Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

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Marco Aurelio
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Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da Marco Aurelio »

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Manifesto dei 101 - Wikipedia
https://share.google/X708swbImC5vrFRO7

Negli anni '90 ero socio di una società e mi trovavo per lavoro in via Nazionale, proprio dove avevano sede gli uffici del PCI. Durante un rinnovo degli arredi, notai tra i mobili destinati al macero una vecchia scrivania. Se non l'avessi recuperata successivamente, sfilando il cassetto proprio un attimo prima che il mobile venisse distrutto, un pezzo di storia sarebbe andato perduto per sempre. All'interno, infatti, giaceva dimenticata una lettera.
Documentandomi, ho scoperto che l'autore di quello scritto era il pittore Giovanni Omiccioli, uno dei firmatari del celebre 'Manifesto dei 101'.
Le fonti ufficiali e le cronache dell'epoca indicano solitamente il 1° gennaio 1957 come la data d'inizio dell'esodo degli intellettuali dal Partito (nomi come Natalino Sapegno e Gaetano Trombatore). Tuttavia, questa lettera inedita è datata 8 novembre 1956.
Ciò dimostra che la cronologia del dissenso va anticipata: fu proprio Omiccioli il primo a lasciare ufficialmente il PCI a causa dei fatti d'Ungheria, precedendo di quasi due mesi il resto del gruppo. Per ragioni di copyright non posso pubblicare il testo integrale senza il consenso degli eredi, ma questa testimonianza resta un atto di integrità morale straordinario che sposta ufficialmente le lancette della storia.
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Marco Aurelio
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da Marco Aurelio »

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Se provate a cercare su Google, negli archivi digitali o persino nei cataloghi della Fondazione Gramsci, non troverete praticamente alcuna notizia ufficiale sulla "Direzione della Cellula Margutta", a cui questa lettera è indirizzata. Perché questo silenzio?
La riservatezza delle Cellule: A differenza delle Sezioni territoriali, le Cellule erano gli organismi più interni, "aziendali" e riservati del PCI. Quella di Via Margutta riuniva l'élite degli artisti romani: un mondo di discussioni accese e posizioni critiche che il Partito ha sempre preferito non ufficializzare all'esterno.
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agrome
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da agrome »

Bell’acchiappo e bella ricostruzione
Bravo
Andrea Grimaldi

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Marco Aurelio
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da Marco Aurelio »

agrome ha scritto: 24 marzo 2026, 22:35 Bell’acchiappo e bella ricostruzione
Bravo
Grazie Andrea. La cosa incredibile è pensare che un documento del genere, che corregge la storia ufficiale di Omiccioli, sia arrivato intatto fino a noi nonostante provenisse proprio dai 'meccanismi' interni di via Nazionale. È la prova che la verità storica, a volte, trova il modo di scappare dai cassetti. Ciao:
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agrome
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da agrome »

Marco Aurelio ha scritto: 24 marzo 2026, 23:15
agrome ha scritto: 24 marzo 2026, 22:35 Bell’acchiappo e bella ricostruzione
Bravo
Grazie Andrea. La cosa incredibile è pensare che un documento del genere, che corregge la storia ufficiale di Omiccioli, sia arrivato intatto fino a noi nonostante provenisse proprio dai 'meccanismi' interni di via Nazionale. È la prova che la verità storica, a volte, trova il modo di scappare dai cassetti. Ciao:
Se ad aprire il cassetto fosse stata una persona non appassionata di storia, pittura, ecc (come poi la massa delle persone) il foglio era normale vecchia corrispondenza, di un vecchio archivio, di un vecchio ufficio e tutto finiva al macero.
Pensa quanto altro materiale ci sarà stato e rabbrividisci.
Andrea Grimaldi

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Marco Aurelio
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da Marco Aurelio »

agrome ha scritto: 24 marzo 2026, 23:53
Marco Aurelio ha scritto: 24 marzo 2026, 23:15
agrome ha scritto: 24 marzo 2026, 22:35 Bell’acchiappo e bella ricostruzione
Bravo
Grazie Andrea. La cosa incredibile è pensare che un documento del genere, che corregge la storia ufficiale di Omiccioli, sia arrivato intatto fino a noi nonostante provenisse proprio dai 'meccanismi' interni di via Nazionale. È la prova che la verità storica, a volte, trova il modo di scappare dai cassetti. Ciao:
Se ad aprire il cassetto fosse stata una persona non appassionata di storia, pittura, ecc (come poi la massa delle persone) il foglio era normale vecchia corrispondenza, di un vecchio archivio, di un vecchio ufficio e tutto finiva al macero.
Pensa quanto altro materiale ci sarà stato e rabbrividisci.
Hai ragione, Andrea. Fa rabbrividire pensare a quanti cassetti siano stati svuotati senza criterio. Mi consola il fatto che questa lettera, almeno lei, sia 'scappata' al destino del macero per rendere giustizia a Omiccioli e a quel novembre del '56.
:abb: Ciao:
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remo
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da remo »

Complimenti per il ritrovamento. Il PCI dell' epoca fece molte "vittime" spesso alterando la sincera verità soprattutto in personaggi non di maggiore spicco. La lettera ritrovata lo dimostra. Gli avvenimenti ungheresi del 1956 (anno formidabile ;-) ), causarono l'allontanamento di personaggi difficili da tacitare come Leonardo Sciascia che non digerí la posizione ortodossa ufficiale. Ma il grande scrittore siciliano aveva altri canali di comunicazione.
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Marco Aurelio
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Re: Una verità storica salvata dal macero: il caso Omiccioli

Messaggio da Marco Aurelio »

remo ha scritto: 25 marzo 2026, 12:01 Complimenti per il ritrovamento. Il PCI dell' epoca fece molte "vittime" spesso alterando la sincera verità soprattutto in personaggi non di maggiore spicco. La lettera ritrovata lo dimostra. Gli avvenimenti ungheresi del 1956 (anno formidabile ;-) ), causarono l'allontanamento di personaggi difficili da tacitare come Leonardo Sciascia che non digerí la posizione ortodossa ufficiale. Ma il grande scrittore siciliano aveva altri canali di comunicazione.
Hai colto nel segno, Remo. Il paragone con Sciascia è calzante per l'integrità morale, ma c'è una differenza che rende questo documento ancora più prezioso: Omiccioli non aveva la 'scorta' di una casa editrice o di una fama internazionale che lo proteggesse. Era un artista che parlava alla sua Cellula, in un rapporto diretto e quasi intimo con il Partito.
E la cosa che più impressiona, avendo il documento davanti, è che non si tratta di una riga di dimissioni, ma di ben tre pagine fitte. Omiccioli non se ne andò in silenzio: sentì il bisogno di spiegare, di argomentare e di gridare la sua verità alla Cellula proprio in quell'8 novembre.
Mentre molti intellettuali dell'epoca, pur critici (come lo stesso Sciascia che mantenne un rapporto dialettico col PCI per decenni), scelsero la via del dissenso interno o della riflessione prolungata, Omiccioli fece un passo che pochi ebbero il coraggio di fare subito: chiuse la porta mentre i fatti erano ancora in corso.
Tre pagine che l'apparato ha preferito 'dimenticare' per settant'anni, forse proprio perché una tale analisi era troppo lucida e difficile da smentire a caldo. Oggi, grazie a questo ritrovamento, la sua voce torna ad avere lo stesso peso di quella dei grandi dissidenti.
:abb: Ciao:
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