Centes. 10 – Stiedl-Billig tipo V

Falso Centes. 10 – Stiedl-Billig tipo V

Ecco l’immagine del verso:

Ed ecco un raffronto tra un francobollo originale (in alto) e quello falso (in basso):

A prescindere dal colore giallastro della carta (difetto di scansione), si tratta di un falso “di tutto rispetto” in quanto i dettagli del disegno sono molto ben imitati; fu probabilmente eseguito in litografia.
Il margine superiore troppo largo e senza la traccia del filetto di protezione della composizione della matrice secondaria (era la traccia lasciata da una lamina, o filo, di ottone inserita ai margini della composizione della matrice secondaria, di 240 cliché mobili in cui erano stati inseriti i 240 tasselli del valore, per darle sostegno in vista della successiva operazione di stereotipia, con il metodo italiano dei flani, che rendeva economicamente possibile l’elevata tiratura di carte valori… non si stampò che prove dalle matrice secondaria, per non rovinarla) e la lettera “B” seguita da una lineetta leggermente obliqua intellegibile sul quadrante inferiore sinistro (quasi certamente inserita di proposito dal falsario), lo tradiscono inequivocabilmente.
Da notare anche la filigrana a linee ondulate (o sinusoidi intrecciantisi) verticali: troppo spessa, s’interrompe in alto in questo esemplare solo perché è una copia dal margine del foglio superiore stampato dal falsario; normalmente, in altri falsi così come negli originali, è continua.

Appare trattarsi di un falso tipo V catalogato dallo Stiedl-Billig nel 1935; successivamente è stato ritoccato in basso: hanno aperto e convenientemente deformato la linea di cornice inferiore in due punti in corrispondenza del tassello del valore (forse perché il falsario lesse le critiche nelle riviste filateliche) ed hanno sostituito “CENT” con “CENTES” (quest’ultima asserzione perché nell’opera citata è mostrato solo un tipo di questo falso, applicabile ai valori da Cent. 20, 40 e 80).

 

Dal Forum di F&F – Luglio 2006
Contributi di Antonio59, Paolo Bagaglia LuckyStr1ke.
Elaborazione: Luca Boldrini

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