Desidero sottoporre all’attenzione del forum questa rara testimonianza di posta diplomatica “pura”, viaggiata in circuito chiuso senza alcun intervento dei servizi postali ordinari.
Busta ufficiale del Consolato Generale d’Italia da Beirut (Libano) indirizzata al Console d’Italia ad Adelaide (Australia).
Il plico è privo di affrancatura, come previsto per la corrispondenza trasmessa in franchigia totale tramite Valigia Diplomatica, con instradamento attraverso l’hub del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) a Roma.
Presente il timbro di protocollo logistico, che ne attesta l’inclusione nel circuito diplomatico riservato.
Si tratta di una tipologia poco comune: è raro osservare due sedi italiane all’estero che comunicano tra loro tramite il circuito chiuso MAECI, anziché nel più frequente flusso “sede periferica - Roma”.
Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Moderatore: cialo
- Marco Aurelio
- Messaggi: 828
- Iscritto il: 17 giugno 2024, 11:25
Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
- Marco Aurelio
- Messaggi: 828
- Iscritto il: 17 giugno 2024, 11:25
Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Convenzione-sulle-relazioni-diplomatiche-1961.pdf https://share.google/NLDUeSLlHazaesQSU
Chiedo scusa al forum per le imprecisioni nei post precedenti che ho cancellato riguardo gli articoli citati. Rileggendo con attenzione la Convenzione di Vienna, desidero rettificare i riferimenti normativi che si applicano a questa tipologia di plichi, riconducibili esclusivamente agli Articoli 27 e 30.
Nello specifico:
Art. 27 (commi 1–5): È la norma cardine che garantisce la libera comunicazione e definisce la figura del corriere diplomatico. Il comma 5 giustifica la franchigia totale: il plico viaggia tramite un funzionario dello Stato e non tramite il servizio postale pubblico, godendo di un regime di esenzione intrinseco. Il comma 4 giustifica invece i contrassegni esterni visibili sul plico.
Art. 30 (comma 2): Passaggio fondamentale per i pezzi in mio possesso, poiché estende l'inviolabilità alla corrispondenza privata dell'agente diplomatico (spiegando perché anche dei messaggi di congratulazioni godano di tale protezione).
Cordiali saluti
Chiedo scusa al forum per le imprecisioni nei post precedenti che ho cancellato riguardo gli articoli citati. Rileggendo con attenzione la Convenzione di Vienna, desidero rettificare i riferimenti normativi che si applicano a questa tipologia di plichi, riconducibili esclusivamente agli Articoli 27 e 30.
Nello specifico:
Art. 27 (commi 1–5): È la norma cardine che garantisce la libera comunicazione e definisce la figura del corriere diplomatico. Il comma 5 giustifica la franchigia totale: il plico viaggia tramite un funzionario dello Stato e non tramite il servizio postale pubblico, godendo di un regime di esenzione intrinseco. Il comma 4 giustifica invece i contrassegni esterni visibili sul plico.
Art. 30 (comma 2): Passaggio fondamentale per i pezzi in mio possesso, poiché estende l'inviolabilità alla corrispondenza privata dell'agente diplomatico (spiegando perché anche dei messaggi di congratulazioni godano di tale protezione).
Cordiali saluti
Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Buonasera,
secondo me, piú che di esenzione o franchigia, gli articoli citati insistono sulla inviolabilità. Condizione per l'inviolabilità è enunciata dall'art. 27, comma 4: I colli che compongono la valigia diplomatica devono portare all’esterno i contrassegni visibili di questa loro natura e devono contenere esclusivamente documenti diplomatici od oggetti destinati a un uso ufficiale.
La condizione che la valigia debba contenere solo oggetti per uso ufficiale é um compromesso assunto dai firmatari della convenzione, ma sappiamo che nelle valigie diplomatiche viaggia di tutto, appunto perchè nessuno le puó aprire durante il percorso.
La corrispondenza mostrata, presumibilmente parte di una valigia diplomatica dell'ambasciata di Beirut, quindi, a mio avviso, não è que abbia goduto di esenzione per la semplice ragione che la valigia, di per sè, era esente di un qualsiasi controllo. Una volta giunta a destino (MAECI?) il contrassegno sulla busta garantiva ancora una volta l'inviolabilità ed era quindi instradata, con altra valigia diplomatica, per Adelaide, anche se conteneva appena un messaggio di congratulazioni.
Nel settore che colleziono, consideriamo corrispondeza per via diplomatica appena quella corrispondenza privata che era inserita in una valigia diplomatica (in tempo di guerra) regolarmente affrancata e che, una volta arrivata alla sede diplomatica di destino, era inserita nel circuito postale (almeno è cosí che mi hanno spiegato).
Ciao
Giorgio
P.S. Esiste anche il flusso sede periferica-sede periferica (ad esempio ambasciate di riferimento di piú Paesi limitrofi e i loro rispettivi consolati).
secondo me, piú che di esenzione o franchigia, gli articoli citati insistono sulla inviolabilità. Condizione per l'inviolabilità è enunciata dall'art. 27, comma 4: I colli che compongono la valigia diplomatica devono portare all’esterno i contrassegni visibili di questa loro natura e devono contenere esclusivamente documenti diplomatici od oggetti destinati a un uso ufficiale.
La condizione che la valigia debba contenere solo oggetti per uso ufficiale é um compromesso assunto dai firmatari della convenzione, ma sappiamo che nelle valigie diplomatiche viaggia di tutto, appunto perchè nessuno le puó aprire durante il percorso.
La corrispondenza mostrata, presumibilmente parte di una valigia diplomatica dell'ambasciata di Beirut, quindi, a mio avviso, não è que abbia goduto di esenzione per la semplice ragione che la valigia, di per sè, era esente di un qualsiasi controllo. Una volta giunta a destino (MAECI?) il contrassegno sulla busta garantiva ancora una volta l'inviolabilità ed era quindi instradata, con altra valigia diplomatica, per Adelaide, anche se conteneva appena un messaggio di congratulazioni.
Nel settore che colleziono, consideriamo corrispondeza per via diplomatica appena quella corrispondenza privata che era inserita in una valigia diplomatica (in tempo di guerra) regolarmente affrancata e che, una volta arrivata alla sede diplomatica di destino, era inserita nel circuito postale (almeno è cosí che mi hanno spiegato).
Ciao
Giorgio
P.S. Esiste anche il flusso sede periferica-sede periferica (ad esempio ambasciate di riferimento di piú Paesi limitrofi e i loro rispettivi consolati).
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
- Marco Aurelio
- Messaggi: 828
- Iscritto il: 17 giugno 2024, 11:25
Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Hai ragione: il comma 5 da solo non parla di franchigia in senso postale.
Il mio riferimento era all’articolo 27 nel suo complesso, non al singolo comma: ho semplificato troppo citando solo il 5.
La mia espressione “franchigia totale” era nel senso operativo — il plico non entra nel servizio postale e quindi non può essere affrancato né tassato — non in senso tariffario.
Ti ringrazio per il chiarimento, Giorgio.
Con il tuo intervento ho potuto precisare meglio il riferimento normativo e credo che ora il quadro sia completo.
Un saluto cordiale.
Il mio riferimento era all’articolo 27 nel suo complesso, non al singolo comma: ho semplificato troppo citando solo il 5.
La mia espressione “franchigia totale” era nel senso operativo — il plico non entra nel servizio postale e quindi non può essere affrancato né tassato — non in senso tariffario.
Ti ringrazio per il chiarimento, Giorgio.
Con il tuo intervento ho potuto precisare meglio il riferimento normativo e credo che ora il quadro sia completo.
Un saluto cordiale.
- Marco Aurelio
- Messaggi: 828
- Iscritto il: 17 giugno 2024, 11:25
Re: Storia Postale dei Corrieri Diplomatici e delle Relazioni Internazionali
Volevo solo chiarire un punto: qui mi sto riferendo alla Storia Postale Diplomatica in franchigia totale operativa.
Questa tipologia rientra a pieno titolo nella Storia Postale Generale, che studia tutti i sistemi organizzati di trasmissione della corrispondenza, non soltanto quelli affidati al servizio postale pubblico.
Nel caso specifico, il ‘servizio’ è svolto dallo Stato attraverso il circuito istituzionale MAECI, e la franchigia non è una concessione tariffaria postale, ma un regime giuridico derivante dal diritto internazionale (art. 27).
Il fatto che il plico sia “puro” e non sia mai entrato nel circuito ordinario non lo esclude dalla storia postale: al contrario, ne fa una testimonianza particolarmente significativa.
Cordiali saluti
Questa tipologia rientra a pieno titolo nella Storia Postale Generale, che studia tutti i sistemi organizzati di trasmissione della corrispondenza, non soltanto quelli affidati al servizio postale pubblico.
Nel caso specifico, il ‘servizio’ è svolto dallo Stato attraverso il circuito istituzionale MAECI, e la franchigia non è una concessione tariffaria postale, ma un regime giuridico derivante dal diritto internazionale (art. 27).
Il fatto che il plico sia “puro” e non sia mai entrato nel circuito ordinario non lo esclude dalla storia postale: al contrario, ne fa una testimonianza particolarmente significativa.
Cordiali saluti