Peculiare destinatario

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andy66
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Re: Peculiare destinatario

Messaggio da andy66 »

Marco Aurelio ha scritto: 26 febbraio 2026, 16:59 Ciao Andrea, sono qui per imparare e divertirmi, dimentica il 'pesantemente sospetto'. Non ho detto che da un' assicurata sia diventata raccomandata ma il contrario. Cosa ne pensi di questa ricostruzione normativa?
Nel 1868, il peso che faceva fede per tutto il viaggio era quello riscontrato allo sportello nel momento in cui la lettera veniva consegnata chiusa e sigillata.
Secondo il Regolamento per l'esecuzione della Legge Postale (R.D. n. 1605 del 1863) e le successive circolari del 1866/67:
Le lettere che si presentano suggellate con cinque suggelli di ceralacca impressi con sigillo particolare, o che per altri segni esterni lascino presumere che contengano valori, devono essere trattate colla procedura delle Assicurate, ancorché il mittente non ne dichiari il valore per l'assicurazione.
Se la portavi allo sportello "Assicurate" (come dimostra l'annullo specifico di Livorno), l'impiegato non poteva rifiutarla, ma doveva inserirla nel registro dei valori.
Gli agenti degli uffici ambulanti, nel ricevere i dispacci dei valori (o 'a numero'), devono procedere allo sbalzo dei singoli oggetti. Di ogni lettera o plico dovranno verificare l'integrità dei suggelli e la corrispondenza del peso segnato sul fronte. Ove si riscontrino discrepanze o segni di manomissione, l'agente dovrà immediatamente farne menzione sul foglio di via e apporre il proprio visto.
Le istruzioni dell'epoca (Circolare n. 43 del 1866) specificavano chiaramente la differenza operativa:
Le raccomandate comuni viaggiavano in "dispacci chiusi" (sacchi che l'ambulante non poteva aprire).
Le assicurate (anche quelle senza valore dichiarato, ma "a numero") viaggiavano in "dispacci aperti" o in sacchi che l'ambulante doveva aprire ad ogni stazione di scambio per registrare il passaggio sul proprio registro di carico.
Un cordiale saluto
ciao,
sì certamente in questo campo c'è sempre da imparare :-) , ed è anche questo il bello della storia postale
Ho consultato anche io la legge del 1863, senza peraltro trovarci grandi cose riguardo alle assicurate, ma leggendo un pò tutto ho trovato questo articolo 18 che prevedeva espressamente che anche le raccomandate andassero sugellate.
art 18.jpg
Quindi, tu dici che questa lettera è nata come raccomandata e successivamente è stata trasformata in assicurata. Non so, tutto può essere, però secondo me mancherebbero dei riscontri oggettivi abbastanza importanti e cioè:
un'indicazione del valore dell'assicurata
e ancora più importante una tassazione per l'importo mancante. Infatti poichè il mittente non ebbe pagato per l'assicurata qualcun altro avrebbe dovuto farlo, in questo caso il destinatario. Ma manca qualsiasi segno di tassazione.
Le assicurate tassate peraltro sono oggetti abbastanza rari, e solitamente si reperiscono solo nei periodi di guerra in quanto le lettere venivano aperte per la censura e si riscontravano valori all'interno.
Ad ogni modo, sarei interessato a vedere altre assicurate del periodo che riportino tutti questi numeri di registro. Io ne ho qualcuna ma solo a partire da Umberto I e probabilmente il regolamento era già cambiato.

Ciao:
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enrico54
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Re: Peculiare destinatario

Messaggio da enrico54 »

Secondo me la mancanza di qualsivoglia indicazione manoscritta, all'epoca gli impiegati postali erano molto attenti pena sanzioni anche pecuniarie, è testimonianza che si tratta di una semplice raccomandata, che assume interesse solo per il nome del destinatario.

Che ci siano al verso suggelli di ceralacca era consentito per le raccomandate, il bollo di Livorno era usato sia per le raccomandate sia per le assicurate, così come accadeva per altri uffici postali.

I numeri a penna testimoniano i passaggi da un ufficio all'altro, ma non sono indicativi del fatto che si trattasse di un'assicurata (non essendo presente l'indicazione del valore dichiarato per quanto avrebbero dovuto assicurarla, visto che i suggelli non potevano essere rotti e che non ci si poteva certo basare sul peso della lettera? Se la variazione invece fosse stata a cura del mittente presso l'ufficio postale di partenza, lo stesso avrebbe provveduto all'integrazione tariffaria, o con l'aggiunta di francobolli, o previo pagamento della differenza in denaro, che sarebbe stata prontamente annotata sul fronte, per garantire il corretto proseguimento della lettera senza il rischio di tassazione).

Riporto due casi di raccomandate seguite nel loro percorso con vari numeri manoscritti relativi ai vari passaggi.

Cordiali saluti

Enrico Flaminio
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Marco Aurelio
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Re: Peculiare destinatario

Messaggio da Marco Aurelio »

enrico54 ha scritto: 28 febbraio 2026, 10:04 Secondo me la mancanza di qualsivoglia indicazione manoscritta, all'epoca gli impiegati postali erano molto attenti pena sanzioni anche pecuniarie, è testimonianza che si tratta di una semplice raccomandata, che assume interesse solo per il nome del destinatario.

Che ci siano al verso suggelli di ceralacca era consentito per le raccomandate, il bollo di Livorno era usato sia per le raccomandate sia per le assicurate, così come accadeva per altri uffici postali.

I numeri a penna testimoniano i passaggi da un ufficio all'altro, ma non sono indicativi del fatto che si trattasse di un'assicurata (non essendo presente l'indicazione del valore dichiarato per quanto avrebbero dovuto assicurarla, visto che i suggelli non potevano essere rotti e che non ci si poteva certo basare sul peso della lettera? Se la variazione invece fosse stata a cura del mittente presso l'ufficio postale di partenza, lo stesso avrebbe provveduto all'integrazione tariffaria, o con l'aggiunta di francobolli, o previo pagamento della differenza in denaro, che sarebbe stata prontamente annotata sul fronte, per garantire il corretto proseguimento della lettera senza il rischio di tassazione).

Riporto due casi di raccomandate seguite nel loro percorso con vari numeri manoscritti relativi ai vari passaggi.

Cordiali saluti

Enrico Flaminio
Ti ringrazio per l'approfondimento. Nel mio messaggio precedente intendevo dire che la busta è 'palesamente sospetta' di aver ricevuto un trattamento speciale (il termine 'pesantemente' è stato un errore di battuta di cui mi scuso). Con il 'dimentica' intendevo dire ad Andrea che avevo compreso che la busta non andava tassata.
Tornando al pezzo, il punto centrale è proprio quello che hai sottolineato: la mancanza di un valore dichiarato. Tuttavia, è proprio la presenza di quei numeri di registro multipli e della ripetizione del peso che mi porta a una conclusione diversa.
Secondo me, a causa dei 5 sigilli (che per regolamento erano la veste formale dei valori), la raccomandata è stata inserita nel sacco aperto (circuito dei valori) invece che nel sacco chiuso delle raccomandate comuni.
Ringrazio tutti per aver risposto ai miei messaggi e per avermi aiutato a comprendere, con i vostri interventi, le ragioni della non tassazione.
Modificazioni ed aggiunte alla istruzioni sul servizio degli uffici delle Poste:
https://share.google/PhPITAnvrRpOs6wVa

Un cordiale saluto
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andy66
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Re: Peculiare destinatario

Messaggio da andy66 »

Interessante discussione, ne sono uscite diverse considerazioni utili.
Riepilogando, i punti rilevanti scaturiti sono:
1. che non solo le assicurate ma anche le raccomandate dovevano essere dotate di suggelli in ceralacca nel numero minimo di due
2. che sia le assicurate che le raccomandate potevano avere più numeri di registrazione a seconda del percorso effettuato e del numero di uffici che le prendevano in carico

Per quanto rigarda la tassazione, essa non è stata effettuata proprio perchè il plico non è stato considerato come assicurato. Viceversa, essa sarebbe stata obbligatoria.

PS: grazie per quel link al regolamento!

Ciao:
Andy66

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