Un ritorno pulito, non hanno timbrato i bolli ne all'andata ne al ritorno, meno male che almeno
ci hanno pensato là sulla busta, con due annulli molto chiari.
Con l' immagine del faro locale sulla busta.


Esattamente. Il mittente può anche trovarsi in vacanza all'estero e ha tutto il diritto di apporre come suo indirizzo quello della sua residenza, indipendentemente dallo Stato mondiale da cui spedisce. Il ritorno è sempre gratuito grazie ad un accordo internazionale e generalmente non c'è alcun annullo da parte del servizio postale che effettua la riconsegna al mittente, a meno che tale servizio postale non preveda il timbro di arrivo per la posta ordinaria; può capitare, comunque, che la lettera passando per il cmp possa ricevere erroneamente l'annullo meccanico (il sensore rileva la presenza dei francobolli, senza distinguere la nazionalità, l'importo o il fatto che siano o meno timbrati). I servizi postali di alcuni Paesi aggiungono talvolta, comunque, delle etichette di ritorno per coprire le barre fosforescenti e l'indirizzo di destinazione originaria, in modo da velocizzare così la riconsegna al mittente, esattamente come fanno per la posta rinviata in territorio nazionale.Luciano61 ha scritto: 11 novembre 2017, 20:24 Per me no![]()
Paghi la tariffa per la spedizione.
Non per il reso.
Se spedisco da qui a Parigi, se non sarà recapitata l'UPU dispone il rientro al mittente.
Se il mittente che spedisce è cinesee mette il proprio indirizzo di Pechino, torna a Pechino
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Ciò perché le postedevono consegnare.
Non ritornare al mittente...
Poi come estrema ratio, non potendo consegnare, backto home
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Poi, probabilmente ignorano le "furbate" dei collezionisti...![]()
...e nessuna tassazione...
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