialmente fra le due principali città di Alessandria e Il Cairo.
L’invasione napoleonica (1799-1801) porta in Egitto una ventata di modernità, incluso un piccolo ma ben organizzato servizio postale, apparentemente aperto al pubblico.
Questo servizio copriva non solo il delta del Nilo, ma anche il Medio e l’Alto Egitto.


Dopo il rimpatrio del corpo di spedizione francese, le redini del paese erano saldamente nelle mani di Mohammed Ali Pashà, che fondò una dinastia reale basata sulle regole dell’impero ottomano.
Sotto il suo governo il paese conobbe una modernizzazione senza precedenti, la quale comprese la vecchia “corporazione” di corrieri, che gradualmente cominciò anche a servire varie categorie di clienti, per esempio consolati stranieri, mercanti, ecc.
In questo clima di cambiamenti repentini, il pashà diede poi anche il permesso di aprire il primo dei servizi di corrieri postali privati, per le esigenze delle crescenti comunità di stranieri che si stabilivano in Egitto.
Questo servizio si deve grazie all’intraprendenza di Pietro Michele Meratti, che nel 1828 fonda la POSTA EUROPEA.

Il Meratti era un tipografo di origine livornese, sotto la protezione del duca di Toscana che gli permette di lavorare al di sopra delle leggi egiziane, Meratti inaugura la prima tratta Cairo-Alesandria, circa 200 km ,che in poco tempo si espanse a tutto l’Egitto, con un servizio regolare e molto efficiente, così da relegare in secondo piano tutti gli altri servizi postali dell’epoca, incluso la “corporazione” governativa.
Fu anche grazie a lui ed ad altri italiani molto attivi nella zona che la lingua italiana fu dichiarata “lingua franca”, per questo motivo potete trovare documenti dell’epoca con diciture in lingua italiana, compresi i primi francobolli ufficiali del governo egiziano, stampati fra l’altro in Italia dai fratelli Pellas e da De La Rue.

Con l’inaugurazione del canale di Suez (1869) la regione divento una delle maggiori piazze del commercio marittimo e vide un sempre maggiore numero di emigranti provenienti dall’Europa, per questi motivi la posta europea soppiantò tutti gli altri servizi , incluso quello governativo, che ormai non era quasi più usato e nel 1854 rimase la sola della regione. Nel frattempo nel 1843, il fondatore Pietro Michele Meratti morì e le redini dell’azienda furono prese da altri italiani, Cleo e Tito Chini, ai quali si aggiunse più tardi il bolognese Giacomo Muzzi.

Con la sede ad Alessandria, in Place de la Consul, la Posta europea apri uffici anche nelle prosperose città del delta e dell’Alto Egitto. Il suo momento di maggior successo lo ebbe quando nel 1854 si inaugurò anche la prima ferrovia Cairo-Alessandria, sulla quale fece viaggiare le missive con un contratto di esclusiva per 5 anni, e una franchigia per 10 anni ottenute dal futuro primo ministro Nubar Nubarian Pashà. Simili concessioni vennero negate a tutti gli altri servizi postali .
La storia della Posta Europea finisce nel 1864, quando il governo decide di riacquistare la licenza, e di fatto tutta la compagnia, lasciando pero il Muzzi a capo dell’organizzazione con il grado di generale delle poste reali con il titolo di Bey.
L’influenza italiana quindi durò fino al 1876,con grande sviluppo sul territorio egiziano ed europeo.

In quel periodo di grande fermento, in Egitto si aprirono anche uffici postali esteri, ad Alessandria , Cairo e Port Said, sono quelli di Inghilterra, Francia, Austria, Grecia, Italia, e Russia.
Ma questa è un’altra storia!

[ Busta da Benha ad Alessandria spedita con la Posta Europea recante il raro timbro ovale tipo V “posta.europea / 11 ott.bre 63 / benha” 1 piastra di tassa per posta interna, in arrivo alessandria tipo lV cds. Una delle due solo conosciute con questo timbro. ]
[ Piego raccomandato da Alessandria a Mansoura, recante la tassa di 4 piastre per la raccomandata una delle cinque raccomandate conosciute. ]
[ Piccolo piego da Il Cairo a Firenze con Posta Europea Il Cairo in blu, IV tipo, via Alessandria, “alessandria d’egitto / poste italiane 12 nov 63” con coppia verticale di 10 cent e un 40 cent sardegna. Annullati dal rarisimo “piroscafi postali inglesi”, una delle tre conosciute con tale annullo. ]
[Dal Cairo per Marsiglia via Alessandria, con timbro paquebot]
[1865 Busta trasportata dalla Posta Europea da Il Cairo (timbro blu) a Alessandria. Presa in carico dall’ufficio delle poste italiane dove sono stati applicati sette 10 centesimi DLR del 1863, uso insolito di questi valori, normalmente non disponibili in Egitto. Annullo dell’ufficio postale italiano e dei “PIROSCAFI POSTALI FRANCESI” per la spedizione a Fauglia (Pisa) via Messina e Livorno]

[1863 Busta trasportata dalla Posta Europea da Il Cairo (timbro nero “POSTA EUROPEA/CAIRO” type IV) all’ufficio postale italiano di Alessandria d’Egitto (“ALESSANDRIA D’EGITTO POSTE ITALIANE/19.JUNE.63”) per Firenze via Ancona e Bologna e affrancata con 10 c. + 40 c. di Sardegna annullati “PIROSCAFI POSTALI ITALIANI” in blu]
Mirko Albertazzi

Giovanni Piccione 135 Articoli
Creatore, nel 1999, del sito Filatelia e Francobolli. Da subito ha accarezzato l'idea di creare una community di collezionisti filatelici on line e dopo varie piattaforme ed aggiustamenti fonda, nel 2002, il Forum di Filatelia e Francobolli, il primo Forum Filatelico italiano. Nel 2006 nasce, dal Forum, FilateliCa oggi l'unico Congresso Filatelico CULTURALE e non commerciale in Italia.

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