La filatelia è in crisi?

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Antonello Cerruti
Messaggi: 7501
Iscritto il: 16 luglio 2007, 12:45

La filatelia è in crisi?

Messaggio da Antonello Cerruti »

Questa domanda ha una risposta affermativa.
Ma è mal posta.
Il quesito vero è: sono in crisi i filatelisti?

Ieri si è tenuta a Roma la seconda DOMENICA SPECIALE presso la sede dell'Associazione Filatelica e Numismatica Italiana con una buonissima partecipazione di un centinaio di Soci ed ospiti.

Vi racconto due episodi.
Ad un certo punto mi si è avvicinato un socio che mi ha chiesto il motivo per cui - secondo lui - c'era poca attività intorno ai tavoli.
Gli ho chiesto: " Negli ultimi tre mesi, sei venuto quasi sempre ma quanti francobolli hai acquistato o venduto?"
"Nessuno", mi ha risposto.
"Ma scusa, allora cosa vieni a fare?" Gli ho chiesto.
"Mi balocco un po', così come faccio due volte l'anno a Veronafil..."

Un amico di vecchia data, noto per la sua buona possibilità economica, per la sua scarsissima conoscenza filatelia e per la sua inesistente propensione all'acquisto, mi aveva telefonato la settimana scorsa per chiedermi di portargli francobolli del G.N.R. e dei C.L.N. perchè voleva iniziare/completare quelle collezioni.
Quando gli ho esposto un po' di materiale di quello che mi aveva chiesto, ha detto "Ma io voglio collezionare solo francobolli di scarsissimo valore..."

Si tratta di due esempi di quei collezionisti che parlano tanto, magari scrivono sulle chat di filatelia dissertando, esprimendo pareri ed emettendo sentenze.
Per loro, tra il serie ed il faceto, ho chiesto all'Associazione di istaurare il P.A.I.
Cioè la Perquisizione All'Ingresso. Chi non ha in tasca neppure i soldi per un caffè al bar o il permesso della moglie per spendere, resti tranquillamente fuori.

La filatelia è in crisi oppure sono i filatelici che non possono più seguire le proprie passioni filateliche?

Cordiali saluti.
Antonello Cerruti

P.S. Il P.A.I. viene già applicato a Veronafil col biglietto d'ingresso.
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robymi
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Iscritto il: 13 luglio 2007, 11:51
Località: Milano

Re: La filatelia è in crisi?

Messaggio da robymi »

Sul tema sono già stati scritti centinaia di post qui sul Forum e sicuramente altre migliaia di opinioni sono reperibili su altri siti e su pubblicazioni cartacee, quindi non penso di affermare nulla di nuovo.
Solo per il gusto di precisare la descrizione di una situazione che a me risulta piuttosto evidente, da una ventina d'anni a questa parte, vorrei ribadire che la filatelia è cambiata rispetto a quello che era nel secolo scorso.
Sicuramente non esiste più la grande massa di collezionisti di un tempo, perché il francobollo non esiste più come oggetto quotidiano.
Sicuramente non esistono più coloro che pensavano di investire proficuamente denaro nell'acquisto delle nuove emissioni agli sportelli delle poste.
Sicuramente i cataloghi hanno cessato di essere il riferimento unico per il valore/prezzo dei francobolli e degli altri oggetti di collezionismo, quindi tutte le attività commerciali che operavano sulla base dei cataloghi si sono estinte.
Alla contrazione del numero dei filatelisti, ha corrisposto una maggiore specializzazione dei superstiti, anche per le incredibili possibilità offerte da internet nell'acquisizione di immagini, informazioni, perfino pubblicazioni rare a volte.
Uno dei risultati è quello che Antonello osserva nel suo post, ma non è l'unico: penso che anche i collezionisti odierni siano disposti a spendere, chi più, chi meno: solo hanno cambiato la modalità di scelta dei propri fornitori, cercandoli un po' in tutto il mondo e variando le modalità di scelta degli acquisti (aste, offerte online, trattative private).
In tal modo, i commercianti tradizionali che danno vita ai convegni si trovano "disintermediati", tranne quelli che hanno integrato i propri canali di vendita estendendoli, appunto, alle aste, alle offerte online etc.
Aggiungo che il trend sempre decrescente dei prezzi, in generale e con punte drammatiche in alcuni settori (ad es. Repubblica), rende impossibile il mantenimento di un "magazzino", il cui deprezzamento continuo non potrebbe che portare al fallimento l'attività commerciale.
Roberto
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debene
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Re: La filatelia è in crisi?

Messaggio da debene »

Ti rispondo con un altra domanda:
Quale Filatelia è in crisi?

E' in crisi la filatelia dei "raccoglioni" che non è un termine spregiativo ma quello
con cui abbiamo sempre indicato coloro che accumulano senza un preciso criterio od obiettivo
o i collezionisti delle Novità che possiamo anche capirli viste le emissioni che ci vengono propinate.

Mentre secondo me la Filatelia di un certo livello, quella che studia e si documenta anche sui libri, è assolutamente viva e vegeta, ma è un settore che non puoi monitorare perchè non va alle fiere, non va ai mercatini, non si aggrega; i filatelisti sono in realtà dei "cani sciolti". Ed hanno una discreta/alta possibilità economica.

Non vorrei essere di parte ma cosa dire ai primi per recuperarli?
Appassionatevi alla Filatelia tematica e open!

Ciao:

sergio
Sergio De Benedictis
STAFF
Socio C.I.F.T. - A.I.C.A.M - A.N.C.A.I. - U.S.F.I. - I.S.S.P.

Visita la mia rubrica sul Postalista :Il bastone di Asclepio

Guarda le mie vendite su Delcampe: nickname "debene".

I miei interessi :
Tematica medica; Antichi Stati; Storia Postale di Bari; Precancel U.S.A., Affrancature Meccaniche; Letteratura Filatelica; Erinnofili;Collezione A.S.F.E.
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Matraire1855
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Iscritto il: 13 aprile 2010, 13:34
Località: Castellanza

Re: La filatelia è in crisi?

Messaggio da Matraire1855 »

Purtroppo la quasi totalità dei collezionisti non vuole spendere ma soprattutto non vuole spendere per la propria formazione/informazione acquistando libri e studi specializzati
Cerchi un volume di filatelia? Prova a cercarlo qui:
https://www.comprovendolibri.it/?uid=vignatidanilo
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giampi
Messaggi: 1212
Iscritto il: 23 agosto 2009, 10:15
Località: Capranica (Vt)

Re: La filatelia è in crisi?

Messaggio da giampi »

Non smetteremo mai di guardarci l'ombelico. La filatelia e' o potrebbe essere vitale perche' soggetto di studi? Non credo proprio che quello che hanno detto questi anni possa suffragarlo. La filatelia e' sempre stato un mix di tante motivazioni, ma la principale, quella che ha dato la spinta e' stata la possibilita' che spendendo cifre ragionevoli si potesse avere un ritorno economico . Vitale perche' forse un milione di collezionisti e semplicemente persone negli anni 60-70 comperavano tutto , serie appena emesse , Repubblica , Regno ASI, Occupazioni etc solo per rimanere nell'Area italiana. Ora il 90 o forse piu' di queste persone non ci sono piu' perche morte, disilluse, impoverite , disaffezionate etc. Il mercato o semplicemente come dice Antonello la compravendita e' ristretta ad un numero di collezionisti anziani ( quasi gli unici ormai) che hanno gia' tanto materiale nelle collezioni e vista l'evidenza che non c'è mai un ritorno delle cifre spese , qualora per motivi vari volessero vendere anche per via di una crisi economica generalizzata cosa otterrebbero? I collezionisti rimasti sono quelli a cui mancano i pezzi costosi e ci pensano bene a sacrificare buona parte del bilancio familiare. La filatelia si reggeva e prosperava per le centinaia di migliaia di giovani neo collezionisti che comperavano tutto nell'ambito dei pezzi comunissimi e di medio valore. Chi di noi, cioe' di chi e rimasto e costituisce la "fauna " dei filatelisti, ora compera piu tali pezzi? Ne abbiamo doppioni e piu' nelle nostre collezioni e questo determina il crollo delle quotazioni di mercati di quasi tutti i pezzi ad eccezione di quelli rari e/o di qualita' superiore.
Si penso che abbia ragione Sergio che la filatelia tematica potrebbe essere l'unica che spendendo cifre contenute (quindi non vedendola come investimento) potrebbe dare una prospettiva nuova al collezionismo. Ma dovremmo resettarci e convincerci che e' quello che ci piace. Ci riusciremo? Ciao:
Giampiero

Colleziono ASI, Regno, Colonie, Occupazioni, prevalentemente usati, la mia passione e' comprenderne l'autenticità'. Mi interessa poter classificare i colori dei francobolli (es. Pontificio, Sardegna) con metodi più' oggettivi.
Gianco
Messaggi: 255
Iscritto il: 23 febbraio 2014, 12:30

Re: La filatelia è in crisi?

Messaggio da Gianco »

E' tutto drammaticamente semplice.
Gli italiani si stanno impoverendo.
Siamo riusciti nella bella impresa di costruire un Paese in cui, per la prima volta, figli e nipoti saranno (e già sono) più poveri di noi, mentre noi abbiamo goduto di un agio superiore a quello dei nostri genitori.
I dati sono a disposizione di tutti. Se la ricchezza media in Italia tiene, crolla la ricchezza mediana, cioè il valore centrale, che è assai più importante.
La concentrazione dei patrimoni sta erodendo il ceto medio, che si sta sgretolando.
Molto spesso solo gli anziani hanno i soldini, ma di francobolli o lettere ne hanno già troppi e sono stanchi di far arricchire case d'Asta e periti/commercianti/intermediari. Semmai molti vorrebbero vendere e ciò abbassa di giorno in giorno i prezzi, ma, nonostante ciò, pochi sono disposti ad acquistare per mancanza di mezzi o per sfiducia nel mercato. Ciao:
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