Dalla filatelia un’idea per sanificare le mascherine senza distruggerle.
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Il mio è un’apparecchio a luce di Wood con due lunghezze d’onda: 3650 Å e 2537 Å.
Le accendo tutte e due per circa 5-10 minuti, dovrebbe essere sufficiente.
Qualcuno ha una conoscenza migliore per la durata minima di esposizione?
Saluti
#IORESTOACASA
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Ciao Ulisse , ti rispondo come biologo-genetista. Ho paura che in questo caso gli UV non siano molto efficaci perché il materiale ereditario del coronavirus e' costituito da RNA e non da DNA che invece e' sensibile agli UV, i quali producono in esso dimeri di timina. Nell' RNA la timina e' sostituita dall' uracile e quindi il danno su di esso non viene prodotto. Poi se altissime dosi di UV possono in ogni caso danneggiare un po' l'RNA non lo so, ma penso che poco si sappia in merito. Gli UV sono efficaci contro tutti i microbi a DNA, come tutti i batteri e gran parte dei virus.
Giampiero
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Penso che la lampada di Wood sia inefficace, dovrebbero essere utili solo le lampade UV-C che lavorano su un altra frequenza
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pietro
----> ----> Vedo adesso che c'è un incoerenza in questa tabella in quanto la frequenza della luce della tua lampada sembra rientrare non nelle lampade di Wood ma in quelle degli UV-C ; pertanto ...
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Ultima modifica di pietro mariani il 15 aprile 2020, 18:54, modificato 2 volte in totale.
Seguo queste tematiche:
ENERGIA / FOOD / ERRORI / STORIA DELL'ILLUMINAZIONE
Ma anche: A.M.- SOS-MULTIAFFR.-FILATELIA IN GEN. E ANCHE MONETE...
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Sostenitore da sempre
Per quanto riguarda l'efficacia delle onde UV-C secondo Wiki sembra che agiscano anche sul RNA . Ma io non sono esperto e non so se questo sia vero o meno...
purtroppo serve a poco. La lunghezza d'onda minore, circa 250nm, sarebbe corretta per l'utilizzo ma penso che i tempi di esposizione debbano essere allungati di molto, vista la natura casalinga del dispositivo. Solitamente dispositivi professionali impiegano pochi secondi per inibire gli agenti patogeni, ma sono tempi calcolati per radiazioni stabili e per lampade studiate per quello scopo specifico. Inoltre, se effettivamente la lampada emette quella frequenza, è potenzialmente pericolosa per la vista. Non essendoci studi accertati sul COVID-19 non vi è sicurezza che funzioni, anche se in via teorica è possibile.
Ma qui mi fermo perché la sterilizzazione UV non è il mio campo, io opero col vapore.
Stiamo facendo prove su mascherine per verificarne l'autoclavabilità e successiva efficacia in caso di riutilizzo
Teoricamente, UVC alla lunghezza di onda di 254 (253.7) nanometri, è germicida. In pratica, è difficilissimo sterilizzare una mascherina con raggio ultravioletto germicida perché raggi UV non sono efficaci dietro le pieghe. Il metodo preferito dagli ospedali americani è tenere le mascherine dentro un autoclave (o qualcosa di simile) al perossido di idrogeno vaporizzato.
Forse non sono stato chiaro.
Gli UV e nel caso gli UVB(da 260 nm in su) che possono essere prodotti anche artigianalmente col lampade commerciali sono ad effetto germicida perché' nel 90% dei casi con questo termine si intende batteri patogeni. Questi vengono uccisi principalmente in quanto, avendo questi il DNA come informazione genetica, su di essi gli UVB formano dimeri di timina che e' contenuta ESCLUSIVAMENTE nel DNA. Il DNA cosi' fortemente danneggiato non può' svolgere la sua funzione ed il germe muore. Questo e' anche vero per moltissimi virus che hanno il loro patrimonio genetico costituito di DNA (es. virus erpetici, adenovirus, virus vaccinico, virus epatite B etc).
Nel caso di virus ad RNA come il coronavirus la timina non e' presente e quindi gli UVB non possono produrre questo tipo di danno e quindi non inattivano il virus.
Nel caso degli UVC (100-260 nm) ad altissima energia e non disponibili negli apparati casalinghi, l'alta energia prodotta e' anche ionizzante e produce, a contatto con l'ossigeno, l'ozono e questa specie chimica attacca sia DNA che RNA che proteine e quindi è genericamente germicida.
Giampiero
Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Attualmente non esistono delle procedure validate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che possano essere applicate a tutti i tipi di mascherine.
Quello che viene informalmente suggerito è di usare una soluzioni idroalcolica al 70% (alcol a 70 gradi): lo puoi fare spruzzando direttamente la soluzione dentro, fuori e sugli elastici della mascherina dopo averla posta su una superficie pulita (in un ambiente protetto) e lasciarla lì per almeno 30 minuti.
Ricordati di fare attenzione quando togli la mascherina a non toccare la parte interna (sterile) e a provvedere a lavarti/disinfettarti le mani visto che il virus potrebbe essere presente sulla parte esterna e sugli elastici. https://www.youtube.com/watch?v=ZZQmOlyx50s
Altra soluzione è usare una bacinella con un po' di alcol sempre al 70% che possa essere chiusa da un coperchio e su questo bloccare la mascherina, incrociando gli elastici, senza che venga a contatto il liquido: si lasciano agire i vapori dell'alcol per 2, massimo 4 ore, e non di più, per non farla bagnare. https://www.youtube.com/watch?time_cont ... e=emb_logo
Altra soluzione: appendi la mascherina all'aria per almeno 24-48 ore, il virus dovrebbe seccarsi e morire
Stefano
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S T A F F
Colleziono nuovi ** del Regno d'Italia, Trieste A e B con varietà, Occupazione Jugoslava di Trieste, Istria e Litorale Sloveno e IV di Sardegna
Visto che la filatelia non ci può venire in aiuto contro il Covid19, ho provato con il “gelato”.
Scusate l’OT.
Realizzazione di un “sanificante” per mascherine casalingo.
Occorrente: una scatola da gelato in plastica che sia a tenuta stagna, un coperchio di un’altra scatola che va ritagliato e forato, 4 viti con dado di ottone (in ferro si corrode), un “pomello”a scelta, alcool a 90 gradi QB.
Si ritaglia il coperchio in più in modo che stia dentro la scatola, si montano 4 distanziatori con le viti d’ottone e si mette il pomello per sollevare la parte interna che fa da filtro. La parte interna sarà provvista di fori per permettere il passaggio dei vapori d’alcool e no essere a contatto col liquido.
Sul fondo della scatola si mette una piccola parte di alcool. Si mette il diaframma interno forato tramite il pomello e si appoggia la mascherina sulla superficie del diaframma. A questo punto si può chiudere la scatola ed attendere almeno 4-5 ore prima i estrarre la mascherina. Sarà opportuno far prendere un po’ d’aria prima di indossarla in modo che siano eliminati i vapori di alcool.
Io lo uso da parecchi mesi.
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I componenti il sanificatore
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Interno
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Scatola chiusa
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Vale la pena di rischiare di riutilizzare più volte una mascherina con tentativi non certi di sterilizzazione ?
Se si va in un notissimo portale cinese si trovano:
- mascherine chirurgiche a 8 cent. ciascuna
- mascherine FFP2 a 25 cent. ciascuna
Io ne compro a botte di 600 pezzi (chirurgiche) o 200 pezzi (FFP2) per volta per tutta la famiglia (siamo in 2 visto che il cane non la porta )
Anche perchè in ospedale a volte ne sono sprovvisti e non mi formalizzo... mi autoapprovvigiono che la salute è la mia !
Sono marchiate CE ma anche se il marchio fosse falso chi ci garantisce che le mascherine acquistate in Europa a 45/50 cent. (chirurgiche) o 3,50/4,00 € (FFP2) non lo siano ?
E poi tutte da lì provengono...
Almeno sono "pulite" visto che vanno sostituite e gettate 2 o 3 volte al giorno (chirurgiche) o tutti i giorni (FFP2).
Non è solo un problema di soldi.
Se tutti cambiassero le mascherine 2 volte al giorno non sapremmo come smaltirle.
Molto semplice:
Se uno non può accedere alla propria casa e al proprio bidone di differenziata, la deve gettare presso gli appositi contenitori nel proprio luogo di lavoro oppure se si è sempre in giro basta portarsi una bustina di plastica (io adopero quelle sottili x alimenti a rotoli da 500) dove riporla per poi gettarla a casa propria.
Siamo sommersi dai rifiuti e non penso che le mascherine portino ad un ulteriore collasso delle aziende municipalizzate, basta fare un giro in certe periferie di certe città....
Da quando le uso, io (anzi mia moglie) le disinfetta, dopo ogni uso, spruzzandoci alcool
e poi lasciandole un paio d'ore appese fuori, a volte ce ne dimentichiamo e stanno appese lì anche tutto il giorno.
Le riutilizziamo al massimo tre volte, poi le sostituiamo.
Credo che sia di aiuto questa review sulla sopravvivenza del covid all'esterno su varie superfici. Quello che risulta e' che il virus sopravvive poco, da pochi minuti ad 1 ora su cotone, carta, tessuti in generale etc., mentre e' molto più' resistente su superfici lisce tipo plastica, ceramica, vetro. Per cui penso che la sopravvivenza su mascherine sia scarsa. Più' pericoloso è bere da una tazza o bicchiere non disinfettato o lavato a dovere.
Rev LB Nov 2021
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