Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
Re: Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
Anche un ufficio postale della Val Canale venne ha a lungo impiegato annulli solo in tedesco Uggowitz (Ugovizza, frazione di Malgorghetto):
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Riccardo Bodo
SOSTENITORE
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Re: Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
già presentesomalafis ha scritto: 14 gennaio 2026, 18:13 Anche un ufficio postale della Val Canale venne ha a lungo impiegato annulli solo in tedesco Uggowitz (Ugovizza, frazione di Malgorghetto):uggovitzmonolingue.jpg
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ma secondo me non si può considerare bilingue perchè manca una lingua l'italiano in questo caso (Ugovizza)
l'annullo è italiano, dal freggio in basso a stella, con dicitura in tedesco
alcuni esempi di annulli monolingui del periodo
Merano italiano con stella in basso
Proves italiano con stella in basso
Altprags tedesco, al posto della stella la provincia (Trento)
Tiers Trento il primo in tedesco,
Tires Trento il secondo in italiano, da notare stesso anno stesso mese perchè non farlo bilingue?
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GianniBz
Re: Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
Tu hai ragione ma mi divertiva mostrare un po' di annulli espressi solo in tedesco (cosa vietatissima man mano che si conolidava il regime fascista). Evidentemente il regime ''liberale'', ancorche' agli sgoccioli, significava ancora qualcosa...
Riccardo Bodo
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Re: Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
Re Vittorio Emanuele III, nel discorso alla corona del primo dicembre 1919, annuncia la volontà, da parte dello Stato italiano, di voler rispettare in toto le tradizioni dei territori in corso di annessione, di voler assicurare a detti territori autonomia amministrativa, con il supporto delle allora vigenti istituzioni politiche e militari. Infatti l’insegnamento in lingua tedesca, le istituzioni amministrative e le associazioni “tedesche” sono mantenute in essere.
Vengono pure avviate trattative con i locali, per creare strutture amministrative autonome, al fine di implementare le regole vigenti del nuovo territorio annesso con quelle del nuovo Stato. In questo periodo lo Stato italiano conserva l’ordinamento amministrativo della regione, pur cercando, ove possibile, di insediare dirigenti italiani.
Abbiamo quindi dirigenti italiani, che devono gestire un’amministrazione totalmente diversa, con norme e regole diverse, con funzionari italiani che si aggiungono e sovrappongono a funzionari austriaci ecc., situazione pertanto di grande difficoltà. Inoltre, come è ovvio, i rappresentanti politici sudtirolesi, anche in parlamento, premono per una propria autonomia.
Ettore Tolomei (personaggio che impiegò la propria esistenza a propugnare l’italianità dell’Alto Adige) critica pesantemente il fatto che l’Italia, che aveva insistentemente richiesto di espandersi fino al Brennero, non si è minimamente preparata ad affrontare una simile situazione.
Del resto tale situazione si va ad aggiungere ad uno stato di cose difficili già nella stessa Italia, che peraltro è in preda a scioperi, alla problematica dei reduci, e vede pesanti e anche sanguinosi scontri tra i socialisti rivoluzionari e i fascisti. Va detto peraltro che non tutti a Roma sono concordi nell’usare “il guanto di velluto”. Vi sono lotte intestine in seno al governo. La dimostrazione si ha con la nomina temporanea di Ettore Tolomei (accesissimo nazionalista) a capo di un commissariato per la lingua e la cultura italiana nelle terre redente.
Il R.D. 1/10/1923 n. 2185 Ordinamento dei gradi scolastici e dei programmi didattici nell’istruzione elementare” (La riforma Gentile) prevede che in tutte le scuole elementari del Regno l’insegnamento sia impartito nella lingua dello stato.
Recependo il suddetto R.D., il 24 ottobre 1923, il decreto del Prefetto di Trento n. 14718 mette fine all'insegnamento in tedesco nella provincia.
Il prefetto di Trento G. Guadagnini stabilisce inoltre con ordinanza del 28 ottobre 1923 che l’italiano sia lingua d’ufficio e, con altro provvedimento del medesimo giorno, che insegne e pubblici avvisi figurino esclusivamente nella lingua ufficiale dello Stato
Con successive determinazioni di fine 1923 – inizio 1924, il prefetto Guadagnini inasprisce le norme che vietano l’uso della lingua tedesca dal Brennero a Salorno.
Il combinato delle leggi e delle prassi prefettizie rendono l’aria pesante per la popolazione sudtirolese.
Citiamo tra i provvedimenti presi l’abolizione della lingua tedesca nei tribunali, il divieto di insegnamento del tedesco nelle scuole, la censura dei giornali tedeschi e la relativa chiusura di alcuni di essi, il licenziamento della maggioranza dei dipendenti pubblici allogeni, il tutto sempre al fine di “italianizzare” con la forza questo territorio. Quelli citati sono solo i provvedimenti più eclatanti adottati dal governo fascista per eliminare l’elemento tedesco.
È questo un periodo “articolato” e affascinante, dal punto di vista collezionistico,
con timbri di qualsiasi genere, monolingui e bilingui, senza coerenza, che va dal 1919 alla metà del 1923, anno nel quale, vi sarà una radicale sostituzione degli annulli, in applicazione di una normativa decisamente più stringente della precedente.
Abbiamo quindi timbri approntati chissà in base a quali criteri, con informazioni carenti se non nulle.
Vengono pure avviate trattative con i locali, per creare strutture amministrative autonome, al fine di implementare le regole vigenti del nuovo territorio annesso con quelle del nuovo Stato. In questo periodo lo Stato italiano conserva l’ordinamento amministrativo della regione, pur cercando, ove possibile, di insediare dirigenti italiani.
Abbiamo quindi dirigenti italiani, che devono gestire un’amministrazione totalmente diversa, con norme e regole diverse, con funzionari italiani che si aggiungono e sovrappongono a funzionari austriaci ecc., situazione pertanto di grande difficoltà. Inoltre, come è ovvio, i rappresentanti politici sudtirolesi, anche in parlamento, premono per una propria autonomia.
Ettore Tolomei (personaggio che impiegò la propria esistenza a propugnare l’italianità dell’Alto Adige) critica pesantemente il fatto che l’Italia, che aveva insistentemente richiesto di espandersi fino al Brennero, non si è minimamente preparata ad affrontare una simile situazione.
Del resto tale situazione si va ad aggiungere ad uno stato di cose difficili già nella stessa Italia, che peraltro è in preda a scioperi, alla problematica dei reduci, e vede pesanti e anche sanguinosi scontri tra i socialisti rivoluzionari e i fascisti. Va detto peraltro che non tutti a Roma sono concordi nell’usare “il guanto di velluto”. Vi sono lotte intestine in seno al governo. La dimostrazione si ha con la nomina temporanea di Ettore Tolomei (accesissimo nazionalista) a capo di un commissariato per la lingua e la cultura italiana nelle terre redente.
Il R.D. 1/10/1923 n. 2185 Ordinamento dei gradi scolastici e dei programmi didattici nell’istruzione elementare” (La riforma Gentile) prevede che in tutte le scuole elementari del Regno l’insegnamento sia impartito nella lingua dello stato.
Recependo il suddetto R.D., il 24 ottobre 1923, il decreto del Prefetto di Trento n. 14718 mette fine all'insegnamento in tedesco nella provincia.
Il prefetto di Trento G. Guadagnini stabilisce inoltre con ordinanza del 28 ottobre 1923 che l’italiano sia lingua d’ufficio e, con altro provvedimento del medesimo giorno, che insegne e pubblici avvisi figurino esclusivamente nella lingua ufficiale dello Stato
Con successive determinazioni di fine 1923 – inizio 1924, il prefetto Guadagnini inasprisce le norme che vietano l’uso della lingua tedesca dal Brennero a Salorno.
Il combinato delle leggi e delle prassi prefettizie rendono l’aria pesante per la popolazione sudtirolese.
Citiamo tra i provvedimenti presi l’abolizione della lingua tedesca nei tribunali, il divieto di insegnamento del tedesco nelle scuole, la censura dei giornali tedeschi e la relativa chiusura di alcuni di essi, il licenziamento della maggioranza dei dipendenti pubblici allogeni, il tutto sempre al fine di “italianizzare” con la forza questo territorio. Quelli citati sono solo i provvedimenti più eclatanti adottati dal governo fascista per eliminare l’elemento tedesco.
È questo un periodo “articolato” e affascinante, dal punto di vista collezionistico,
con timbri di qualsiasi genere, monolingui e bilingui, senza coerenza, che va dal 1919 alla metà del 1923, anno nel quale, vi sarà una radicale sostituzione degli annulli, in applicazione di una normativa decisamente più stringente della precedente.
Abbiamo quindi timbri approntati chissà in base a quali criteri, con informazioni carenti se non nulle.
GianniBz
Re: Gli annulli bilingui degli anni venti nel Sud Tirolo ed in Val Canale
inserisco questa immagine di Cadipietra (Steinhaus) Trento, migliore di quella già presente
viewtopic.php?p=646343&hilit=cadipietra#p646343
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GianniBz