Ciao a tutti , stavo mettendo in ordine la parte del libro sulle tariffe ed ho notato che nelle guide di Milano dell'epoca, la tariffa per Montecchio ( ducato di Modena) viene indicata in 30 centesimi.
Che sia questo il motivo per cui ci sono così tante lettere in giro affrancate per 30 centesimi e poi tassate 3+3=6 carantani tradotti in 30 centesimi di lira ?
tassata.jpg
Ne ho vista una affrancata per 35 centesimi !!! e tassata 2/3 =5 poi 25 centesimi . Il tutto poi cancellato
Ho dato per scontato che la tariffa giusta fosse 45 centesimi ma google map mi dice che tra Milano e montecchio ci sono 147 chilometri
avete qualche informazione in più ? E' sbagliata la guida di Milano del 1857 ? ci sono documenti modenesi con le tariffe da montecchio a Milano ? avete per caso esempi di affrancature per Montecchio da Milano per 45 centesimi ?
grazie Luca
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Secondo me la tariffa giusta è 30 centesimi. Ma molto probabilmente si faceva confusione con Modena città la cui tariffa era 45 centesimi.
Milano - Modena 167 km oltre le 20 leghe 45 centesimi
Milano - Montecchio dell'Emilia 129 km tra le 10 e le 20 leghe 30 centesimi.
Allego piccola elaborazione della prima e seconda distanza da Milano, Modena è oltre la seconda distanza (148,4 km), Montecchio è dentro la seconda distanza.
montecchio.jpg
C'è anche un documento online estratto da un Vaccari Magazine che parla proprio di Montecchio...oltre che del flusso postale dagli altri stati preunitari.
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Grazie Andrea e Francesco un sacco di informazioni
per completezza questo è l'estratto della guida del 1857. Ho notato che anche Reggio è nella seconda distanza.
IV ducati centes.jpg
abbiamo quindi
1) lettere affrancate con 30 centesimi non tassate
2) lettere sovraffrancate con 45 centesimi
3) lettere affrancate con 30 centesimi e poi tassate 6 carantani / 25 centesimi. Una porta anche un doppio timbro a Milano ( C1+ R53). Il C1 in quel periodo non era in suo all' A/P quindi una sorta di visto di controllo.
4) lettere affrancate con 30 centesimi , tassate a Milano con la tassazione cancellata
5) lettera affrancata con 35 centesimi con bollo insufficiente tassata e poi cancellata :5 caratani / 25 centesimi
grazie Luca
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la misurazione con Google per distanze a cavallo del cambio tariffario può non essere veritiera anche se la uso pure io. So per certo che nel periodo napoleonico le distanze venivano misurate tra i campanili delle chiese oppure in mancanza di questi tra le piazze dei paesi.
Per togliermi il dubbio avevo consultato la convenzione tra Austria e Modena vista dalla parte modenese che infatti pone Milano tra le 10 e le 20 leghe.
Sorprende comunque un simile errore da parte dei milanesi.
Non so se l'uso del timbro C1 affiancato al R53 indichi veramente un controllo incrociato a livello di conferma di tassazione dato che dal 1850 Milano usava il BOLLO INSUFFICIENTE a garanzia del destinatario che si trovava a pagare per delle lettere affrancate e tassate senza sapere il motivo.
Una domanda: al verso di questa lettera c'è il timbro di arrivo?
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si ho controllato hanno il timbro di arrivo il giorno dopo. Mi sono accorto di aver fatto confusione : quella con il doppio bollo è per Casumaro Modena il circolare è posto sia sul fronte che sul retro e non colpisce i francobolli che sono annullati con l' R53
questa è una con la tassa cancellata; solo i 30 centesimi che in questo caso sono in rosso
!ab30 bollo insufficente nero.jpg
e questa non è cancellata
altri bolli bollo indufficente rosso 006.jpg
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L'uso del doppio timbro rimane parzialmente un mistero.
In alcuni casi effettivamente indica un controllo contabile tra le diverse sezioni, in altre può indicare una verifica della tassazione senza l'uso di un bollo apposito.
Sull'esempio però della lettera di Gipos di Udine per distretto sovraffrancata anche a Milano capitava qualcosa di simile.
I contorni sono però sfumati dato che non si limitava al solo distretto. Sembra che altri soggetti fossero autorizzati dalla posta al trasporto verso altri distretti senza appoggiarsi all'ufficio postale di destinazione.
Forse addirittura riuscivano ad accettare lettere in partenza facendole pagare in contanti anche dopo il 1850 e consegnandole alla posta di Milano solo in arrivo.
Sono lettere misteriose e servirebbe un approfondimento. Sono curioso di vedere una lettera di un amico dal vivo su cui sono pronto a scommettere che non ha il timbro dell'UP di arrivo.
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aggiungo al topic una lettera che ho preso all'ultima asta Viennafil, tratta dallo stesso archivio delle ultime due mostrate da Luca.
In questo caso le tassazioni segnate al recto sono addirittura 3:
- il 30 in piccolo in alto lo interpreto come l'importo della tassa in centesimi di lira austriaca;
- il 6 sono ovviamente kreuzer;
- il 30 in grande dovrebbero essere i centesimi di lira italiana.
Quello che non capisco è il motivo per cui in queste lettere i 6 kreuzer siano stati convertiti in 30 cent. italiani anziché in 25 come prevedeva il cambio postale (e come infatti avveniva generalmente sulle lettere tassate per 6 kreuzer dirette nei Ducati di Parma o Modena).
Grazie in anticipo per gli eventuali chiarimenti
John
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E' sotto affrancata e giustamente tassata per 6 carantani. Anche qui vediamo una conversione in 30 centesimi (logicamente estensi).
La lettera è spedita da un commerciante il quale avrebbe dovuto essere al corrente delle tariffe, ma probabilmente l'ha imbucata facendo di testa sua e calcolando male una tariffa dove la terza distanza scatta per una differenza relativamente piccola.
Per l'atteggiamento modenese, mi viene in mente un lucro sui cambi, arrotondato in eccesso.
Altro non vedo...
Benjamin
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Anch'io ho 4 o 5 lettere da Milano a Modena affrancate con 30 cent e tutte tassate 30 !
Poi ne ho una dozzina affrancate con 45 cent e/o 15 soldi
ma quella piu' misteriosa è questa
probabilmente il mittente sperava che il 10 fosse scambiato per un 15 cent !!!!
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Mi è venuta in mente una lettura di questa strana affrancatura in difetto: il mittente di Milano intratteneva un carteggio con il Bernardoni a Modena.
Si vedeva recapitare lettere affrancate per 40/100 modenesi e per reciprocità ha applicato la stessa tariffa.
Sbagliando.
Sarebbe interessante vedere una lettera in senso inverso, ovvero Montecchio-Milano. Da convenzione dovrebbe essere affrancata per 25/100 modenesi, però ...
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fildoc ha scritto: 24 aprile 2019, 18:09
per Reggio
30 cent normali nel 1853
ed era leggermente piu' lontana di Montecchio!
L’affrancatura di 30 cent. per Reggio era corretta, come in teoria lo era anche per Montecchio... infatti proprio non si capisce perché le lettere per Montecchio venissero tassate! Non potrebbe essere che magari la posta arrivasse prima a Reggio per essere poi smistata verso Montecchio? Arrivando così (forse) a superare il limite in km della terza distanza... ora non posso verificare la lunghezza totale dell’eventuale tragitto...
John
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No questa è una ipotesi non credibile
Credo che probabilmente tassavano Montecchio pensando che era quello vicentino
poi arrivato in Emilia veniva detassato....
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fildoc ha scritto: 24 aprile 2019, 23:09
No questa è una ipotesi non credibile
Credo che probabilmente tassavano Montecchio pensando che era quello vicentino
poi arrivato in Emilia veniva detassato....
Molto spesso veniva esplicitamente indicato "Estense" o "Modenese" dopo il nome "Montecchio". Inoltre se si fossero confusi con una località veneta non avrebbero convertito la tassazione in centesimi di lira italiana, fermo restando che non vedo lettere detassate...
John
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