
Questo 2 gr. secondo voi è un seconda o terza tavola, il colore che tonalità di carminio?
Grazie agli esperti per le sicure risposte
Un
Nilo

pasfil ha scritto:Ciao Nilo,
l'immagine non è buona.
IIIa tavola.
Per il colori ho delle convinzioni sulle gradazioni di colore (credo proprio non insensate) che per i FB della serie borbonica del 1858 si discostano notevolmente da quelle riportate dal Sassone.
![]()
![]()
![]()
pasfil
Pietro
Pietro
ottimo lavoro...inoltre fà sempre piacere rileggere il Maestro di cui è da notare l'esemplare chiarezza e linearità della spiegazione....da osservare che da quando ha scritto quel libro, fra un pò , è passato un secolo, e per cui immaginate nel frattempo cosa è successo ai francobolli che LUi deve aver maneggiato a milioni....cosa certa è che i francobolli di Napoli FRESCHI, VIVI E/O SCURI sono INSUPERABILI a bellezza....peccato che in tali condizioni siano pressochè introvabili

a Pietro e a tutti gli altri amici,
pasfil ha scritto:....Ebbene, sono convinto che in quest’ultimo argomento (la pasta base ricavata dall’olio di noce influisce in modo importante sul risultato che sarà condizionato anche dai fenomeni di ossidazione e denaturazione proteica di tale sostanza) sia possibile ricavare anche l’esatta chiave di lettura delle gradazioni di colore, trascurata dal Diena che però in modo esemplare descrive i fenomeni che interessano i bellissimi FB Borbonici, sia quelli realizzati con pigmenti di origine minerale che quelli di origine animale.
E’ chiaro ognuno di noi rimarrà libero di pensare come crede.
tutti
, meritati.
Antonello Cerruti ha scritto:pasfil ha scritto:....Ebbene, sono convinto che in quest’ultimo argomento (la pasta base ricavata dall’olio di noce influisce in modo importante sul risultato che sarà condizionato anche dai fenomeni di ossidazione e denaturazione proteica di tale sostanza) sia possibile ricavare anche l’esatta chiave di lettura delle gradazioni di colore, trascurata dal Diena che però in modo esemplare descrive i fenomeni che interessano i bellissimi FB Borbonici, sia quelli realizzati con pigmenti di origine minerale che quelli di origine animale.
E’ chiaro ognuno di noi rimarrà libero di pensare come crede.
All'ottima analisi di Pietro aggiungerei almeno altri due fattori determinanti nella determinazione del colore o, più correttamente, della tonalità del colore.
La luce e la conservazione.
Alla luce solare, molte tinte appaiono più lillacee di quanto realmente sono.
Ma è più corretto esaminarle e valutarle a luce naturale o a luce artificiale?[/b]
Lo stato di conservazione (luce/buio, maggiore o minore umidità, esposizione o riparo dalla polvere ambientale, ecc.) hanno determinato profonde alterazioni nei colori determinando ossidazioni, sbiadimenti ed altro.
Lo studio di Alberto Diena avveniva molti decenni fa; nel frattempo come si sono alterati quei "lilla, rosa, mattone e carminio"?
Cordiali saluti.
Antonello Cerruti
P.S. Dimenticavo: come cambiano i colori degli inchiostri conservati - oggigiorno - nelle plastiche degli album?