Grazie anche a te Desmodavid!
Rispondo a Laurent: lo stesso "taglio" dell'articolo ottenuto mixando pezzi collezionistici, postali e non, e materiale storico l'avevo notato pure in alcuni tuoi interventi precedenti. Penso sia la soluzione ottimale anche perché per esperienza personale fare sfogliare una collezione prettamente filatelica o postale a persone non esperte provoca qualche inevitabile sbadiglio. Quindi ben vengano, cartoline, manifesti, doc coevi per calamitare l'attenzione e allargare le conoscenze.
Effettivamente scavando negli archivi, specialmente se opportunamente guidati

, si fanno scoperte impensate che rimettono in gioco quanto appreso durante gli studi o le letture quotidiane

. Porto l'esempio della sede di Milano dove un lamentela sul consumo abnorme di candele di sego innescò un'indagine interna che ha poi fruttato nel III millennio dei dati inediti sulla mole di materiale lavorato, la tempistica e gli addetti.
In seconda battuta nasce la riflessione su quanto appreso finora, a scuola o attraverso i moderni mezzi di comunicazione: austriaci oppressori, taccagni all'inverosimile. E' pur vero che gli Asburgo austriaci non nuotavano nell'oro e conducevano una vita piuttosto spartana se confrontata con la corte francese e spagnola e di riflesso condizionavano i propri sudditi postali: tuttavia analizzando altre fonti dei nostri giorni emerge che se nel III millennio per avere un'ora di luce sono sufficienti pochi secondi di lavoro nel XIX secolo servivano diverse ore per comperare una candela. Ecco quindi il motivo dell'indagine di cui vi era stato un primo accenno già durante lo studio dell'UP alla stazione di Coccaglio
Sarà solo un caso che l'Auer direttore della I.R.Stamperia a Vienna fece costruire un impianto di illuminazione a gas?

(Fedele/Luraschi " 'I.R.Stamperia di Corte" in Storie di Posta 7, maggio 2013)
Una news inaspettata, almeno per me, grazie alla storia postale!

Francesco
Revised by Lucky Boldrini - March 2016