gipos ha scritto: 13 marzo 2026, 7:45
Ringrazio Andrea per le preziose notizie riguardanti il servizio ferroviario Roma Ceprano,
Per gli appassionati di storia, ecco qualche ulteriore dettaglio della
presa di Ceprano.
L'occupazione di Ceprano, avvenuta il 12 settembre 1870, non fu una "battaglia" nel senso classico del termine (con scontri campali o migliaia di caduti), ma rappresentò un passaggio strategico e simbolico fondamentale verso la Presa di Roma.
Il Contesto Strategico
Il generale Raffaele Cadorna ricevette l'ordine di varcare il confine. Ceprano, situata lungo la linea ferroviaria Roma-Napoli e sulla riva del fiume Liri, era la "porta d'accesso" meridionale del Lazio.
Lo Svolgimento dell'Azione
L'operazione fu rapida e quasi priva di spargimento di sangue per diverse ragioni:
*
L'avanzata: Il corpo d'esercito italiano, in particolare la divisione del generale Angioletti, mosse verso Ceprano dalle basi nel Regno delle Due Sicilie (Sora e San Germano, l'odierna Cassino).
* La
resistenza pontificia: Le truppe del Papa, consce della schiacciante superiorità numerica italiana e degli ordini di Pio IX (che voleva una resistenza simbolica ma non un massacro), si limitarono a brevi scaramucce.
* Il
ripiegamento: All'apparire dei soldati italiani, le guardie pontificie e i gendarmi di stanza a Ceprano si ritirarono verso Frosinone e Velletri per concentrarsi sulla difesa di Roma.
L'Importanza di Ceprano
Nonostante la mancanza di un grande scontro a fuoco, l'occupazione di Ceprano fu cruciale perché:
* Il
Telegrafo e la Ferrovia: Gli italiani presero immediatamente il controllo della stazione ferroviaria e delle linee telegrafiche, isolando le comunicazioni pontificie verso sud.
*
L'Effetto Domino: La caduta di Ceprano portò in pochi giorni alla resa di Frosinone e aprì la strada alla marcia finale verso Porta Pia.
L'occupazione di Ceprano del 12 settembre 1870 fu condotta dalla 9ª Divisione (conosciuta anche come divisione di riserva o divisione meridionale), che aveva il compito di penetrare nello Stato Pontificio da sud, risalendo dal confine del Liri.
I Reparti Protagonisti
L'azione fu coordinata dal Luogotenente Generale Diego Angioletti. I reparti che effettivamente varcarono il confine a Isoletta ed entrarono a Ceprano appartenevano alla Brigata "Savona":
* 26° Reggimento Fanteria: Sotto il comando del Maggiore Arborio Mella. Fu una delle prime unità a entrare in città.
* 44° Reggimento Fanteria: Sotto il comando del Maggiore Colombini.
* Comando di Brigata: Affidato al Maggiore Generale De Sauget, che gestì l'avanzata verso il centro abitato e la stazione ferroviaria.
L'azione tattica:
Alle ore 7:30 del 12 settembre, i battaglioni iniziarono il guado del fiume Liri. L'avanzata fu estremamente cauta, non per timore di uno scontro aperto (i gendarmi pontifici avevano già ricevuto l'ordine di ripiegare verso Frosinone), ma per il rischio di mine che si sospettava fossero state piazzate lungo le rive e sui binari della ferrovia. Alle 9:10, i soldati italiani presero ufficialmente possesso del centro e del telegrafo.
Bibliografia
* Raffaele Cadorna, La liberazione di Roma nell'anno 1870 ed il plebiscito, Torino, 1889. (È il resoconto ufficiale del comandante in capo, fondamentale per la visione d'insieme).
* Fernando Riccardi, Sussulti patriottici nella media Valle del Liri, (Ottimo studio locale che dettaglia il passaggio dei reparti di Angioletti).
* M. Federico, Frosinone alla fine dell'Ottocento, Frosinone, 2015. (Contiene dettagli sull'annessione dei territori del basso Lazio).
-Aldo Cagnacci, 12 settembre 1870, la caduta dell'ultimo confine, che analizza proprio l'impatto sociale di quella giornata per Ceprano e Falvaterra.