Desidero sottoporre all’attenzione del forum questa rara testimonianza di posta diplomatica “pura”, viaggiata in circuito chiuso senza alcun intervento dei servizi postali ordinari.
Busta ufficiale del Consolato Generale d’Italia da Beirut (Libano) indirizzata al Console d’Italia ad Adelaide (Australia).
Il plico è privo di affrancatura, come previsto per la corrispondenza trasmessa in franchigia totale tramite Valigia Diplomatica, con instradamento attraverso l’hub del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) a Roma.
Presente il timbro di protocollo logistico, che ne attesta l’inclusione nel circuito diplomatico riservato.
Si tratta di una tipologia poco comune: è raro osservare due sedi italiane all’estero che comunicano tra loro tramite il circuito chiuso MAECI, anziché nel più frequente flusso “sede periferica - Roma”.
Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
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- Marco Aurelio
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Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
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- Marco Aurelio
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Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Convenzione-sulle-relazioni-diplomatiche-1961.pdf https://share.google/NLDUeSLlHazaesQSU
Chiedo scusa al forum per le imprecisioni nei post precedenti che ho cancellato riguardo gli articoli citati. Rileggendo con attenzione la Convenzione di Vienna, desidero rettificare i riferimenti normativi che si applicano a questa tipologia di plichi, riconducibili esclusivamente agli Articoli 27 e 30.
Nello specifico:
Art. 27 (commi 1–5): È la norma cardine che garantisce la libera comunicazione e definisce la figura del corriere diplomatico. Il comma 5 giustifica la franchigia totale: il plico viaggia tramite un funzionario dello Stato e non tramite il servizio postale pubblico, godendo di un regime di esenzione intrinseco. Il comma 4 giustifica invece i contrassegni esterni visibili sul plico.
Art. 30 (comma 2): Passaggio fondamentale per i pezzi in mio possesso, poiché estende l'inviolabilità alla corrispondenza privata dell'agente diplomatico (spiegando perché anche dei messaggi di congratulazioni godano di tale protezione).
Cordiali saluti
Chiedo scusa al forum per le imprecisioni nei post precedenti che ho cancellato riguardo gli articoli citati. Rileggendo con attenzione la Convenzione di Vienna, desidero rettificare i riferimenti normativi che si applicano a questa tipologia di plichi, riconducibili esclusivamente agli Articoli 27 e 30.
Nello specifico:
Art. 27 (commi 1–5): È la norma cardine che garantisce la libera comunicazione e definisce la figura del corriere diplomatico. Il comma 5 giustifica la franchigia totale: il plico viaggia tramite un funzionario dello Stato e non tramite il servizio postale pubblico, godendo di un regime di esenzione intrinseco. Il comma 4 giustifica invece i contrassegni esterni visibili sul plico.
Art. 30 (comma 2): Passaggio fondamentale per i pezzi in mio possesso, poiché estende l'inviolabilità alla corrispondenza privata dell'agente diplomatico (spiegando perché anche dei messaggi di congratulazioni godano di tale protezione).
Cordiali saluti
Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Buonasera,
secondo me, piú che di esenzione o franchigia, gli articoli citati insistono sulla inviolabilità. Condizione per l'inviolabilità è enunciata dall'art. 27, comma 4: I colli che compongono la valigia diplomatica devono portare all’esterno i contrassegni visibili di questa loro natura e devono contenere esclusivamente documenti diplomatici od oggetti destinati a un uso ufficiale.
La condizione che la valigia debba contenere solo oggetti per uso ufficiale é um compromesso assunto dai firmatari della convenzione, ma sappiamo che nelle valigie diplomatiche viaggia di tutto, appunto perchè nessuno le puó aprire durante il percorso.
La corrispondenza mostrata, presumibilmente parte di una valigia diplomatica dell'ambasciata di Beirut, quindi, a mio avviso, não è que abbia goduto di esenzione per la semplice ragione che la valigia, di per sè, era esente di un qualsiasi controllo. Una volta giunta a destino (MAECI?) il contrassegno sulla busta garantiva ancora una volta l'inviolabilità ed era quindi instradata, con altra valigia diplomatica, per Adelaide, anche se conteneva appena un messaggio di congratulazioni.
Nel settore che colleziono, consideriamo corrispondeza per via diplomatica appena quella corrispondenza privata che era inserita in una valigia diplomatica (in tempo di guerra) regolarmente affrancata e che, una volta arrivata alla sede diplomatica di destino, era inserita nel circuito postale (almeno è cosí che mi hanno spiegato).
Ciao
Giorgio
P.S. Esiste anche il flusso sede periferica-sede periferica (ad esempio ambasciate di riferimento di piú Paesi limitrofi e i loro rispettivi consolati).
secondo me, piú che di esenzione o franchigia, gli articoli citati insistono sulla inviolabilità. Condizione per l'inviolabilità è enunciata dall'art. 27, comma 4: I colli che compongono la valigia diplomatica devono portare all’esterno i contrassegni visibili di questa loro natura e devono contenere esclusivamente documenti diplomatici od oggetti destinati a un uso ufficiale.
La condizione che la valigia debba contenere solo oggetti per uso ufficiale é um compromesso assunto dai firmatari della convenzione, ma sappiamo che nelle valigie diplomatiche viaggia di tutto, appunto perchè nessuno le puó aprire durante il percorso.
La corrispondenza mostrata, presumibilmente parte di una valigia diplomatica dell'ambasciata di Beirut, quindi, a mio avviso, não è que abbia goduto di esenzione per la semplice ragione che la valigia, di per sè, era esente di un qualsiasi controllo. Una volta giunta a destino (MAECI?) il contrassegno sulla busta garantiva ancora una volta l'inviolabilità ed era quindi instradata, con altra valigia diplomatica, per Adelaide, anche se conteneva appena un messaggio di congratulazioni.
Nel settore che colleziono, consideriamo corrispondeza per via diplomatica appena quella corrispondenza privata che era inserita in una valigia diplomatica (in tempo di guerra) regolarmente affrancata e che, una volta arrivata alla sede diplomatica di destino, era inserita nel circuito postale (almeno è cosí che mi hanno spiegato).
Ciao
Giorgio
P.S. Esiste anche il flusso sede periferica-sede periferica (ad esempio ambasciate di riferimento di piú Paesi limitrofi e i loro rispettivi consolati).
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- Marco Aurelio
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Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Ciao Giorgio,
è solo per chiarezza terminologica: quando parlo di “storia postale” non mi riferisco alla corrispondenza transitata per il servizio postale, bensì alla documentazione dei sistemi di trasmissione della corrispondenza, anche quando avvengono in circuito chiuso e completamente fuori dal servizio postale pubblico. In questo caso si tratta quindi di storia postale diplomatica istituzionale, non di posta trattata da un operatore postale.
Solo per completezza: quando ho usato il termine “franchigia totale” non mi riferivo a un’esenzione tariffaria postale, ma al fatto che il plico non entra nel servizio postale pubblico. Non ho mai parlato di franchigia in senso postale, perché qui non c’è alcun rapporto con il servizio postale.
Grazie per lo spunto, che ha permesso di chiarire bene la distinzione tra i due ambiti.
è solo per chiarezza terminologica: quando parlo di “storia postale” non mi riferisco alla corrispondenza transitata per il servizio postale, bensì alla documentazione dei sistemi di trasmissione della corrispondenza, anche quando avvengono in circuito chiuso e completamente fuori dal servizio postale pubblico. In questo caso si tratta quindi di storia postale diplomatica istituzionale, non di posta trattata da un operatore postale.
Solo per completezza: quando ho usato il termine “franchigia totale” non mi riferivo a un’esenzione tariffaria postale, ma al fatto che il plico non entra nel servizio postale pubblico. Non ho mai parlato di franchigia in senso postale, perché qui non c’è alcun rapporto con il servizio postale.
Grazie per lo spunto, che ha permesso di chiarire bene la distinzione tra i due ambiti.