Lotto 129 euro 40
14.12.1863 Lettera di freschezza e qualità eccezionali, spedita da Padova a Faenza in tariffa dalla prima sezione Austriaca alla prima Italiana (in PD) ed affrancata con 10 soldi aquiletta dentellatura stretta.
La lettera è indirizzata alla Contessa Vittoria Durazzo (famiglia nobile Genovese) vedova Cavina (famiglia nobile Faentina) e contiene la "fattura" del Collegio Fagnani frequentato dal figlio Marcello (vedi sotto)
La tradizione storica vuole la famiglia Cavina proveniente da un ramo della famiglia Spinola di Genova, stabilitosi nel XIII° Secolo in Val di Lamone (antica giurisdizione de' Faentini), che si mutò il cognome in Cavina e che durante il XV° secolo eresse alcune torri nella località che porta tal nome vicino a Fognano di Brisighella. Delle antiche fortificazioni, sono rimaste integre fino ad oggi due esempi, Torre Cavina appartenuta e costruita da Antonio Cavina e Torre Cavina-Pratesi, molto probabilmente salvatesi perché riconvertite in case coloniche.
Della famiglia (di cui si conserva la raffigurazione dello Stemma in scaccato rosso sormontato da una spina, su rinfrescatoio cinquecentesco esposto al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza), fecero parte giuristi e militari. Fra questi, Ostasio da Cavina che appare nelle carte faentine del 1410, in occasione della compilazione dei nuovi statuti della città, compito che venne affidato a lui e ad un altro giureconsulto, Bernardo Casali. Verso la fine dello stesso secolo, il XV°, Rosso Cavina è a capo dei malcontenti nei tumulti che seguirono l'uccisione di Galeotto Manfredi. Un secolo più tardi, nel 1595, Malatesta Cavina, insieme ad altri patrizi locali, fu a capo della fanteria nell'esercito raccolto in Faenza per l'impresa di Ferrara, che poi si risolse sul terreno diplomatico. Pietro Maria Cavina (1646-1719), fu Segretario del Pubblico in Faenza, illustre geografo e storiografo il cui ramo detto di Cavina era presente in Faenza dal XV° secolo.[senza fonte]. La famiglia che dette il nome a Palazzo Cavina, sebbene non dimorasse stabilmente in Faenza, godette della cittadinanza faentina, tenendovi casa aperta e seguitando ad abitare in Fognano: prese stanza a Faenza alla fine del XVIII° secolo. Patrizi di Faenza dal 1722. Vi appartenne il gesuita Padre Virgilio Cavina (1731-1808) famoso matematico in Cagliari e Bologna. L'insediamento definitivo della casata in Faenza avvenne con l'acquisto del bel palazzo Naldi, poi Palazzo Cavina nel 1814. Nel 1838 il conte Carlo, discendente dal signor Alfonso Cavina portatosi in Faenza nel 1690 circa da Fognano "cfr dizionario biografico degli italiani",
sposò la Marchesa Vittoria Durazzo di Genova. Il figlio conte Marcello Cavina, sposò la Marchesa Brigida Stanga di Milano, fu loro figlio Carlo, che nel 1906 sposò Elena dei Conti Zauli Naldi. Al detto Carlo fu riconosciuto con Decreto Ministeriale del 7 marzo 1902 i titoli trasmissibili ai discendenti maschi di Conte e Patrizio di Faenza. Gli attuali discendenti risiedono parte a Faenza e parte in Sudafrica.